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Una storia di utente_cancellato

Questa storia è presente nel magazine Pensieri in Libertà

La buona Musica, ed il web

come Internet ha cambiato l'ascolto della Musica

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3 minuti

Pubblicato il 09 ottobre 2018 in Giornalismo

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Visto che tutti Noi come amanti della Buona Musica siamo in qualche modo parte in causa, casomai non ci avessimo ancora pensato, vorrei con questa mia far presente come il web, impattando sui nostri comportamenti musicali, abbia in poco tempo reimpostato, forse, in meglio velocemente le regole del mondo musicale, rendendolo più accessibile a chiunque, grazie ad una connessione internet, tanto che oggi chiunque può esprimere liberamente le proprie idee al riguardo, in modo analogo ai critici anche più rinomati.


Da quando non sono solo più giornali e riviste specializzati a connetterci con il mondo della musica, ma sono soprattutto web e media, tutto è a portata di mano, immediatamente fruibile grazie anche alle piattaforme di streaming, che hanno così contribuito ad una democratizzazione “dal basso” della musica, arrecando forse un calo alle vendite discografiche, specie quelle in senso tradizionale.


Fatto sta che questo calo è tutto da provare, visto che al business tradizionale delle vendite, come lo si intendeva una volta, è subentrato quello dei download, dell’e-commerce e dei concerti, sponsorizzati gratuitamente dal martellamento capillare dei media e del web, grazie a social e reality musicali; ciò premesso, i grandi guadagni ci sono ancora forse più di prima, anche se gli interessati, musicisti e case discografiche, spesso si lamentano ipocritamente, facendo finta di non sapere che i loro profitti ora non dipendono più dalla vendita dei dischi, ma da tutto quello che gira intorno alla musica in generale.


Ancora prima di internet, le recensioni avevano come vettori solo giornali e riviste specializzate, i critici musicali si contavano sulle dita di una mano, e le loro recensioni costituivano l’unico mezzo per valutare la bontà di un disco, svolgendo un compito di indirizzo e di guida per i musicofili; tali critici costituivano il “fulcro” dell’informazione musicale, ed ognuno di noi, una volta individuato quello di riferimento, poteva fidarsi più o meno ciecamente del suo lavoro; ma a volte c’era una variante poco simpatica al loro operato, visto che alcuni anteponevano bellamente il marketing ed una certa egemonia intellettuale alla musica meritevole di essere recensita; infatti a quei tempi una buona recensione garantiva spesso il successo di un album, facendo prevalere un genere su un altro, fatto che i producers discografici sapevano bene, come fu nel secolo scorso (ndr: anni ’70) quando due “filoni” musicali parimenti importanti e meritevoli, come il progressive ed un certo rock americano, ebbero da noi trattamenti dispari e riscontri opposti che perdurano ancora.


Quello del recensore musicale, prima dell’arrivo in grande stile del web, era un mestiere ben preciso che via via è andato scemando, vista la moltitudine di servizi web che permettono liberamente prima di ascoltare e documentarsi, e poi procedere convintamente all’acquisto di un disco, senza dover far riferimento necessariamente agli “informatori musicali” com’era una volta; grazie ai siti web dedicati, inizialmente quasi artigianali ed un po’ avventurosi, si è data così voce al popolo dei Musicofili, desiderosi di condividere in rete la musica preferita e le loro opinioni, che, pur agendo senza filtri, a volte in modo acritico ed inesperto, hanno rimpiazzato di botto il vecchio mondo del giornalismo musicale, fatto di inviati, coordinatori, correttori di bozze, ed al centro articolisti e recensori, che ora puoi ritrovare in rete come web writers qualunque.


Grazie alle conversazioni on line, tutto si evolve continuamente verso ascolti più graditi e nuove tendenze, a portata di mano o meglio di click, perché mentre leggi una recensione, puoi anche ascoltare l'album di cui si sta parlando, e dire anche la tua al riguardo; ciò ha ribaltato la visuale prospettica, perché non siamo più noi a inseguire i critici musicali con le loro recensioni, ma, pur riconoscendo a questi ancora il merito se autentici e liberi, da un po’ sono gli stessi che rincorrono il web, cambiando la loro prospettiva in base alle opinioni dei “nessuno” e dei loro followers.

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