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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine PICCOLI OMICIDI QUOTIDIANI

Dimenticati del futuro ...

(..if you can do it).

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8 minuti

Pubblicato il 18 dicembre 2018 in Humor

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George ti comunico che i nostri amici Eleanor e Michael sono in partenza per una crociera sul Bosforo e che quindi quella di stasera sarà l’ultima cena che faremo insieme prima dell’estate. Perché Ann, gli hai forse preparato un dessert al cianuro o hai messo della cicuta nel prosecco? Ma che dici, si può sapere cosa ti salta in mente? Peccato! Come dici? No, dicevo che sono dispiaciuto di non vederli più!

Ma perche gridi, se sono qui. Scusami Ann, ma ti facevo nell’altra stanza, o in bagno, o che so io. No sai, ci tenevo a dirti che mi hanno chiesto dove andremo in vacanza e gli ho risposto che ancora non lo sappiamo. Hai fatto malissimo. Perché mai? Dovevi dir loro che andremo in Palestina, più precisamente a Gaza. Perché mai dovremmo andare a Gaza? Per dare una mano ai Palestinesi, contro la loro volontà ovviamente, che non saprebbero cosa farsene di due s… come noi.

Ma George! Scusa, errata corrige, volevo dire due sprovveduti (tanto è uguale) come noi. Avanti George, vuoi dirmi perché ce l’hai tanto con loro? – m’ingiunge Ann con le mani sui fianchi a mo’ di sfida. A causa della loro ostinata arroganza di schierarsi ostinatamente sempre dalla parte dei più forti, vedi con l’Afganistan, vedi con l’Iraq, vedi …

Ahhh, so già che tu e Michael finirete per parlare di politica anche questa sera, come se le dispute internazionali possano risolversi a tavolino tra voi due. Ma ho già trovato una soluzione alla questione perché ho invitato anche Miriam e Oswald, almeno noi donne potremo giocare a bridge mentre voi, immagino, penserete a come nutrire ottanta milioni di affamati nel mondo. Hai detto Oswald? Sì, con Miriam, perché?

Non credo che riusciremo a stabilire una qualche tregua sul fronte dello sterminio di massa, non fa che dire che siamo troppi, che stiamo intasando il pianeta, che ci vorrebbe una bella epidemia, una qualche catastrofe naturale, e che non ci rimane che aspettare il prossimo diluvio, molto vicino tra l’altro. Non mi risulta che Oswald sia poi uno così menagramo. No, ma quando ci si mette.

Quindi evita di prendere certi argomenti, George, tu che puoi, dimenticati di voler salvare il mondo. Per finire a parlare di gossip tutta la sera come fate voi? No grazie tante! Comunque tu mantieni il punto. Quale? Che non abbiamo ancora deciso dove andare in vacanza. E se tenteranno di trascinarci con loro, capisci che sarebbe una catastrofe, oppure tu … Io cosa? – chiede Ann immersa in una nuvola di aloa tropicale.

Vieni, abbracciami, ti amo così come sei, sebbene capisco solo adesso che sarei capace di uccidere metà della popolazione mondiale, pur di non condividerti con nessuno. Hai mai pensato che forse si farebbe prima a eliminare te, in modo che ciò che rimane dell’umanità vivrebbe senz’altro meglio. E tutti vissero felici e contenti – dico, mentre Ann mi passa una mano tra i capelli. Andiamo di la? – le chiedo. Non c’è tempo, gli ospiti stanno per arrivare, il bagno è libero, puoi andare a darti una ritoccata al capello, visto che ci tieni tanto, sei un po’ spettinato.

Convenevoli, battute, baci e abbracci delle signore prima di accomodarci per la cena fredda self-service. Gradite del buon vino bianco ghiacciato? Si grazie! Michael è decisamente invecchiato dall’ultima volta che ci siamo visti a casa sua, l’amante deve averlo sciupato un po’ più del solito prima di lasciarlo andare in crociera con sua moglie, la tenera, dolce Eleanor. In quanto a Oswald non se ne è parlato molto, è sentenzioso quanto perentorio, roboante, anatemico, credo potrebbe uccidere l’altra metà della popolazione mondiale al posto mio, anche per questo stasera penso di spendere con lui qualche parola in più del solito.

Se non altro mi assicuro che dopo di me lo sterminio venga portato a termine con oculatezza, a cominciare da Miriam, che avendo capito la mia tendenza all’infedeltà fa leva sulla fragilità dei miei sentimenti per sedurmi, neppure ce ne fosse bisogno. Ha la spudoratezza di chiedere ad Ann se può prendermi in prestito? Mi chiedo se Ann accetterebbe? Infatti il problema non è Miriam, ma Ann, o forse nessuna di loro, quanto invece sono ‘me’. Però, se Ann me lo chiedesse, magari … cosa sto mai dicendo? Magari è solo un gioco che entrambe fanno per spronare noi mariti alla gelosia – mi dico.

Non ne sarei così certo, George – incalza Oswald, quest’anno, per esempio, io e Miriam siamo incerti dove andare in vacanza, e so già che finiremo per farle separate. A sì, e come mai? Ne vale il nostro futuro di coppia. In che senso? Vedi George, dopo qualche tempo di perfetta sintonia se ne sente il bisogno. Ti rammento che siamo a tavola – lo corregge Miriam. Pardon, la necessità, di mettersi alla prova. Quale prova, del nove, del cerchio, del fuoco? – chiede stentoreo Michael.

Credo tu abbia bevuto abbastanza – gli dice Oswald. Che vuoi dire? Quello che ho appena detto. Di certo Michael potrebbe essere la seconda vittima dopo sua moglie – penso, ma taccio. Per certo partiremo insieme, portiamo i bambini da sua madre al mare, e poi decideremo ognuno per proprio conto secondo le nostre volontà. E quali sarebbero le vostre volontà? – chiede Eleanor, tornando da chissà quale pianeta di pudicizia e di moralità. Magari fare il loro porco comodo! – dico io.

George! – blatera Ann quasi fuori di sé. Non volevo mancare di rispetto a nessuno, mi è venuto spontaneo pensare che una scelta del genere la si fa in quel senso, se no perché farla. Quindi George devo pensare che quando sei da solo, dai sfogo alle tue bassezze di porco? – insinua Miriam. Se fossi in te non avrei dubbi Ann – conferma Michael abbandonandosi in una risata fragorosa. Grazie Michael sei un vero amico. Non c’è di che George!

Penso davvero che Michael non sopravvivrà a questa cena, nella speranza che mi sia rimasto ancora un po’ di arsenico da qualche parte. E dimmi Oswald, ti sei fatto una qualche idea del tipo di vacanza che vorresti fare? Ci sto pensando. Non è che magari ti ritroviamo a marciare da qualche parte in Baviera o a sparare a Beirut o, che so, a Gaza per esempio?

Tutt’altro. Si vede che stai invecchiando Oswald – dice Michael. Non lo bere l’alcol se ti fa quest’effetto – gli dico. Sentiamo cosa ha da dire Miriam. Beh, per come la vedo io George potresti lasciare che Ann si prenda un periodo di riposo dove vuole lei, e tu magari, raggiungermi al mare dei tropici. Magari, come tu dici Miriam, ci farò sopra un pensierino. Spero che il sole dei tropici si riversi su di te come lava incandescente – penso.

Comunque grazie per l’invito. Non credete di aver fatto male a non scegliere anche voi una crociera? Chiede Eleanor mentre afferra un ultimo pasticcino. Un vero peccato che il Titanic sia affondato senza di voi – mi verrebbe da dire, ma non lo dico per non volermi sentire accusare di amoralità. E con questo buona notte e buone vacanze a tutti … e mi raccomando, ‘forget about the future, if you can do it’, sempre che sopravviviate! – dico io.

Ma George! Esclama Ann subito pronta a riprendermi. No, dicevo così tanto per scherzare. Di solito è di buon augurio augurare una catastrofe che si riversa su qualcuno che è in vacanza, perché speri comunque di rivederlo … almeno per il funerale.


Pochi giorni ancora ed ecco scoppia l’estate e la calura di luglio si rivela infernale. Ann ha portato i bambini per qualche giorno al mare, fino al prossimo fine settimana, quando sarà di ritorno, dopo averli lasciati con la zia (sorella di suo padre). Alla fine abbiamo deciso di fare un giro attraverso la verde Scozia, io e lei da soli, tanto per rinverdire (è il caso di dirlo) il nostro ancor sano menage quotidiano, seppure va detto che con l’età che avanza ha subìto una drastica riduzione, da parte mia ovviamente. Approfittiamo per far visita a Malcolm che nei pressi di Birmingham ha una stupenda magione.

Ad accoglierci sull’entrata è la sempre stupenda Rita, con qualche ruga in più (noto), contenta di vederci entrambi come non mai. Ma non è così, è più giovane di quando l’abbiamo lasciata l’ultima volta, un viso di bambola, una pelle levigata, quasi trasparente! – esclama Ann che mi guarda sbigottita. Accomodatevi, Malcolm si sentiva un po’ stanco e sta facendo la siesta, come dicono in Messico. A dire il vero deve ancora riprendersi dalla sbronza di ieri sera, abbiamo avuto ospiti e così … Del resto non gli si può impedire di fare gli onori di casa col dare fondo all’intera cantina – penso ma non lo dico.

Ma ditemi, il tempo passato lontano da voi seppur breve, mi sembra sempre un’eternità. Ma questa volta non vi muoverete da qui fino alla fine dell’estate. Non dimenticarti Rita che abbiamo dei ragazzi. Saranno grandi ormai, perché non li avete portati con voi? Si sarebbero divertiti moltissimo, si possono fare gite ai laghi, sulle alture, andare a cavallo, non da molto Malcolm ha preso anche dei pony, sono deliziosi. Te lo immagini Malcolm su un pony, Ann? A meno che non sia grosso e robusto come un tir? Il pony intendo.

George sei sempre lo stesso, non perdi l’occasione per le tue battutacce. Ma che importa, sono pur sempre ficcanti, del resto Malcolm ha superato anche quella dimensione, quella del tir umano, intendo.

Ma entrate, accomodatevi! – ci invita Rita ospitale come sempre, mentre la casa rintrona del forte russare di Malcolm dall’alto della sua aristocratica visione della vita.


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