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Una storia di Filippodilella

Lettera dal mare aperto

Due parole sul niente

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7 minuti

Pubblicato il 09 giugno 2019 in Humor

Tags: #73

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Seguire il volo di una foglia scambiandola per un uccello, così soffia la tempesta tra le violette, i pini, le ginestre; non pensavo che tra i fiori dell'estate imminente potesse sbocciare un secondo novembre né che il respiro degli alberi potesse vibrare rigoglioso sullo sfondo d'un cielo tetro.
E un gelso racconta una storia di marmellata al terreno raddolcito, le ragazze sorridono dalle scollature vent'enni... E tu, tu che fumi distratto alla finestra, guardi fuori ma non vedi nulla, lo sguardo perso nel vuoto a fissare quel po' di blu che ti concedono, sputi fumo, getti mezza sigaretta e il vortice del futuro ti ingoia già; è stato un attimo di pace all'ombra di una quercia tra i pensieri e i pezzetti di tempo andato. Ci rivedremo al passare del prossimo treno che mi trasporterà verso casa o verso il destino.
Ci si immagina i poeti con le dita unte e le guance arrossate dalla vita liquida delle osterie o raccolti in profonde riflessioni adornati da scaffali pieni e polverosi, invece risulta che essi si perdano tra i moti della vita come le acque d'un fiume alla foce e non si riesca più a stabilire quale siano le acque dolci e quali le ruvide salate onde del loro animo; nello specifico mi risulta che spesso essi si trovino soli, sì, ma in tetre camere dimenticate ove sogliono sciogliere il cilicio dei loro intimi pensieri causandosi dolore e pianti bui o risate isteriche.
Quand'è stata l'ultima volta che hai riso davvero di cuore? Quando l'ultima che hai fatto ridere di cuore qualcuno?

Riusciremo a godere di nuovo del silenzio?
Ci sono silenzi che ti infettano dentro penetrando nelle ossa, malattie.
Ci sono anni che scivolano nel silenzio di chi non ha nulla da dire pur riempiendo le coclee altrui di decibel o fogli bianchi di lettere ordinate come piccoli soldati di un'ennesima battaglia inutile.
Oddio, esistono poi battaglie utili? Forse.

Delle volte sembra di spedire un treno dove binari non ce n'è, aspetti lo schianto ma lo schianto non arriva: qualcuno, qualcosa in noi o un disegno di cui sfugge la visione generale frena, frena sempre prima di deragliare e non ci fa più godere del fascino dell'imprevisto, dello scandalo o della totale anarchia dei pensieri, è come se ci fosse un piccolo fascista che percuote il pirata in noi rubandogli il timone.
- Ehi, tu, villano! Molla l'osso o ti polverizzo! -
Mi chiedo, ad esempio, se almeno una volta riuscirò a pregare per quel tale che andava in giro predicando che "un soldato muore sereno perché sa che ha compiuto il suo dovere"; una mattina lo trovarono spiaccicato come una mosca sul parabrezza dell'autobus e chissà se l'hanno poi accolto nei campi elisii... Mentre lo staccavano da lì mi dicevo che certe insinuazioni sono sottili ma il 73 barrato delle 8.35 è bello grosso per rischiare di non vederlo, spero abbia trovato la serenità che cercava o almeno che il suo vangelo lo abbia consolato.
Ci rivedremo dall'altra parte, marinaio.

Si sa, il rischio di non essere creduti è sempre elevato, soprattutto quando si sacrifica "l'eleganza" in favore di metafore più, come dire... Verrebbe "spinte", ma forse sarebbe meglio "calzanti".
Ad esempio, tutti sanno che il sesso è una spinta fenomenale nell'arco di una vita ma, e qui si presenta di nuovo il piccolo fascista (- Ehi, tu! Screanzato! Triviale! Modera il linguaggio!- ), pronunciare la parola "sperma" o "eiaculazione" al posto di "seme" o ( orribile e falsa ) "termine dell'atto amoroso", è una "imperdonabile volgarità inutile atta solo ad attirare l'attenzione..."
Poco importa se nemmeno venga colta la mappa concettuale e allegorica, l'importante è condannare, restare al sicuro tra i "nostri", nel perbenismo di facciata e presentarsi col sorriso nell'abito migliore. Sempre.

La natura può sembrare crudele e così il mondo degli uomini che ne è l'inevitabile riflesso, in realtà la natura è l'uomo e viceversa.
Insomma, delle volte la chiamano poesia, delle volte lirica, altre volte racconto ma è sempre un tentativo di schematizzar

e ciò che in realtà non comprende nemmeno l'autore, una forzatura necessaria a semplificare ciò che semplice non è attraverso delle regole o opinioni comuni; un temporale non è solo tuoni, fulmini, vento e pioggia. Per alcuni un temporale è innanzitutto un'emozione, per un metereologo potrebbe essere una perturbazione, per altri è solo... Un temporale.
L'intenzione dell'autore, se autentica e svuotata dalle convenzioni, diviene nota proprio durante l'atto o alla fine di esso, saranno poi i fruitori a riempirla di sé stessi, se e quando riterranno opportuno.
Tutto diviene chiaro, l'autore non possiede l'opera benché illuso, l'autore non possiede coscienza dell'opera benché illuso ma è l'opera a possedere l'autore e a renderlo schiavo, è la coscienza dell'opera acquisita tramite il fruitore a possedere l'autore e a rinchiuderlo nelle maglie di quella stessa coscienza rendendolo "guinzagliato" a ciò che gli altri vedono in lui attraverso lo specchio distorto di ciò che egli produce, siano parole o altro.
Almeno credo... Poi ci sono gli architetti che pianificano l'opera in ogni suo dettaglio, le virgole, gli accenti, ecc... Donandole una facciata impeccabile, uno scheletro d'acciaio solido e un tetto stabile; a costoro va tutta la mia ammirazione, se io provassi a fare così ne uscirebbe una facciata... Ma uscirebbe una facciata?
Che poi, mi dicono, si dice di più non dicendo...

Il piccolo fascistello nella mia testa bacata mi chiede:
- Perché inserire un nano che si suicida subito in un atto teatrale peraltro di dubbio gusto? -
- Beh...- ,rispondo, - la domanda sarebbe perché no?! Ma soprattutto sarebbe chi è il nano? O meglio, cosa è il nano? Non è forse vero che il teatro porta in scena la vita? -
Ma poi, conoscendo già le risposte a certe mie domande, mi prende la noia anche se in tutti i modi cerco di uccidere quel piccolo bastardo...

C'è un tizio ipertricotico alla periferia del nulla, sta sotto ad una ruota panoramica in un luna park chiuso e deserto; ha il petto depilato e sui muscoli che fa ballare dall'apertura della camicia bianca si vede spuntare la ricrescita. L'insieme mette la nausea, sembra davvero che abbia una barbetta trascurata nel posto sbagliato.
Intorno al tizio, due tizie si danno da fare per avere la sua attenzione.
Poco distante si vede passare un cane randagio color crema, piscia contro il carosello e se ne va a perdersi nell'orizzonte.
Per fortuna dopo un temporale si riesce ad incontrare almeno un personaggio simpatico e pensare che nemmeno parla!
- Aaah, caro mio, non sai che piacere vederti! -

È stato bello... È stato bello? Niente più dolci parole, nessuno che mi chiami "fratello"; respiro l'idea di me che qualcuno si è fatto, respiro il mio respiro chiuso in una federa anti-panico pensando a quanto sono irascibile, paziente, nervoso e privo di strumenti.
Quando mi capita di respirare sotto la doccia, penso che potrei annegare nel vapore ma poi mi sembra una fesseria.

- Tutte fregnacce, caro mio! Il mondo è là e non è mai stato interrotto da un lamento, non è mai stato così lieto d'essere sé. Rasserenati, vecchio, vedrai piovere di nuovo, mangerai ancora le more. -
E forse, per una volta, potrei rischiare di avere addirittura ragione su me stesso, chissà... Intanto direi che è meglio continuare a rischiare lo strabismo invece di non vedere il 73 barrato: alle 8.36 mi sembra comunque un rischio troppo grosso.
Ahahah!

Uscendo dal silenzio del bosco ci si ritrova tutti nel caos del mare a paragonare le onde col respiro degli alberi, tanto che uno scoiattolo potrebbe confondersi e scambiare vongole per ghiande... È solo una questione di training mentale, è solo la testa di chi non capisce diversità e relega tutto al meglio o peggio ma la panna sul gelato, se regalata, ce la metterei volentieri, no?!

Generazioni tristi e psicopatiche, prodotti di mercato, volenti o no e standard, standard ovunque e senza pietà: meglio un solo prodotto da vendere a centomila persone, un prodotto personalizzato o nessun prodotto?

Io resto qui a chiedermelo e il rollìo mi suggerirà altre domande sul niente, voi?

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