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Una storia di Jelena

Questa storia è presente nel magazine Pillole del giorno prima

Semplice

276 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 24 ottobre 2018 in Altro

Tags: #dialoghi #scrivere #semplicit

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Ci sono giorni più difficili di altri, giorni in cui tutti i piccoli vuoti si stringono tra loro formando un'enorme voragine che cammina un passo avanti a me. Mi basterebbe inciampare, perdere l'equilibrio per un solo attimo e ci finirei dentro.


Mi stancano le situazioni, le cose sempre uguali, i fallimenti ripetuti, Andrea”.


Sei dei Gemelli, ti stanchi in fretta delle cose, mi risponde.


Come se le stelle decretassero dopo quante delusioni dovrei sentirmi stanca, dopo quante porte sbattute e poi riaperte posso finalmente andarmene.


Sento un vuoto.”

“Fai un bel weekend fuori, sono stato in questo posto il mese scorso, ti rimette al mondo.”


Ma io sono piena del mondo, un'altra goccia e faccio la fine del vaso. Non ho voglia di vedere altro, ho gli occhi altrove, ogni posto mi sembra uguale al precedente, cartoline da spedire senza sentimenti. Pensavo che invece finalmente dovrei trovare il coraggio di saltare, di cadere a picco dentro la mia voragine, fino al fondo. Di stare al buio per qualche tempo, di non sintonizzare più le frequenze su qualcuno che è troppo distante da me. Non voglio più avvicinarmi ma mettere distanze ben delineate, voglio imparare a costruite muri prima della frana e non dopo per cercare di limitare i danni.


"Devi solo ricominciare a fidarti, la vita è piena di persone sbagliate, arriverà quella giusta."


Quindi è questo.

Arrendermi al fatto che dovrò sentirmi usata, tradita, confusa e ferita da innumerevoli persone solo per trovare quella da salvare nel mucchio. Il meno peggio. Una persona che mi farà comunque star male, ma meno di altri, che mi farà anche stare bene a volte, ma meno di altri. Solo che io non sono la croce rossa, non cerco i sopravvissuti in mezzo ai detriti, non elemosino rapporti mediocri solo per dormire serena la notte.


"Tu pretendi troppo da questa vita J. Pretendi gli amori dei romanzi ma questa è la vita reale, qui ci si fa male davvero, non cambi capitolo, non cambi protagonisti, non puoi chiudere il libro e lasciarlo sul comodino per mesi se non ti piace. Dovrai alzarti ogni mattina e andare in ufficio anche se non vuoi, anche se le palme e le amache delle Maldive sono più allettanti. Nessuno è contento della vita che conduce se continua a trovarle dei difetti ad ogni passo, e tu così te la stai rovinando. Frequenti casi umani solo per provare a te stessa che puoi recuperarli e va a finire che ti innamori di un tizio che è un completo idiota. E sai perché? Perché ti faceva pena! Lo chiami amore questo? Io lo chiamo pronto soccorso a domicilio. "


Andrea è mio amico da sempre, e adesso mi parla con questi toni da tuttologo improvvisato. Lui che ha una famiglia unita, una fidanzata bellissima e brillante, un lavoro in cui è stimato. Ha una vita semplice, e non è una recriminazione, è solo un dato di fatto. Abbiamo sempre parlato di tutto, anche se io sono ermetica e lui deve interpretare i miei silenzi, come quelli di ora che intercorrono tra le mie affermazioni e le sue risposte. Silenzi carichi di pensieri che sbattono l’uno contro l’altro tuonando solo nella mia testa e che vengono riassunti con le miei tipiche frasi laconiche.


"Per te è più semplice Andrea, lo è sempre stato. "


"Certo, lo è.

E’ facile restare a guardare mentre ti autodistruggi per ogni piccolo difetto che vedi in te stessa, è facile persino provare a tirarti fuori dalle trappole che ti costruisci da sola e vedere che forse alla fine ti trovi bene in mezzo alle spine. E’ semplice vedere che ogni volta che un uomo ti ha tradita ed umiliata venivi da me e in lacrime dichiaravi di essere stata tu a spingerlo a farlo, perché eri distratta, perché non lo avevi accompagnato allo stadio o perché non eri abbastanza paziente.

Le ho asciugate tutte le tue lacrime, ma non le ho mai comprese.

Adesso mi dici che per me tutto è più semplice, come se fosse una questione di livelli superare. Brava J. sei arrivata al mostro cattivo senza aiuti mentre io ho usato centinaia di bonus! E’ questo quello che conta per te? E’ una gara a chi soffre di più? Tu puoi lamentarti di continuo dei fallimenti che crei nella tua testa e io no?

Lo sai qual è il mio fallimento? Tu.


Tu che non ti sei mai resa conto di quanto sia innamorato di te, di quanto vorrei essere bello e dannato come piace a te, e invece io ho sempre il sole dritto in faccia. Tu che ti lamenti che nessuno riesca a scardinare la serratura nella tua testa e non ti rendi conto che non sei la serratura, ma l’intero forziere. Sei così concentrata a proteggerti che non riesci a notare che con me non utilizzi scudi.

Eppure non va bene. Non va mai bene.

Sono troppo semplice io.


Trovo troppo naturale dirti che ti amo da quando studiavamo insieme alle superiori, da quando speravo di intravedere un barlume di gelosia nei tuoi occhi quando uscivo con le prime ragazze. Ma tu il giorno dopo mi raccontavi di essere stata invitata alla festa di quel tizio dell’ultimo anno, quello per cui mezza scuola si strappava i capelli. Sei sempre stata tu la vincente, sempre un passo avanti a me, sempre sfuggevole.

Mi sono arreso con te, ecco cosa ho fatto.

L’ho resa semplice come dici tu.


Smettila di guardarmi in silenzio come al tuo solito J. perché ti giuro su quello che ho di più caro al mondo che sono stanco di aspettare. Vuoi uno scossone nella tua noiosa vita? Eccomi! Sono il sole più brillante che tu abbia mai visto, sono quello che rischiarerà le tue tempeste personali, quello che ti aprirà l’ombrello ogni volta che ce ne sarà bisogno. Non sono né qualcuno da salvare né qualcuno che ti farà del male.


E adesso dimmi che hai il coraggio di scegliere una cosa così spaventosamente semplice."

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