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Una storia di Franco.frasca.bhae

Audace

Una visita di lavoro può trasformarsi in altro?

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2 minuti

Pubblicato il 26 febbraio 2015 in Erotici

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AUDACE

Dovevo solo farle mettere una firma sul contratto di polizza che era stato stipulato

il giorno prima in ufficio. Non so come era sfuggita , ma ne mancava una

sul diritto di recesso da parte del contraente. Le avevo telefonato, avvisandola

che mi trovavo in zona e che se era disponibile facevo un salto in casa sua per

mettere in regola il documento. - Non subito però, perché sono fuori per fare

la spesa al supermercato, magari più tardi, facciamo verso le dodici? - Okay ,

vedo di organizzare meglio l’agenda e poi cinque minuti li trovo sicuramente

anche per evitare alla cliente di fare un altro viaggio in centro città. Alle undici

e cinquanta mi trovo davanti al portone a suonare il campanello. La signora è

già in casa e mi suggerisce di prendere l’ascensore entrando a destra e di schiacciare

il tasto numero sette. Tiro fuori le carte, ma mi devo fermare perché prima

dobbiamo prendere il caffè che è già sul fuoco. Non posso rifiutare anche se è il

terzo della giornata. La signora, bontà sua, mi informa che suo marito proprio

oggi non rientrerà per l’ora di pranzo perché fuori sede per motivi di lavoro e

che lei è molto restia a fare entrare uomini in casa quando lui non c’è. La ringrazio

per avere fatto eccezione e la invito a mettere la firma mancante. Si piega

leggermente, poi ci ripensa. Si avvicina e mi spinge contro il muro e irrompe

d’improvviso nella mia bocca. Poi nel giro di un paio di minuti , mi stende sul

tappeto persiano proprio accanto la scrivania. Comincio a rendermi conto della

strana situazione che mi sta capitando ma è lei a condurre le operazioni e a me

non resta che seguire le istruzioni. A tarda sera di quanto accaduto ho solo un

ricordo molto confuso. Mi è rimasto impresso solo quello che la signora mi ha detto al momento dei saluti – Sei stato audace! Mi hai fatto perdere la testa solo

per questo!-

Come ogni estate anche quell'anno lavoravo come garzone del bar. Era un modo per non restare a casa senza far nulla e allo stesso tempo per guadagnare qualcosa.

Un giorno il proprietario del negozio di fronte mi chiese di portare la colazione a sua moglie, di lasciare tutto sul comodino accanto al suo letto. Mi disse che lei dormiva ancora, ma aveva lasciato la porta socchiusa in modo che io potessi entrare. Mi lasciò anche un biglietto con una frase, in cui le chiedeva perdono per qualcosa. Aprii la porta piano e senza far rumore per paura di svegliarla. Lei dormiva sul lato, con una sottoveste un po' alzata. Invece di lasciare la colazione e il biglietto di perdono e andarmene subito, restai là per qualche secondo a guardare quel corpo. .

Fu una delle prime volte che fui davvero audace con le donne. Sono passati anni, ma quel corpo lo ricordo ancora, avevo dodici anni, uno dei corpi più belli che abbia mai visto.


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