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Una storia di Partenope

Under my Thumb

Provocazione o misoginia?

1.9K visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 05 agosto 2016 in Arte

Tags: #ClassicRock #Feminism #Rock #RollingStones #UndermyThumb

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Under my thumb
The girl who once had me down
Under my thumb
The girl who once pushed me around
It’s down to me
The difference in the clothes she wears
Down to me, the change has come,
She’s under my thumb
Ain’t it the truth babe?



Under my thumb
The squirmin’ dog who’s just had her day
Under my thumb
A girl who has just changed her ways
It’s down to me, yes it is
The way she does just what she’s told
Down to me, the change has come
She’s under my thumb
Say it’s alright



Under my thumb
A siamese cat of a girl
Under my thumb
She’s the sweetest, hmmm, pet in the world
It’s down to me
The way she talks when she’s spoken to
Down to me, the change has come,
She’s under my thumb
Take it easy babe



It’s down to me, oh yeah
The way she talks when she’s spoken to
Down to me, the change has come,
She’s under my thumb
Yeah, it feels alright



Under my thumb
Her eyes are just kept to herself
Under my thumb, well I
I can still look at someone else
It’s down to me, oh that’s what I said
The way she talks when she’s spoken to
Down to me, the change has come,
She’s under my thumb
Say, it’s alright.
Say it’s all…
Say it’s all…
Take it easy, babe
Take it easy, babe
Feels alright
Take it, take it easy, babe.




La tengo in pugno
La ragazza che una volta mi dominava
La tengo in pugno
La ragazza che una volta era prepotente con me
Dipende da me
Quello che indossa
Dipende da me, il cambiamento è avvenuto
La tengo in pugno
Non è forse la verità, bimba?



Lo tengo in pugno
Il cane indisciplinato che ha avuto il suo momento
La tengo in pugno
Una ragazza che ha appena cambiato i suoi modi di fare
Dipende da me, si, è così,
Il modo in cui fa ciò che le si dice di fare
Dipende da me, il cambiamento è avvenuto
La tengo in pugno
Si, dì che va tutto bene



La tengo in pugno
Più un gatto siamese che una ragazza
La tengo in pugno
Lei è il più dolce animaletto domestico del mondo
Dipende da me
Il modo in cui parla quando le si rivolge la parola Dipende da me, il cambiamento è avvenuto

La tengo in pugno
Rilassati, bimba



Dipende da me, si
Il modo in cui parla quando le si rivolge la parola
Dipende da me, il cambiamento è avvenuto
La tengo in pugno

Mi sento bene




La tengo in pugno
I suoi occhi sono fissi solo su se stessa
La tengo in pugno
Beh, io invece posso ancora guardare qualcun altro
Dipende da me, l’ho detto,
Il modo in cui parla quando le si rivolge la parola
Dipende da me, il cambiamento è avvenuto
La tengo in pugno




Scritta da:


Mick Jagger e Keith Richards


Eseguita da:

  • Mick Jagger – Voce
  • Keith Richards – Chitarra elettrica
  • Brian Jones – Chitarra acustica,
    marimba (una specie di xilofono)
  • Bill Wyman – Basso
  • Charlie Watts – Batteria





Bentrovati, amanti del rock!



Come va? State passando delle belle vacanze?
Spero di si



La canzone di cui voglio parlarvi oggi è “Under My Thumb”, contenuta nel settimo album, “Aftermath”, che le Pietre, ormai più miliari che Rotolanti, pubblicarono nel luglio 1966, esattamente cinquant’ anni fa. Forse, fu ispirata dalla modella Chrissie Shrimpton dopo una frequentazione con il cantante della band.



Prima di cominciare vorrei fare una premessa: questa è una recensione un po’ diversa dalle altre.
Il motivo?
Per quanto ami con tutto il cuore i Rolling Stones, che rientrano a pieno titolo tra i miei gruppi preferiti, devo ammettere che non riesco ad ascoltare Under My Thumb, senza che quest’ultima mi trasmetta un certo senso di rabbia.
Inoltre, nonostante io sia a conoscenza del palese intento provocatorio del brano, non voglio rimanere indifferente.
Non è assolutamente mia intenzione sminuire la strameritata fama degli Stones con questo articolo, vorrei semplicemente condividere con voi le mie idee riguardo il pezzo in questione.



La canzone è passata alla storia non solo per il suo tanto elementare quanto intramontabile riff, ma anche per essere stata la colonna sonora dell’omicidio di Altamont, che contribuì a creare, nell’immaginario collettivo, l’associazione musica rock – violenza.
Gli ingenui Stones si stavano esibendo all’Altamont Free Concert nel 1969, come tante altre volte, ignari di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco.
Forse il termine più adatto a definirli sarebbe “incoscienti”, piuttosto che “ingenui”.
Vi starete chiedendo il perché.
Vi dico solo che Mick e compagni avevano ingaggiato come servizio “sicurezza” gli Hells Angels*.
Risultato?
Proprio durante il finale di Under My Thumb, scoppiò una feroce rissa tra il pubblico e i raccomandabilissimi riders, conclusasi con l’accoltellamento mortale del giovane Meredith Hunter (a seguito dell’estrazione di un’arma da fuoco da parte di quest’ultimo) ad opera dell’ Hells Angel Alan Passaro.



Ma, curiosità a parte, andiamo ad analizzare il brano.
L’essenziale e pacata melodia di marimba ne scandisce non solo l’inzio, ma l’intera durata, fino alla sua conclusione, risultando, così, leggermente monotona. Fa da sfondo alla decisa voce di Jagger:



under my thumb
the girl who once had me down
under my thumb
the girl who once pushed me around
[…]
The squirmin’ dog who’s just had her day
Under my thumb
A girl who has just changed her ways



La ragazza in questione si è, a detta del protagonista, comportata male con lui, e quest’ultimo pensa bene di renderle il favore, rovesciando i ruoli.



It’s down to me the difference in the clothes she wears, […]
It’s down to me the way she does just what she’s told, […]
It’s down to me the way she talks when she’s spoken to



La chitarra si limita a tenere un ritmo rilassato, al quale corrisponde un altrettanto rilassato Jagger che, con tutta la nonchalance del mondo, pronuncia parole davvero discutibili, le quali, come si può facilmente immaginare, scatenarono lo sdegno e le proteste delle femministe radicali (e non) degli anni ’60, e che, inoltre, contrastano aspramente con la spensierata morbidezza delle note.
La quasi ossessiva ripetizione di under my thumb sta a sottolineare il controllo totale che Lui esercita sulla ragazza.



Si tratta davvero di misoginia?
Mick si difese dalle accuse di maschilismo in un’intervista del 1984, dicendo (cito testualmente): “The whole idea was that I was under HER, SHE was kicking ME around. So the whole idea is absurd, all I did was turn the tables around. So women took that to be against femininity where in reality it was trying to ‘get back’ against being a repressed male.”



Non so come la pensate voi, rockers, ma per me questa non è una giustificazione.
Non stiamo parlando del classico brano che ha per protagonisti un cuore spezzato e la rabbia, il disprezzo e la delusione vomitati addosso a chi l’ha spezzato. Qui si va oltre.
Pensate agli scritti dei primissimi Led Zeppelin, come Your Time Is Gonna Come, Dazed And Confused, How Many More Times, Since I’ve Been Loving You, Black Dog, ecc (la lista è lunga)…
Attinti a piene mani da vecchi brani blues, e pur essendo estremamente semplici, questi testi raccontano di sentimenti genuini;
inveiscono, anche aspramente, contro la donna senz’anima di turno, dicendone di tutti i colori, ma sempre mantenendo la parità tra i ruoli, restando nei limiti. Qui i limiti vengono abbattuti.
Sappiamo che Under My Thumb non è né la prima né l’ultima canzone misogina scritta nella storia.
A questo proposito, concedetemi una piccola digressione.
Vorrei soffermarmi un po’ sulla figura che la donna ha assunto nel rock, con il tempo.
Sicuramente starete pensando alla donna intesa come “musa ispiratrice” (per usare un eufemismo), e magari non alla donna come protagonista attiva del panorama musicale.
Vi sarà venuta in mente una Pamela Des Barres, piuttosto che una Grace Slick.
Per intenderci, una groupie, piuttosto che una musicista.
Questo perché, per motivi storici che hanno visto le donne impegnate nelle faccende domestiche e non nelle proprie passioni, il sesso femminile ancora non incarna la figura del musicista nell’immaginario collettivo, bensì viene percepito come una sorta di “accompagnamento” del musicista uomo.
E’ questo il punto, lasciate che vi faccia un esempio. E magari anche un paragone con la canzone di oggi.
Rag Doll” degli Aerosmith fa al caso nostro.
La band, infatti, ci propone un abbagliate e patinato rock anni ’80 dalle sonorità irresistibili, che ci proietta direttamente tra le luci di Hollywood.
Ma prestiamo attenzione all’ammiccante e graffiata voce di Steven Tyler:



I’m feelin’ like a bad boy, just like a bad boy
I’m rippin’ up a Rag Doll, like throwin’ away an old toy



Sono queste le frasi più rilevanti dell’intero brano che, purtroppo, ci offre la solita minestra trita e ritrita: la donna ridotta ad un mero oggetto sessuale.
Una bambola di pezza da stracciare e poi gettare via come un giocattolo vecchio che ormai non serve più.
Come se non bastasse, il testo presenta un crollo verticale nella banalità e nel cattivo gusto più totale con queste parole:



Old tin lizzy, do it till you’re dizzy
Give it all ya got until you’re put out of your misery
Rag Doll livin’ in a movie
Hot tramp, Daddy’s little cutie
You’re so fine, they’ll never see ya leavin’ by the back door, ma’m
Hot time get it while it’s easy
Don’t mind, come on up and see me
Rag Doll, baby, won’t ya do me like you done before?
Yes I’m movin’
Get ready for the big time



Gli ovvi riferimenti sessuali non sono la parte peggiore; Lui vuole approfittarsi di Lei mentre è ubriaca, sotto effetto di sostanze, o comunque, non in sé (to be dizzy = avere le vertigini).
Oltre che sugli squallidi nomignoli sessisti (hot tramp = puttanella), soffermiamoci sul fatto che la violenza descritta in questa canzone, ultima spiaggia di chi non ha il coraggio di sedurre, viene spacciata per un’azione di tendenza, cool, quasi da imitare.



Sia nel testo grossolano di Rag Doll, che in quello, ammettiamolo, esagerato di Under My Thumb, il rispetto verso la donna viene calpestato senza esitazione, insieme alla stessa concezione della sua figura, seppur in modi diversi; differenza espressa già solo dagli epiteti attribuiti alla giovane.
Se nel primo pezzo, Steven definisce Lei una “bambola di pezza”, un oggetto inanimato con cui giocare quando è annoiato, Mick la vede invece come un animale da addomesticare.



Secondo voi cos’è peggio?



Come leggiamo in Under My Thumb, infatti, la ragazza viene completamente sottomessa e posta, rispetto all’uomo, su un piano di inferiorità che tocca il fondo, per l’appunto, con il paragone con un animale da compagnia di proprietà del padrone: she’s the sweetest pet in the world.
Lui arriva ad annientarla psicologicamente, sopprimendo la sua personalità, rimanendo poi soddisfatto di aver messo in riga il “cane indisciplinato” e di averlo trasformato in un inoffensivo e grazioso Siamese.



Salvo qualche timido fraseggio e un modesto accenno di assolo, la chitarra rimane per lo più lineare, e il nostro cavaliere, non contento, ribadisce la disparità del rapporto fra i due: her eyes are just kept to herself, well, I can still look at someone else.
Afferma che, mentre lei è obbligata ad essergli fedele, lui invece è libero di “guardare” anche altre persone.



Beh, che dire… Non possiamo sapere se gli autori della canzone abbiano tenuto effettivamente un comportamento del genere. Di certo si tratta di una pesante provocazione, di una ricerca di rottura con un mondo troppo ipocrita e “buonista”. Magari l’intento degli autori era proprio quello di scandalizzare. Ma secondo me, in ogni caso, il testo rimane uno scivolone.



Lasciatemi ripetere ancora una volta che il mio obiettivo non era demolire dei mostri sacri (che adoro alla follia), ma presentarvi un pezzo che, a mio avviso, contraddice l’ideologia di libertà e di parità della quale il rock, soprattutto negli anni ’60 e ’70, si era fatto portatore.



E voi? Cosa ne pensate?
Fatemelo sapere e, se vi è piaciuta la recensione, condividetela dove volete
A presto!




℘artenope

*Nome abbreviato di “Hells Angels Motorcycle Club”, che sta ad indicare un’associazione motociclist *coffcoff*ORGANIZZAZIONE CRIMINALE*coffcoff* ica nata negli Stati Uniti alla fine degli anni ’40, da un gruppo di reduci della seconda Guerra Mondiale, che decise di non tornare alla normale vita quotidiana, ma piuttosto, di dedicarsi a risse e viaggi a bordo delle inseparabili Harley Davidson. Il loro comportamento sfociava spesso nell’illegalità.



Negli anni ’60, i feroci centauri scandalizzarono l’opinione pubblica per la loro dedizione al pericolo, alla violenza e all’alcool, nonché per le idee politiche pro–Guerra del Vietnam e le loro inclinazioni ai movimenti di estrema destra.



Giusto per fare un esempio:
Nel 1965, durante una manifestazione pacifista contro la guerra del Vietnam, gli Hells Angels caricarono il corteo in segno di solidarietà verso i soldati americani.






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