scrivi

Una storia di Arcanosenzanome

Punto In Comune

Piccolo tema sul quale si può riflettere...

42 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 26 aprile 2021 in Altro

Tags: #10 #puntidivista #riflessioni #scuola #tema

0

Tratto da un vecchio tema scolastico:


Un cuore sano, senza peccati, penserebbe: tra due fazioni diverse e in conflitto tra loro uno dei modi per porre fine alle discordie sarebbe concentrarsi sui loro punti in comune, capirli e coltivarli.

Ci sono milioni di casi nella vita di tutti i giorni: mogli e mariti separati che litigano, un amicizia che si spezza, divergenze politiche e così via. Per farvi capire meglio vi esporrò una storia dove inscenerò due punti di vista in conflitto tra loro che sono: quella di un gladiatore, figlio di un contadino che lo ha ceduto alle guardie in cambio di denaro; e della sua guardia, centurione declassato perché si faceva la moglie di un suo superiore.

Sono passati molti anni da quando mio padre ha fatto la dura scelta di vendermi, per poter sfamare la famiglia; ci è voluto del tempo prima che lo accettassi: sono cresciuto. Anche se le mie giornate sono sempre le stesse: mi sveglio, mi alleno, mangio, mi riscaldo per l’arena, cerco di non farmi uccidere e poi vado a dormire, tipica giornata da gladiatore!

Non mi ricordo più il profumo di mia madre, i suoi abbracci, il suo sguardo; l’unica cosa che mi ricordo di lei è il sentimento profondo che mi lega alla sua anima. Continuo a sopravvivere per poterla riabbracciare, anche se non posso soffermarmi troppo su questi pensieri: non esiste spada al mondo che possa arrecare il dolore della nostalgia che lasciano.

Oggi è arrivata una nuova guardia, in giro dicono che si è fatto la moglie del capitano; tutto sommato gli è andata bene: ho visto persone decapitate per molto meno. Eccolo che arriva, sembra anche molto incazzato; si avvicina sbattendo le chiavi sulle grate dei buchi dove viviamo ammassati. Non si è accorto di essere in mezzo a dei gladiatori?

Giusto, stavo dimenticando, per ottenere la grazia dall’Imperatore dobbiamo combattere e obbedire o per meglio dire, subire: visto le condizioni nelle quali ci tengono. Acqua tre volte a settimana, cibo scaduto fortunatamente solo da qualche giorno, dormiamo a terra in quindici dentro posti angusti e umidi; ogni volta promettono che le cose cambieranno ma non cambia mai nulla, in meglio, per non parlare di quando c’era la peste!

L’imperatore racconta ai cittadini che combattiamo per la libertà ma non dice che molti di noi muoiono provandoci.

Chissà come mai, ogni volta che sto per entrare nell’arena, mi vengono questi pensieri. Guarda la! Stanno portando via Ludus, è un brav’uomo.


La mia vita è completamente rovinata: mia moglie è impazzita dalla disperazione mi ha lasciato per andare a lavorare in un bordello e la mia carriera è rovinata. Mi hanno mandato a lavorare in uno zoo tra gli animali. Guarda questi qua, buttati la a terra a dormire; adesso gli sveglio io! Sono ancora un capitano e loro mi devono obbedire; tanto sono solo delle bestie assetate di sangue! Sporchi gladiatori senza futuro, se non quello di morire nell’arena per il nostro divertimento. Devo continuare a vedere questo schifo anche per i miei figli, cos’altro potrei fare?

Vediamo se sbattendo più forte le chiavi si svegliano questi bastardi! Tra poco il sole sarà a metà nel cielo, dovranno essere pronti a combattere, l’arena gli aspetta. L’unica cosa di buono che ha questo posto è che posso sfogare la mia rabbia senza che nessuno di questi luridi cani possa fare niente. Guarda la Ludus, invece che aiutarmi a svegliare le bestie, se ne sta li ubriaco; adesso faccio subito rapporto al capitano chissà se mi danno un premio. Un altro gladiatore che piange su una lettera, prevedo molto sangue nell’arena, rammolliti! Ci sarà da divertirsi! Ecco il capitano chissà se mi darà un premio!


Cercando i punti in comune cosa trovate? Niente, è la prima cosa che mi viene in mente ma riflettendoci due punti ci sono: la sofferenza e l’orgoglio.

Nel primo caso un giovane che si ritrova a combattere nell’arena come gladiatore, lontano dalla famiglia e privato delle libertà, con una forte nostalgia del passato; consapevole e fiero di essere un guerriero. Mentre nel secondo caso, c’è la disperazione di un uomo che ha perso tutto e si ritrova a lavorare in un posto che lo costringe a troppe responsabilità, non adatto a lui, consapevole del suo abuso di potere e della sua inferiorità rispetto al mondo che lo circonda .

Secondo me non sempre va bene coltivare i punti in comune, molte volte il problema è molto più profondo: tanto da dover inventare una storia per poterne parlare.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×