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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7

I 7 - parte 1

97 visualizzazioni

6 minuti

Pubblicato il 03 gennaio 2020 in Fantascienza

Tags: #avventura #poteri #ragazzi #supereroi #viaggi

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PARTE 1 - La strana fastback celeste, con quella linea spigolosa che non la faceva invecchiare e allo stesso tempo la faceva sembrare una vettura dei primi anni ‘80, scendeva placidamente e silenziosamente lungo la splendida strada nel verde ed era seguita dalla berlinetta nera.

Il gruppo era composto da 7 persone e, per quella giratina, viaggiavano in 4 sulla macchina celeste ed in 3 sulla nera.

Stavano tornando al cascinale che avevano affittato per quei giorni. Il morale era parecchio alto.

Al volante della macchina grigia Valeria si godeva il paesaggio e le piacevoli sensazioni che la guida in strade tortuose può regalare, anche se ad andatura “turistica”. Non avrebbe mai creduto che quelle stradine sarebbero state in condizioni così fantastiche: passare silenziosamente su quell’asfalto liscio e perfetto era un piacere.

Accanto a lei c’era il sorridente “Capo” che, tenendo fede al soprannome, registrò un messaggio e lo condivise subito sul gruppo creato da tempo immemore per quella breve vacanza, in modo che quelli a bordo dell’altra auto potessero sentirlo: -Allora ci fermiamo un attimo al Conad per prendere l’acqua! Siamo a corto di minerale, raghi!!!-

Dietro, sul divano, era comodamente seduta la coppia (anche in senso sentimentale) composta da Tom e dalla Canadese.

Tom era flippato sul display della sua amata reflex: continuava a controllare gli scatti che aveva realizzato e già pensava a come avrebbe dovuto e potuto modificarli.

La Canadese? Aveva passato la prima notte e il giorno successivo stando così male che gli altri si erano organizzati per trasportarne il corpo fino alle auto (dalla casa alle auto c’era un impervio sentiero da percorrere) e poterla portare alla Guardia Medica o addirittura all’Ospedale; ma era in netta ripresa ed era stata felicissima di poter mettere il naso fuori di casa dopo almeno 16 ore passate a letto con febbre alta e un sacco di altri “divertenti”, “sexy” e debilitanti sintomi!!!

Scollinarono e si inserirono nell’ultimo tratto in discesa, pronti per tornare sulla Statale. Alla loro destra l’altura tondeggiante era molto scenograficamente divisa a metà: una parte sfoggiava tonalità incantevoli di verde, con prati perfetti e graziosi pini ed abeti; l’altra parte era invece arida e desertica ed il terreno era coperto soltanto da particolarissima sabbia gialla. Non c’era una nuvola ed il sole scaldava in modo piacevole: lo si poteva percepire attraverso i finestrini, pur essendo essi chiusi ed atermici.

Appena la visuale dell’ultimo tratto di strada fu libera, gli occhi di chi occupava i posti anteriori notarono subito una cosa poco piacevole: una Jeep Renegade dei Carabinieri era parcheggiata al lato dell’incrocio, e due Militari stavano in piedi lungo la Statale. Il Capo strabuzzò per un istante gli occhi e sistemò nervosamente il ciuffo ribelle: in una frazione di secondo ogni cellula del suo corpo fu invasa dal terrore.

Valeria pensò che si trattava solo di un semplice posto di controllo, e magari i due Carabinieri avrebbero considerato solo chi passava per la Statale, ma la vocina nella sua testa dissentì: -Come no, Ninfetta: da ‘sti posti non passa mai un cane e loro si fanno sfuggire ste macchine?? Non avranno mai visto così tanta gente sotto la settantina tutta assieme!!!!-

Pronunciò una esclamazione piuttosto “colorita” ad alta voce e il Capo avvertì gli altri passeggeri, con un tono decisamente allarmato: -Caramba! Caramba! Raga, ci sono i Caramba!!!!-

Tom alzò lo sguardo dal display della reflex e sparò un rutto da classificare tra il sesto e il settimo grado della Scala Richter, poi guardò la Canadese, le sorrise dolcemente e se ne uscì con una bestemmia talmente sentita, talmente sincera e talmente grave che Valeria ebbe l’istinto di inchiodare: probabilmente il suo cervello ritenne probabile che, attirati dal moccolo, alcuni angeli e santi avrebbero potuto palesarsi di fronte al corto e spiovente muso della vettura!!!!

La Canadese la prese bene e, spettinandosi i lunghi capelli castani con le movenze di una paziente di psichiatria, gridò: -NO!!!!!! Ekkekkazzo!!!!! Sono stata una giornata intera sigillata in camera a strippare! Avevo appena riassaporato il gusto della libertà!!!!-

Entrambi i Militari si voltarono verso la spigolosa fastback: nonostante la distanza di diverse centinaia di metri e la propulsione elettrica, l’avevano percepita. La vocina disse a Valeria: -Hanno sentito lo sfrizionare di chi ci segue…dannati cambi manuali!!!! E loro sono pure dietro e quindi non li fermeranno!!! Ti stai facendo prendere dal panico? Oh...sì...avverto orrore, sbigottimento, perdita della speranza… Un brivido che ti attraversa la spina dorsale e poi...- lei scosse la testa rapidamente come per sciaguattare via quei pensieri o quantomeno zittire la voce come se appartenesse ad un piccolo “omino del cervello” (cit.) e quindi, facendolo sbattere contro le pareti della calotta cranica, potesse tramortirlo.

-Tranzolli!!! Stiamo tutti tranzolli!!!!!- per fortuna il Capo prese in mano la situazione e, con Valeria, la Canadese e Tom che pendevano dalle sue labbra manco attendessero il vaticinio di un oracolo, accendendosi una sigaretta asserì con grande sicurezza: -Sono due pischelli e li han messi qui solo per fermare gente random e raccogliere dei nomi. Magari ora si segnano i nostri e vanno a pranzo, vista l’ora… Stiamo tranquilli: non abbiamo nulla di cui preoccuparci!-

-Non abbiamo neppure niente con noi!!!-

-Esatto: come “Vì” ha appena detto non abbiamo niente con noi, nessuno ha bevuto alcool e quando controlleranno i nostri dati non uscirà nulla di strano. Rilassiamoci e stiamo tutti e 4 calmi! Facciamo gli indifferenti: mettetevi le cinture anche voi dietro e modalità “unnoticed” attivata, che magari manco ci cagano!!!!-.


Modalità unnoticed del Capo: fumare la sua sigaretta e guardare il paesaggio alla sua destra, mostrando rilassatezza e pura spensieratezza. Sorridere a Valeria dando a vedere ai Caramba che in quella auto si stava facendo una conversazione piacevole e la loro presenza non metteva in apprensione nessuno.

Modalità unnoticed di Tom: continuare imperterrito a guardare le foto nel display della reflex, iniziando a convincersi che questo bastasse a renderlo invisibile.

Modalità unnoticed della Canadese: cercare di metter su l’espressione più tranquilla possibile sul suo visino e accodarsi genialmente al trip del Capo, sporgendosi tra i sedili anteriori e simulando di partecipare alla conversazione felice e distesa che in realtà non stava avendo luogo.

Modalità unnoticed di Valeria: mani salde sul volante in posizione “9:15” come consigliato dai più grandi istruttori di guida sportiva e dalla AAA (American Automobile Association), un sorriso verso il Capo, un cenno di approvazione nei confronti della Canadese, sguardo sveglio e sobrio a controllo dell’incrocio ma come se non vedesse i Carabinieri perché non avrebbero potuto preoccuparla in quanto bravissima ragazza con nulla da nascondere, che in vita sua non ha mai fatto qualcosa che fosse contro le regole o addirittura contro la Legge.

Modalità unnoticed della macchina: propulsione elettrica silenziosissima, velocità sui 35 km orari e traiettorie pulite e precise.


REAZIONE DEI CARABINIERI: PALETTA IMMEDIATAMENTE ALZATA.


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