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Una storia di IBonamiciFredducci

In angoscia per Ulderico...

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7 minuti

Pubblicato il 03 luglio 2020 in Humor

Tags: #animali #diario #empatia #lavoro #vita

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Fuori da dove lavoro, sotto i portici, noto un piccione fermo immobile riparato all’ombra proprio nel punto dove i portici hanno un muro un po’ più lungo tra colonna e colonna, e creano una piacevole zona d’ombra. Lì per lì penso che sia accaldato (spesso si spiaccicano all’ombra, quando hanno caldo), ma da vicino noto che è un cucciolo. Si dice “cucciolo” riguardo ai volatili? Vabbè...io lo dico: qui c’è Salvini che spara minchiate assurde ogni 7 minuti ed io posso dire “cucciolo di piccione” quanto cazzo mi pare.

Ad ogni modo è davvero un cucciolo: come dimensioni è praticamente adulto, ma è spelacchiato perché non ha ancora finito di metter su le penne, e sul petto e la testolina ha ancora praticamente solo le piume. Il becco è gigantesco (non ho ben capito se i piccioni da piccoli abbiano davvero il becco gigantesco o se sembri molto più grande solo perché mancano le penne...boh...per me è più grande sul serio). E’ bruttarello, porino…

E’ un maschio. E’ appoggiato al muro. Ha paura ed è rintontito.

Come al solito mi viene istintivo parlare con gli animali (non mi viene altrettanto istintivo parlare coi Sapiens) e gli faccio: -E tu, Ulderico??? Sei caduto giù da un nido? Provavi a volare?? E mo????-

Sì, la vocetta nella mia testa mi ha suggerito quel nome: in effetti aveva proprio l’espressione da ULDERICO…

Risponde con un pigolio acuto e si scansa, terrorizzato: è pure vistosamente zoppo.

Sto matto ha provato a volare e si è schiantato.

Me la faccio prendere malissimo: non provo praticamente mai empatia verso i Sapiens, ma verso tutti gli altri animali sono tra i 30 esseri più empatici del Pianeta Terra.

In testa la vocetta fa sti ragionamenti:

“E’ spacciato, porello”

“Avrà lesioni interne assurde: a breve tira il calzino”

“Mo passa un cane e se lo magna”

“Se non muore di stenti o per le lesioni dovute allo schianto, morrà per il caldo”

“Quando uscirai dal lavoro lo troverai cadavere”

Gli faccio (ad Ulderico, non alla vocetta): -Porco Tensing: ma non potevi cascare ieri, che avevo il giorno libero e non ti vedevo?????-

Soffro per il povero cucciolo di piccione, giuro.

Non posso portarlo a casa, perché andrò via una valanga di ore dopo, e fa già molto caldo…

Sì, nella mia vita ho raccolto e salvato un numero enorme di piccioni, passerotti, tortore e pure una colomba. Non fate facile ironia sul fatto che io mi prenda cura degli uccelli, per favore.

-Ma non potevi cascare perlomeno un giorno che uscivo presto? Raccattavo una scatola, ci facevo dei buchi per l’aria e ti portavo a casa!!!-

Non posso portarlo via, non posso certo portarlo al lavoro (anche se almeno ci sarebbe fresco e un pensierino ce lo faccio) e probabilmente non posso salvar lui la vita; ma se almeno gli do dell’acqua potrei aumentare le speranze che sopravviva!!!!

“Vuoi prolungare le sue sofferenze????” mi fa la vocetta, e stavolta le rispondo -Che cazzo dici??? Se beve starà di certo meglio!!!!! Se beve e sta meglio, quando esco lo porto a casa! E stai un poco zitta: giuro che sto male per lui, porello!!!!-

Al lavoro c’è un ragazzo che fa la raccolta di tappi di plastica per fini benefici: ne abbiamo miliardi e ne trovo uno largo e basso che è perfetto come abbeveratoio per un piccione.

Corro fuori, lo riempio alla fontana e mi avvicino ad Ulderico parlandogli con una vocina stupida, esageratamente acuta e con un vago accento romanesco: -Ulderico??? Ti ho portato da bere! T’ho portato da beve, Ulderì! Daje, che almeno se te mantieni idratato magari non te sveji freddo...-

Mi metto in ginocchio, avvicino piano piano il tappo pieno di acqua ad Ulderico, che però si scansa.

-Ulderico! Porco Tensing: devi bere! Se non bevi tiri il calzino! Fa caldissimo!!! Sembra di stare dentro ad una vagina, come sempre a Firenze...BEVI, uccello del cazzo!!-

Ulderico non beve e pare non gradire di essere stato chiamato “uccello del cazzo”.

Non posso passare l’intera giornata di lavoro cercando di far bere un cucciolo di piccione che ha provato a volare e non c’è riuscito, quindi gli lascio il tappo vicino e rientro con un magone che mi divora…

Rientro anche inveendo contro i suoi genitori, perché non lo stanno cercando.

Dalle finestrone giù guardo Ulderico.

Dalla finestrona ad arco al piano di sopra guardo Ulderico. La foto è scattata da lì...sì, Ulderico è quella macchia grigia e il tappino-abbeveratoio è quella macchia arancione: chiedo perdono ma il mio smartphone fa foto meravigliose finché non provi ad usare lo zoom, che deficita assai; ma da tipo 9-10 metri di altezza non potevo non usarlo...anzi sì, potevo scattare una foto normale ed ingrandirla, sfruttando il fatto che, con immagini in 4K, puoi ingrandire e ritagliare davvero parecchio senza sgranare…

Vi chiedo perdono se non ho una mentalità istintiva da chi fa foto per professione!!!!! Scusate!!! Mi genufletto dinanzi alla vostra superiorità!


Torniamo a noi: ogni volta che posso controllo i suoi spostamenti: per tanto tempo resta nella medesima posizione, immobile. Ogni volta che lo vedo nella identica posizione dell’ultima volta che lo avevo controllato, mi intristisco ancor di più perché penso che sia morto.

Mi dico che almeno ha sofferto per poco, ma sono triste.

Ho in mente solo il giovane piccione sfortunato, e provo una sensazione bruttissima ed angosciante: il pensiero di uscire e constatare che è davvero senza vita mi fa molto male.

Ad un certo punto , dalla finestrona, lo noto vicino all’angolo alla destra, da dove arriva un sole spaventoso. Sono felice perché è ancora vivo, ma subito mi chiedo perché cazzo sia andato lì e mi immagino che, se il sole lo colpirà, lo arrostirà seduta stante.

E’ per colpa di un signore sui 60 che si è messo a parlare al telefono proprio dove si era accoccolato Ulderico! -Non l’hai nemmeno visto, figlio di puttana!!! Ma che cazzo urli al telefono??? Maledetto: hai spaventato Ulderico e ora è vicino al sole!!!! Sei una forma di vita inutile!!! Non lo vedi che c’è un uccello che soffre, idiota di un Sapiens!!!!!-

Naturalmente quelli sono solo miei pensieri: non grido simili cose a quell’idiota di un Sapiens.


Sale la preoccupazione e la paranoia: sono in pena per quel povero volatile.

Dopo un po’ torna nella posizione di prima ed è praticamente contro al tappo: ho ottime speranze che finalmente si renda conto che quel tappo è colmo di acqua, e almeno beva!!!!

Passa ancora un po’ di tempo e, dando un’occhiata da una delle megafinestre del piano terra, noto che Ulderico sta zoppicando via dal suo rifugio improvvisato!!!

Mi domando che accidenti stia facendo e già mi immagino che qualche Sapiens finirà per mollargli un bel calcione, non vedendolo camminando fissando il display del proprio smartphone!

Ulderico sembra bello convinto: giuro che la sua espressione è diversa da prima!!!! Si incammina, zoppicante ma meno acciaccato, verso l’altro lato dei portici, verso la piazzetta posteriore dove si parcheggiano gli scooter!!!!

Appena possibile mi affaccio dalla finestrona ad arco del piano di sopra e il giovane piccione è scomparso. Apro una delle finestre laterali, che danno sulla piazzetta, e non lo vedo.

Mi dico che probabilmente si è rifugiato addosso ad un muro o tra qualche scooter e per fortuna l’altezza dei palazzi fa sì che il sole non batta mai sulla piazzetta, quindi un minimo mi rassicuro, ma continuo a pensare a lui e a chiedermi come starà e se quei passi “convinti” non fossero che l’ultimo tentativo disperato di cercare i genitori...

Quando esco dal lavoro lo cerco ovunque, ma del giovane Ulderico non v’è traccia.

E’ riuscito a volare via????

C’è riuscito davvero?????

Quindi, passato lo shock ed il rimbambimento per la botta presa, appena si è sentito meglio è andato nella piazzetta ed ha spiccato il volo???? Magari aveva bevuto davvero, e un minimo gli è servito per riprendersi???

Forse il terrore che tornasse quella strana creatura bipede a parlargli con un accento romanesco e una vocetta stridula gli ha dato la motivazione a non lasciarsi andare, ed a lottare per sopravvivere????

-Che gallo, Ulderico!!!!!!-

Sì, lo so che è un piccione, ma “gallo” era nel senso di “grande”, “mito”!!!

Spero davvero che sia riuscito a volare, e che stia bene...


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