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Una storia di BeppeGVida

Isola di Lavezzi

Alla Memoria di un Grande Amore

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5 minuti

Pubblicato il 26 giugno 2019 in Storie d’amore

Tags: #Amore #Naufragio #Nave #storie

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Ogni qualvolta che a primavera, d’estate o in autunno passavamo, per mare, Anna ed io, diretti oltre le Bocche di Bonifacio in Corsica il cuore cominciava ad accelerare i suoi ritmi fino a farmi mancare il respiro per la commozione.

Al passaggio davanti al Cimitero di Lavezzi dove riposano oltre cento Cadetti d’Accademia Navale della Marina francese in missione scuola periti durante un naufragio proprio su quelle coste…

Coste insidiose. Nel tratto di mare che le fronteggia sono presenti secche - scogli sotto al pelo d’acqua che si stenta a vedere di giorno - nella notte, all’epoca con strumenti non scientifici, se un veliero veniva colto nel pieno di temporali insidiosi, di uragani, erano frequenti i naufragi …


Davanti al cimitero di Lavezzi per tutto l’anno crescono gigli. Nel piazzale e d’intorno i gigli sono talmente fitti che non si intravede il sentiero che porta all’entrata, tale e rigogliosa è la fioritura. Pensare che proprio in quel cimitero sono sepolti dei giovani e il loro silenzio nella sospensione della vita fisica in attesa di un richiamo cristiano del dopo… con la visione dei gigli ti prende un nodo alla gola anche dopo tanti anni all’evocare la tragedia…

Qualcosa quel passaggio ti lascia e non ti abbandonerà più: apparirà ogni tanto in occasioni di dolori preannunciati ma prematuri; per la perdita di vite ancora col vigore della gioventù … quando pensi ai gigli che si rinnovano, si moltiplicano… come a simboleggiarne il ricordo…


In una giornata di piena di estate dove la luce confonde l’orizzonte, Anna ed io ci siamo fermati davanti all’entrata del cimitero e abbiamo pianto sommessamente dandoci le spalle l’un l’altro: il pensiero era rivolto alla morte che ghermisce ad ogni età subdola più di un serpente letale che appare all’improvviso… avvelena e scompare…


Anna ha sempre pesato alla morte. Nei fatti è arrivata troppo presto. Nessuno è preparato anche se lo crede; se non c’è una malattia che prepara l’evento la violenza spiazza anche la persona più esposta a rischi di sventure…

In una delle visite a Lavezzi al Cimitero dei giovani cadetti francesi Anna mi disse: quando morirò vorrei essere cremata e le mie ceneri sparse qui nel tratto di mare davanti al Cimitero. Ricordo che dissi non sarò io a raccogliere questa tua volontà passeremo ad altri della famiglia: per “legge di natura” tu spargerai le mie ceneri dove vorrai. Non fu così se ne andò molto prima lei…


Quando penso alla fine di Anna molte cose emergono tra queste la più grave è che le sue volontà sulla cremazione e sulle ceneri sparse in mare davanti al Cimitero di Lavezzi - quello che guarda a est - non l’ho eseguita. Una morte improvvisa ti immerge nel buio profondo ove tutto rallenta e il pensiero con l’angoscia si appanna e quanto di cognitivo ti rimane è zero… servirebbe per ricordare … ti reggi in piedi perché i meccanismi interni funzionano anche in assenza della mente che li guida.


Omaggio al ricordo di un grande amore…

Autore Beppe G. Vida



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Pubblico una prima “lettera” giuntami da una amica, lettrice di 20 lines, in data 9 maggio 2017. Testimonia libera, spontanea, sincera e ricca di contenute emozioni … L’amore è vissuto con naturale slancio perché è con noi dalla nascita e esalta quelle qualità umane di cui siamo capaci di dar voce…

Un suggerimento darei alla lettrice che mi scrive. Un racconto può esaltare ma contrapporre un sentimento sublimato perché l’ineluttabile è arrivato anzitempo a un’auto sofferenza che si pone fuori dalla realtà della vita reale…


La lettera:

Caro Guido

Sto leggendo piano piano i tuoi racconti. Mi prende una forte emozione ed il cuore batte a mille ogni volta che faccio un click su di un nuovo racconto. Mi pare di capire che siamo per lo più autobiografici e mi vedo catapultata in un mondo per me sconosciuto, lontano dove la mia presenza stride. Le persone che hai conosciute, le esperienze che hai vissuto le donne che hai amato… sembra un bellissimo romanzo. Ti descrivi come un uomo semplice ma non penso che sia così… hai una capacità di descrivere le situazioni ed i sentimenti con una profondità che denota intelligenza. Sensibilità cultura e conoscenze non comuni. Sto provando sentimenti contrapposti e contrastanti.

Una forte attrazione per tutto ciò che puoi dire e che sai trasmettermi con i tuoi racconti: intellettualmente e perché no fisicamente… dall’altra un gran paura, voglia di rifuggire alla seduzione e di sottrarmi ad un qualcosa che ancora una volta possa mettere in evidenza la mia inadeguatezza e che possa portarmi a soffrire di più di quanto non soffra per un amore che da anni mi fa soffrire perché non corrisposto come vorrei…


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Pubblico una seconda “lettera” giuntami da una amica, lettrice di 20 lines ,in data 28 maggio 2017.

La “lettera”

Caro Guido

Ogniqualvolta apro la posta non posso non leggere questo tuo bellissimo racconto del ricordo… Descrivi il luogo con parole che sembrano pennellate talmente precise che danno la sensazione di essere proprio lì, presenti e di vedere con i propri occhi.

I sentimenti, le emozioni e lo struggimento che provavate sono evocati ancora al ricordo di quelle sconosciute giovani vite spezzate con forte intensità. Si percepisce una grande malinconia, oltre al rimprovero che ti fai per le omissioni sulle volontà disattese, nel ricordare ora tutto questo da solo… La tua Anna deve essere stata davvero una persona speciale e mi commuove il pensiero di lei come quelle sconosciute giovani vite spezzate che sono sull’isola…

Sentimenti simili li ho provati tanti anni fa sul Monte Piano ed alle Tofane ripercorrendo i luoghi della grande guerra… ma chi era con me non ha pianto con me…

Mi commuove il tuo dolore, la sofferenza ed il pensiero del buio che ti ha travolto… Restano, però, la luce ed i colori meravigliosi di questo grande amore…


Conclusione:

Ho pubblicato le due “lettere” perché con modi diversi e istanze diverse le accomuna un sentire i sentimenti come fonte primaria, come dire, la linfa che nutre l’albero paragonato alla vita.



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