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Una storia di SerenaP

Secondo me sai di gelsomino.

Le tue labbra, le tue labbra dal rossetto sbiadito, te le saprei disegnare. Ad occhi chiusi.

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Pubblicato il 02 febbraio 2018 in Poesia

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Mentre parli ti fisso le mani

perché mi fa impazzire il tuo modo di gesticolare.

E mentre bevi ti fisso la bocca perché mi fai uscire fuori di testa.

Tu.

E il tuo modo di mangiucchiare la cannuccia,

che ci lasci lì tutto il rossetto.

Credo di essere pazzo.

Perché ho imparato a memoria i lienamenti del tuo viso.

Perché se chiudo gli occhi vedo te di profilo.

E le tue labbra, le tue labbra dal rossetto sbiadito, te le saprei disegnare.

Ad-occhi-chiusi.

Credo di essere pazzo.

Perché per una sera,

per una sera vorrei essere io la cannuccia da cui non riesci a staccarti

dove posi le labbra distratta, mentre guardi altrove.

Credo di essere pazzo.

Che guardo te che guardi altrove

con l'aria di chi sta aspettando qualcosa.

Ma che cosa non lo sai nemmeno tu.

E sono pazzo

che vorrei essere quel qualcosa.

Ma tu continui a guardare altrove

e non hai mai guardato me.

Sei così bella che non lo sai

che non ci credi.

E pure per questo sei bella, cento volte di più.

E sei bella,

mentre ti metti a posto i capelli scomposti,

che da lontano mi sembra sentirci l'odore.

Secondo me, sai di gelsomino.

Sei bella,

mentre storci il naso poco prima di fare uno starnuto,

mentre aiuti la cameriera a raccogliere le cose dal tavolo.

Tu sei bella e io sono pazzo.

Che ogni volta vorrei venire da te e offrirti da bere.

Ma resto, per l'ennesima volta, seduto dove sono.

Al bancone del bar

lontano dal tuo tavolino.


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