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Una storia di P3PP4R10

Mr Nestlé

Come la cattiveria del signor Nestlé riuscì a salvare il nostro Pianeta

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8 minuti

Pubblicato il 28 dicembre 2018 in Humor

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- Un breve monologo sarcastico -

​​​​​​​

Le nostalgiche memorie di un novello Scrooge


VOCE OFF:

"Riuscirà la cattiveria del Signor Nestlé a salvare questo malandato pianeta?"


<< L'anno che sta arrivando tra un anno porterà più povertà. Parafrasando la canzone di Dalla. Al momento non si vedono all'orizzonte nuovi sistemi o soluzioni per vivere in una società più decorosa di questa. Dovrebbe far riflettere, no?


Quest'anno qualcuno non ha ancora lavorato nemmeno un giorno. Ma non ci sono problemi finché ci saranno i nostri genitori a pararci il culo e a pagarci il biglietto. Noi antagonisti siamo un po' stravaganti: ci teniamo veramente alle sorti di questo pianeta! Ci teniamo più che a noi stessi, alla nostra autostima. Perché sapete l'ecosistema ci influenza e se vive male il pianeta i primi a risentirne saremo proprio noi. Così dicono e io ci credo. Però oggi ho fatto un sogno. Non so se nel 2013 si può ancora dire, senza pagare i diritti d'autore della SONY o della APPLE. In caso faccio ammenda. No worries! Però io oggi ho sognato di stare nei panni del novello Scrooge di turno: il signor Nestlé. Un poveraccio come molti, lui. Mi sono sentito molto avvilito e frustrato perché nessuno mi vuole bene, e quasi a tutti non piace il mio modo di vivere e di operare nel sistema. Economia? Produzione? Non è vero niente! Mi sento solo. E chi se ne frega direte voi? Giusto! Anche questo ci sta’! In verità mi stanno molto a cuore i Paesi poveri o in via di sviluppo, come l'Etiopia, ad esempio. Ma ho i creditori cinesi alle calcagna e non so come sfuggire. Sono terribili quelli, non sono mica banchieri svizzeri, quelli ti fanno tagliare il piffero sorridendo. Io sono abituato a discutere in sala riunioni con 12 squaletti, di quelli piccoli, hanno studiato ad Harvard, loro. E poi ci siete voi. Cari amici consumatori. Non volete più la cioccolata? Perché? Mi sono rassegnato, ormai. Quindi vi vendo il caffè! Non volete nemmeno il caffè. Avete scoperto che rende il sangue acido? Accipicchiolina che volpi che siete! No, nessuna caccia alla volpe. Siamo in caduta libera, adesso. Vi vendo l'acqua. ne avete bisogno di quella. No, non potete più bere quella del rubinetto. Ve l'abbiamo inquinata noi. In qualche acquedotto sono venuto io personalmente. Così imparate a non mangiare dolciumi, caffè e sigarette. A non voler più combattere le nostre battaglie! Vorrei sapere una cosa: che vi ho fatto, io? Perché c'avete tanto odio verso di me! La vostra mammina non vi comprava il Kit Kat? e ve la prendete con me, ora? Andate a prendervela con chi vi ha detto sempre: no, è scaduto, fa male... devi andare dal dentista ecc... Io sono un vostro amico, io sono il vostro naturale alleato...>>


II


L’avidità è giusta, sapete? Vi hanno insegnato a vivere onestamente e a vedere questo mondo come un irreale eden su cui proliferare, su cui vivere nel benessere e nella totale armonia: sapete perché. Per stendervi meglio, per farvi posizionare a novanta nel grande mercato del vivere odierno. Spendete tutto il vostro entusiasmo, tutti i risparmi, il sudore e la vostra linfa vitale nelle agorà create ad hoc che chiamate iper-mercati! Iper-merdai, dico io.

E’ qui che la cattiveria e l’avidità si annida come un covo di zanzare con elmetto e baionetta pronte a colpire, a succhiarvi il sangue. Lì ci sono io, paladino, soldato di ventura, uomo di ingegno chiamato per arginare e per dare continuità al pensiero del libero mercato.

Voi vedete solo freddi numeri, voi capite solo il prezzo del paniere dei beni, ma c’è ben altro in gioco. C’è prima di tutto uno stile di vita, e c’è la nostra sopravvivenza, non solo sul MERCATO, ma su questo Pianeta. A me non frega nulla di chi vuole mettersi da parte. Il mio credo, il mio pensiero è rivolto solo ai combattenti, a colore che sono disposti a sacrificare sull'altare delle proprie necessità qualcosa di fondamentale, un diritto inalienabile. Il diritto di scelta. Il diritto di consumare. Siamo liberi, in questo mondo di consumare ciò che meglio crediamo, nelle modalità e nella ritualità che riteniamo più appropriate. Io sono buddista, io sono metodista, io sono cristiano, sì, ma prima di tutto io sono consumatore e come tale ho sì dei diritti, ma prima ancora ho dei doveri, verso i miei simili e verso chi produce. Se ve lo dico io mi potete credere. Io vi esorto a farlo. Non siamo a Sparta e io non sono certo Leonida. Figuriamoci. Da giovane ho anche provato a guidare la mia squadra universitaria di football, ma è stato solo un periodo di edonistico narcisismo. E’ stata una parentesi di valoroso condottiero. Poi ho capito. Poi ho realizzato. Dobbiamo sfamare il mondo. Dobbiamo salvare il pianeta. Non c’è tempo, non c’è spazio per inutili eroismi. Adesso devo guidare con pugno di ferro questa multinazionale come una portaerei sopra una invisibile isola di battaglie sempiterne. Bisogna resistere, bisogna sopravvivere, a qualsiasi costo, a qualsiasi sacrificio.


Seppellite il mio cuore a Vevey!


“L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida, l'avidità è giusta, l'avidità funziona, l'avidità chiarifica, penetra e cattura l'essenza dello spirito evolutivo. L'avidità in tutte le sue forme: l'avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro, ha improntato lo slancio in avanti di tutta l'umanità. E l'avidità, ascoltatemi bene, non salverà solamente la Teldar Carta, ma anche l'altra disfunzionale società che ha nome America.”


Voce off di uno speaker radiofonico che sta trasmettendo direttamente dagli “inferi”


“La Telco compra Telecom e in parecchi a dire "Ma come, in Spagna non c'era la crisi?". Il tutto è dovuto a un piccolo fenomeno denominato "globalizzazione". La Spagna non è solo un posticino in cui si beve sangria, si guardano film di Almodovar, ci si fa rincorrere dai tori e le ragazze che fanno l'Erasmus la danno via. Anche lì ci sono le multinazionali (ad esempio: ce n'è una molto quotata che si chiama "Cristiano Ronaldo")


Se vogliamo metterla sul patriottismo, qualche anno fa "l'Italia" s'è comprata la Chupa Chups e ha portato in Spagna Mujeres y Hombres y viceversa, adattamento di Uomini e Donne. Siamo ancora in vantaggio! Siamo ancora noi in vantaggio, seguiteci, seguitemi!”


O loro o voi! Ve lo anticipo, non facciamo sconti qui né prigionieri né schiavi, gli schiavi oggi costano cari, troppo cari. No, non faccio polemica e so bene che non siete disposti a sentire quelle che per voi sono menzogne ben studiate, quelle che per voi sono solo giustificazioni di sorta! Sì, vabbé… a sorta! Costa d’Avorio, Mali! Chi li ha mai visti, chissà! Chissà poi quanto ci è costato quello scherzetto, altro che mali, avori e cacao! Io non mangio cacao, io non so nemmeno di cosa state parlando, ad esser sinceri… noi non ci scordiamo chi siamo e da dove veniamo. Abbiamo salvato la vita a tanti bimbi, abbiamo combattuto e ci siamo sporcati le mani, abbiamo dato sollievo alle nostre truppe, le abbiamo tirate su coi nostri prodotti.

Sì, è vero, non tutti fanno benissimo, lo so, lo so bene, ma che volete? Non tutte le ciambelle vengono col buco e non tutte le multinazionali falliscono per via di qualche buco in bilancio. Orwell diceva che tutti gli animali sono eguali, ma che alcuni lo sono più e meglio di altri… E quindi? Io credo che Hegel avesse torto su questo concetto di "integro/intero"andava bene per fare spot con la Parmalat prima del crack (inteso come narcotico, anche) ma se lo applichi “all'estetica attuale” il concetto fa un po' acqua e non certo San Pellegrino (che è sempre nostra) (ndr)


La celebrità non è un pranzo di gala e nemmeno una cena d'affari.


Insensibile io? Certo, come no! Dovete sapere che quando è nato mio figlio ho portato uno stereo portatile e ho coinvolto tutti in una danza rituale di buon auspicio sulle magiche note di Cole Porter… Non sono un montato, non sono una persona superficiale, credo nei claim, sì, ma solo come istantanee cartoline di un attimo, momenti da fissare per meglio comprendere un concetto. Lo slogan “Good food Good life” è mio, ma non sono mai andato in giro a vantarmene. Assolutamente!


Sono capace pure io di emozionarmi ascoltando un disco di Mark Knopfler, sapete? Ma che dovete sapere voi, che ancora credete che le sommosse nel Darfur siano un moto di protesta spontaneo. Sono io che muovo i fili laggiù, io o chi per me! Chi per noi! Chi per voi!

Volete la vostra bella tavoletta energetica? Volete anche la pace nel mondo? Beh, non si può sempre avere la botte ubriaca e la moglie piena… sapete…


Mi ricordo la mia infanzia nel Kansas, mi ricordo come correvo felice sulla bici con le carte da poker di mio nonno nei raggi, per fare casino! Per farmi sentire di correre su una Triumph!

Era una Beach Cruiser rossa con telaio in titanio, nel centro residenziale dove stavo io ce n’erano soltanto quattro. Uno ce l’avevo io. Un’altra invece Tom Tucker! Quello stronzetto mi è sempre stato antipatico, con quell'espressione del so tutto io, faccio tutto io, salto meglio io… ecc ecc…


Però poi siamo andati al college e le cose sono cambiate e il gioco si è fatto duro!

Io sono diventato quello che sono diventato, lui ha fallito in ogni cosa che ha provato… anche nella vita… anche nell'alcolismo… il suo sogno non si è realizzato… voleva montare dei razzi supersonici sulla sua bici, voleva cambiare il mondo… ma il mondo non è clemente coi sognatori rivoluzionari, così come non è clemente con gli amministratori delegati di multinazionali che vogliono affamare i bambini della Costa d’Avorio…


Voce off:


Forse il nostro universo si trova dentro al dente di qualche gigante. L’avidità quasi sempre costa solo la metà, rispetto al prezzo pattuito. Il saggio non schiaccia gli altri con la sua superiorità; non li umilia mettendo in rilievo la loro incapacità.

Mr Nestlé
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