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Una storia di Rebe04

Questa storia è presente nel magazine Raccontami di te

Cosa resterà?

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2 minuti

Pubblicato il 05 giugno 2020 in Didattica

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Occhi persi a guardare nel vuoto e braccia oziose…

Ed è così che solo i racconti saranno i nostri amici più intimi, testimoni di questa follia.

Mi guardo allo specchio e vedo te che come me hai sensazioni, speranze, preoccupazioni per tutto ciò.

Non sei solo un’ombra ma una voce amica, orecchie pronte ad ascoltare: ci sei da quando questa palla di fuoco, piombando nelle nostre vite, ha portato con sé un black out sociale con un tacito tumulto, lasciando un alieno invisibile da combattere.

Ti ho chiamata Emily e insieme ci riprenderemo ciò che ci hanno rubato, la libertà.

Da soli non si riesce a farlo, troppi i consigli che dispensano dall’alto e troppo il dolore che lascia il nemico.

Compagne di fronte: ecco cosa siamo io e te, Emily.



La ragione ci fa sperare che oltre la nera cortina della notte ci sia un'alba che ci aspetta per tornare ad essere liberi e uscire da questa gabbia.

La gabbia che ci rinchiude in questo momento ci fa sentire come gli "inseparabili" che muoiono se lontani.

Noi adolescenti rompiamo questa gabbia con l'ascoltare l'altro, ed è per questo che secondo me ognuno di noi non riuscirebbe a oltrepassare questi ostacoli da solo, ma ha bisogno di qualcuno che lo sostenga, un amico o un familiare, la chiave di questa gabbia.



Per combattere l'alieno abbiamo usato le armi che ci hanno consigliato, ti ho scritto più volte, l’ho fatto anche in altre lingue.

Vorrei tanto poterti dire che non ho paura e che questo per noi è un brutto sogno ma poi guardo gli occhi di mia nonna e non vedo più quella luce che mi riscaldava il cuore, come un eco sento un forte grido di difficoltà dalla mia cameretta. Sono i miei che discutono.

Mancano le risorse a casa… Anche il tuo papà non lavora, Emily?!

Allora quello che prima era solo puro passatempo, per combattere la noia e rimanere in contatto il mondo esterno ora è l’unico indispensabile strumento per tutto… Scriviamo, ci sentiamo, impariamo ci teniamo informati e abbattiamo queste quattro mura con internet.

Cerco di ritrovare me stessa aiutandomi con movimenti ritmici e musica, pensando a un domani in cui mi sveglierò da questo sogno e tornerò ad essere felice.

Perché nella nostra vita avremo molti motivi per essere felici, nonostante tutte le difficoltà ci sarà sempre qualcosa per cui sorridere.

E la felicità non smette mai di esserci: a volte è solo nascosta da qualche parte ad aspettarci.


Ecco… Ora già ti vedo sorridere, Emily! Domani ti aspetto al parco, sulla panchina di sempre, per raccontarti non di ciò che è stato ma di come vorrei che fosse da domani.



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