scrivi

Una storia di

Questa storia è presente nel magazine Spunti di scrittura: #tempodiinizi

Colpita al cuore

#tempodiinizi

minuti

Pubblicato il 11 novembre 2019 in Storie d’amore

Tags: #tempodiinizi

0

Sara è stanca.

È appena rientrata dal lavoro un sabato di metà febbraio.

La casa è un disastro, la cena da preparare, i bambini super agitati si rincorrono gridando e lui... Lui svogliato siede sul canapè, cupo in viso.

È arrabbiato, lo capisce dallo sguardo minaccioso: "Dove sei stata finora?" , "al lavoro, lo sai..." gli risponde togliendosi il giubbotto, "questo è il mio normale orario, lo abbiamo deciso insieme, visto che tu il sabato sei libero e puoi stare con i bambini", continua.

"Non ce la faccio più, tu in giro a spassartela con quel tuo inutile lavoro e io tutto il sabato pomeriggio chiuso qui, e poi oggi sono stato anche male, ma certo a te che importa!"

Sara riconosce i preliminari della lite sa che arriverà a breve e, cercando di evitarla, si toglie le scarpe, infila le ciabatte senza rispondere e si dirige verso la cucina.

"Almeno rispondimi, ti ho detto che sono stato male oggi! Ho cercato di contattarti ma avevi inserito la segreteria telefonica sul cellulare, giusto per fare i tuoi comodi, vero? "

"Mi dispiace, tu sai che quando lavoro non posso rispondere a telefono, perché non hai chiamato il medico?"

Si arrabbia ancora di più mentre la segue in cucina: "Lo so, non ti importa niente di me, sei egoista e basta!" le urla.

Sara gli volta le spalle indifferente ed inizia a svuotare la lavastoviglie, non ha voglia di litigare, ma lui non si placa, dalle parole passa all'azione e le sferra un calcio nel sedere facendola cadere a terra.

Sara non reagisce si volta e lo guarda dritto negli occhi.

Lui si allontana: "hai avuto ciò che meritavi per quello che oggi ho passato io" sembra voler dire con il suo atteggiamento sprezzante.

I bambini si sono zittiti, "Che succede mamma, ti sei fatta male?"

"No, non è niente, sono scivolata, state tranquilli" gli rassicura rialzandosi.

Cerca di inghiottire le lacrime che incalzano.

Ormai è abituata ad essere ferita con le parole ed i comportamenti; è un periodo difficile per entrambi, questo si è ripetuta spesso cercando di giustificarlo, ci sono due figli da crescere, la casa da pagare, lui che non vuole che io lavori, io che voglio sentirmi utile per far quadrare i conti, stasera però è diverso, quel gesto non può essere minimizzato: "un calcio si dà a ciò che si disprezza, a ciò che è inutile e non si vuole più" pensa fra di sé.

Si sente umiliata, minacciata nella sua dignità di persona, colpita al cuore: quell'uomo ha ucciso, stasera, il cuore che tanto lo ha amato.

Fuori fa freddo, in quella casa si gela.

Lui sembra leggere i suoi pensieri, si veste ed esce sbattendo la porta.

Sara è stanca, chiude le persiane: domani è domenica.







Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×