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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Romanzo a Puntate

I 7 -Parte 50

44 visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 17 settembre 2020 in Fantascienza

Tags: #supereroi #superpoteri #amore #esperimenti #mutanti

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Lunedì 3 Luglio 1961, siamo sempre nel “sognoricordo” di Valeria. La ragazza si trovava nella “camera sepolcrale”, che si chiamava così perché quella stanza era la più nascosta e quella situata più in profondità di tutta la struttura ed ospitava quelle capsule che potevano sembrare moderni sarcofaghi, esattamente come una camera sepolcrale egizia. Il soprannome lo aveva pensato uno dei tecnici della squadra di Romanyshyn, la Dottoressa Olena Zhigunova che era appassionata dell’Antico Egitto e trovava divertente chiamare una stanza dove si cercava di dare la vita come un locale che ospitava i morti…

Lentiggini appoggiò la mano sinistra sulla capsula: il metallo era tiepido perché al suo interno la temperatura era sempre tra i 36.5 ed i 37 gradi. Si rivolse alla sua simile come se quella potesse sentirla, parlandole in modo dolce e con il candore fanciullesco che la caratterizzava molto spesso:

-Così oggi ti sveglierai, finalmente...quanto cazzo ci mette Bronislav ad arrivare?? Sono eccitatissima per la tua attivazione! Cioè...beh...io voglio bene allo Zar ma tu...tu sei una femmina come me! Tu mi somigli tantissimo! Mi hanno detto che è come se fossimo gemelle: sono davvero molto eccitata per il fatto che avrò una sorella quasi gemella!!! Sai che sarò io a darti il nome? Ho avuto molto tempo per sceglierne uno; ma solo da qualche mese ho preso la decisione definitiva...no, te lo dirò quando sarai attiva!Beh...è un po’ confusa questa cosa: ti penso come una sorella ma io sono stata creata 16 anni fa, tu hai praticamente il mio stesso DNA, seguo il tuo sviluppo fin da quando eri un microscopico e strano embrione e sarò io a darti il nome...quindi è come se tu fossi mia figlia! Vabbè...anche lo Zar lo hanno realizzato a partire da me, ma mi ha sempre fatto da padre! D’altronde è ovvio che le cose siano tutte un tantino strane, visto che cosa siamo...-. Guardò nuovamente quella creatura a lei così simile, immobile, e aggiunse: -Ti troverai bene qui, con me e lo Zar: tutti gli scienziati sono gentili e un po’ matti e ci fanno fare cose strane, il cibo è ottimo e ce n’è quanto ne vuoi e ti porterò a vedere i test atomici… Chissà quali poteri avrai! Io posso fare una valanga di cose ma lo Zar solo un paio! Cazzo, ma quando arriva il Professore??? Voglio parlarti, voglio insegnarti un sacco di cose!!!!-

Vicino al pod della Terza c’era una sedia da ufficio, di quelle ovviamente dotate di ruote e l’aveva portata proprio Valeria molto tempo prima, per sedersi accanto alla sua futura gemella: la ragazza se la avvicinò e si mise seduta ad aspettare l’arrivo del Professor Romanyshyn, continuando ad accarezzare quel grosso macchinario come se stesse accarezzando la sua nuova simile...e restò a farlo per diverse decine di minuti, fumando sigaretta dopo sigaretta.

Quando finalmente la porta verde si aprì ed entrarono il Professore e lo Zar, la Regina delle wunderwaffen balzò in piedi, mise le mani sui fianchi e li guardò malissimo!

Bronislav mise le mani avanti (letteralmente): -Ok ok ok: “vi sembra questa l’ora di arrivare???”...mi dispiace, ma il mio elicottero, pur essendo il più veloce del mondo, rispetto a te è come una lumaca a confronto con un ghepardo!-

Lerunia, con voce arrabbiata, gli chiese come mai non avesse dato loro l’annuncio dell’attivazione della Terza quando aveva rimesso piede al Centro e quello rispose che voleva finire di vedere che cosa avrebbero combinato a bordo del Tu-95LAL

-Ma sei stato tu a dirci di atterrare!!! Il test lo hai chiuso tu!!!!!-

-Appunto: se fossi tornato al Centro e vi avessi detto di raggiungermi non lo avrei fatto io e avrei potuto perdermi qualcosa… Dai, vuoi che attiviamo questa vostra sorella nuova di zecca, o preferisci continuare a lamentarti???-

-Attivala!!!! Attivala!!! Attivala subito!!!-

Il Professore sorrise ed uscì dalla stanza ed una paratia di piombo scese a difesa della porta in quanto era successo in passato che alcuni “prototipi” si attivassero in modo estremamente violento, arrivando a fare delle vittime e quindi si era presa questa precauzione: la camera sepolcrale veniva isolata dal resto della struttura e al suo interno non poteva restare nessun Sapiens. Anche per lo Zar (che restò lì con la Fulva) si era fatto così, e naturalmente l’invulnerabile Valeria era potuta restare: lui si era attivato in modo molto tranquillo…

I due Sintetici si misero in piedi accanto alla capsula della Terza e lo Zar, emozionato, domandò come funzionasse la cosa.

-Che carino: sei emozionato!!! Per te è la prima occasione di assistere all’attivazione di un Sintetico!!! Questa invece per me è la sedicesima e, senza offesa per te, non sono mai stata così su di giri!!!!!-

-Un giorno mi racconterai di tutte le altre attivazioni, più o meno fallimentari...-

-Credimi: roba da scriverci un libro!!!!!-

-Ma non sei stata felice quando io ho funzionato perfettamente???-

Gli si strinse forte forte addosso e rispose con un tono molto acuto: -Ma certo!! Sono stata felicissima; ma la Terza è una femmina!!! E’ la prima femmina che hanno provato a fare ed io non sono una scienziata, ma avevo pensato molto tempo fa che le possibilità di successo sarebbero state molto più elevate se avessero provato a realizzare un esemplare il più possibile simile a me, sesso compreso...-

-Quindi con me hanno rischiato?-

-Geneticamente sei veramente molto simile a me; ma hanno rischiato con la cosa del “maschio”… Però si erano incaponiti con voler realizzare per forza un maschio!!!! Oltretutto sei invulnerabile, immortale, fortissimo, puoi volare e hai un potere davvero poderoso...ma basta così: quei sessisti l’hanno preso in quel posto perché la creatura più potente del pianeta è sempre la sottoscritta!!!-

-Ok...ma non hai risposto alla mia domanda sul come funzionerà la procedura!!!-

Proprio in quel momento si iniziò a sentire un sibilo elettrico: era una pompa che aspirava il fluido in cui era immerso il corpo perché, data la sua consistenza, avrebbe impiegato troppo tempo a defluire.

Quando il livello scese sotto alla giunzione tra coperchio e resto del “sarcofago” Valeria sbloccò le sicure e lo spalancò: un po’ di gel uscì fuori, ma il pavimento era costituito tutto da griglie proprio per raccogliere e far defluire quella sostanza.

Un fortissimo odore ferroso, che ricordava il sangue, si sprigionò all’apertura del quell’accrocco.

Valeria prese un comune tubo da giardino che si trovava ordinatamente arrotolato su se stesso in un angolo della stanza, aprì il rubinetto e tornò alla capsula, iniziando a sciacquare il corpo della Terza, impregnato di quello che a tutti gli effetti era un sostitutivo sintetico del liquido amniotico, dalla consistenza maggiore rispetto all’originale.

-Diluito scorrerà via meglio… Sciacquiamola per bene, finché è inattiva...-

Alzando quella ragazza ancora esanime afferrandola sotto alle braccia e mettendola seduta, lo Zar mormorò uno stupito -Wow: è impressionante quanto ti somigli!!!-

Valeria appoggiò il tubo dell’acqua dentro al “sarcofago”, prendendo il viso della Terza tra le mani e affermando convinta: -Infatti è meravigliosa, anche se non ha la crinierona...-

Dagli altoparlanti annegati nel soffitto si sentì la voce del Professore: -Valiera, avevi tanta fretta!!! La attiviamo o no la Terza???-

Ogni “sarcofago” aveva un curioso armadietto alla sua sinistra: era dipinto con la stessa tinta verde e poggiava su un tubo (nero, stavolta) che faceva sì che si trovasse ad altezza d’uomo. Valeria aprì le due ante dell’armadietto: al suo interno si trovavano quelle che sembravano delle curiose cuffie stereo, con la particolarità di un grosso cavo a spirale che andava ad inserirsi direttamente al centro dell’arco da mettere attorno alla testa, piuttosto robusto ed ingombrante. Se l’arco era ingombrante, i padiglioni erano piuttosto piccoli.

Valiera sistemò per bene l’arco sulla testa della Terza, ma i padiglioni erano in realtà elettrodi e li orientò in modo da piazzarli per bene sulle tempie della fanciulla, mentre lo Zar seguiva la cosa con molto interesse.

Sistemarono di nuovo la Sintetica nuova di zecca in posizione supina: Valeria controllò ancora gli elettrodi e poi le fece una carezza dalla spalla sinistra lungo tutto il braccio, fino a stringerle per un istante la mano.

Ogni capsula aveva una telecamera che la inquadrava alla perfezione: la Fulva si voltò in direzione di quella che teneva d’occhio il sarcofago davanti al quale si trovavano e fece segno di “ok”.

Parlando istintivamente a bassa voce, come se potesse disturbare il personale (che si trovava in un altra stanza) o la Terza, lo Zar domandò a Valeria a cosa servisse l’aggeggio che le aveva sistemato in testa e quella spiegò, con fare smaliziato, che durante tutto lo sviluppo (che durava ben 3 anni!) e fino all’attivazione i sistemi nervosi dei soggetti sono in quella che potrebbe definirsi una “modalità basilare” e si occupano soltanto di portare ogni sistema ai massimi livelli e a completa maturazione; non c’è coscienza, non ci sono pensieri né sensazioni…

-...e una fortissima scossa elettrica direttamente al cervello mette in moto tutto??-

Boccoli Rossi piegò la testolina verso destra, dubbiosa, e scoppiò a ridere, per poi chiarire: -Ma no!!! Questi sono sensori che servono alla gente in camice di là per controllare lo stato e l’attività del cervello del soggetto! Lo stato “basilare” in cui si trova questa splendida ragazza dalla pelle scura è indotto da un farmaco somministrato attraverso il cordone!!! Anni ed anni di tentativi hanno permesso di arrivare a questa tecnica: dal quarto mese di sviluppo e fino ai 3 anni la mente dei soggetti viene tenuta in stand by da un farmaco e, terminato il processo...-

Dagli altoparlanti si sentì una voce femminile esclamare “DISTACCO SONDA!” e il cordone ombelicale artificiale si staccò dal ventre della Terza con una piccola carica pirotecnica radiocomandata.

Istantaneamente si formò un ombelico a linea, molto meno vistoso di quello dei Sapiens: l’unica cicatrice che i corpi indistruttibili di Valeria, lo Zar e la nuova Sintetica avrebbero mai avuto.

-Ora non le viene più somministrato il farmaco e stanno monitorando la sua attività cerebrale, che dovrebbe schizzare a livelli assurdi nel giro di pochi minuti-

-Quindi tra poco si sveglierà?-

-Esattamente-

-Tra quanto?-

-Tu ti sei attivato 5 minuti e 47 secondi dopo il distacco della sonda ombelicale...-

-Ma non dici sempre che odi i numeri e non hai memoria per loro? Mi hai fatto fare anche tutti i calcoli e segnare tutti i dati sul Tu-95LAL per questo motivo!!!-

-Primo: ricordarsi un tempo non è la stessa cosa di fare un calcolo… Secondo: ti voglio bene ed è ovvio che io tenga a mente quel dato!!!-

-Che dolce!!! Ma quindi ti sto distraendo e non puoi cronometrare il tempo di risveglio della Terza??-

-Lo esclamerà Ivanka, e noi lo sentiremo dagli altoparlanti-

Si misero in silenzio, fissando il viso di quella creatura, ancora immobile e con gli occhi chiusi.

Sul suo corpo nudo e all’interno non c’erano più residui del gel in cui i soggetti passavano 3 anni. Se vi state chiedendo come sia possibile che un essere respiri un gel, visto che i Sapiens nel grembo materno respirano il liquido amniotico mentre un gel intaserebbe polmoni e vie respiratorie...beh...la risposta è semplice: i Sintetici non respirano durante il loro sviluppo e infatti, in quel momento del sognoricordo, Valeria e lo Zar stavano osservando la Terza ed il suo addome era immobile.

Il suo addome era immobile ma di lì a poco quel pancino piatto si mosse per la prima volta!!

Una contrazione rapidissima seguita da due ancora più veloci, e poi il primo vero respiro!

-Ha iniziato a respirare!!!! Si sta avviando!!!!!!!!!- strillò eccitatissima la piccola e pallida rossa, col professore che rispondeva via interfono: -La stiamo vedendo: è bellissimo!!!!!-

Il respiro divenne regolare e tranquillo e, finalmente, la prima Sintetica femmina realizzata dai Sovietici aprì gli occhi, dei grandi occhi le cui iridi rimasero bianche per un paio di secondi, per poi colorarsi scenograficamente di verde ed illuminarsi poiché colpite dalla luce della lampada dedicata alla sua capsula.

-Ha gli occhi verdi come me e...oh cazzo: si illuminano!!! Wow: i suoi occhi si illuminano come quelli dei gatti!!!-

La Terza fissava proprio Valeria: il suo respiro iniziò a farsi agitato...

CONTINUA...


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