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Una storia di Morena

PENE D'AMORE

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2 minuti

Pubblicato il 14 gennaio 2019 in Storie d’amore

Tags: #madriefigli

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Specchio, specchio delle mie brame, come faccio a far tornare l'amore nel mio reame?

Allora specchio che fai, non rispondi?

Proprio tu, così bravo ogni giorno a rivelarmi una ruga in più, la pelle appannata e gli occhi cerchiati, tu che sei inclemente latore di verità, non mi aiuti a risolvere l'arcano?

E' colpa mia, non ho ascoltato i campanellini che hanno smesso di trillare festosi, ma si sono trasformati in una sirena ululante che mi manda in tilt il cervello.

Quando è successo che tutto è precipitato, quando!

Voglio sapere il giorno,l'ora esatta in cui hai smesso di vedermi come il centro della tua vita e hai cominciato a considerarmi una nemica.

Fra te e me è stato amore a prima vista, è bastato uno sguardo, un lievissimo contatto ed ecco svanire il dolore, la paura, c'eravamo solo io e te, ed'è stato così a lungo, come possono essere lunghi 14 anni di felicità.......un sospiro!

Già un sospiro. E' il tuo modo di conversare con me da un po' di tempo, e l'intensità di questo tuo sospiro mi da la misura della tua insopportazione alle mie domande, alla mia ricerca di un dialogo con te.

Per sapere qualcosa di ciò che fai, aspetto di intercettare qualche tua conversazione telefonica con gli amici, che sono sempre lunghe, quindi desumo che di cose da dire ne hai tante.

Ma con me, muto come questo specchio, che mi rimanda l'immagine stanca di una quarantenne un po' avvilita, che si ripete gli avvertimenti di chi prima di lei era passata per questo tunnel buio.

Senza più la presunzione che l'aveva confortata nella sua convinzione che: Oh no! A noi non sarebbe successo, fra noi il muro non si sarebbe alzato, per noi la convivenza non si sarebbe trasformata negli arresti domiciliari e " le parole fra noi leggere", non si sarebbero rivelate secchi ultimatum.

Ecco, lo sbattere della porta annuncia il tuo arrivo, urli per chiamarmi, non ti rispondo.

Mi vieni a cercare e mi trovi davanti allo specchio. Per un momento i nostri visi sono vicini e questo specchio ora amico, mi rimanda l'immagine di una quarantenne e di sua figlia quattordicenne, e nella nostra somiglianza trovo la mia risposta.

Siamo ieri e oggi e davanti a noi c'è il domani, tutto intorno il tempo a venire.

Allora ti sorrido e vado a fissare sulla carta questa "riflessione", perché non sfugga nel garbuglio delle parole, ti lascio questa eredità, per quando la quarantenne sarai tu e ti sarà difficile capire che il tempo non toglie, ma trasforma e ridà.


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