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Una storia di Samanthapriolo

L'incedere elegante della sposa

La cerimonia

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2 minuti

Pubblicato il 03 marzo 2019 in Thriller/Noir

Tags: #storia #racconto #surreale

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In un pomeriggio autunnale, la sposa varcò l'entrata della Chiesa gotica di Santo Stefano e finalmente iniziò a camminare sotto le meravigliose arcate che omaggiavano il suo passaggio tra lunghe ombre e intense luci.
Occhi stupefatti, occhi pieni di gioia e ammirazione si alternavano a sguardi avversi seguendola nel suo incedere così dolce e titubante.
L'abito bianco splendeva nel gioco di luci e ombre mentre un debole raggio di sole filtrava tra le vetrate della maestosa chiesa. Il lungo velo copriva le spalle scoperte e i neri capelli corvini della sposa, fino a toccarle lo strascico che timidamente leggero la rincorreva.
Lo sposo nel suo completo nero dai dettagli bordeaux aspettava impaziente, nell'attesa muoveva nervosamente il bouquet di rose color porpora strette da un nastro di raso color avorio.
Lui continuava a stringere il mazzo di rose, lei continuava a sorridere mentre si chiedeva cosa sarebbe stato tutto il resto della sua vita dopo quella trionfale passerella verso l'altare.
Ad un passo da lui smise di sorridere i pensieri divennero caotici e spaventosi, si passò il dorso della mano sul rossetto color porpora, il suo passo divenne austero e all'improvviso...
Il viso del prete si trasfigurò in una maschera di terrore, fu allora che si sentirono tremare le vetrate e qualche istante dopo entrarono prepotenti lucenti corvi neri.
I violini smisero di suonare la marcia nuziale per lasciar spazio alla Lacrimosa di Mozart, un gran vento si sollevò contro gli addobbi, le sedie, i cappellini a festa delle signore, ogni cosa e persona venne travolta dalla sua furia.
Tra le mani dello sposo restò un groviglio di pungenti rovi. La sposa si accorse che il suo vestito era diventato color cenere e il suo velo aveva lasciato il candore del bianco ad un profondo viola, allora, raccolse lo strascico tra le mani, si tolse i tacchi, si girò e osservò gli invitati; alcuni giacevano a terra senza vita, trafitti dalla pioggia di vetri portata dall'arrivo dei corvi, altri invitati correvano come topi impazziti accalcandosi gli uni sugli altri, ma nessuno trovava l'uscita. L'altare era ridotto in macerie, in cima il suo sposo, trafitto da un grande crocifisso caduto dalla parete alle spalle dell'altare. Il suo sguardo non era più indecifrabile come pochi minuti prima, era solo uno sguardo vuoto proteso verso il cielo che dalle vetrate ferite dominava ogni cosa.
Alla sposa non rimase che correre verso l'uscita, da dove proveniva una gran luce e in quella luce scomparve per sempre, del suo passaggio restò solo lo strascico color cenere sui gradini di marmo della chiesa illuminati da un caldo tramonto..
Dove sarà finita la sposa?


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