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Una storia di manolagaleazzi

Il desiderio e la vergogna 1

Lei, un passato oscuro.Giorgio e Lulù dovranno difenderla da coloro che è stata scelta per un passato mai cancellato

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65 minuti

Pubblicato il 15 settembre 2018 in Erotici

Tags: #amore #drammatico #Erotico #setta #vendetta

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Monica dolce e sensibile, entrerà in una società di lussuria e perversa, ma qualcosa farà cambierà sua vita.
Monica dolce e sensibile, entrerà in una società di lussuria e perversa, ma qualcosa farà cambierà sua vita.

1) Annunci di Lavoro

Seduta sul divano, Monica leggeva annunci di lavoro come fotografa. La stanza era illuminata dalla luce del monitor del suo pc portatile.Sulla mano sinistra una tazza di caffè e con l'altra scorreva il cursore del mouse, quando si soffermò ad un annuncio interessante. prese il cellulare e digitò il numero sottostante all'annuncio.

<<Pronto.>> rispose una voce al telefono

<<Salve chiamo per l'annuncio.>>

<<Il lavoro è per due settimane, vitto e alloggio gratis e duemila cinquecento euro a fine lavoro. >>

<<Dovrò fare prima un colloquio?>> domandò Monica

<<No, signorina.>>

<<Che tipo di foto dovrò fare?>>

<<Niente dettagli, se accetti e verrai qui ti dirò quale sarà il tuo lavoro.>>

<<Accetto! domani sarò da lei, mi dia l'indirizzo.>>

Monica accettò, si fece dare L'indirizzo saltellando di gioia per aver trovato un lavoro, che gli piaceva, andò nella sua camera prese le valigie e iniziò a fare i bagagli.


2) La signora Lulù



Monica perse l'aereo per Chicago, dopo qualche ora atterrò prendendo un taxi che la portò a destinazione. Una grande villa ottocentesca, rimodernata e pitturata che a Monica piacque molto, suonò il campanello ed aprirgli fu una domestica.

<<Salve, sono la nuova saggista.>>

<<Mi segua la signora la sta aspettando.>>

Monica segui la domestica che la fece accomodare nel atrio dove davanti a lei c'era una grande scala di marmo e la ringhiera fatta tutta brillanti nata. Poco dopo la domestica ritorno per accompagnarla dalla padrona, incamminandosi in un lungo corridoio con tre porte, ed entrarono nella seconda porta.

<<Salve sei la ragazza che a chiamato ieri?>>

<<Salve, si sono io.>>

<<Accomodati, io sono la signora Lulù.>>

<<Piacere, Monica.>> disse timidamente

<<La domestica ti accompagnerà nella tua stanza, per oggi sei libera di girare fuori dalla villa, stasera alle otto ed esigo essere puntuali, ci sarà la cena, parleremo del tuo impiego qui.>>

<<D'accordo, allora a stasera signora Lulù.>>

Nel pomeriggio Monica uscì dal suo alloggio e andò in giardino dove c'era in immenso verde con una fontana pieno di pesci Koi. iniziò a fotografare quelle maestose carpe colorate, poi il suo interesse si spostò verso un roseto con moltissime rose di un colore rosa antico. Il pomeriggio passò ritornando nel suo alloggio aspettando l'ora della cena. si anticipò di cinque minuti aspettando nel atrio poi in perfetto orario la signora scese dalle scale invitando Monica a seguirla. Due cameriere iniziarono a servire la cena e la signora con un sorriso gli domandò:

<<Ho visto che hai fotografato il mio roseto.>>

<<Non le dispiace vero? sono meravigliose quelle rose, non sono riuscita a resistere.>>

<<hahaha, mi farai vedere le foto che ai scattato nel mio giardino?>>

<<Certamente, dovrò andare a svilupparle in città.>>

<<Non è necessario, abbiamo una camera oscura per sviluppare i rullini. Più tardi te la mostro, ma adesso parliamo del tuo compito.>>

<<Sarà impegnativo?>>

<<Dipende da te ragazza. Il tuo obbiettivo sarà quello di fotografare modelli nudi, in pratica nudismo allo stato erotico.Te la senti di intraprendere questo lavoro? Se accetti e sarai in grado di essere all'altezza farò il tuo nome a delle mostre e artisti miei conoscenti.>>

<< Tutto qua signora? devo solo fare delle foto a degli uccelli, no mi scandalo mica, son cresciuta con tre fratelli maschi.>>

<<Anche quelli prima di te erano convinti di saper maneggiare una macchina fotografica, con dei risultati vomitevoli e deludenti. Dieci di loro anno durato solo due giorni, tu quanto durerai?>>

Monica non rispose, rimase a guardarla e a riflettere alle domande della signora Lulù. che lavoro era? fare due foto a lei non sembrava cosi difficile ma le parole della signora le fecero mettere un dubbio.


3) L'incarico



dopo cena la signora portò Monica nei sotterranei dove vi era molte stanze.un lungo corridoio a L dove vi era 4 porte, ma la signora la portò nella stanza N°1 la camera oscura dove si poteva sviluppare i negativi dei rullini.

<<Ragazza, qui potrai sviluppare i tuoi rullini, qualunque cosa ti serva chiedi e provvederò.Come avrai notato davanti alla porta c'è un numero, ogni stanza ne ha uno suo. la stanza N° 6 che ti porterò a far vedere è dove lavorerai, la N° 2 è la cantina dei vini, la N° 3 è la stanza dove a volte sfilano i ragazzi e le ragazze. la N° 7 ci sono i generatori di corrente, vieni ti accompagno al tuo primo incarico.>>

<<Mancano due numeri che non mi a menzionato, signora Lulù.>>

<< Lo scoprirai con il tempo.>>

Arrivati alla stanza N°6 c'era una ragazzo completamente nudo che la fissò appena entrata.

<<Ciao David, lei è la nuova saggista, Monica.>>

Monica imbarazzata salutò David, mentre lui gli sorrideva.

<<Monica ti chiedo solo di non fare lo stesso sbaglio degli altri che sono venuti prima di te.Voglio foto che catturino tutto in un uomo, capisci vero cosa intendo? >>

<<Si!.>>

<<Io salgo, torna alla N°1 e nei cassetti e armadi c'e tutto l'occorrente che ti serve. poi portami il lavoro immediato.>>

<<Va bene signora Lulù.>>

Sorrise Monica contenta di iniziare e far vedere alla signora le sue doti.>>

riuscirà Monica....


4) Foto erotiche



La signora Lulù salì al piano superiore lasciando Monica con David, guardandosi senza dirsi una parola, poi Monica andò a prendere l'occorrente e ritorno nella stanza N° 6, dove David armeggiava il suo bastone su e in giù eretto. Monica rimase un attimo perplessa poi chiese.

<<Ti masturbi?>>

<<hahah lo faccio per te.>>

<<prego?>>disse perplessa

<<Vedo che non ti scandalizzi per un 20 cm, gli altri se la sono filata, sconvolti.>>

<<Devo fare delle foto, non dobbiamo fare del porno.>> rispose Monica sicura di se

<<Mi piaci sai? voglio aiutarti. La signora Lulù non vuole foto nude, ma le vuole erotiche.>>

<<Mentre tu ti masturbi io dovrei scattarti delle foto?>>

<<Brava, hai capito.>>

Monica aveva capito che questo lavoro non era nelle sue mansioni, ma sapeva che aveva dato parola alla signora.

<<Ok, inizia bello!>>

<<hahaha>>

<<Perché ridi?>> domandò Monica confusa

<<Dovrai aiutarmi tu, io faccio il resto. Sbottonati la camicetta, come mi eccito, se no?>>

A Monica l'idea non gli piaceva, ma fece quello che chiese il ragazzo. David iniziò a toccarsi ed eccitarsi e Monica iniziò a fotografarlo.

<<Togliti il reggiseno.>> chiese il ragazzo sorridendogli

<<Vai oltre ragazzo, immagina.>>

<<Dai! sai che hai un bel corpo? scommetto che la tua pelle è liscia e morbida.>>

<<Si, uso olio argan, mi piace sentire la mia pelle morbida.>>

David si alzò andando incontro a Monica, lei lo guardava impaurita indietreggiando.

<<E' tutto apposto, non aver paura. voglio sentire la tua pelle come è morbida.>>

David accarezzò sulla faccia e man mano scese sempre più giù fino ai suoi seni, mentre con l'altra mano si segava.

<<Non rimanere imbambolata, scatta!>>

<<Oh, si.. scusa.>> disse imbarazzata e confusa Monica

Iniziò a fotografarlo mentre lui eccitato la guardava, iniziò anche a Monica un impulso di eccitazione che non voleva, ed il ragazzo lo capì andandogli vicino.

<<Che ti succede?>>

<<Niente.>> disse lei abbassando gli occhi

<<basta chiedere, ed io ti esaudirò tutti i tuoi timori.>>

<<Niente a fatto! dai vieni, che porto gli scatti alla signora.>>

<<Togliti il reggiseno, voglio venire guardando i tuoi seni.>>

Monica acconsentì, togliendosi il reggiseno ed il ragazzo iniziò a toccarla, iniziò a sudare i suoi respiri iniziarono ad affannarsi, poi un esplosione di piacere.

<<Abbiamo finito, grazie per la tua prestazione David. Ah.. non dire niente alla signore che ti ho aiutato un po.>>

<<Va bene, tanto ci rivedremo bella mora, la prossima volta vedrai che cadrai ai miei piedi.>>

<<Hahahah, vedremo ragazzo, ciao.>>

Monica sali al piano superiore andando a chiedere dove fosse la Signora alla domestica, fu accompagnata nello studio, bussò ed entrò. La signora sorrise e con il gesto della mano la invitò ad avvicinarsi a lei, gli prese la macchina fotografica e iniziò a guardando il lavoro svolto.


5) La festa


Alla signora Lulù piacque molto le foto che fece Monica che gli fece i complimenti.

<<Ottimo lavoro, hai capito al volo cosa chiedevo. Mica il ragazzo ti a fatto delle proposte?>>

<<No! Posso ritirarmi nella mia stanza?>>

<<Certamente cara, domani avrai ancora del lavoro da svolgere, buona notte.>>

<<Buona notte signora Lulù.>>

Monica andò nella sua stanza, si sdraiò sul letto e iniziò a piangere silenziosamente per non farsi sentire poi si addormentò.

La mattina non si alzò per fare colazione, andò direttamente a pranzo.

<<Ragazza, mi sono preoccupata stamattina, non ti ho visto a colazione.>>

<<Le chiedo scusa, mi sono svegliata tardi.>>

<<Non fa niente, tutto bene Monica?>>

Monica la guardava con gli occhi lucidi, non riusciva a parlare.

<<Quando te la sentirai di parlarne vieni pure, non avere paura, ti ascolterò.>>

Monica annui continuando a mangiare. Il pomeriggio distesa sul letto sentì bussare alla porta.

<<Avanti.>>

<<Disturbo?>> chiese la signora Lulù

<<Venga pure, ha bisogno di me?>>

<<Sono venuta solo ad informarti e a darti questo, che stasera ci sarà una festa. indosserai questo abito, e dovrai portare la macchina fotografica.>>

Monica apri la scatola contenente un abito di lusso

<<E' magnifico! ma non sono portata a indossare questi abiti, sono una ragazza semplice.>>

<<Sciocchezze! vai a farti un bagno, truccati, e indossalo poi sarò io a decidere se ti sta bene. la festa è alle sette nella stanza N°3.>>

<<Va bene, sarò puntuale.>>

Monica fece quello che chiese la signora, si vestì e andò giù nei sotterranei nella stanza N°3 dove vi era molte sedie e una quindicina di persone.

<<In perfetto orario, brava ragazza. Sai che ti sta bene questo abito? E' tuo se vuoi, vieni ti faccio conoscere un amico.>>

La signora Lulù portò Monica a far conoscere un uomo molto ricco che si conoscono sin da piccoli.

<<Giorgio, questa è Monica, la nuova saggista.>>

<<Piacere, Giorgio.>>

<<Piacere, Monica.>>

<<Deliziosa la ragazza, vedo che hai trovato quella che cercavi.>>

Monica guardò L'uomo che sorrideva alla signora Lulù, non capì la sua domanda, ma non chiese si limitò ad ascoltare.

Iniziò la festa, ci fu una sfilata con i presenti che si accomodarono sulle sedie, delle ragazze mezze nude sfilavano, 1, 2,3,4,5 ragazze giovani che sorridevano al pubblico che applaudiva.Poi la signora Lulù fece accomodare tutti quanti nella stanza accanto, la N°4 dove c'era uno spalto e dei divani, poi si avvicinò a Monica.

<<Se qualcuno dei presenti ti chiede di seguirlo non accettare, digli solo che sei la mia bambola.>>

<<Bambola? che significa?>>

<<Loro capiranno, su vai a fare qualche foto.>>

Monica continuava a non capire ma come sempre si limitò ad ascolta ciò che gli veniva chiesto di fare. andò vicino agli spalti, fotografando le ragazze che si spogliavano e si toccavano l'una con l'altra eccitandosi, poi l'uomo che conobbe si avvicinò a lei.

<<Quanti anni hai Monica, venti?>>

<<trenta, perché?>>

<<Sembri più giovane, ora capisco perché ti a scelto.>>

<<Per quale motivo?>> disse chiedendo

<<Lo scoprirai tra poco.>> rispose L'uomo

L'uomo si avvicinò a lei mettendosi davanti alla sua schiena, Monica rimase ferma iniziando a tremare. Le mani del l'uomo arrivarono ai suoi glutei massaggiandoli delicatamente.

<<Sono la bamb...>> ma lo interruppe l'uomo

<<Shh.. lo so. hai un buon odore, Monica.>>

Monica non sapeva cosa dire e fare, rimase ferma terrorizzata da quelle mani che gli toccavano il suo corpo, poi una voce a lei familiare. Ricordò un suo passato con il suo grande amore Giacomo, ma lui la trattava sempre male. La sua voce dura gli ricordò le parole dette, " Puttana, sei solo una puttana!" facevano male, lei che cercava sempre di farsi notare dal suo ragazzo ed invece.... fu disprezzata per quello che faceva lei. Ritornò alla realtà si spostò dal l'uomo e andò da una coppia che gli chiese di fare alcune foto.

<<Giorgio! è mia.>> disse avvicinandosi la signora Lulù

<<Dai su! come ai vecchi tempi, ci divertivamo no? o vuoi vedermi con altre donne, mentre le tocco, le desidero...>>

<<Oh, smettila stupido! Sai quanto me ne importa di te! la vuoi avere? cinque mila euro, per una notte.>>

<<Vacci piano cara, la ragazza è molto bella, ma è il prezzo è un tantino alto!>>

<<Prendere o lasciare.>>

<<hahahaah, sempre la solita Lulù, va bene, accetti un assegno?>>

<<Si.>>

<<Prepara la ragazza.>> disse L'uomo

Monica a distanza li guardava con lo sguardo turbato, quando vide la signora andare verso di lei, iniziò a tremare.


6) Il peccato



La signora Lulù ordinò alla ragazza di seguirla, senza chiedere. Monica era dietro di lei spaventata, forse aveva capito ma sperava di sbagliarsi. La stanza N° 6 dove dietro ad un quadro enorme vi si aprì un varco e vi fece entrare la ragazza.

<<Questa è la stanza N° 5, qui è la stanza dove i miei clienti mi chiedono privacy con le ragazze.>>

<<Ed io cosa centro?>>

<<Mi anno pagato cinque mila euro, per te. >>

<<Cosa? io non lavoro in questo modo! io non cerco sesso, a me fa schifo!>>

<<Cosa?>> disse l'uomo entrando dalla porta che la chiuse.

<<Giorgio vacci piano, non è di quel genere.>>

<<Ti ho pagato, aspetta a me farne cosa voglio.>>

<<Io me ne vado! qui siete pazzi.>> disse Monica tremante

<<Tu non vai da nessuna parte, ho pagato e adesso mi voglio divertire un po con te.>>

Monica gli sputò in faccia.

<<Caccia aggressività?! Mi piace è quello che voglio, mi piacciono le ragazze aggressive.>>

L'uomo tirò fuori dalla sua tasca dei pantaloni un laccio, prese i polsi della ragazza legandoglieli dietro alla schiena.

<<Signora Lulù! per favore, non mi faccia questo! >>

La signora gli si avvicinò guardandola in faccia dispiaciuta.

<<Se non lo accontento sarò io a pagarne le conseguenze, tu sei forte, sopporterai ciò che ti farà. Monica, l'unica cosa che puoi fare è lasciarti andare.>>

<<Vuoi partecipare?>> chiese L'uomo alla signora Lulù

<<No.>>

L'uomo la prese gettandola nel letto, iniziò a spogliarsi rimanendo nudo poi andò da Monica togliendogli il vestito, gli legò i piedi con dei lacci che erano già al bordo del letto.Monica piangeva chiedeva pietà.L'uomo iniziò a palpare i seni mentre lei cercava di dimenarsi.

<<Smettila! è inutile che ti muovi più fai cosi più io ti farò del male.>>

<<Fottiti stronzo!>> disse con cattiveria la ragazza

<<Ok l'hai voluto tu!>> disse l'uomo andando ad aprire un cassetto, dove prese una frusta agitandola davanti alla ragazza.

<<Vedrai che tra non molto non farai più la ostinata con me.>>

<<Giorgio, per favore! la frusta no!>> disse la signora

<<Voglio domare questa cavallina selvaggia.>>

<<Non mi fai paura!>> disse Monica arrabbiata e urlando

<<Assecondalo Monica, non la finirà finché tu non chiedi pietà.>>

<<Io non accetto di fare sesso con lui! degli uomini non mene importa più nulla! sono tutti stronzi!>>

<<Ora vediamo se tutti gli uomini sono stronzi!>> disse l'uomo

strappò le mutandine a Monica gli allargò leggermente le cosce e iniziò ad affondare la sua lingua nella vagina.Monica iniziò a urlare ma nessuno poteva sentirla i muri avevano un isolante in tutta la stanza.

<<Monica lasciati andare, prova piacere!>> disse la signora iniziando ad agitarsi.

<<No! mai, non mi abbasserò al volere di un uomo stronzo.>>

<<La metti cosi?ok!>> disse l'uomo che la girò a pancia sotto, prese la frusta e iniziò a frustarla, facendola urlare. una, due, tre, frustate forti da farla gridare dal dolore.

<<Tra non molto inizierà a piacerti e mi chiederai, ancora!>>

Ricominciò a frustarla sulla schiena poi iniziò sul culo, una, due, tre, e dal dolore Monica iniziò a cedere.I suoi lamenti cessarono lasciando spazio al piacere, inarcava la testa indietro desiderosa di farsi galoppare.L'uomo prese il suo uccello eretto, conficcandoglielo di prepotenza nella vagina, facendola gemere.

<<Ancora! ancora!>> chiedeva la ragazza vogliosa, che aveva ceduto alla frusta.

L'uomo gli slegò i polsi , chiedendo alla signora di slegargli i piedi, che fece.La mise a carponi spingendo a ritmo, facendo gemere la ragazza che inarcò ancora una volta la testa.

<<Brava, cosi Monica, cercalo desideralo! fatti desiderare da lui.>> disse la signora sorridendo

<<Brava ragazza, vedi che con le maniere forti, come diventi mansueta. Ora ti porterò a l'apice del piacere, voglio sentirti urlare e godere come non hai mai fatto.


7) Il desiderio



Monica si svegliò nella sua stanza, completamente nuda con accanto la signora Lulù che la guardava.

<<Ciao, ti sei svegliata.>> disse sorridendogli a mala pena

Monica ricordò di quella sera, ricordò di quello che successe iniziando a piangere.

<<Sei stata brava sai, è rimasto soddisfatto.>>

<<Come ha potuto! Io ero venuta per lavorare come fotografa, no per fare la prostituta.>>

<<Ehi. vacci piano! non ho mai insinuato che tu sei una prostituta, come ti salta in mente?!>>

<<Io non desideravo fare del sesso, ma guadagnare onestamente.>>

<<Ti darò ciò che mi a pagato Giorgio.>>

<<Non voglio i suoi soldi! ma come fa a vivere cosi? sembrava una donna per bene.>>

<<Nella vita vanno fatte delle scelte, ed io ho fatto la mia. La vita a volte ti mette a dura prova, ed io ho colto quella sbagliata.>>

<<Mi sentirò sporca per tutta la mia esistenza.>>

<<Non dire cosi, sei giovane, sei una bella ragazza. Dimenticherai se vuoi, ma se invece di pensare alla tua vergogna, pensi al tuo piacere e a quello che hai provato?>>

<<Non ero io in quel momento! Mi sono lasciata andare come una svergognata! aveva ragione a dirmi che ero una puttana! >>

<<Di chi stai parlando?>>

<<Di nessuno. >> rispose angosciata

La signora Lulù si sedette accanto a lei nel letto accarezzandogli i capelli e asciugandogli le lacrime, forse aveva intuito qualcosa. Monica si gettò tra le sue braccia piangendo e vergognandosi perciò che era accaduto, quando la signora prese la sua faccia, guardandola negli occhi e la baciò delicatamente, mentre Monica rimase ferma cercando di capire il gesto della signora.La prese di nuovo a baciare toccandogli uno dei seni che al contatto con la sua mano si irrigidì.

<<Lasciati andare, provare eccitamento non è da vergognose, il piacere di noi donne fa impazzire agli uomini, pronti per desiderarci, e farci impazzire.>>

<<Non per me.>>

La mano della signora iniziò a scendere sempre piu, facendo si che Monica ferma e titubante, provasse di nuovo piacere insieme a lei.

<<Noi donne sappiamo come far impazzire gli uomini, e anche le donne.>> disse nel suo orecchio per poi morderlo

<<Signora Lulù... non di nuovo.>>

gli stuzzicava la vagina con il suo dito, aspettando che Monica cedesse.Monica non riusciva a tenere a freno la sua voglia.

<<Rimani al mio fianco e sarai un giorno tu a prendere il mio posto, tutto questo sarà tuo Monica.>>

La baciò con foga salendo sopra di lei mentre la ragazza si lasciò andare nuovamente in quel brivido che in lei cercò di frenare da sempre. Si sentiva desiderata, si mordeva le labbra gemeva con voglia, si trasformò in una Monica che non conosceva. iniziò a partecipare anche lei toccando il seno della signora facendola eccitare, prese possesso del suo corpo comandando come aveva sempre voluto e desiderato. Quella voglia che aveva sempre avuto e sempre fermato dal suo giacomo, che la insultava come una poco di buono. Cosi decise che il sesso per lei era sbagliato, dopo che giacomo l'aveva lasciata, un trauma che si portava da un anno. Ma non so cosa la spinse di nuovo ad essere quella che era con la signora Lulù che godevano in quel letto L'una con L'altra.

Dopo qualche ora svegliandosi trovò la signora accanto a lei che dormiva, si alzò dal letto si vestì prese le sue cose e usci dalla camera. Si avviò alla porta dell'uscita quando la signora la fermò.

<<Anche tu te ne vai? non vuoi portare a termine il tuo compito?>>

<<No, non fa per me. la saluto signora Lulù.>>

<<Non vorresti tutto questo? un giorno sarà tuo.>> disse ansiosamente la signora Lulù

<<no.>>

Cosi riprese a camminare uscendo dalla porta senza voltarsi e ritornò a casa


8) La vergogna



Passò un po di tempo da quando Monica se ne andò dalla villa della signora Lulù, cercava di non pensare alla brutta esperienza che aveva avuto in quella villa. Gli telefonò una amica che la invitò ad uscire la sera per rivedersi e stare insieme e per lei era una cosa positiva svagarsi, accettò volentieri, andò nell'armadio a vedere se c'era qualcosa di carino per indossare la sera, suonò il citofono. Si affacciò per vedere chi era, rimase turbata quando vide lui che la guardava facendogli un gesto con la mano di saluto poi l'uomo gli chiese di farlo salire. Da prima lei continuava a dire no con la testa ma poi si arrese vedendo lui sotto la pioggia che continuava a insistere per entrare. Entrò nel palazzo andando al secondo piano e bussò alla sua porta.

<<Entra.>>

<<Finalmente ti sei decisa.>>

<<Cosa vuole ancora da me?>>

<<Sono venuto da parte di Lulù, gli manchi sai? ah.. questi sono i soldi che ti doveva.>>

<<Non mi interessano i soldi, ora sparisca dalla mia vista.>>

<<Gli hai creato un bel casino, sai?>>

<<io? cosa avrei fatto?>> chiese seccata

<<Ti vuole, sa che sei quella giusta. >>

<<Ancora con quella storia.>>

L'uomo gli si avvicinò accarezzando il suo viso con L'indice.

<<Ti chiedo scusa per come ti ho trattata, ma devo dare ragione a Lulù, tu sei destinata ad avere una vita diversa dalle altre. Mentre ti scopavo sentivo il tuo gemere chiedere qualcosa che volevi a tutti i costi ma ti opponevi con il pensiero. Il tuo corpo desidera, ma lo stai imprigionando tenendolo in gabbia.>>

<<Per favore, basta! non voglio essere la vostra bestiolina.>>

L'uomo la tirò a se abbracciandola, ma Monica cercò di distanziarsi quando l'uomo la spinse contro al muro del corridoio.

<<La smetta!>>

<<Sei irresistibile, cosa farei per compiacerti di nuovo.>>

iniziò a baciarle il collo e a palparle il seno, mentre Monica rimase ferma nuovamente lasciandosi andare in quel tepore di eccitazione.Lui aveva colto l'occasione per fargli capire che lei era nata con quel desiderio che non voleva per paura. la prese in braccio chiedendogli dove fosse la sua camera e lei gli indicò la porta. la sdraio delicatamente sul letto spogliandola, questa volta Giorgio la prese in un altro modo più sensuale e delicato. Monica era combattuta perché non sapeva cosa fare, dentro di se aveva quel desiderio che aveva sempre soffocato, e da un altro lato sapeva che era peccato e vergognoso. L'uomo gli sorrideva baciandogli il seno e in quel momento la grande voglia di Monica prese possesso lasciandosi possedere da Giorgio.

Dopo qualche ora si svegliò con accanto l'uomo che si svegliò anche esso.

<<Mi devo preparare, e tu tene devi andare.>>

<<Dove devi andare, credevo che avessi capito cosa volessi.>>

<<Cioè?>>

<<Diventare la mia bambola, ti farò la mia regina. Vivrai nella mia casa, avrai scarpe, vestiti e tutto quello che vuoi.>>

<<Non ci siamo capiti, io non voglio fare quella vita, non fa per me. Non riesci a capire vero? Ho provato amore una volta e con quello che sapevo fare mi dichiarò che ero una puttana, prostituta. Volevo soddisfarlo ed invece mi trattava sempre male, queste cose non si fanno ed io alla fine ho ceduto di nuovo, mi vergogno di me stessa.>>

<<Tu sei nata per questo, la passione il coinvolgimento sessuale, ti piace, lo desideri. il tuo ex era una testa di cazzo!>>

<<Vestiti ed esci da casa mia.>>

L'uomo rinunciò si vestì lasciando l'assegno sul comodino e uscì di casa. Quando Monica senti chiudere la porta di casa si sedette sul letto sospirando piangendo, si rialzò vestendosi e andando all'appuntamento dall'amica.


9) Giacomo



Monica era seduta su una panchina aspettando Tatiana, che arrivò con cinque minuti di ritardo. si salutarono con gioia andando nel loro posto preferito, al covo dei pirati, un locale per ragazzi e ragazze con musica e divertimento. Per Monica era un ricordo passato con Giacomo, ma adesso doveva voltare pagina, cercando di andare avanti per la sua strada. Entrarono nel locale era affollatissimo, presero due drink e si sedettero ad un tavolino. parlavano del loro futuro e dei voti che presero nell'ultimo anno di scuola, quando Monica diventò bianca vedendo comparire Giacomo con una mora vestita come una prostituta. Tacchi a spillo con minigonna con una maglietta che gli uscivano le tette di fuori.

<<Ciao disturbo?>> domando L'uomo che chiese a Monica

<<Ma cosa.... ancora tu? la pianti... >> si interruppe vedendo Giacomo e quella mora in atteggiamento focoso, quando a lei gli fu vietato da lui quando stavano insieme.

<<Ehi, non lo pensare, è solo un bastardo. Ci sono uomini migliori di lui.>> disse la sua amica

<<Vedi, te lo dice anche la tua amica, ci sono uomini migliori.>>

<<E uno di quelli saresti tu?>> domandò Monica

<<perché no!>>

Vide ballare giacomo con la sua tipa, prenderla per la vita e abbracciarla ridere con lei. Nauseava a Monica, le dava fastidio vederlo con un altra, lei in fondo lo amava ancora.

<<Andiamo a ballare?>> chiese L'uomo a Monica

<<Monica ma chi è questo signore?>> domandò la sua amica

<<E' uno che ho conosciuto durante il mio lavoro. Tatiana lui è Giorgio, Giorgio lei è Tatiana.>>

I due si strinsero le mani come segno di saluto.

<<Allora, vai a ballare con Giorgio.>> disse la sua amica sorridendo

Giorgio la trascinò in pista ballando con ritmo di musica da discoteca strusciandosi addosso a Monica, mentre Monica Guardava Giacomo che ballava con la tipa. Gli prese rabbia ed iniziò a ballare come non aveva mai fatto, strusciandosi a Giorgio e provocandolo. Giorgio aveva capito che stette al gioco di Monica, facendola ridere in pista. Giacomo si era accorto da un po che c'era Monica nel locale e che stava con quel tipo. I due ritornarono da Tatiana quando si avvicinò Giacomo.

<<Ehi, vorresti ingelosirmi con un tipo di quel genere? forse hai trovato l'uomo giusto per te, sei solo una puttana Monica.>>

arrivò un colpo secco sul suo muso, un colpo dato da Giorgio in faccia a Giacomo che lo mise a k.o a terra.

<<offendi ancora Monica e ti spedisco all'ospedale.>>

Monica prese Tatiana e uscì dal locale.

<<Che bastardo! a fatto bene Giorgio a colpirlo.>>disse Tatiana

<<ehi, tutto apposto Monica?>> chiese Giorgio uscito anche lui dal locale

<<no.>> rispose Monica arrabbiata.

Poi usci anche Giacomo e la sua ragazza andando verso la loro macchina fermandosi appoggiati all'auto e baciarsi e toccarsi. Era troppo per Monica, era stata offesa troppe volte, lei sperava sempre che il suo Giacomo sarebbe tornato da lei. In quel momento fu un cambiamento improvviso, lo guardava con odio e schifo, lui non l'aveva mai trattata come faceva con quella ragazza. Una lacrima di rabbia versò che subito tolse con la sua mano.

<<Monica che ti prende? hai una sguardo che non mi piace.>> disse la sua amica

<<Monica...>> pronunciò Giorgio

Prese il cellulare che aveva nella sua borsa e compose il numero

<< Pronto....>>


10) La villa


La signora Lulù stava nel suo roseto insieme al giardiniere, dandogli delle direttive sulle sue rose, quando si girò la vide davanti a lei, che la guardava. La signora Lulù fece un sorriso andandogli incontro.

<<Ciao, sei tornata da me.>> disse lieta

Monica sorrise a pena annuendo con la testa.

<<Vieni andiamo a fare colazione sotto la al gazebo, sarai stanca del viaggio.>>

<<Mi deve imparami tutto quello che sa.>>

<<Ehi frena!>>

<<Mi scusi.>>

<<Non è più necessario darmi del voi, da oggi in poi sei una di famiglia. Ti farò spostare nella stanza più grande.>>

<< Della famiglia? e quando inizieremo?>>

La signora Lulù non rispose, si accomodarono sotto al gazebo facendosi servire dalla domestica.

<< Allontanati dalla tua famiglia, non dovranno sapere quello che fai, è per il tuo bene.>>

<<Sono già distaccata da loro, feci una scelta che mi a portato lontano da loro, una scelta sbagliata.>>

<<Mai rimpiangere gli errori, dobbiamo farcene una ragione, facciamo delle scelte che a volte causano in noi un pentimento.>>

<<Questa volta no!>>

La signora Lulù la guardò sorpresa dalla sua affermazione, si domandava cosa aveva spinto Monica a ritornare, ma poco importava ora aveva ciò che voleva, sorridente continuava a bere la sua tazza di tè. Monica fu messa in un altra stanza più grande e comoda, il suo armadio era pieno di vestiti di alta classe e scarpe costose, ora non era più una saggista ma un membro della famiglia della signora, doveva vestirsi adeguatamente in quella casa era uno dei primi compiti che gli aveva impartito la signora.

<<Oh, Monica! quel vestito ti sta d'incanto! ah.. stasera abbiamo ospiti a cena, ricordati ciò che ti ho spiegato.>>

<<Se sono persone insistenti?>>

<<Te lo già detto, non devi temere, tu per ora non sei toccabile. Lasciali che sbavano su di te, dobbiamo farli tornare per le nostre riunioni.>>

<<Va bene, posso chiederti una cosa?>>

<<Dimmi pure cara.>>

<<Riusciresti a invitare una coppia?>>

<<Chiedi e ti esaudirò, ma posso sapere per quale motivo?>>

<<E' personale.>>

<<Se tu non mi racconti il motivo, non potrò aiutarti, in questa casa non ci devono essere segreti.>>

<< Portali qui e io ti dirò tutto.>> disse con insistenza Monica

Alla signora gli diede fastidio la sua proposta, come osava comandare e dargli ordini, la guardò bene negli occhi e vide una luce strana in Monica, accettando la sua proposta.


11) La cena



La signora Lulù si vestì con un abito rosso, semitrasparente, era molto seducente e provocatoria quella sera, doveva fare colpo sui nuovi ospiti da portarli alla lussuria del peccato. Sorrideva guardandosi allo specchio convinta di una vittoria, portando persone di un certo livello in quella che per lei era la casa della seduzione. Bussarono alla porta della camera, era la domestica che annunciava gli ospiti arrivati. Si avviò nella stanza di Monica e scesero insieme le scale, facendo colpo sugli invitati. Si accomodarono a tavola, c'era una famiglia intera con un uomo molto noto e conosciuto nella società degli affari, con lui la sua amante molto giovane accessoriata con tanti di quei diamanti che sembrava un addobbo natalizio, poi c'era suo figlio di vent'anni che non toglieva lo sguardo da Monica. Con gran sorpresa Monica vide Giorgio che la saluto facendogli l'occhiolino, ma lei preferì voltarsi e ignorarlo. Altre due famiglie di classe nobile vestite con marche lussuose e comportamenti raffinati.

<<Buona sera a tutti, vi ho invitato stasera per celebrare con voi un nuovo membro della mia famiglia. Lei è una ragazza molto dolce, un giorno sarà lei a portare avanti la mia dinastia. Facciamo un grosso applauso a mia figlia Sarah.>>

Monica la guardò sconcertata, cosa stava dicendo la signora Lulù? si ricompose immediatamente ancora perplessa, poi sorridendo agli ospiti alzando il bicchiere per brindare insieme a loro. Poco dopo alcuni ospiti gli fecero alcune domande curiosi di conoscerla.

<<Cara ragazza, allora come ti trovi in questa società?>> domandò la moglie di una delle famiglie che stavano a tavola.

<<Molto bene, signora. Mia madre, è una persona stupenda, mi a aiutato ad affrontare un lungo dolore, la morte dei miei genitori.>>

I presenti si soffermarono a parlare tacendo e guardandola dispiaciuti. La signora intervenne, cercando di fare la conversazione più credibile.

<<La ragazza è stata per anni in una scuola per studiare, ora che a concluso gli studi può dedicarsi agli affari di famiglia. Perse entrambi i genitori quando era solo una ragazzina, era rimasta orfana, io che conoscevo i suoi genitori, mi sono presa cura di lei.>>

Continuarono a guardarla dispiaciuti e poi quel silenzio interrotto da Giorgio

<<Alla famiglia!>> esclamo.

<<Alla famiglia!>> dissero tutti quanti.

Monica guardava la signora Lulù poi buttò L'occhio su Giorgio.

<<Signora Lulù, stasera o portato la mia famiglia, sono curiosi di vedere i suoi abiti sfilare sulla passerella.>> disse il signor wolf guardandola con un aria allettante.

La signora Guardava ognuno di loro con gli occhi pieni di voglia e fascino verso la sua lussuria. C'era riuscita un altra volta a conquistare altre famiglie nobili ad entrare nella sua società fatta di peccato e desiderio. Dopo cena si recarono nei sotterranei, nella stanza N°4 dove alcune ragazze indossavano abiti osé, per attirare partecipanti.Monica era con la signora Lulù sedute a guardare quelle famiglie che si atteggiavano e azzardavano con le loro mani toccando quelle ragazze.

<<Bella messa in scena, tesoro.>> disse la signora Lulù

<<Grazie, Lulù tu l'hai resa ancora più credibile.>>

<<Perche non chiamarmi madre?!>> chiese la signora

<<Siete due donne affascinanti, mi complimento con voi.>> disse Giorgio mettendosi vicino a Monica

<<Tu non vai a partecipare?>> chiese Lulù

<<Se vuoi vado, altrimenti resterò a farvi compagnia. Può darsi che la serata abbi un altro lieto fine per me.>>

<<Mi dai la nausea, finiscila!>> disse seccata Monica

<<Non sei contenta che sia venuto da te?>>

<<Per niente!>> rispose Monica sorridendo

<<Avete finito voi due? Monica, ci sono degli ospiti che aspettano te, vai cara. Ah... ricordati che non devono andare oltre.>>

Monica sorrise voltandosi, sculettava davanti a Giorgio mentre si diresse dai suoi ospiti giovani, figli di quei nobili che aspettavano solo metterle le mani sul suo corpo.

<<Vuoi la mia compagnia?>> domandò Giorgio a Lulù

<<Ti piacerebbe vero? guarda la mia ragazza invece come fa eccitare quei giovani, la vorresti tutta per te vero?>>

<<Un assegno?>>

<<Ha,ha,ha, non questa volta, tu devi solo guardarla senza toccarla.>>

<<Sei diabolica Lulù, lo sai che vincerò io e lei verrà via con me.>>

<<Non provarci Giorgio, questa volta tirerò fuori le unghie per lei.>>

Giorgio la guardò dritta negli occhi, aveva anche lei uno sguardo deciso e minaccioso.La conosceva bene come le sue tasche, le loro famiglie fondarono quella società perversa e masochista per uomini malati e ossessionati dal sesso.


12) I nuovi invitati



Lulù riuscì ad invitare Giacomo con la sua ragazza nella villa insieme ad altre saggiste, per un concorso di arredamento. Li sistemarono nella dependance vicino alla villa sei stanze, tre stanze con tre letti una matrimoniale un salottino e una stanza con due letti e quattro bagni.Gli invitati dopo aver sistemato le loro cose negli alloggi, uscirono fuori in giardino ammirando il paesaggio e quello che gli circondava con bellezza e fascino. Monica guardava dalla finestra della sua camera da letto i nuovi saggisti e riconobbe immediatamente la ragazza di Giacomo con lui accanto, che si sorridevano e si tenevano per mano. Lulù entrò in camera sua andandogli vicino.

<<E' lui?>>

<<Si.>>

<<le tue intenzioni?>>

<<Fargli vedere la nuova Monica.>>

<<Poi?>>

<<Lo voglio portare al peccato davanti a quella sgualdrina.>>

<<devi rispettare le mie regole, lo sai.>>

<<Lo so, ma non avrei mai osato se non fosse stato una mia cosa personale.>>

<<Niente segreti per me.>> ribattè la signora

<<Mi ha fatto allontanare dalla mia famiglia, mi a trattato male, e non gli piaceva come mi proponevo per fare l'amore. Mi diceva che ero una puttana, che non sapeva fare nulla, non mi faceva truccare ne vestire adeguatamente. Mi lascia dopo averlo supplicato di non lasciarmi, e lo vedo con una che si veste come una prostituta.>>

<<Ora ho capito tutto. Hai sprecato la tua giovinezza per uno stronzo, starò a vedere quello che farai, ma occhio alle regole di questa casa.>>

<<Va bene.>>

Monica continuava a osservarlo dalla sua finestra pensando a tutto il male che gli era stato fatto da lui. Pensava alla sua famiglia e come lei la ripugnata per un uomo viscido e bastardo, ora era troppo tardi per chiedere scusa, era passato tanto di quel tempo. Ripensava a sua madre quando piangeva al telefono chiedendogli di ritornare a casa, ricordò suo padre che gli diede un ultimatum. Ora aveva una nuova famiglia, una nuova madre amante dove la portava al piacere giacendo insieme la notte.


13) Presentazioni


I nuovi saggisti erano seduti a tavola, aspettando la padrona di casa che entrò insieme a Monica, vestite eleganti, presero posto.

<<Benvenuti nella mia casa, io sono Lulù colei che vi a invitato a fare questo concorso, dove oggi inizierete la gara. Il vincitore lavorerà per me nella mia azienda di fashion o di designer. Chiunque di voi se avrà bisogno di qualunque cosa, basta chiedere a mia figlia Sarah, mi informerà lei del vostro bisogno materiale.>>

Giacomo seduto a canto alla sua donna guardava Monica perplesso e turbato, lui sapeva chi era. Monica gli puntò gli occhi a dosso senza sorridere, poi le distolse quando entrò Giorgio baciandola sulla guancia, facendola rimanere titubante.

<<Ho fatto prima possibile tesoro.>> disse Giorgio a Monica che rimase senza parole guardandolo

<<Sei arrivato giusto in tempo. Scusate questo è il futuro marito di mia figlia.>>disse Lulù agli ospiti

Monica sorrise a Giacomo, poi abbracciò Giorgio davanti a lui.Giacomo aveva uno sguardo turbato, cercava di capire la situazione, poi decise di fare qualche domanda a Monica davanti a tutti.

<<Felicità a entrambi, anche io e la mia fidanzata tra poco ci sposeremo.>> disse mentre la sua ragazza lo guardò incerta.

<<Allora, alla vostra felicità!>> rispose Giorgio sorridendogli.

La gara stava per iniziare e i partecipanti fuori in giardino, avevano i loro materiali per iniziare a creare, Lulù suonò la campana d'inizio e i partecipanti si sparpagliarono per trovare qualcosa che le attirasse. Monica passava ad ognuno di loro per vedere come svolgevano il loro lavoro e si fermò dalla fidanzata di Giacomo.

<<Monica, ti chiami cosi vero? lo so, me lo ha detto Giacomo, so chi sei.>>

<<Mia madre mi chiama Sarah, ma si.. sono Monica, Io non so il tuo nome però.>>

<<Io mi chiamo Nat, sono la fidanzata di Giacomo. Arrivo al dunque, stai cercando di riprendertelo?>>

<<Tra non molto mi sposerò, per quale motivo dovrei fare questo?>>

<<Perche due mesi fa ti ho visto con una ragazza e il tuo fidanzato al bar dove lo frequentiamo io e Giacomo.>>

<<Veramente sono stata io a far conoscere quel bar a Giacomo, poi ero andata a trovare la mia amica e portargli l'invito delle mie nozze.>>

<<Mi ha detto tutto di te, sai? fatti curare per il tuo bene.>>

<<Prego? non ho capito.>> domandò Monica

<<Sei una psicopatica maniacale.>>

<<Ha,ha,ha,ha ti ha detto questo? lo aveva detto anche a quella che c'era prima di me. Credi di conoscerlo eh?! a per caso un armadietto chiuso a chiave e non vuole che tu lo apra?>>

<<Come fai a saperlo?>>

<<C'ero io prima di te, fai attenzione bellezza prima o poi lo conoscerai bene come è fatto. >>

<<Ci hai fatto venire tu qui, vero?>>

<<No, forse è il contrario? non credi?.>>

<<Cosa ci fai tu qui se La padrona non è tua madre.>>

<<Ti sbagli, lei è mia madre, fai attenzione a chi ai vicino.>>

<<Scusa ma devo finire di fare questo test.>>

<<Certamente. Ah.. prende ancora le sue medicine?>>

<<quali medicine?>>

<<Ti lascio proseguire a più tardi Nat.>> disse Monica soddisfatta

Monica continuò ad osservare i saggisti con le loro creazioni, lasciando Nat a guardarla con inquietudine.

La sera a cena Lulù si congratulò con tutti loro per l'ottimo lavoro come prima prova e li premiò con una festa nei sotterranei alla stanza N°4 dove dopo cena avrebbero festeggiato.Giacomo quella sera non riusciva a togliere gli occhi di dosso a Monica, aveva uno sguardo Perfido e maligno. Giunsero alla festa dove c'era musica e le ragazze di Lulù, ballavano sul palco, dove Giacomo cercava di intravedere Monica per parlargli. Lulù entrò Con Monica e Giorgio, e Lulù prese Giorgio e lo portò a ballare in pista. Monica sorrise ma vedendoli insieme gli diede quasi fastidio, forse si era accorta di Giorgio? o provava sentimento per Lulù? ben presto i due si stancarono di ballare e si sedettero accanto a Monica.

<<Vai a ballare tesoro, fammi vedere di cosa sei capace, insieme a Giorgio.>> disse La signora

Monica si fece prendere da Giorgio per la mano e fu tirata in pista. Musica a tutto volume che scatenò in Monica una voglia e iniziò a strusciarsi a dosso a Giorgio e lo baciò in modo strano.

<<Mi stai eccitando, sai?>>

<<Lo sento c'è l'hai duro, toccami, fammi eccitare.>> disse sicura

Giorgio non se lo fece dire due volte, iniziò a toccarle il fondo schiena passando per accarezzargli il seno, mentre Monica si mordeva il labbro sorridendogli. Lulù iniziò a inquietarsi guardandoli male, ma i due eccitati si dimenticarono le regole della casa, mentre giacomo li guardava nauseato vedere Monica comportarsi in quel modo, per lui era la prima volta che la vedeva atteggiarsi cosi.


14) punizione


La notte si era conclusa magnificamente per gli ospiti, stanchi andarono nelle loro camere.Quella notte Giacomo non riusci a parlare con Monica, lui che era abituato a ottenere sempre le cose, invece quella sera gli era andato storto che lo infastidì parecchio. La signora Lulù seccata dei due, fece mandare Monica nella stanza N°5, voleva punirla per non aver rispettato le regole. Monica aveva capito, ma aveva la sua valida ragione per lei, entrò nella stanza e vi trovò Giorgio con Lulù. Giorgio aveva uno strana faccia, Monica vide Giorgio seduto con le braccia legate dietro alla schiena, guardò La signora Lulù per capire cosa centrasse lui. bussarono alla porta.

<<Entra David, hai preso quello che ti avevo chiesto?>>domandò la signora

<<Si, signora. Ciao bellezza, ti ricordi di me? ti avevo detto che ci saremo rivisti!>> disse sorridendo a Monica

<<Legala e fai passare i ganci che ci sono sopra al soffitto.>> ordinò la signora al ragazzo

Prese Monica legandogli le mani poi fece passare la corda sopra al soffitto, sollevandola da terra che iniziò ad andare nel panico.

<<Lulù per favore! fammi spiegare il motivo!>> disse terrorizzata

Lulù fece cenno a David di prendere la frusta in mano.

<<Lulù? cinque frustate!>> ordinò la signora seccata

David scagliò la prima frustata sulla schiena di Monica facendola urlare.

<<Chiedo scusa se ho sbagliato! pietà!>> disse piangendo Monica

David scagliò un altra frustata sulla sua schiena facendola urlare ancora di piu

<<Pietà Lulù!>> implorava Monica

<<Lulù?>> disse con cattiveria la signora

Un altro colpo di frusta e poi un altro e un altro ancora.

<<Ragazzina mi vuoi prendere in giro?>> domandò la signora

<<No! non mi permetterei mai.. ti prego..>>

<<Mi hai offeso sai? chi sono io per te?>>

Monica capì l'errore che aveva commesso e si scusò.

<<Madre! siete una madre per me, siete la mia mamma.>>

<<David toglili l'abito con le mutandine.>>

David strappò l'abito di dosso a Monica facendola rimanere nuda con i suoi segni per la frusta sulla schiena. cambiò frusta, prese il frustino aspettando l'ok della signora.

<<Smettila! basta! sei ridicola Lulù!>> intervenne Giorgio non sopportando piu quello che gli faceva David

<<Come osi offendermi in quel modo, tu che ti porti nella tua casa ragazze per compiacerle e poi gettate via come spazzatura.>>

<<Sei gelosa perché pensi che preferisca lei a te?>>

<<Non me la porterai via da me.>>

<<Tu non mi hai mai perdonato perciò che commisi anni fa! eravamo solo due ragazzini, ti ho chiesto scusa tante volte.>>

<<Lei è mia!>>

<<La distruggerai come hai fatto con le altre Lulu! prendi me al suo posto.>>

<<Ah,ah,ah,ah, non servirebbe a nulla, sei e rimarrai un bastardo!>>

<<Non te lo permetteranno lo sai! mi hanno sempre incaricato di salvare quelle ragazze dalle tue mani.>>

<<Chi?>>

<<Lo sai benissimo chi! Loro... ti controllano e ci controllano, sempre ovunque.>>

<<Come osano intromettersi nella mia vita privata?>>

<<Sei un membro di quella congregazione.>>

<<No! lavoro per conto mio, loro vengono qui per la loro lussuria e piacere. ricordati questa casa un tempo cos'era, io ho tolto quegli orrori che furono commessi dopo la morte di mio padre.>>

<<mi hanno incaricato di spingerla verso di te, e cosi è successo, ma non so il motivo della loro importanza per lei.>>

<<Importanza?>> disse girandosi a guardare Monica cercando si capire il suo significato.

<<L'hanno chiamata con un nome strano, atl-ecserp.>>

<<Perché questo nome non mi è nuovo?dove l'ho sentito....>> disse confusa la signora

<<Signora, cosa dobbiamo fare con la ragazza?>> chiese David

<<Basta cosi.>> rispose con affermazione

David la guardò un attimo poi abbassò lo sguardo e uscì dalla stanza, i suoi occhi erano accecati dalla rabbia per non aver attenuto quel premio desiderato sin dall'inizio.


15) Ingiuria



Monica rimase nella sua stanza per due giorni, non doveva far notare la sua sofferenza. Intanto ricordava quelle parole dette da Giorgio alla signora Lulù in quella stanza, di cosa stavano parlando? aveva paura di quello che poteva succedere ancora. bussarono alla porta ed entrò Lulù.

<<Buon giorno, tesoro te la senti di scendere a pranzo?>>

<<Che sta succedendo, mamma?>>

<<Di cosa parli?>>

<<Vi ho sentito parlare l'altra sera, chi sono?>>

<<Non a nessuna importanza tesoro, tu sei mia figlia e nessuno può toccarti.Oggi c'è la premiazione del vincitore, sei ancora disposta a finire ciò che volevi fare?>>

<<Gli ho già fatto vedere abbastanza, lui sa che mi sposerò.>>

<<Lasci un bastardo andare via cosi? dopo tutto quello che ti a fatto?>>

<<Volevo vendicarmi, ma non servirà a cancellare come si è comportato con me.>>

<<Vuoi che ci penso io?>>

<<Mamma, lascia stare.Non mi interessa più quel bastardo.>>

<<Ti attrae Giorgio?>>

<<Forse.>>

<<Vorresti che sia lui il tuo dominatore?>>

<<Sei tu la mia dominatrice, è solo questione di attrazione e basta.>>

<<Non mi inganni, te lo leggo negli occhi che provi qualcosa per lui.>>

<<Non lo so! ma sono tua, ok?!>> disse tremante in punta di pianto

<<Vestiti in modo normale per oggi, ho detto agli ospiti che non ti sei sentita bene, ti voglio vedere a tavola.>>

<<D'accordo, mamma.>>

Lulù gli accarezzò la faccia sorridendogli poi gli si avvicinò baciandola sulla bocca che in Monica scaturì un desiderio focoso. Senza preavviso gli toccò il seno, facendo si che signora gli aprisse la porta del piacere. Ancora una volta Monica si lasciò andare nel peccato e della lussuria in modo che solo La signora sapeva portarla a quel piacere desiderato con voglia ardente.

<<Sei solo mia.>> disse eccitata

<<Solo tua!>> rispose baciandola in bocca lasciando che le loro lingue si incontrassero per toccarsi e fondersi, sentendo quel piacere.

Lulù ci sapeva fare, sapeva come farla godere e Monica non resistiva a quella voglia, si mordeva il labbro toccandosi il seno, mentre la signora la baciava su tutto il corpo andando dove c'era la sua intimità.

Giacomo si staccò dagli altri allontanandosi dal salotto per ritrovarsi nell'atrio con quella magnifica scala che portava al primo piano. Prese coraggio non vedendo nessuno, salì le scale e davanti a se una porta e due corridoi una che portava a destra uno a sinistra. Prese quella di destra che vi erano due porte, non sapendo dove fosse Monica, apri quella dalla parte sinistra, era una stanza con due letti ma Monica non era lì. La richiuse e in quel momento senti un gemito provenire dietro alle sue spalle, voltandosi si accostò piano piano alla porta aprendola delicatamente. I suoi occhi si spalancarono, vedendo Monica giacere nel letto con la padrona della casa. Guardava i loro corpi sudati che si strusciavano cercando il piacere e notò quei segni sulla schiena di Monica. Chiuse la porta ritornando dagli altri che non notarono la sua assenza, ma Nat si.

<< Sei andato a cercarla?>> domandò

<<Non sono cose che ti riguardano.>>

<<E invece si, io sono la tua fidanzata!>>

<<taci! parli troppo.>>

Nat inorridita da quello che gli disse Giacomo si allontanò da lui andando dagli altri.Poco dopo la signora Lulù scese con Monica che presero posto a tavola.

<<Signor Giacomo! cortesemente la pregherei di non salire più al piano superiore se non le è richiesto.>> disse la signora Lulù con un tono autoritario

Giacomo la guardò male, ma non osò parlare di quello che aveva visto.

<<Le chiedo scusa, non accadrà piu.>>

Tutti guardarono Giacomo con imbarazzo sorridendo, chissà cosa stessero pensando. La prese ancora a male e iniziò a guardarla in modo ripugnante. Dopo pranzo giacomo ebbe opportunità di chiedere a Monica di stare soli per parlare, fecero una passeggiata al roseto di Lulù.

<<Non credevo che fossi una persona perversa.>>

<<Ma sei impazzito?>>

<<Ti piace giacere nel letto con la padrona di questa casa? quanti soldi ti da per andare a letto con lei?>>

<<Pensavo volessi avere una conversazione decente, ma vedo che sei il solito Giacomo stronzo e bastardo. >>

<<Cosa ci fai in questa casa? perche sei qui?! >>

<<Non sono piu cose che ti riguardano, io mi sto per sposare. Continua a fare quello che facevi a me con lei.>>

<<Nat è molto meglio di te! è una donna di alta classe, non come te che sei una pervertita sessuale.>>

<<Scommetto che non stai piu prendendo le tue medicine.>>

<<Sono guarito dalla tua malattia.>>

<<Finisce qui la nostra conversazione.>> disse seccata Monica

<< Lo prendi anche in bocca vero, da quel Giorgio? >>

<<E' il mio fidanzato e non sono ritenuta a risponderti, vattene Giacomo.>>

In lontananza si senti chiamare Giacomo, era Nat che si precipitò da loro.

<<Che succede?>> domandò

<<Taci.>> disse irritato

<<Scusa se mi sono preoccupata per te! stai con una psicopatica.>> rispose Nat

<<Prendi il tuo fidanzato e toglietevi dai piedi.>> disse arrabbiata Monica

<<Osi rivolgerti in questo modo a me? Ti ho trattata come una regina!>> disse Giacomo andando a mettere le mani a dosso a Monica dandogli uno spintone.

<<Giacomo!>> disse Nat turbata

<<Taci puttana!>> disse urlando

Li raggiunse Giorgio che chiese cosa stesse succedendo vedendo Monica impaurita. Nessuno osò parlare Nat e Monica si guardavano in faccia confuse e turbate. Monica prese la mano di Giorgio trascinandolo allontanandosi dai due.


16) Trappola



Con sorpresa Monica seppe che Nat e Giacomo, rimanevano ancora nella villa per altri due giorni, mentre gli altri ripartirono dopo che venne assegnato il premio al vincitore del concorso.Era stata un idea e proposta ai due che fece la signora Lulù, era lei che voleva trafiggere il male subito a Monica da Giacomo. Monica non fu d'accordo, ma non poteva opporsi a Lulù diventata sua madre. Ora che il concorso era finito e non c'era più gente intorno alla casa, decise di fare un giro nella scuderia dove vi erano i cavalli della signora, che servivano per i bambini affetti da malattie, portandoli in giro per la villa, quando facevano le gite. Anche questo la signora Lulù pensava, metteva la sua dimora a disposizione per i bisognosi. Donava una parte di soldi in beneficenza ai bambini orfani, si sentiva felice aiutare il prossimo credeva lei. Monica entrò nella scuderia guardando i magnifici cavalli che al suo entrare alzarono lo sguardo osservandola, sentì bisbigliare piano dietro di lei e girandosi vide Giacomo e David.

<<Mi avete fatto paura! cosa ci fate voi due qui? vi conoscete?>> domandò turbata la ragazza

I due la presero per le braccia portandola in una delle stanze vuote dove vi alloggiavano i cavalli.Scaraventata a terra i due gli sorridevano eccitati dall'idea di averla o forse lo era solo per David e non per Giacomo.

<<Siete impazziti? mi metterò ad urlare!>>

<<Non ti sente nessuno, urla quanto vuoi tesoro.>> rispose David

Giacomo la prese per i capelli indietreggiandola cosi che David gli si butto addosso. Giacomo le teneva ferme le mani e David la spogliava tutto eccitato, mentre Monica urlava e cercava di muoversi, ma fu un tentativo invano.

<<Sei pronta per assaggiare il mio bastone?>> disse eccitato David

<<Bastardo! fottiti!>> pronunciò Monica piangendo continuando a gridare

Gli strappò le mutandine a pizzo nero, allargandogli le gambe, gli infilò il suo uccello eretto.

<<No!! fermati per favore!!>> implorava Monica

<<Non ti piace puttanella?>> chiese Giacomo tirandogli nuovamente i capelli, mentre David le teneva stretto le braccia, mentre la cavalcava tutto eccitato.

<<Pietà per favore!! aiutooooo!>> le sue grida risuonavano dentro alla stalla, i cavalli nervosi delle urla iniziarono a nitrire spaventati.

Nat che stava cercando Giacomo in giardino per dirgli che lei se ne stava andando dalla villa, si avvicinò alla scuderia e sentì dei lamenti provenire all'interno della stalla, ed entrò continuando a seguire i lamenti e i pianti. Si affacciò a quella stanza e vide Monica che veniva violentata da una ragazzo, mentre Giacomo la insultava.

<<Giacomo!>> urlo Nat

<<Chiedi aiuto Nat!!>> disse Monica piangendo

La ragazza indietreggiò, prese a correre, ma Giacomo la seguì perendola e trascinandola nella stalla, scaraventandola vicino a Monica.

<<Sei impazzito? cosa stai facendo? stronzo!>> pronuncio l'ultima parola che gli alzò le mani a dosso.

<<Zitta! non fiatare, hai capito? siete due cagne in calore voi donne!.>>

<<Perché, mi tratti cosi?>> domandò Nat piangendo.

<< Lui è sempre stato cosi! è lui il psicopatico!>> gli rispose Monica a Nat

<<Puttana zitta! tu spogliati, Assaggerai due cazzi adesso.>>

<<No!>> disse cercando di dimenarsi tra le braccia di Giacomo terrorizzata.

Giacomo iniziò a schiaffeggiarla in faccia e Monica ad urlagli contro.

<<Se continua cosi la ucciderà! >> urlava a David cercando di fargli guardare quello che stava facendo Giacomo a Nat.

David dopo essere riuscito a scoparsi Monica e venendogli dentro riprese contatto con se stesso e vide Giacomo scagliarsi contro la povera ragazza.

<<Ehi! ehi!!!>>

Ma Giacomo non accennava a fermarsi, quando David lo prese e lo scostò da Nat , piena di sangue in volto.

<<Cristo santo! la vuoi ammazzare?>> domandò David

<<Che cazzo vuoi tu? non ti impicciare degli affari miei.>>

Monica afferrò l'opportunità che i due stavano litigando cercando di fuggire, ma intuirono la sua mossa afferrandola per la gamba facendola cadere a terra e trascinata di nuovo al posto di prima.

<<Dove cazzo volevi andare tu?>> Chiese David

<<Lo scoprirà e ti ucciderà! >>

<<Chi quella puttana della signora?>> domandò Giacomo

improvvisamente comparve un uomo anziano che impugnava un fucile, era il giardiniere che faceva sempre il suo solito giro per controllare prima di andare via se era tutto apposto.

<<Che succede qui?>> domandò vedendo Monica piangendo e poi guardò altri notando Nat ridotta male.

David si alzò lentamente guardandolo.

<<E' tutto apposto, non si preoccupi!> disse David sorridendo

<<Fermo li!>> ordinò il giardiniere

David di colpo gli saltò addosso, buttandolo a terra scappando via.

L'uomo si rialzò subito urlando.

<<Fermo!!>>

Ma David riuscì a filarsela.

<<Signorina Monica, c'e la fa a chiedere aiuto?>>

Monica si alzò in piedi rimettendosi le mutandine e andò in casa a chiedere aiuto, mentre il giardiniere puntava L'arma contro Giacomo.


17) In pericolo


Monica entrò in casa urlando, sentendola Lulù, uscì dal salotto, la vide mezza nuda che tremava e piangeva.

<<Oh santo cielo! cosa ti è capitato?>> chiese Lulù spaventata

<<Aiuto! lui..>> disse a spezzoni facendo fatica a parlare.

Monica era terrorizzata.

<<Andiamo in bagno, sei tutta sporca e puzzi.>>

Portò Monica in bagno, la pulì la faccia e le ginocchia.

<<Va meglio?>>

<<Chiama la polizia, Giorgio è impazzito! a picchiato a sangue la sua ragazza.>> disse tutto d'un fiato

<<Cosa? oh mio dio!>>

Arrivato a casa Giorgio...

<<Ehi, non c'è nessuno?>>

<<Giorgio!>> disse Monica, e andarono da lui nel atrio.

<<Sta arrivando un bel temporale.>> disse lui togliendosi la giacca.

<<Giorgio, Giacomo a picchiato la sua ragazza a sangue, è impazzito.>> disse Monica tutta agitata.

<<Calmati, dove sono?>> domandò

<<Nella stalla dei cavalli, io ero andata li a vederli e.... lui e David mi anno trascinato a terra e David... abusato di me, mentre Giacomo mi teneva ferma. Nat a visto tutto e stava vendendo a chiedere aiuto quando Giacomo la fermata e la picchiata.>> disse piangendo

<<Vado a vedere.>> disse Giorgio

<<No! no è pericoloso! c'e il giardiniere che lo sta tenendo con il fucile puntato.>>

<<Monica, David?>> domando Lulù

<<E' Fuggito.>>

<<Mi dispiace tesoro, lo punirò a dovere quel ragazzo.>>

<<Chiama la polizia.>> chiese Monica a Lulù

<<No, niente polizia. >>

<<Mamma è pericoloso Giacomo, ho paura.>>

In quell'istante sentirono uno sparo.

<<Vado a vedere, voi non muovetevi da qui, ok?>>

<<Non andare ti prego!>> disse Monica implorandolo

<<Lulù chiama la polizia.>> chiese Giorgio

<< D'accordo, va bene Giorgio.>>

<<Mamma non vedo le domestiche, dove sono?>>

<<Le ho lasciate andare, stasera è il loro giorno di riposo fino a domani pomeriggio.>>

<<Siamo sole?>>

<<Si, non aver paura c'è Giorgio con noi, tra poco tornerà con Tony il giardiniere.>>

Sentirono un altro sparo, Monica iniziò a tremare nuovamente, mentre Lulù cercava di rassicurarla tra le sue braccia.

<<Mamma, ucciderà tutti quanti.>>

<<Non aver paura, Giorgio non glielo permetterà.>>

Sedute sul divano del salotto sentirono aprirsi la porta d'ingresso.

<<Giorgio sei tu?>> domandò Lulù alzando la voce

<<Sorpresa! non sono Giorgio.>>

Le due donne rimasero impietrite.

<<David, cosa stai combinando?>> disse Lulù allibita

<<Faccio il mio dovere, lei adesso è mia.>>

<<Non osare, brutto imbecille di un ragazzino.>>

<<Ragazzino? ha... già i miei connotati. Non sono un ragazzino, ho quasi l'eta di quella dolcezza che tieni abbracciata. tu non sai chi sono io in realtà, signora Lulù.>>

<<E chi saresti? uno stronzo che si sta mettendo nei casini con la persona sbagliata.>>

<<hahahah no, conosce la famiglia Barton?>>

<<Si che la conosco, perché?>> domandò seccata Lulù

<<Io sono l'ultimo dei tre figli del signor Barton, rammenti mio padre chi è?>>

<<So chi è tuo padre, a frequentato questa casa per anni.>>

<<C'è molto di piu cara Lulù, mio padre doveva essere il successore di questa casa.>>

<<Non dire stupidaggini, mio padre era il fondatore.>>

<<Anche a me mi sono state rivelate alcune cose sul passato, io porterò a termine ciò che si fermò anni fa.>>

<<Quali cose? di cosa stai parlando?>>

<<Da quale stirpe veniamo noi, dai nostri fondatori, da coloro che dobbiamo ubbidienza.>>

Monica ascoltava le parole di David confusa.

<<Quella congregazione fu distrutta anni fa, fa parte del passato. cosa volete da me? dimmelo!>> urlò Lulù a David

<<Dobbiamo riprendere da dove avevamo lasciato, il rito non fu mai completato.>>

<<Esci da casa mia, e non farti più vedere.>> ordinò Lulù a David

<<Dammi la ragazza! dammi la atl-ecserp.>>

Lulù prese Monica e la mise dietro di essa per proteggerla

<< Lulù, verranno loro e te la porteranno via comunque.>>

<<Fottiti tu e la congregazione!>>

<<Dammi la ragazza!>> urlò David minaccioso

Un colpo dietro alla nuca, che fece cadere a terra David svenuto a terra, chi mai poteva essere? gli occhi delle due donne erano pieni di paura.


18) La tempesta



<<Sa che mi ha fatto fare la figura dell'idiota, davanti a tutti ieri, signora lulù?>> disse Giacomo dopo aver colpito David.

<<Di cosa parli?>> domandò Lulù intimorita

<<Su, non faccia la moribonda, sa di cosa sto parlando, vero Monica?>> continuò lui

<<Ti riferisci a quel rimprovero che ti ho fatto davanti agli altri?>>

<<Esatto! non è stato cosi difficile ricordare, gli altri hanno pensando che fossi un pervertito.>>

<<Non dare importanza agli altri, Giacomo Nat, dov'è?>> chiese spaventata Monica

<<Nat? non conosco nessuno con quel nome, la mia fidanzata si chiama Monica.>>

<<Giacomo sta arrivando la polizia.>> disse Lulù

<<Che paura! forza, dammi la mia fidanzata che torniamo a casa.>>

<<Non ti permetto di portarmela via, hai capito?>>ribatté Lulù

<<Non ha capito, che voi donne, non comandate a noi uomini? Monica, andiamo!>>

<<Mamma lasciami andare, è capace di farti del male.>>

<<Che ci provi!>>

in quel istante arrivò uno schiaffo in piena faccia a Lulù da Giacomo, facendola cadere sul divano.

<<Mamma! ok.. vengo con te Giacomo.>> disse spaventata

<<No! Lei non lascerà questa casa!>> ribatté Lulù

<<Mamma...>> disse appena Monica terrorizzata per paura che Giacomo facesse ancora del male a Lulù.

Improvvisamente Giacomo viene catapultato a terra da David che si era ripreso, i due iniziarono a lottare, Monica e Lulù presero l'opportunità di fuggire via.Uscirono di casa mentre la pioggia era fortissima, era buio e non sapevano cosa fare.

<<Andiamo nelle stalle, cerchiamo Giacomo e Nat.>> disse Monica

Corsero in mezzo al parco con la pioggia incessante che ostacolava la visibilità.Giunti in scuderia Monica andò a vedere Nat, e vi trovò il giardiniere ferito.

<< E' ferito?>> domandò Monica al giardiniere

<<Non è grave signorina, la ragazza è andata a chiedere aiuto.>>

<< A visto il signor Giorgio?>> chiese Lulù

<<Era stato rincorso da quel pazzo! non so che fine abbia fatto signora Lulù. Quel pazzo aveva il fucile che mi aveva sottratto, a cercato di sparargli.>>

<<Mamma l'ho a ucciso!>> disse piangendo Monica

<<Non dire stupidaggini! Lui non può morire, è il mio Giorgio! >> disse con trepidazione

Sentirono un altro sparo provenire dalla casa.

<<Dobbiamo andarcene, ci uccideranno quei due.>> disse Monica agitata

<<D'accordo, c'e la fa a camminare?>> domandò Lulù al giardiniere

<<Si, aiutatemi ad alzarmi.>>

Le due donne alzarono il giardiniere ferito e uscirono dalla scuderia, una luce in lontananza color blu, che si avvicinava alla casa, era la polizia. Nat era riuscita a chiedere aiuto, i tre raggiunsero la villa e aiutati dai poliziotti. Due spari proveniente all'interno della casa, che fecero urlare Monica dallo spavento.Poco dopo arrivò due ambulanze una per il giardiniere e uno per il cadavere a cui avevano sparato i poliziotti. Monica e Lulù volevano andare a vedere chi fosse ma la polizia gli aveva vietato di entrare, Nat si avvicinò a loro.

<<Nat! dovresti essere in ospedale.>> chiede Monica

<<Mi dispiace di non averti creduto, Monica.>>

<<E' colpa mia, se lo avessi fatto andare via, tutto questo non sarebbe accaduto.>> disse Lulù dispiaciuta

Un poliziotto usci con un uomo ferito fuori dalla villa.

<<Giorgio! E' Giorgio!>> disse Monica contenta di vederlo

Lulù gli andò incontro abbracciandolo.

<<Ho pensato che mi avessi abbandonata.>>

<<Come potrei abbandonare la donna che ho sempre amato.>>

<<Ma, smettila di dire....>>

Giorgio la prese stringendola a se e la baciò con passione, Lulù felicissima decise di lasciarsi andare e aprire il suo cuore nuovamente a Giacomo.Portarono via un corpo dentro ad un sacco, Monica e Nat si fecero aprire il sacco per vedere chi ci fosse dei due, era chi temevano, il loro Giacomo. Nat si mise le mani davanti alla bocca per non piangere e Monica raggiunta da Lulù, l'abbracciò, mentre Monica non riusciva a emettere nessun pianto, ma continuava a guardarlo mentre le lacrime gli scendevano incessanti.Il capo della polizia prese Lulù da parte per parlargli.

<<Ciao Lulù, ci rivediamo dopo tanto tempo.>>

<<Ciao Tom, grazie del vostro aiuto.>>

<<Giorgio, mi a detto che erano in due, ma non siamo riusciti a trovarlo.>>

<< E' il figlio dei Barton, uno della congregazione che erano in questa villa.>>

<<A proposito.... ti volevo dire una cosa che riguarda proprio la congregazione. Sono di nuovo riattivi, sto cercando più informazioni, tu ora sei al centro della loro attenzione.>>

<<Io? per quale motivo? in casa mia non si pratica il satanismo.>>

<<Sei la figlia del fondatore, ma eri ancora piccola per sapere molte cose, io ho conservato degli oggetti di mio padre, e una lettera che mi aveva dato per te prima che morisse.>>

<<Tom non capisco, nella mia casa si pratica il sesso, non c'è nulla che riguardi la loro barbarica setta.>>

<<Allora cosa voleva il figlio dei Barton da te?>>

<<Voleva Monica, la ragazza che vive in casa mia. David la chiamata.... atl-ecserp.>>

<<Non mi è nuova questa parola...>>

Guardarono Monica mentre veniva disinfettata dai soccorritori al ginocchio.

<<Passa in questi giorni in caserma, ti darò quella lettera, e porta la ragazza.>>

<<Per quale motivo?>>

<<Vorrei sapere di più su di lei, se è come penso... lei è nel mirino di quella congregazione.>>

<<D'accordo, intanto domani metterò in vendita la villa, questa casa sta riaffiorando il male che sepolta vuole tornare ad agire.>>

Lulù salutò il suo vecchio amico, il capo della polizia. Erano cresciuti insieme e insieme avevano visto gli orrori di quella casa, lui con Giorgio e lei più piccola, videro cose che nessun bambino doveva mai vedere nella propria vita. Sangue e orrore continuano invadendo nelle loro menti, incubi che la notte tengono svegli coloro che erano li a imparare quella disciplina e religione.


19) A casa di Giacomo



Lulù riuscì a vendere la sua magnifica Villa ottocentesca, data in eredita dal padre, si stabilirono a casa di Giorgio, nuova casa, nuova vita. Giorgio e Lulù si erano fidanzati ufficialmente, mentre Monica, continuava a pensare a David e quella morbosità che aveva per lei.

<<Mamma, posso parlarti?>> disse Monica sistemando l'ultimo scatolone di cose che Lulù si era portata.

<<Dimmi sarah.>>

<<Lo sai che non mi chiamo cosi, ora che ai voltato pagina con il passato, non ho nessuno scopo io a restare qui.>>

<<Mi vuoi abbandonare, di nuovo?>>

<<In questa casa sono di troppo, ora voi due siete una coppia.>>

<< E allora? non ci vuoi più?>> domandò Giorgio

<<Giorgio non è cosi che io voglio vivere, voglio avere un uomo accanto che mi ami.>>

<<Secondo te, perché voglio che resti?>> chiese Lulù

<< non lo so, vi sentite in colpa per quello che è successo?>>

<<No! perché io e tua madre, abbiamo deciso che tu lo debba avere un uomo vicino, un uomo sexy, che sappia scoparti, un uomo da farti impazzire.>>

<< Sicuramente, ma...>>

<<Non mi vuoi più?>> domandò Giorgio toccandogli la spalla delicatamente con il dito

<<Si, che ti desidera, lei ti vuole.>> disse Lulù con un tono caloroso

<<Ma che stupidaggini stai dicendo? E' il tuo fidanzato o no?>>

<<Si, ma anche tu sei la mia donna, la mia bambina.>>

<<Si, la nostra bambina.>> rispose Giorgio toccando i suoi seni

<<Tu sei legata a noi adesso.>> disse Lulù dietro di lei mentre gli toccava i glutei.

<<Oh... io allora sono la vostra bambina da viziare?>> disse ansimando dal piacere

<< Ti comprerò tutti i giocattoli che vuoi, dal dido al frustino.>> disse nell'orecchio Giorgio a Monica

<<Ha sentito mamma, papà mi sta già conquistando.>>

<<Papà, sa come viziare la sua bimba.>> disse Lulù soddisfatta

Giorgio prese a sganciargli la camicetta, mentre Lulù gli tirò giù la zip della gonna, facendola rimanere in perizoma.

<<Aspettate un momento! non ci sono delle regole da rispettare?>>

<<Giusto! ma siccome, nuova vita, nuova casa, le vecchie regole non valgono piu. Che ne pensi se lo facciamo dopo, adesso mamma e papà anno bisogno del tuo amore.>>

<<Non sei gelosa mamma?>>

<<Delle altre si, di te no!>>

Giorgio si calò per arrivare al perizoma che pur seducente non resisti a toglierlo, stuzzicando il clitoride facendola ansimare. Lulù gli palpeggiava il seno e baciandola al collo.

<<Allora, i nuovi mamma e papà ti piacciono?>> domandò Lulù

<<Oh.. si!>> godeva Monica, era tutta bagnata dalla lingua di Giorgio che continuava a stuzzicargli il clitoride

<<allora deciso! resterai con noi tesoro, ci penseremo noi a te.>>

Monica cercò la bocca di Lulù che gliela diede come premio, lingua con lingua.Incontrarsi, eccitarsi, in un orgasmo piacevole che ai tre non riuscivano a togliere, questo loro vizio. Nudi, sudati e incontrollati da un esplosione di goduria, Monica e Lulù facevano l'amore nella nuova casa insieme al loro uomo. A Monica non gli importava il giudizio degli altri, no, non gli interessava piu. Ora aveva trovato un senso a quel vuoto che sentiva dentro di se, quel piacere che teneva a freno, quel desiderio tenuto nascosto. Vivevano come volevano, i soldi non gli mancavano, e neanche le loro scopate a tre non mancavano e per loro era tutto perfetto.


Ma qualcuno era già a pianificare il rito che non fu mai finito trentanni fa, qualcuno che nel ombra li osservava....


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