scrivi

Una storia di GeorgeDebilatis

SINTONIZZATI SENZA DARE NELL'OCCHIO

MEDIAZIONI INATTESE CON QUEL QUALCUNO

61 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 01 maggio 2020 in Fantascienza

Tags: #anima #botox #cultodelcargo #emanazione #intestini

0

La Guerra era finita, ma Ronnie viveva ancora appiccicato

alle montagne per evitare spiacevoli conseguenze e colpi

di coda della violenza.
Non stava bene, e lo sapeva. Per un guerriero della sua fede
nascondersi e celarsi negli anfratti, cibarsi di radici amare

e selvaggina. Avrebbe dovuto affrontare il martirio come
si presupponeva in un'anima temprata, e non fuggire
di vetta in vetta.


Già, del resto, si diffondevano le voci su omicidi di massa,
e sacrifici di corpi da parte di presunti veri seguaci di una
presunta altra fede. Quelli che non erano scappati come

lui avevano affrontato a viso aperto i persecutori,

risultandone squartati, bruciati, crocifissi, disarticolati.
Ronnie rifletté rapidamente che aveva un solo modo
per riscattarsi... Ed era quello di scendere nelle pianure
per tornare a diffondere a masse inselvatichite la Parola
di Quel Qualcuno.


Già lo avevano fatto i suoi fratelli e i suoi cugini, avventurandosi
nelle prairies liquidate e saccheggiate, là dove un tempo sorgevano
fattorie e campi arati, prosperità e benevolenza. Adesso toccava
a lui, e si preparò un bel giorno vestendosi di abiti comodi e sportivi.
Poi salutando i vecchi e gli altri miserevoli rincalzi umani che lo

avevano seguito nella diaspora ma non potevano essergli, ora,
di nessun aiuto.


Mise i suoi ricambi in uno zaino e s'incamminò, confidando unicamente
nella protezione di Quel Qualcuno che a pensarci bene, neppure
conosceva personalmente. Dopo diversi giorni era giunto alle propaggini
collinari di Myskaj Gomper; ma la cittadina era completamente disabitata,
così e vi si era accampato solo per riprendere energie indispensabili,
e fare scorta di alimentari in un supermercato, sventrato come una scatola
di sardine, e colmo di merce non ancora avariata o prelevata.
Poi, ripreso il suo oscuro pellegrinare, attraversò terre bruciate e villaggi annichiliti,
di cui sopravviveva qualche comignolo nero e scheletri di staccionate.


Ogni passo era un calvario, sino a quando approdò in un vecchio granaio,

risparmiato chissà come dalla furia degli irregolari, quelli di quell'altra fede.
Vi poggiò le sue stanche ossa e prese a sonnecchiare fino a quando
fu svegliato da uno sguardo intenso, che aveva indugiato a raccoglierlo tutto.
Era come se una batteria antiaerea lo stesse illuminando, quindi si levò
di scatto dal giaciglio.


Chi faceva scendere i suoi occhi su di lui era una donna

modificata dal botulino, dal silicone e dalle protesi in kevlar.

Un mostro mutato dai suoi lineamenti antichi e ora trasformato

in bambola artificiale: quasi senza più il ricordo delle vecchie

fattezze. "Quasi." Biascicò a bassa voce Ronnie. Poi, attraverso

le barriere della moderna implantologia, tentò di decifrare

ciò che era rimasto di quella che sembrava essere un'ancestrale

ed iconica venustà.


Le appoggiò una mano sulla guancia gonfia, sugli zigomi sollevati,
sulle labbra gonfie e sulle rughette stirate.

E improvvisamente attraversò le macerie del tempo e della caligine
mentale, riuscendo ad afferrare l'essenza della donna.
La scavò, le denudò il corpo-clone e il cervello, e la trovò bellissima.
"Come ti chiami?" le chiese.

"Maria." Lei rispondeva ogni 30 secondi. Come in loop.


"Potresti venire con me." Mormorava Ronnie: "Forse ritroverai

quella bellezza che non deve compiacere gli uomini, o concorrere
con le donne."
Lei annuì. Sicuramente non capiva, ma era sufficiente che incarnasse.
Trovava splendido e sincero quel bizzarro e arruffato individuo, col
viso orlato da peluria rossa e occhi iniettati di viola.
Così decisero di percorrere il resto del tragitto spirituale e fisico,

insieme.
Ronnie sarebbe andato a Salt Lake City, alla ricerca
di un medico chirurgo illuminato che le sgonfiasse quella

artificiale imponenza, e la riportasse alla minuta fragilità
dello sconfinato benessere interiore.

Ne aveva intuito il carisma che troppi avevano contraffatto,
scambiandolo per terra e fuoco. Al contrario era vento e acqua.
Ne avrebbe fatta la sua sposa, avrebbero procreato e ripopolato
la loro terra. Infine avrebbero praticato il Culto del Cargo.
Attendendo altri pianeti e altre Entità salvifiche; avanguardie
di Quel Qualcuno.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×