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Una storia di Zenone

Il lavoro agile

Racconto

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7 minuti

Pubblicato il 13 aprile 2020 in Humor

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Potevi scommetterci, sarebbe stato lì anche se fuori ci fosse stata la fine del mondo. Arrivava in ufficio alle 7,30 e andava via alle 18,00, così da vent’anni. Mai una malattia, mai un’assenza. Era lì, immobile davanti al suo computer, di tanto in tanto si alzava, prendeva un caffè, fumava una sigaretta in completa solitudine, poi tornava al suo computer. La sera prendeva il suo borsello e usciva senza salutare nessuno.


Alvaro Travaglio era una figura enigmatica: alto, magro e con il volto scavato, poteva avere 50 o 60 anni, nessuno lo sapeva con precisione. Ogni mattina varcava la soglia dell’ufficio con il suo gessato color bruno scuro, solo in inverno usava un impermeabile beige e un cappello a falda larga che lo rendeva più simile ad un agente della gestapo che non ad un impiegato addetto alla negoziazione con l’estero. Molte storie giravano su di lui ma nessuno poteva dire cosa fosse vero e cosa non lo fosse. L’unica cosa che si conosceva della sua vita privata era la presenza di una ipotetica moglie che si deduceva dalla fede che portava ed anche questo particolare era oggetto di numerose storie. Qualcuno aveva sentito che la moglie era una specie di arpia che lo costringeva fuori casa tutti i giorni, altri sostenevano che la moglie fosse morta e lui ne fosse rimasto scioccato.

Comunque, al di là di tutte le dicerie e le legende che giravano sul suo conto, l’unica certezza riguardava la sua dedizione al lavoro nonostante le sue modalità di lavoro ricordassero più un impiegato degli anni ottanta che un uomo moderno del nuovo millennio.

I più anziani si ricordavano ancora cosa successe quando l’azienda, nel suo perenne moto di trasformazione in ossequio ad un principio capitalistico secondo cui tutto deve cambiare per non cambiare nulla, introdusse quello che oggi conosciamo come smart working o lavoro agile. All’inizio l’azienda pensò che per ridurre gli spazi e contrarre i costi il personale potesse esser dotato di computer portatili. L’azienda intraprese un’ampia campagna di ammodernamento inviando computer portatili in grandi quantità a tutti gli uffici inclusi quelli più periferici. Anche ad Alvaro giunse l’email con la quale veniva informato che di lì a breve sarebbe stato dotato di un nuovo computer portatile in sostituzione della sua postazione desktop dotata di tre monitor e ampia tastiera. Non diede peso alla mail e la cancellò bollandola come la solita trovata aziendale di facciata. Qualche giorno dopo dovette ritirare il suo portatile dopo una lunga trattativa con l’usciere: era deciso a rifiutarlo in quanto, a suo dire, era un’attrezzatura non richiesta. Capì così che, forse, quella email conteneva un fondo di verità. Nonostante ciò il computer portatile rimase nella scatola per altre tre settimane, solo quando un addetto informatico lo chiamò per la configurazione decise di aprire la scatola e verificarne il contenuto.


- Bene signor Travaglio, ora lo accenda

- Non si accende

- Forse è scarico, colleghi la presa di corrente

- Non c’è nessuna presa

- Nella confezione dovrebbe esserci il caricabatteria, lo usi per favore

- Le ho detto che non c’è nessun caricabatteria, arrivederci!


Il giorno seguente il suo capo gli chiese cosa fosse successo in quanto era stato chiamato dall’addetto informatico per la mancata configurazione del portatile. Ma la risposta fu laconica:

- Non mi hanno inviato nessun carica batterie e il portatile non si accende


Fu ricontattato per rispedire indietro il portatile in attesa di uno nuovo. Alvaro consegnò il portatile all’usciere con la stessa soddisfazione di chi si libera di un pacco-bomba, ma tre giorni dopo si vide recapitare un nuovo pacco. Questa volta fu il suo capo a consegnarglielo


- Ti prego di chiamare subito gli addetti informatici per la sistemazione di questo portatile, dobbiamo dar corso alle disposizioni sul lavoro agile.


Se il suo capo gli avesse comunicato la riduzione dello stipendio probabilmente Alvaro l’avrebbe presa meglio. Andò in giro nello stabile della società in preda al panico per quattro giorni bevendo caffè e fumando come mai aveva fatto prima e di tanto in tanto borbottando contro il modo di fare dell’azienda che non era in grado di valutare il lavoro delle persone, cosa per altro assolutamente vera.

Quando finalmente poté comunicare al suo capo la perfetta configurazione del computer portatile ricevette l’ennesimo colpo al cuore:


- Molto bene Travaglio, ti va bene se sarai a casa tutti i mercoledì, tanto per iniziare?

- In che senso "stare a casa tutti mercoledì"?

- Il lavoro agile, lavori il mercoledì da casa con il portatile. Non sei contento?


Ebbe quasi un mancamento.


- Lavoro agile? Ma non vi rendete conto di quello che faccio? È di vitale importanza, devo essere al centro delle attività, non si può fare da casa con il computer dei puffi, chi ha deciso queste cose? - Era diventato tutto rosso e si era incurvato sulla scrivania del suo capo come se stesse per esplodere ribaltando l’intera scrivania.


- Adesso basta Travaglio! Siamo nel nuovo millennio si lavora da casa! Punto e basta. Prendi quel portatile e da mercoledì te ne stai casa.


Valutò di prender ferie o malattia, ma ciò non avrebbe cambiato la sostanza delle cose: rimanere a casa con la moglie cosa avrebbe comportato? Rimanere in casa con quella donna, forse era anche una brava donna, ma sarebbe stato in grado di resistere per molto tempo in aggiunta ai weekend che però aveva imparato ormai a gestire? Ci avrebbe provato.

Si vestì esattamente come se stesse per andare in ufficio e poi si sedette in sala, aprì quell’affare chiamato notebook. La moglie fu la prima a notare il suo nervosismo dopo quindici minuti di inutili tentativi di connessione alla rete aziendale. Dopo un ora non ne poteva più, chiuse il portatile e si recò in ufficio.

Il capo vedendolo gli intimò di tornare a casa, ma lui imperterrito non rispose e si mise alla sua postazione. Non si parlarono più per mesi e non si parlò più neppure del lavoro agile.


Una mattina entrando in ufficio notò che non c’era più nessuno, ma non si preoccupò più di tanto finché non si accorse che la sua postazione era stata smantellata. Il suo capo si affacciò alla stanza e gli disse, con il sorrisetto di chi la sa lunga e senza nessuna compassione:


- Bene Travaglio, da domani stai a casa come tutti e per tutta la settimana. Se vuoi lavorare ancora per questa azienda impara ad usare il lavoro agile.


Avrebbe voluto gridare al complotto, chiamare la polizia o anche solo tirare un pugno a quel sottosviluppato del suo capo, ma capì che era tutto inutile. Avrebbe dovuto convivere con la donna che aveva spostato per tutta la settimana e abituarsi ad un monitor minuscolo, per non parlare del trackpad: un affare quadrato che fungeva da puntatore che si muoveva con le dita ma che di fatto era indomito, riuscendo a muovere qualsiasi cosa sul video tranne quello che serviva.


Il primo giorno fu uno shock, ma nulla in compenso ai giorni successivi. Per connettersi aveva scoperto che le ore migliori erano fra le 21 e le 4 del mattino, ma rimaneva ancora da risolvere la situazione del monitor minuscolo così decise di connettersi al televisore. La cosa funzionò per un paio di giorni ma quando arrivò un ordine da eseguire immediatamente alle tre del pomeriggio dovette interrompere il reality che la moglie seguiva tutti i giorni con interesse maniacale. Lei non gradì affatto e per evitare future interruzioni la donna gli sequestrò il telecomando. Anche il trackpad non lo aiutava affatto, l’ultima volta aveva immesso un ordine di acquisto al posto di uno di vendita causando un’ingente perdita: proprio lui che si vantava di non aver mai commesso neppure un errore in tutta la sua carriera.


Le cose andarono sempre peggio. Dovette persino ricorrere al medico per calmare i suoi istinti omicidi. Alla fine cedette.

Scrisse una mail al personale implorandolo di permettergli di svolgere la sua attività presso un ufficio fisico. Non ebbe risposta. Scrisse all’amministratore della società elencandogli gli enormi problemi che si stavano verificando a causa dell’impossibilità di lavorare dall’ufficio e si dichiarò disponibile ad aprire lui stesso gli uffici sostituendosi ad uno degli uscieri che poteva così essere promosso ad altro ruolo.


Solo l’intercessione di un politico, compagno di scuola della moglie (ma le male lingue sospettano che fosse molto più di un compagno di scuola), ottenne finalmente le chiavi dell’ufficio in cambio della restituzione del portatile che effettuò come la liberazione dal peccato originale.


Si narra che oggi Alvaro Travaglio sia l’unico a possedere le chiavi dello stabile e a decidere chi meriti il privilegio di lavorare in sede e guarda con l’aria di chi la sa lunga tutti quei giovani che non vedono l’ora di lavorare da casa: in fondo sa che non passerà molto tempo prima che anche loro gli chiederanno di poter lavorare in ufficio pur di uscire di casa.

F I N E


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