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Una storia di

Alberico Lombardi … dal Vento di Mare alla Carezza d’Amore.

“Un tuffo dove il mare è più blu” - silloge poetica.

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Pubblicato il 21 novembre 2019 in Poesia

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Copertina del libro.
Copertina del libro.

Alberico Lombardi … dal Vento di Mare alla Carezza d’Amore.

Un tuffo dove il mare è più blu” - silloge poetica - Montedit Collana ‘I Gigli’ 2019


“Capire i linguaggi umani, imperfetti e capaci nello stesso tempo di realizzare quella suprema imperfezione che chiamiamo poesia, rappresenta l’unica conclusione di ogni ricerca della perfezione.” (U. Eco)


È nel riverbero di questo suo sentire, come di luce che accende i colori all’interno di un caleidoscopio ricolmo dei suoi affetti, conseguiti attraverso gli anni della sua giovinezza e mai smessi, che Alberico Lombardi torna per la terza volta a rinverdire la sua presenza letteraria, iniziata anni or sono con le sue precedenti raccolte poetiche che lo hanno visto abbracciare il ‘vento di mare e la carezza d’amore’, come di un tutt’uno con quella natura cui è indissolubilmente legato …


Scrive: “Dei remoti abissi oltre l’andar del tempo / l’eco del mare sibila il perenne richiamo / dalla notte dei tempi nel mistero / oltre il ruggire del salmastro vento. / D’avvenente biancore spumeggia / l’onda contro il faro antico / un lampo illumina aguzzo / l’urto sulla scogliera. / Dove l’eco rimbalza della sua innata essenza / il suo umore d’acqua espansa / facendomi volare come d’esser gabbiano / a volteggiar lontano oltre gli affanni.”


Come dire della natura che gli gira intorno, tutt’uno con l’elemento mare e non solo, e che contiene tutti gli altri elementi: acqua, cielo, nuvole, stelle, vento; e quell’orizzonte mai così vicino o così lontano da vederlo come una barriera insormontabile, bensì come ‘soglia’ da superare, lanciato in un ‘tuffo’ dove ogni cosa si tinge di blu, che sia la ‘profondità del mare’ o ‘l’alterità del cielo’, nell’avventura costante della sua esistenza ...


“Al trasalir dell’onda cerco il tuo cuore / abbandonato al sole / nell’eco del mio costante amore / e i sogni miei di passione erranti. / Qual forza del mare impetuoso / che in cuor mio, giorno dopo giorno passato / d’una vita assieme ancor grida ‘ti amo’ / di carezze e baci mai invano. / Stagioni oltre gli affanni / ad allertare il cuore / del nostro amor vincente seppur / da anni alla memoria cediamo ognor sognanti.”


Ed è qui, sulle rive d’ogni luogo di mare, di porti lontani, di spiagge assolate, che infine lo incontriamo, presente eppure smarrito, come l’aedo dell’antica tradizione epica, andare alla ricerca della Luna dei poeti, alla quale lanciare il suo canto, oltre il mortale oblio, in quel ‘Cercarsi…’ che s’apre all’elogio dell’amore …


“Disperatamente soli / sentieri tracciati dal silenzio / noi due, ombre senza memoria. / Orme segnatamente fragili / corrose da venti siderali / senza tempo. /

Oltre il fragore del mare / tra lampi tuoni e stelle / leggeri come rondini all'addio. /

Incerti quali tremule fiammelle / perennemente accese / bramosi davanti all’eccelso Iddio.”


Si può ben dire che a misura s’attaglia ad Alberico Lombardi la definizione di cantore sentimentale, di melomane traslato per antonomasia nel perenne ’innamorato’ della vita, colui che prima di gettarsi nelle braccia del futuro, guarda a ritroso al proprio passato come a voler spiegare e/o comprendere ciò ch’è stato, chi è egli oggi davanti al presente che incombe, come per un riscatto da obliterare, tuttavia conscio di non avere laggio, nel ‘L’abbraccio infinito’ che l’esser nato da sempre gli dona …


“Entro nell’infinita essenza del blu / nella segreta notte del tempo / rapito dalla fantastica magia / attraverso l’angusto oblò di una stella / viaggiando sull’ali di un soffice pensiero / e nel volare libero senza confini / rivivo nella memoria / oltre lo spazio e il tempo / l’intenso abbraccio dei corpi / d’una gestazione filiale / felice d’esser nato.”


Accade così che cercandosi ritrova se stesso nelle parole fluenti che gli salgono alla mente, quale cifra del suo essere silente, meditativo, errabondo in questo nostro mondo altero, che pur egli riveste dell’aura dorata d’ogni profondo sentimento d’amore …


“Nel tentare voli / ci scoprimmo gabbiani senz’ali / alla mercé dei venti./ Tu donna sagace segnata d’amor nascesti / occhi ruggenti mai doma / al destino avverso. / Io uomo ancor fragile nella mente / al boato del tuono stordito / un colpo di fulmine mi colse. / Smarriti tra gli insidiosi flutti / il mare ci battezzò alla stregua / di sirene senza tempo. / Dacché il fluido ancestrale / insabbiato da sempre in secche macilenti / ridisegnò per noi l’alba degli amori / nei solchi imperscrutabili della memoria antica”.


Il suo rifugiarsi nella poesia equivale pertanto a una voce che si libera dal corpo per divenire sentimento alato, tendente a sublimare quell’amore che egli elargisce con impeto intorno a sé, ma che pure lo attanaglia dentro lo schema di un discorrere abituale, che si ripete nel quotidiano, talvolta messo alla berlina perché contiene le parole cuore, amore, ecc., ma che pure conserva intatti i valori più autentici della sincerità, della franchezza che ancor oggi rassicurano chi si trova nell’ambito dei suoi affetti, al culmine dell’innamoramento …


E poi.. sognare.


“Qual sogno menzognero

poi scompari

lo sguardo perso nell'aere

d'un cielo ancor foriero

d’amore assai lontano

nel baule rispolverato non invano.

D’albe e tramonti all’orizzonte

il sole tra i flutti

gioca con l’onda a duellare

tu impavida chimera che s’erge dal mare

il cuor fallace non teme d’ingannare

taci com’è tuo solito fare

mentr’io da te lontano

navigo ardito coi sogni a veleggiare.


Un fare poesia il suo che pur prendendo spunto talvolta da un verso della tradizione popolare della canzone italiana, conduce a una certa equanimità all’interno dell’immaginario collettivo, ch’egli pertanto libera dall’ordine vigente della poesia aulica, giustificandone finanche l’appellativo di ‘semplice canzonetta’ quale strumento neutro del linguaggio centrale del pensiero filosofico contemporaneo …


Rapiti (..dal nostro amore immenso).


“A inseguir con gli occhi del futuro

i sogni spazzati via dal vento

come onde che scivolano sul mare

ed ogni volta trovar la forza di remare

e tu dolce compagna di sempre

non distogliere lo sguardo ti prego

da quell’azzurro cielo

che d’inseguir mi vanto anch’io

di trovar nelle braccia il coraggio di volare

vederlo puoi anche tu, se vuoi

ché, abbandonata ai venti siderali

lasci condurti

nella danza che ci fa volare

come angeli nell’universo rapiti

dal nostro amore immenso.


Così come non sono affatto ‘semplici’ le liriche raccolte in questa silloge poetica che, nel suo insieme, rappresenta una profonda quanto riflessiva maturità di sentimenti, espressione autentica di un cuore ricolmo de l’eterna essenza dell amore ...


Eterna essenza.


“Spirto vago aleggia tra la mente e il cielo

l’eterno dubbio ad ingannar la cruna

dell’ago

il passato conserva verità scritte sulla sabbia

scorre verso un futuro già segnato

il presente

l’oggi duplica l’esatto ieri

il domani si dilegua nel sogno

che non s’avvera

labile nel tempo la memoria disperde

un’eternità ingannevole

dietro gli occhi lucidi del pianto

aleggia in me vago lo spirto

oltre l’eterno dubbio

ad ingannar la cruna dell’ago

a riguadagnar nell’orbita l

a sua ‘essenza’ ché nel mondar dei mali

è unica e sola contro l’indifferenza.”


Viatico.


“Viatico solitario m’appresto a disegnare

da solido passato oltre il domani

oltre il sentor dell’anima

che solo il pensiero rimane spento l’ardore.

Allor che unisco la mia voce

al grido dei gabbiani in volo

smarrito tra cespugli d’asfodelo e dune rosseggianti

nel cuore ferito d’illusioni.

Con te mia dolce luna che tardi a venire

m’inarco solingo sull’onda

e aspetto il raggio tuo perdersi nel mare

alla luce radente di lampare.

Or che tu o luna il buio schiudi

d’un velo bianco argentato

accogli colui che mesto al tuo splendor soggiace

come nei sogni oscuri che al ridestar

forza d’eterna luce riappare.”


L’autore:

Alberico ‘Nicola’ Lombardi, originario di Puglia, vive oggi a Sesto San Giovanni in quel di Lombardia, tuttavia non ha dimenticato le sue origini ‘di salmastro intrise’ e il contatto costante con il mare è divenuto il suo punto di riferimento, la sua ragione di vita assieme alla sua famiglia, i suoi figli e gli amatissimi nipoti, che rivivono le sue stesse costanti emozioni nelle sue poesie d’amore.


Bibliografia:

“La dove il mare luccica” (2016)
“Come è profondo il mare” (2017)
“Un tuffo dove il mare è più blu” (2019)

Tutti i volumi sono editi da Montedit nella Collana ‘I Gigli’.


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