scrivi

Una storia di Rosemari

Hanno contribuito

Gioco

398 visualizzazioni

minuti

Pubblicato il 25 febbraio 2019 in Altro

0

Ho pensato di presentarmi così,

uno smile, un paio di palloncini e

una margherita sullo sfondo.

Son qui per leggere tra una fermata di bus e un'attesa alla stazione.

Non amo portarmi libri nello zaino.

I social sono pieni di frasi. Si, belle e il più delle volte sono citazioni di grandi letterati... Scrittori veri, di quelli che a scuola mi costringevano ad analizzare, solo un paio di pagine, quelle che stavano in mezzo ad un centinaio di brani di Scrittori Italiani: Antologia della Letteratura Italiana.

Alla fine della scuola tutto si è concluso con un tema di uno dei tantissimi autori contemporanei che generazioni su generazioni da decenni mai era riuscito a studiare in tempo per l'esame di stato. Il prof. di turno non arrivava mai a completare il programma. Così si finiva di studiare i soliti autori di fine secolo e qualcuno del '900.

Detto questo, non ricordo perché vi ho raccontato di questo frame della mia adolescenza. Forse perché in fondo, sono rimasta orfana di tutta una letteratura importante che non sono più riuscita a recuperare. Ogni tanto leggo citazione di autori che avrei dovuto conoscere e mi prende la voglia di andare in libreria e comprare tutti i libri dei "grandi" per colmare le mie lacune. Ma non lo faccio mai. Allora mi riprometto di leggere sempre qualcosa. Lo smart non è male. Posso sbirciare siti di scrittura e posso leggere qualcosa. Ed allora eccomi qui.

Anche io ho gli stessi pensieri, anche io vorrei comprarmi qualche libro, ebook perchè in un solo piccolo dispositivo posso averne centinaia, di qualche "grande" autore, per riprendermi un po' di tutto quello che mi sono persa a scuola per lo stesso motivo che citi. Anche io però non lo faccio mai.

E anche io mi sento orfana di tutta la letteratura importante, solo che la voglia di avvicinarmici pare non sia abbastanza, ahimè.

Compro una valanga di ebook, ma mai di "grandi", sempre solo di autori moderni.

Spesso prendo nota e compro libri consigliati da amici sia virtuali che non.

Di solito le catene su Facebook non le considero, ma una a cui ho partecipato molto volentieri, fu una in cui si dovevano citare "i dieci libri della tua vita" e da quella catena ho preso spunto per moltissimi titoli degli autori più disparati che prima o poi leggerò, perchè sono proprio tanti.

Ma è altrettanto bello anche scrivere.

Certo che occorre esserne capaci e io mi sento tanto così così, ma intanto scrivo senza preoccuparmi se i miei scritti piaceranno oppure no.

Qui ci sono molti autori a cui forse nulla è ancora stato pubblicato, ma che scrivono pezzi molto belli, dei più svariati generi. Leggere vale comunque sempre la pena e qui di belle cose da leggere ce ne sono molte.

Buona smart-reading!



Salgo anche io sulla vostra barca: ho molte lacune che, devo confessare, non ho tanta voglia di colmare.

Preferisco leggere quel che mi piace e mi attira al momento.

In gioventu' ( eh si', in gioventu') ero piu' sistematica e forse pragmatica : di un autore leggevo tutta la produzione letteraria e se mi mettevo in testa che difficile o no, quell'autore lo dovevo capire, cosi' succedeva!

Ma ora non ho piu' nè tempo nè voglia di impegnarmi in maratone su altrui scritture.

Salto da King a De Luca e di tanto in tanto aggiungo anche poeti italiani come la Cavalli. Mi va bene cosi' : saltare di palo in frasca.

Mi piace anche scrivere.

Non cose lunghe, sono sintetica e non mi riuscirebbe mai di scrivere un romanzo! Ma racconti brevi si'. oppure poesie, che a mio parere sono il massimo della sintesi. anche se a volte il vero senso lo sa e lo capisce soltanto l'autore.

E passo ogni giorno, o quasi, alcuni piacevoli minuti su Intertwine.

Ho i miei autori preferiti, certo, ma mi piace molto leggere i nuovi: spero sempre di trovare qualche cosa che mi stupisca e coinvolga.

Succede, a volte.

Ma a volte trovo anche sedicenti scrittori pieni di boria e supponenza e questo mi disturba parecchio.

Fortunatamente sono la minoranza.

Scusate se interrompo la piacevole chiacchierata, devo proseguire un mio racconto...


Salve ragazze...vengo da un passato creativo su 20lines ed un blocco cosiddetto "dello scrittore"durato all' incirca due anni.E' difficile non provare nostalgia della scrittura o della lettura quand'essa ti trasporta in altre dimensioni, ti fa sognare,alleggerisce un poco il peso del monotono quotidiano.E poi c'è la parte di te fantasiosa che scalpita,che non riesce a tacere, che ha bisogno di nuovi stimoli creativi e non puoi fingere di averla messa a tacere per sempre.Ed eccomi ancora una volta a fermarmi un attimo per ascoltarmi nel profondo, a mettermi in gioco piroettando con i versi,le parole,le metaforiche invenzioni: anch'io vorrei aver potuto leggere tanti classici ed aver avuto in passato un istruzione da filosofa. Beh mi accontento:ringrazio Dio d'avermi dato l 'umiltà' che non mi fa essere boriosa(mentre tanti altri autori lo sono) e intanto filosofeggio sulla vita in virtù' dell'esperienza fatta con le difficoltà superate.Il mio primo amore rimarrà sempre la poesia(di cui già' pubblicato due sillogi) ma anche i racconti brevi sono per me fonte di curiosità ed ingegno.A presto...buona scrittura a voi

In questo mare di idee mi lascio naufragare, aggrappandomi a voi, amici scrittori, che riuscite sempre a tenermi a galla. Adoro leggervi, amo sentire come le idee si sprigionano e, trasformandosi in frasi, coinvolgano. Il bello è immedesimarsi in colui che scrive, sia pure in forma semplice, senza lasciare che la parte critica di noi possa fare da padrona. Perchè scrivere esprime aggregazione, non è solo un esercizio di stile, ci prende per mano e ci accompagna sulle strade del mondo.

Ammetto di conoscere un sacco di utenti del sito, la maggior parte incontrata su 20lines, un manipolo di sognatori che credeva nella scrittura creativa e sfornava racconti rimasti ancora nella mia memoria a distanza di anni.

Ed è così che dovrebbe essere Intertwine, un luogo capace di stupire, la casa di tutti coloro che non resistono al fascino della pagina bianca. E non importa se non si è capaci di creare capolavori, nemmeno importa la mancata conoscenza di autori blasonati, di asserzioni, citazioni e aforismi, la mente deve essere libera di esprimersi a piacimento, la forma poi si affina col tempo.

Buon lavoro a tutti, buona permanenza e che la fonte dei racconti non smetta mai di sgorgare copiosa.

Mi aggregherei... invitato o no... ma l'argomento è bello ed invitante. Anch'io ho letto alcuni grandi autori in modo abbastanza selettivo, studiato e 'opera omnia', ma in realtà leggevo quello che mi piaceva. Ammetto, "Il Discorso sul Metodo" di Cartesio e "Le confessioni di un italiano" me li sono sciroppati con gioia e vago masochismo, ma a sedici anni, non so perché, uno è una spugna e legge di tutto. Questo non mi impedisce di incontrare sempre chi mi fa notare che 'hai letto questo ma non quello, quello è fondamentale'.

I vari Tolstoj, Hugo ed altri di cui non accenno li ho saltati pari.

Scrivo, da tempo immemorabile, disegno, progetto ed in fondo sono un mischione di cose (si dice 'mischione'? No? Va bene lo stesso, dai), ma quello in cui la grande tempesta che ho in mente si incanala e sfoga meglio forse è scrivere. Ne ho conosciuti in quantità, di scrittori che pensano di essere, eppure ne ho incontrati tanti con doti e talento che sono molto più terra terra e simpatici.

Quando entrai su 20lines ero nella mentalità di quello che fa opere d'arte da non toccare assolutamente e mi sono ricreduto. Era talmente bello il confronto, l'imprevisto, l'idea che veniva da altri all'improvviso, da farmi conoscere un mondo diverso; e non mi sono più staccato da lì. Mi piacerebbe che intertwine fosse un luogo di incontro e confronto, non di guerre tra sostenitori e bande rivali, che ne "I guerrieri della notte" le guardi anche, ma mentre scrivi e commenti parlando con tuoi simili non ti va proprio. Siamo figli, tutti, degli stessi atomi. Con buona pace di Tolstoj, mi sa.

...e visto che Tolstoj non è al momento raggiungibile, direi che potremmo anche andar tranquilli ed incontrarci in questa bella agorà e buona scrittolettura a tutti.

Anche io sono qui dopo aver vissuto la mia esperienza su 20lines. Bei tempi Max, Ale, Nadia. Ricordo quando ho cominciato a frequentare la piattaforma. Per me scrivere era qualcosa di personale, un mio bisogno personale di catturare attimi di vita con l'inchiostro. Per me scrive è rimasto sempre un momento mio. Ho imparato a condividere i miei pensieri e ho scoperto molti scrittori che davvero meriterebbero di essere pubblicati. Ma non è fondamentale. È vero, i grandi autori, i grandi letterati restano irraggiungibili. Qui ci si diletta ed è sempre una buona occasione per leggere, confrontarsi e soprattutto scrivere. Sarebbe bello trovare occasioni come questa di scrittura, con semplicità che....non vuol dire essere superficiali. Semplicemente "leggeri", piccoli grandi sognatori che credono che si possa "planare sulle cose con leggerezza".

Buona scrittura a tutti e grazie per questo momento di scrittura condivisa, uno spazio semplice per presentarsi.

Argomento assai attraente, lettura e scrittura li vedo quasi come due antagonisti. Uno che dice all'altro: perché non leggi di più ma soprattutto perché non ti impegni di più in letture appunto impegnate o impegnative fate voi. E l'altro risponde: perché quando scrivo leggo di meno non riesco a fare due cose contemporaneamente, la mente deve concentrarsi su una cosa, mi devo impegnare giusto? E poi a me le letture troppo impegnative non mi emozionano, il cervello è troppo impegnato che non riesce ad emozionarsi quindi leggo e scrivo per alleggerire la mente, per sognare, per "vedere" luoghi lontani e conoscere persone con la fantasia. Ecco, dopo questa breve tenera discussione tra la parte lettura e la parte scrittura, parte destra e parte sinistra dell'encefalo, senza prendermi mai troppo sul serio continuo a scrivere per il mio piacere e leggere sempre per il mio piacere.

Anch'io come molti di voi ho bellissimi ricordi di 20lines dove iniziai timorosa e indecisa sul da farsi le mie prime 20 righe. E non importa se c'erano errori, e non importa se molti hanno storto il naso, ero talmente assorbita, quasi incredula nel vedere la mano veloce sulla tastiera, nel sentire tutte quelle cose che da anni tenevo dentro uscire come un torrente impetuoso che mi sono assolta, senza nemmeno tanti pentimenti o penitenze, dai miei errori.

Pagine e pagine scritte a penna, chilometri di inchiostro su qualsiasi tipo di foglio, a me piace proprio appoggiarla e dare libero sfogo a tutto quello che immagino nella mia mente, poi un giorno ho trovato voi, qui mi sento a casa. Starei tutto il giorno a battere questi morbidi tasti che a volte diventano duri quando mi blocco e non riesco ad andare avanti. Allora prendo un libro, apro pagine a caso oppure dove ho lasciato il segno e guardo le parole ascoltandole, mi rilasso.. forse. Ho sempre letto molto, ma quello che volevo leggere, a volte mi imponevo qualche saggio importante ma mi fermavo, non riuscivo ad andare avanti, forse mi sono perso qualcosa del passato ma si scrive da mille e più anni e forse ce ne vorrebbero diecimila per leggere tutto, insomma io credo vivrò molto meno, sorrido e vado oltre.

Così tanti libri da leggere e così poca voglia.

A volte si entra in libreria come affamati. Si inizia a maneggiare e sfogliare un libro e l'altro: quello che vorresti leggere da tempo, quello che ti manca di un autore che ami, o quel classico con un'aura leggendaria che sai di dover leggere prima di lasciare questo mondo, come se quel libro potesse farti uscire un po' dalla melma di banalità e orrore, come bagnarsi in un fiume di parole sacre e uscirne illuminati.

Poi ti ricordi di quella pila di libri non letti o non finiti. Qualcuno sul comodino, in soggiorno, o immacolato e già nello scaffale. Così la libreria deve aspettare. La prossima volta. C'è così tanto da leggere e così poco tempo. O trovi sempre qualcos'altro da fare. Ma continui ad entrare in libreria. Ti chiedi se le vedrai scomparire nell'arco di venti o trent'anni. Se i libri di carta non diverranno un vezzo per collezionisti, in attesa di un revival com'è stato per i dischi in vinile, prima di un ultimo e definitivo oblio.

Eppure quella pila di fogli stampati mantiene il fascino tipico della resistenza. L'analogico contro il digitale, ciò che ha peso e materia contro l'impalpabile, asettico e senza odore. La resistenza della lettura lenta e densa contro la sintesi del citazionismo da social network, della voglia di conoscere, di andare più a fondo nelle cose e farsi ispirare.




Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×