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Una storia di LuigiMaiello

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Alzheimer: La mente fragile di Arnaldo Benini

Una malattia che può colpire tutti e non si sa ancora come curarla.

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3 minuti

Pubblicato il 20 settembre 2018 in Recensioni

Tags: #alzheimer #lamentefragile #libri #medicina #salute

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Che cos'è l'Alzheimer?

L’Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante con esordio prevalentemente in età presenile (oltre i 65 anni).

La demenza senile o, come si dice comunemente, l’Alzheimer (Alzheimer’s Disaese in tutte le lingue), è una malattia della quale, a partire dall’età di mezzo, si ha molta paura, perché può colpire tutti e perché la ricerca non riesce ancora a spiegare come evitarla né come curarla.

In “La mente fragile” – L’enigma dell’Alzheimer, Arnaldo Benini analizza il normale declino delle capacità cognitive con il passare degli anni, il profilo generale e la progressione della malattia e offre qualche suggerimento per cercare di prevenirla.

In questo libro, edito dalla Raffaello Cortina Editore​​​​​​​, l’autore effettua una ricostruzione storica degli studi e delle ricerche sull’Alzheimer, a partire proprio, dallo psichiatra e neuropatologo tedesco Alois Alzheimer, il primo a descrivere la patologia nel 1906.

Oltre a questa ricostruzione storica degli studi, vengono indagati i vari stadi della malattia, e troviamo anche considerazioni di tipo filosofico sulla vecchiaia e sul decadimento celebrale, ma anche legando questa malattia a tematiche sempre attuali come testamento biologico, eutanasia e fine vita.

Non mancano suggerimenti e spunti per chi, come me, non è della materia. Il tutto arricchito da un utilissimo glossario finale in cui viene spiegato il significato di molti termini, registrati in genere in ordine alfabetico e seguiti da altre osservazioni.

Il primo spunto interessante è la riflessione che l’allungamento della vita degli ultimi secoli (per il miglioramento dell’igiene, dell’alimentazione e delle cure mediche già a partire dalla nascita) è in realtà il prolungamento solo della vecchiaia. Oggi l’età media in Italia sfiora gli 80 anni per gli uomini e 85 per le donne, di conseguenza i casi di demenza aumentano.

Le implicazioni dell’allungamento della vita, ma questo non viene trattato nel libro, sono anche dal lato commerciale.

Un esempio è quello delle aziende che producono pannolini. Molte di loro erano specializzate in pannolini da bambini, ma con l’aumentare dell’età media e con la concomitante diminuzione delle nascite, hanno dovuto riconvertire il loro business: dai pannolini per bambini ai pannoloni per anziani.

La mente fragile indaga i meccanismi del funzionamento del cervello, l’organo più complesso dell’uomo, di cui ancora non conosciamo molti aspetti, con linguaggio accessibile a tutti.

Mi ha sorpreso (e un po’ inquietato) il passaggio in cui spiega che il cervello comincia a invecchiare dai 24/25 anni in poi, quando ha raggiunto la maturità morfologica e funzionale. Da quel momento iniziamo a perdere progressivamente neuroni e sinapsi perché non c’è energia per mantenerli in vita tutti.

Per quanto mi riguarda, quindi, il meglio già l’ho dato.

Ironia a parte, ho trovato questo libro interessante e lasciando a ognuno di voi il piacere di una lettura personale (e più approfondita) del testo, voglio comunque condividere alcuni consigli che possono aiutare a evitare/ritardare l’invecchiamento del nostro cervello, e in generale sono utili a tenere una condotta di vita sana:

  • esercizio fisico,
  • niente fumo,
  • poco alcol,
  • dieta sana,
  • normale colesterolo nel sangue,
  • peso corporeo nei limiti,
  • controllo della pressione arteriosa,
  • cura della depressione e dell’eventuale diabete.

L’autore - Arnaldo Benini

Arnaldo Benini è docente di neurochirurgia e neurologia all’Università di Zurigo.

Collabora alle pagine di scienza e filosofia del Domenicale del Sole 24 Ore e ha pubblicato, tra gli altri, saggi su Mieczyslaw Minkowski, su Vesalio, sulla fisiologia del dolore di Cartesio, sul medico napoletano D. Cotugno e sempre per Raffaello Cortina Editore ha pubblicato Neurobiologia del tempo (2017).


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