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Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Fiabe, favole e racconti

6 agosto 1945

Per non dimenticare. Mai.

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6 minuti

Pubblicato il 02 agosto 2019 in Altro

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Nella foto: "Genbaku Dome, la Cupola della bomba atomica – Parco del Memoriale della Pace di Hiroshima"


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“Enola Gay”. Il potente bombardiere B-29, guidato dal pilota dell’aviazione americana Paul Tibbets, porta, dipinto con la vernice rossa, il nome della madre che gli ha dato la vita. Trasporta la bomba che la toglierà a settantamila persone in un solo, tremendo, attimo e ad altre duecentomila nel corso degli anni successivi all’esplosione a causa della radioattività. O, forse, molte di più, poiché nessuno sa quanto veramente sia costato, in termini di vite perse o atrocemente vissute, questo olocausto.


Isola di Tinian (Arcipelago delle Marianne) – notte tra il 5 e il 6 agosto

Nessuno dei membri del bombardiere B-29 riesce a dormire: si sa che, già da giorni, è partito, dallo stato maggiore dell’esercito, l’ordine di procedere all’attacco. Ora è arrivato anche il “via libera” del servizio meteorologico. Tibbets informa il suo equipaggio che l’ordigno è una bomba nucleare. Non sa se ne comprendono a pieno la potenza di deflagrazione e la forza distruttiva che la caratterizza. Lui è uno dei pochissimi che hanno visitato il laboratorio di Los Alamos dove l’ordigno è stato costruito. «Con questa missione metteremo fine alla guerra; molte vite di soldati e prigionieri americani verranno salvate. E i morti di Pearl Harbour saranno vendicati». È stato convincente? Non lo sa. Ma si fida del suo equipaggio: ne ha scelto personalmente i componenti e sa che obbediranno agli ordini, così come gli è stato insegnato di fare nel corso degli anni di servizio militare.


Hiroshima – notte tra il 5 e il 6 agosto

Mizuki lavora nel reparto maternità dell’ospedale. Accompagna in corsia la partoriente: «Il tuo bambino è bellissimo. Oggi devi essere felice. Anche questa guerra finirà e tu lo vedrai crescere, camminare e giocare nei giardini. Poi andrà a scuola e si farà tanti amici. Diventerà grande. Si sposerà e tu diventerai nonna. Adesso riposati e dormi un po’. Tra poco lui ti raggiungerà per la sua prima poppata».

Il marito di Mizuki lavora alla Mazda e sta facendo il turno di notte che finirà alle sei del mattino. Si ritroveranno insieme a casa. Dopo una breve colazione, faranno una passeggiata lungo il fiume e poi si riposeranno fino al pomeriggio, quando si recheranno in visita alla loro adorata figliola Yume che è incinta, per assicurarsi che stia bene, poiché è sola, ora che il marito è in missione imbarcato con la marina militare.


Isola di Tinian (Arcipelago delle Marianne) – 6 agosto ore 2,44

Tibbets ha dato le ultime informazioni ai suoi uomini: «Appena sganciata la bomba indossate gli occhiali di protezione, perché la luce sarà accecante. Farò una brusca virata di 180 gradi per allontanarci il più possibile e non essere investiti dall’onda d’urto generata dall’esplosione». Ora ognuno occupa la sua postazione sull’Enola Gay: tra circa sei ore raggiungeranno l’obiettivo.


Hiroshima – 6 agosto ore 6,30

Yume sente il figlio muoversi nel suo grembo. Si pone davanti allo specchio e ride felice osservandosi la pancia che sembra vivere di vita propria. Non sa che quel figlio non vedrà mai la luce.


Hiroshima – 6 agosto ore 7,00

Fumiko è pronta per recarsi al lavoro. Da’ un’ultima occhiata alla lezione che ha preparato per i suoi piccoli alunni, poi mette tutto in cartella, chiude la porta e si avvia presso la scuola dove insegna ai bambini di otto anni. Deve fare un lungo tragitto a piedi e si mette a pensare. Si sussurra in giro che la guerra finirà presto. Può cominciare a sognare di rincontrarli, già adulti, quando avranno proseguito gli studi, trovato un lavoro e si saranno formati una famiglia. Si augura per loro una vita più serena della sua, lontana dalla guerra, dagli allarmi aerei, dalle distruzioni. Invece, quei bambini non diventeranno mai adulti.


Hiroshima – 6 agosto ore 7,30

Fumio siede al tavolo per fare colazione con sua moglie. È appena tornato dalla fabbrica, dove ha fatto il turno di notte. La moglie, infermiera, è appena rientrata dall’ospedale. «Anche stanotte sono nati tre bambini. La vita continua, nonostante tutto! Ci pensi? Tra due mesi saremo nonni anche noi e porteremo il nipotino a passeggio lungo il fiume». Sorridono entrambi, immaginandosi spingere la carrozzina. Ma, quella passeggiata, non la faranno mai.


Hiroshima – 6 agosto ore 7,45

Le hanno portato il piccolo accanto al letto: piange e reclama la sua poppata. «Non piangere amore, la mamma è qua. E sarà sempre qua per te» Lo prende in braccio e comincia ad allattarlo. Sarà l’unica volta che lo farà.


Nei pressi di Hiroshima – 6 agosto ore 8,00

La stazione radar ha rilevato la presenza di tre aerei americani in avvicinamento. L’ufficiale in comando osserva i punti muoversi sullo schermo. Deve decidere in fretta «Non c’è scorta e volano alti, saranno in ricognizione». Perciò prende la decisione di non lanciare allarmi aerei per non interrompere le attività produttive e di non allertare la contraerea.


A bordo dell’Enola Gay – 6 agosto ore 8,15

L’aereo ha raggiunto il bersaglio: il ponte Aioi sul fiume Ota. La bomba viene sganciata e inizia la sua corsa verso l’obiettivo della distruzione totale. Tibbets effettua la virata di 180 gradi, già provata infinite volte durante l’addestramento. Ha calcolato di avere circa due minuti di tempo per sfuggire all’onda d’urto, salvare la propria vita e quella dell’equipaggio e riportare alla base il B-29.


Nel cielo sopra Hiroshima – 6 agosto ore 8,16

A 600 metri dal terreno, il meccanismo di sparo si attiva e innesca la reazione a catena. Nel cielo si forma un’enorme palla di fuoco con un diametro di svariati metri e una temperatura superficiale di circa 300 mila gradi. Una pioggia di radiazioni cade al suolo, provocando la morte istantanea di coloro che colpiscono. Le onde luminose, infrarosse e ultraviolette raggiungono chilometri di distanza. La palla di fuoco, cresciuta a dismisura, incendia tutto ciò che di combustibile trova nel suo raggio d’azione. La potentissima onda d’urto sbriciola edifici di cemento e acciaio. Il novanta per cento della città è rasa al suolo, mentre gli incendi proseguono senza sosta nelle ore successive. È la fine istantanea di settantamila vite umane, polverizzate, bruciate o sepolte sotto le macerie.


Isola di Tinian (Arcipelago delle Marianne) – 6 agosto

Dopo il lungo viaggio di ritorno, l’Enola Gay atterra finalmente alla base del 509° gruppo aereo, da cui era partito. L’equipaggio riceve un’accoglienza trionfale e viene festeggiato, applaudito, decorato, filmato e fotografato. Solo Claude Robert Eatherly, il meteorologo che col suo messaggio "Stato del cielo su Kokura coperto. Su Nagasaki coperto. Su Hiroshima sereno, con visibilità dieci miglia sulla quota di tredicimila piedi" ha determinato la sorte di Hiroshima e dei suoi 250.000 abitanti, riceve con turbamento tutti questi omaggi: ha visto sparire la città sotto l’enorme nuvola gialla, quasi che il sole fosse sceso sulla terra, una città industriosa e vivace diventare un enorme calderone ribollente, una spianata di macerie e di fiamme, un girone infernale che non potrà mai dimenticare.

  • "I fisici hanno conosciuto il peccato" e "Sono diventato Morte, il distruttore di mondi" - Robert Oppenheimer (dopo la disintegrazione di Hiroshima)
  • “Ci appelliamo da esseri umani a esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto” – Manifesto Russell-Einstein del 9 luglio 1955


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