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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine STORIE INTERESSANTI

Treno Nauseante - 2a parte

71 visualizzazioni

11 minuti

Pubblicato il 11 settembre 2020 in Avventura

Tags: #mistero #thriller #treni #trip #viaggi

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7 Dicembre 1981, viaggio inaugurale Glasgow – Londra dell’Advanced Passenger Train, il convoglio ad assetto variabile con pendolamento attivo gestito da computer che avrebbe dovuto rivoluzionare il trasporto su rotaia nel Regno Unito. Il treno era riservato ai giornalisti che, già poco dopo la partenza, iniziarono a rendersi conto che qualcosa non andava nel comportamento in curva di quell’ipertecnologico mezzo di trasporto.

Nella carrozza dove sedevano Marsha ed Ian qualcuno vomitò. Fu un reporter sulla quarantina e con una valanga di riccioli che strippò, per la precisione. Un getto potentissimo.

Un rumore fortissimo.

Un odore penetrante, assurdo: il vomito già di per sé non ha certo un buon profumo; se poi è pieno di alcool allora la situazione peggiora ancora!

Marsha fu lì lì per vomitare, Ian era pallido come un cadavere.

Un collega che pareva agghindato per andare a giocare a golf balzò letteralmente via dal proprio posto, saltando il tavolino come nemmeno il più allenato dei felini avrebbe potuto fare e correndo come un fulmine verso il bagno più vicino.

Marsha ed Ian sedevano proprio in cima alla carrozza e la giovane donna si alzò voltandosi indietro, per dare un’occhiata alla situazione: oltre ad Ian c’erano 4 colleghi molto pallidi, due con un colorito verdastro ed un altro il cui incarnato virava preoccupantemente verso il “grigio cadavere”...e lei poteva vedere solo le persone sedute frontemarcia!!!! Si domandò come stessero gli individui che stavano viaggiando in senso contrario alla marcia e pensò che viaggiare in contromarcia bastava per farle venire una nausea gigantesca di default e quindi, col treno che in curva sembrava un traghetto in lotta contro un mare forza 8, doveva essere un vero supplizio!!!

La pozza di vomito diffondeva un odore terrificante e uno dei tizi che vi era seduto più vicino si alzò…

Era piuttosto alto (ad occhio e croce quasi 1,90) ed aveva un paio di baffi rossicci piuttosto distintivi. “Sir Mustache” era uno dei pallidi disposti contromarcia, che Marsha non aveva potuto vedere: con compostezza e massima attenzione evitò il laghetto di vomito (sì: da pozza era diventato rapidamente un laghetto perché la moquette non era granché assorbente...e non si sa se fosse un bene o un male) e si diresse sempre con impareggiabile dignità verso il bagno opposto a quello che era stato occupato dal tizio del balzo felino.

La hostess Marie rientrò nella carrozza ed il suo bel visino virò verso il disgusto appena sentì l’odore di vomito alcolico, poi verso l’orrore non appena notò il lago di succhi gastrici, alcool e non meglio precisati alimenti “decorare” la moquette verde mare. Un secondo e mezzo dopo la donna si premette la mano destra sulla bocca, cercando di fermare i conati!!!

Marsha, ancora in piedi ad osservare il delirio che stava prendendo rapidamente forma in quella carrozza di prima classe (lei ed Ian avevano avuto la fortuna di ottenere posti “di lusso”), gridò: -Marie!!!!! Marie!!!!! Vieni qui...AHHH!!!!!!!-

Nuova curva, solita forte sensazione di essere spinti verso l’esterno con tardiva e spaventosamente forte correzione di assetto del treno che, piegando verso l’interno, fece ricadere la giornalista di origine Russa sul proprio sedile...mentre la povera Marie a momenti non finiva nel vomito!!!

Mentre la hostess raggiungeva Marsha aggrappandosi a tutti i sedili come se il convoglio continuasse ad ondeggiare (anche lei iniziava seriamente a non sentirsi bene) e fingendo che gli altri 46 Sapiens che occupavano la carrozza e molti dei quali si lamentavano o le rivolgevano domande non esistessero, Ian mise la mano destra sulla coscia di Marsha.

Lei si voltò pronta per alterarsi, ma quando vide la faccia dell’amico comprese che quel gesto era solo per attirare la sua attenzione: era bianco come un lenzuolo, aveva occhiaie scure e gonfie ed uno sguardo spento davvero agghiacciante. Con un filo di voce le disse: -Sto malissimo. Mai stato così male nemmeno il doppio sub-crawl! Cazzo: devo vomitare...-

-Oh no...no no no...MARIE!!!!!!!!!!!!!!- e poi si rivolse al vicino di posto

-Ce la fai ad alzarti???-

-Non credo...e se facciamo un’altra curva sarà la fine...-

-Resisti: non fai parte del “sesso forte”???-

[il sub-crawl è una cosa che si fa a Glasgow, la cui metropolitana ha un’unica linea ad anello: si compra un biglietto giornaliero e ad ognuna delle 15 fermate si scende e si beve in un pub vicino, per poi riprendere la metro e continuare… Il vero sub-crawl prevede che tu stia in piedi nella metro e senza sorreggerti ai sostegni e dovresti bere una pinta di birra per ogni fermata e quindi chiudere il trip con 15 pinte buttate giù; ma Ian lo aveva fatto con shottini di vodka o tequila, percorrendo l’anello prima in senso orario e poi in senso antiorario!!!]


Marie raggiunse Marsha e la abbracciò; non fu naturalmente un gesto affettuoso, ma solo un modo per evitare di cadere distesa lungo il corridoio…

Ad ogni modo, per qualche strano motivo, la hostess aveva scelto quella magra donna dai capelli corvini come riferimento: la cosa più logica è pensare alla “solidarietà femminile” dovuta al fatto che le due fossero le uniche non dotate di pene in quella metà del treno; ma la storia ci insegna che quella cosa esiste praticamente solo come concetto teorico e difatti la malcapitata hostess aveva scelto Marsha come “leader” semplicemente perché sembrava quella più lucida, più decisa e con le idee più chiare.

-Marie...il mio amico Ian sta per vomitare: dobbiamo portarlo in bagno prima che faccia un disastro!!-

-Quelli di questa carrozza sono entrambi occupati: dobbiamo andare nella carrozza dietro di noi!-

-Perché non quella davanti? E’ più vicina visto che siamo già in cima!-

-Questa davanti è la carrozza con bagagliaio e sistemi di frenatura: ha un solo bagno! Quella dietro di noi, come questa, ha due bagni e quindi avremo più possibilità!-

-Ma dovremo evitare la pozza di vomito e sarà molto difficile farlo, visto che dovremo sorreggere Ian muovendoci lungo lo stretto corridoio...-

Colui che occupava il posto alle spalle di Marsha (quindi in senso contrario alla marcia) non riuscì più a trattenersi e si produsse in quella che potremmo descrivere letteralmente come una gigantesca esplosione di vomito!!!!

Rigurgitò con potenza inaudita dritto avanti a sé, inondando il tavolino e l’uomo seduto dall’altra parte!!!! Quel povero cinquantenne fu gravemente colpito dal rigetto del collega, ma anche i due che sedevano nei posti accanto al finestrino rimasero “feriti” da quel getto!!! Schizzi e pezzetti misteriosi di cibo semidigerito “ferirono” anche le due persone sedute dall’altro lato, quello coi posti singoli!!!!!!

Nella seduta contraria al senso di marcia lato finestrino, ossia quello direttamente accanto al nuovo vomitatore della carrozza 10 e il meno colpito, trovava sistemazione uno che tutto sembrava tranne un giornalista. Hooligan? Eroinomane? Scippatore incallito? Stupratore? Se lo guardavi a questo pensavi, ma di certo non che fosse un reporter!!!!! Il tipo esteticamente poco raccomandabile aveva ad occhio e croce qualcosa meno di 40 anni, portava i capelli molto corti con un accenno di cresta e, soprattutto, aveva i denti talmente marci che apparivano fuori luogo perfino nel Regno Unito, oltre che diverse tumefazioni in viso che suggerivano una rissa nell’arco delle 36 ore precedenti al viaggio. L’hooligan reagì ridendo fragorosamente all’esplosione di vomito e la visione della sua dentatura giustificava una strippata ancor più del nauseante comportamento dell’APT. La risata si tramutò in rutto, in conato… Gli occhi di quel “gioiellino” di uomo espressero stupore, poi terrore...poi anche lui vomitò sul tavolino.

-Ok: andiamo nella carrozza qua davanti!- decise Marsha, che non aveva la minima intenzione di percorrere quello che, a tutti gli effetti, ormai era diventato un vero e proprio sentiero di guerra.

Marie spiegò che la carrozza prima della loro ospitava solo 25 passeggeri e, per metà, era occupata dai sistemi di frenatura, un bagagliaio ed un piccolo ufficio per il capotreno.

-Visto che i macchinari del sistema frenante sono dalla parte in cui la carrozza è agganciata a quella motore, dovremo attraversare la metà con i passeggeri prima di raggiungere il posto del capotreno: ho la chiave e lì potremo trovare un po’ di tranquillità e mettere in ordine le idee...al riparo dai getti di vomito-

-Che non siano nostri...-

-Esatto-

-Il capotreno non c’è?-

-No: è nell’altra metà del treno: oltre le due carrozze motore c’è una carrozza gemella di questa avanti a noi e del tutto speculare, quindi con sistemi frenanti, ufficio del capotreno, comparto bagagli e vano passeggeri con bagno...-

-Non dovevano esserci due capotreno?-

-Dovevano...-

-Quindi il treno ha 14 carrozze, di cui due centrali con tutti i dispositivi di alimentazione e controllo e quelle prima e dopo queste due per un terzo occupate dai sistemi frenanti???-

-Già...-

Ian ridacchiò e ribadì (a fatica): -Te lo avevo detto che il layout dell’ATP-P fa schifo!-

-Il sistema di frenatura idraulica occupa un sacco di spazio, in effetti, e tutte le apparecchiature nelle carrozze centrali potevano essere sistemate in quelle all’estremità, come due tradizionali locomotori...ma non è il caso di parlare di tecnica, adesso!!!!-

L’aria era irrespirabile: la nostra Marsha si rese conto che avrebbe rimesso presto pure lei, se non avesse abbandonato il prima possibile quella carrozza e, guardando il viso di Marie, il pallore e le occhiaie le suggerirono che anche lei non avrebbe resistito ancora molto.

Provarono ad alzare Ian ma era piuttosto difficile visto che il ragazzone era a peso morto…

-Dai, dacci una mano!!! Prova un minimo a muoverti, cazzo!!!!-

-No no...non ce la faccio, Compagna… Sono finito, Compagna: salvatevi voi. Non riesco proprio a muovermi… Uscite voi da questo inferno di succhi gastrici, alcool e bocconi semidigeriti...-

Marie domandò se fosse sempre così melodrammatico, e Marsha rispose che, in fin dei conti, la situazione non era assolutamente divertente...ma non riuscì a trattenere una risatina. Le due provarono ancora a far alzare Ian, ma l’APT decise di dare il meglio di sé e, in una leggerissima ed impercettibile curva, pendolò prima verso destra e subito dopo verso sinistra, facendo ricadere sul proprio sedile la giornalista di origine Russa e la hostess addosso a lei...e il bicchiere di whisky ancora sul tavolo addosso ad entrambe.

La protagonista della nostra storia si abbandonò ad un colorito improperio in russo, visto che adorava il tailleur italiano che aveva addosso...e oltretutto costava un occhio della testa!!!!

Ian, spalmato sul proprio sedile come se ogni osso del suo scheletro si fosse sciolto, con un filo di voce invitò le due ancora una volta a lasciare la carrozza e andarsene da lì.

-Ok...allora noi andiamo...-

-A...a...Addio...-

-Finiscila!-

Marie si disincastrò da Marsha con un po’ di difficoltà e, con altrettanti disagi, le due si misero in piedi. In effetti l’APT era maledettamente angusto anche nelle carrozze di prima classe che avevano il corridoio un po’ più largo perché da una parte c’erano sedili accoppiati e dall’altra singoli.

La hostess premette subito il pulsante che fece scorrere nel muro la porta motorizzata, aprendo la via per il vano che ospitava un bagno ed una porta per salire e scendere dal vagone (al contrario della maggior parte dei treni, ogni carrozza dell’ATP-P aveva solo una porta sul lato destro ed una sul lato sinistro, invece di una coppia di porte per ogni lato. Premettero anche il pulsante che apriva la porta per passare al vagone successivo e si ritrovarono in una parte con bagno e porta speculare a quella appena attraversata. Fecero il loro ingresso nella metà del vagone con 25 poltrone: non c’era cattivo odore e nessuno aveva vomitato!

Le due si sentirono come rinascere, ma un rapido sguardo ai passeggeri di quella carrozza fece loro comprendere che, molto presto, qualcuno avrebbe rapidamente svuotato il proprio stomaco pure lì: quasi tutti i presenti erano vistosamente nauseati e con un colorito che mostrava le nuances che avevano potuto “apprezzare” nella carrozza 10 ovvero bianco, verde, grigio…

L’Advanced Passenger Train stava sfrecciando in rettilineo a 200 km orari e, mentre Marsha e Marie cercavano di raggiungere l’altra metà della carrozza il più velocemente possibile, decise con incredibile sadismo di inclinarsi prima a destra e poi a sinistra.

Così, senza motivo: si inclinò bruscamente a destra, tornò dritto, si inclinò brutalmente verso sinistra e tornò nuovamente dritto.

Marsha si sentì disorientata ed ebbe le vertigini: si aggrappò ad uno dei maniglioni di sostegno color avorio che “ogni tanto” spuntavano dai poggiatesta (ce n’erano pochi, in effetti).

Mentre cercava di riprendersi, uno dei giornalisti invitati per quel viaggio inaugurale che stava rivelandosi un incubo si rivolse a Marie che, effettivamente, pareva essersi del tutto dimenticata del lavoro che avrebbe dovuto svolgere e voleva solo rifugiarsi nel gabbiotto del capotreno…

-Signorina...qui ci stiamo sentendo tutti male!-

rispose ritrovando per un istante tutto il suo smalto e la capacità di propinare abominevoli minchiate ai passeggeri: -Hum...non si preoccupi: dovete solamente abituarvi all’assetto variabile! Tra poco non vi accorgerete nemmeno più del pendolamento...-

-Ne è sicura? Ma io ho davvero la nausea: mi viene da vomitare...-

-Stia seduto con i piedi ben piantati a terra ed il più possibile distanti l’uno dall’altro: vedrà che si sentirà meglio in brevissimo tempo!-

-Grazie mille, Signorina...-

Marie rispose con un grande sorriso e afferrò una tentennante Marsha: il piccolo ufficio del Capotreno era a pochi passi (ed una porta scorrevole motorizzata) da loro...

CONTINUA...

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