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Una storia di stainless

Questa storia è presente nel magazine Una donna racconta donne

Tempo e diverso

Stagioni di  una vita

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1 minuti

Pubblicato il 07 dicembre 2020 in Altro

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Partirei anch’io ad averne voglia; non ce l’ho più.
Tempo, e diverso, il mio ora.

Allora, marzo, forse, con un vento rovesciato per tre giorni nella testa da finestre a nord, aperte a disperdere fetori di fiori che appassivano ai lumi di candele.
Silenzi mattutini e rosari serali.
Si nascose per quanto le fu possibile nel capanno giù in fondo al giardino.

Tempo e diverso.

Una giornata di luglio assolata in una chiesa. Gelato il marmo dei gradini su verso l’altare, vigilia di viscere di terra ancora fredda. La sua mano stretta in quella della madre finché con uno strappo non si liberò raggiungendo il sagrato.

Tempo e diverso quel pomeriggio di giugno, piovoso, ad aspettare l’ultima cucitura a macchina che arricciava di malavoglia un pizzo sangallo con fiori blu.
Cotone a quadretti celeste, la stoffa, come il grembiule dell’asilo dei maschi; rosa era femmina.
Era arrivata l’ora che Carlotta non sapesse cosa voleva dire l’esserlo.
Una bicicletta per una fuga di quattro ore.


Tempi e diversi su quei treni deserti negli inverni degli anni della giovinezza che cerca, scopre, si ferma, riparte e si vive.

Tempo e diverso il mio ora seduta questa sera alla luce di una pila, dono notturno di un temporale estivo.
Partirei anch’io ad avere un dove.
Non ce l’ho più.


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