scrivi

Una storia di AlessiaScipioni

Questa storia è presente nel magazine La Rosa dei Nove Fati

Intrighi di palazzo

Capitolo 13

542 visualizzazioni

8 minuti

Pubblicato il 23 marzo 2018 in Storie d’amore

Tags: #Amore #Capitolo13 #LaRosaDeiNoveFati

0

Alessandra rimase chiusa in camera tutto il dì, la sera volgeva la sua penombra nella campagna lasciando il sole al dolce riposo tra il rosso del cielo, quando fu colta di nuovo dalla curiosità. Non era scesa a fare colazione, neanche ci pensò a farlo per il pranzo, semplicemente aveva ordinato a Melina di servirla in camera. Tutto questo per evitare di incontrare suo suocero che, da buon avvoltoio, come la vedeva sviolinava tutta la serie di difetti che ravvedeva in lei.

Nel restare in camera, però, dovette fare una guerra infinita con sé stessa: quel diario, che aveva scorto nel comodino di Armando, aveva assunto un'aria assai attraente. Le distrazioni che si era concesse volgevano al termine, non sapeva più che pesci pigliare per stare lontano dalla voglia di leggerlo.

Non lo facevo tipo da diario...pensò guardando per l'ennesima volta il cassetto che lo custodiva, chissà cosa ci avrà scritto? Cercò di fare mente locale. Erano sposati da poche settimane e non aveva il minimo ricordo di Armando che scriveva, eppure quel diario era lì a dimostrare il contrario.

Non potendo più resistere, aprì il cassetto e lo prese. La copertina morbida sembrava velluto al contatto con la pelle delle sue mani. Le fattezze e i contorni dorati gli imprimevano sembianze antiche e quella tonalità di rosato antico si intonava con il resto della camera, ma non di certo con le fattezze di un uomo.

Lo aprì a caso, nel mezzo delle pagine scritte a mano, la calligrafia era delicata e regolare, piccola e precisa: si leggeva benissimo.

Sono esausta, stento a riconoscermi, ormai rabbrividisco a ogni passo che sento lungo il corridoio. Dentro queste quattro mura, circondata dalla desolazione, mi sento più morta che viva. Il mio non è un matrimonio, ma una prigione dove è legale la tortura, l'annientamento del detenuto. Alvaro si comporta sempre peggio, deciso nel raggiungere il suo obiettivo, non attenua le sue spire intorno alla mia anima. Sono di troppo e gli servo solo, da me desidera solo una cosa: un erede, per il resto gli basta Esmeralda. Quella strega, che ben si adegua al maschio che ha scelto come amante, lo manipola a suo piacimento. Intanto resto qui, chiusa per non vedere e non sentire, lontana da loro e in attesa dell'ennesimo verdetto. Sarà maschio o femmina? Per me non farebbe nessuna differenza, purtroppo per Alvaro sì. Tremo al solo pensiero che possa essere di nuovo una femmina, vorrei scappare ma sono sorvegliata a vista, se fosse di nuovo femmina mi toccherà subire di nuovo l'ingiusta condizione di rinunciarvi...basta non ce la faccio più!

Alessandra lo chiuse di scatto per non leggervi oltre.

"E' il diario di Caterina, no di Armando, sono le memorie di sua madre", disse sottovoce e con le mani tremanti.

***

Nel suo ufficio, al piano terra nell'ala sinistra del palazzo, Alvaro Kadosh conversava con Esmeralda Van in Koll.

"La decisione di Armando è stata proprio fuori luogo", disse lei con tono quasi seccato al suo amante di sempre.

"Decisamente", replicò Alvaro avvicinandosi a lei.

"Come pensi di rimediare a tale comportamento?", gli domandò curiosa.

"Nessuno, meglio di me e te, è al corrente che ci sono diversi modi per liberarti di qualcuno che risulta scomodo". Apostrofò con certezza Alvaro.

"Devi stare attento Alvaro, una moglie che fa una brutta fine è un conto, due invece creano dei sospetti. Devi studiare per bene il piano, per evitare inconvenienti pesanti. Tuo figlio non è più un bambino e ne abbiamo avuto prova". Ribatté lei preoccupata.

"Fosse l'ultima cosa che faccio...ma Armando finirà per risposarsi e sposerà Elisabetta, puoi starne certa". Intonò in tutta sicurezza.

"La Rosa non ammette il divorzio...", fu interrotta da Alvaro.

"Se non in casi estremamente rari e urgenti".

"Quali sono questi casi?", Esmeralda mostrò tutta la sua incredulità, era sempre stata convinta del contrario.

"Sono dettagli che si conoscono se studi bene il regolamento voluminoso che articola la Rosa. Il primo caso è la sterilità della moglie: di fronte all'incapacità di avere un erede si può divorziare; il secondo caso è dettato da una circostanza anomala, ma verificabile: non hai ancora figli nell'ambito del matrimonio, ma ne aspetti uno da un'altra. In questo caso la Rosa ti permette di divorziare per sposare la donna che ti darà un erede; l'ultimo caso riguarda il non aver consumato il matrimonio, condizione non rara nell'ambito della Rosa, visto la natura dei matrimoni stessi. In quest'ultimo caso, però, il divorzio viene concesso secondo determinati requisiti: devono essere passati più di due anni senza averlo consumato e non devono esserci dubbi a riguardo che possa essere consumato in futuro, quindi è un caso limite che raramente concede effettivamente il diritto di divorziare. Il secondo caso, quello è la meta su cui concentrarsi, a mio avviso". Spiegò Alvaro in modo chiaro e con un andamento lento che permettesse a Esmeralda di capire bene l'andazzo del programma che aveva in mente.

"Tutto questo non lo sapevo, ma è stupefacente mon amour. Non credo, comunque, che Armando abbia consumato il matrimonio con quella lì...non è molto stimolante alla vista". Rispose Esmeralda accarezzando la schiena del suo interlocutore.

"Lo credo anch'io, ha voluto sfidare la sorte e quasi gli sta bene che sia capitata quella mongolfiera come moglie - accennò una breve risata - però è un percorso troppo lungo, mia cara, dobbiamo liberarci dell'inconveniente Alessandra il prima possibile".

"Quindi optiamo per la gravidanza extra matrimoniale?", domandò Esmeralda.

"Esatto! E' la strada più breve e la più sicura. Certo che tua figlia saprà ben stimolare Armando, anche perché, parlando chiaro, c'è una bella differenza sostanziale tra Elisabetta e Alessandra". Alvaro mostrò un sorriso soddisfatto.

"Non avere dubbi a riguardo, saprò ben indirizzare Elisabetta, non avrà poi bisogno di tanto dire o fare, Armando sarà carico della sua insoddisfazione sotto le coperte con la moglie, non ci metterà molto a crollare di fronte a Elisabetta". Sentenziò decisa la Koll.

***

Amanda sentì Michele rientrare in camera. Alla vista della moglie, quest'ultimo esclamò:

"Le donne di questo palazzo hanno deciso di rimanere tappate nelle camere da letto? Non è da te restartene tutto il tempo in queste mura, che succede cara? Ti senti poco bene?". Le domandò avvicinandosi a lei.

"Sto sempre male quando nel palazzo si aggira la strega. E' arrivata stamattina di gran carriera e sta ancora di sotto con quel fesso di nostro figlio. Mi chiedo come possa digerire tutto questo suo marito". Amanda mostrò un certo disprezzo nel tono.

"Da quello che so, Nicola Koll è fuori per affari", rispose Michele versandosi del whisky.

"Anche se fosse a casa sarebbe lo stesso, quell'uomo non ha spina dorsale, manda giù le corna in nome dell'unica cosa che lo sorregge in piedi: i soldi". Fu il verdetto di Amanda.

"E a noi che ce ne importa? Le corna dopo tutto sono le sue! A noi preme altro, mia cara: Armando e Alessandra. Dio solo sa che cosa hanno in mente quei due...perchè queste continue incursioni a palazzo, da parte di Esmeralda, hanno i loro perchè dietro: quei due tramano qualcosa, ne sono certo". Replicò Michele sorseggiando dal bicchiere.

"Questa volta però mi trovano pronta a fare la guerra. Non starò ferma a vedere un altro tragico epilogo". Il suo tono di voce era battagliero.

"E io sarò con te, mia cara, come sempre e per sempre, fosse l'ultima cosa che questa vita mi permettesse di fare, ma Alvaro si scontrerà prima con me se vuole rovinare quel matrimonio".

***

Alessandra sentì i passi lungo il corridoio e li avrebbe riconosciuti in mezzo a una folla: era Armando che stava rientrando. Presa dal panico ripose di corsa il diario nel cassetto e si allontanò dal letto.

Armando entrando in camera la trovò vicino al camino acceso.

"Buonasera Alessandra".

"Buonasera Armando", il tono di voce arrivò carico di nervoso all'orecchio di Armando, il quale aveva le antenne per sodare gli stati d'animo degli altri, era stato anche questo un duro insegnamento che gli era stato imposto.

"Tutto bene? Hai, per caso, discusso con mio padre?", cercò di tastare il terreno.

"No, figurati, sono stata tutta la giornata in camera proprio per evitarlo". Nel frattempo l'occhio le cadde lungo il comodino e si accorse di aver lasciato il cassetto semiaperto.

Armando si tolse la giaccia, pensando che il nervoso avvertito nel suo dire fosse frutto dello stare chiusa in camera, si voltò per appoggiarla sul portabiti.

Alessandra cercò di distrarlo dandogli corda.

"Sei riuscito a raggiungere l'ufficio con la neve? Immagino di sì, visto che sei stato fuori tutto il giorno".

"Se sai la risposta perchè fai la domanda", si sedette sul letto per togliersi le scarpe.

Alessandra sentì un brivido di paura, era a pochi passi dal comodino e bastava poco perchè si accorgesse del misfatto.

"Perchè non ti fai un bagno caldo o una sauna? Con questa neve e questo freddo...almeno ti riscaldi". La premura della moglie, cosa inaspettata, lo mise in allarme.

C'è qualcosa che non va...gli disse la sua coscienza. Senza darlo a bere, cosa che gli riusciva benissimo, incominciò a sondare la stanza. La coda dell'occhio andò a urtare contro il comodino e notò il cassetto chiuso male.

Ah ecco...hai fatto la ficcanaso? Bene, vediamo se ho ragione.

"Credo che seguirò il tuo consiglio, vado a farmi un bagno", comunicò, con una calma spiazzante, alla moglie.

Entrò in bagno e accostò la porta quel tanto che bastava per vederla correre verso il comodino a sistemare il cassetto.

Alessandra, Alessandra, non sei brava a mentire...pensò. Deciso però a lasciar correre, le avrebbe fatto credere di non averla scoperta, doveva infatti concentrarsi sul sapere cosa la moglie avesse appreso dal quel frugare.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×