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Una storia di DomenicoDeFerraro

IL GRANDE MAGO DEL GOLFO

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8 minuti

Pubblicato il 12 agosto 2019 in Fiabe

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DI DOMENICO DE FERRARO


Estate Anno Domini 2008



La spiaggia è illuminata da rade luci . Raggi di luce illuminano i luoghi oscuri , illuminano il corso della storia le nascoste sensazioni che vivono nella nostra mente. Figlie della virtù , della paura di non farcela. Una musica greve , gonfia di tante note , s’ode , spezzate dal chiasso , dall’ossesso dal perché si è soli nel ricordo di casa . Le immagini di un mondo confinante con l’odio d’essere emergono copiose dal travaglio del credere di potercela ancora fare.


Alcuni robot vestiti elegantemente tornano a casa nella tenue luce che avvolge la città addormentata in un antico sogno , adagiata in un suo passato. Una piccola città che continua a leccarsi le sue ferite . Una città , fatta di migliaia di case piccole ed alte che dialogano tra di loro case , nascondono segreti e vecchi morti . Case che si affacciano dalle basse colline sul bel golfo , ove soffia forte il vento e sul suo chiaro mare , corrono tante tavole da surf, tribolando sulle onde , s'alzano fino al cielo , salgano fino alle goffe nubi per poi planare sul limpido mare.


Ed In cima ad una verde collina, mezza franata c'è una piccola casa color turchese ove vive l’ultimo mago del golfo. Vecchio di tre secoli . Insieme ad un gatto ed un iguana , egli sà parlare con tutti gli animali, conosce ogni lingua ed ogni incantesimo. Ma da quando si è reso conto che la civiltà degli uomini e quasi giunta alla fine vorrebbe fare qualcosa per risollevare il tragico destino degli uomini.


Un mondo governato dalle macchine non gli mai piaciuto.

Robot la rovina di questo mondo alla faccia di ogni conoscenza stregonesca, le macchine sono tetre e deleterie, sono sterile non hanno fantasia per questo, non riusciranno mai a dominare la natura di questo mondo .


Le macchine non hanno spirito, son prive di fantasia , anche se possono aiutarti a conquistare pianeti e luoghi lontani a diventare più ricco e meno soli in questo universo.


Son certo non riusciranno mai a possedere la gioia di esistere

Le macchine , vecchie puttane delle civiltà moderna

Io non credo siano peggiori degli uomini

Perché gli uomini hanno occhi per vedere e soldi per comprarsi quello che vogliono

Ma va , siamo alla fine

La frutta è matura

Sono come il mio gatto, vecchio felino simile a Fellini

Ma dai non dire baggianate

Confesso di aver molto amato

Erano uomini non macchine

Tutto da vedere

Non tirare subito le somme

Le idee sono lampadine



Dice tutto tra sé sorridendo, mentre con una scopa pulisce per terra il bel terrazzo che affaccia sul gaio golfo . In un angolo il suo gatto si pulisce il pelo, dentro una piccola casetta provvista di un minuscolo televisore, un piccolo robot roditore ai suoi comandi pulisce la tana con la scopa telecomandata. Un topo buffo con baffi colorati, con cappello e una coda lunga mezzo metro di nome merlino.


Ho fame, miagola il gatto.

Topastro corri a comprarmi del pesce fresco,


Fai presto prima che mi arrabbi e ti svito pezzo ,pezzo .


Non dire nulla , stai fermo maledetto roditore mi fai girare gli occhi, miao, miao, dice il gatto.


Sei proprio una rovina , proprio a me doveva capitarmi un topo meccanico più cretino di un robot del secolo scorso . Un sorcio meccanico se lo sapesse il mio padrone mi farebbe una bella ramanzina .

Non sai addomesticare neppure un robot roditore ecc, ecc .


E dire che c'è voluto veramente tanto per averti .

Al mio padrone non piacciono le macchine , quindi mi aveva vietato qualsiasi aggeggio meccanico .

Poi una notte di natale quando lui stranamente diventò più buono riuscii a convincerlo a farmi regalare un piccolo automa.

L'avevo visto in televisione pubblicizzato dal signor gatto gattone noto in tutto il mondo. Oggi, eccoti qua alle mie dipendenze.

Sei contento disse il gatto al topo robot che mosse i baffi e rizzò la coda , face un giro intorno a se stesso, alzò la zampetta poi

l’ abbassò ed alzò la testolina come a dire si.


Gatto dove sei urlo il mago in maniche di camicia con il muso sporco di sugo e gli occhi di fuori , infuriato come una belva .


Vieni subito qui , possibile che di te non si possa mai avere nessuna utilità .

Maledetto gatto giramondo, ma la colpa e mia che ti faccio passare ogni sfizio.


Dove sei ?

Vieni qui mi serve il tuo aiuto ,non riesco a completare una formula magica , corri a comprarmi mezzo chilo di code di lucertola dalla strega androgina e digli che me li deve dare fresche il più possibile.


Si padrone, corro, miagolò il gatto mentre l'iguana allungò la lunga lingua per acciuffare un agente segreto , travestito da moscone che ronzava per la stanza. Quest’ultima era li in cerca di notizie da riferire all'ufficio brevetti di una nota società elettronica rivale.

Dato che il mago era noto come uno dei più geniali e grandi inventori di quel secolo in corso . Qualsiasi suo progetto poteva essere una miniera d'oro. Realizzare quelle sue strampalate ide era una vera fortuna . Il grande progetto del mago era creare un filtro capace di trasformare tutte le macchine in esseri umani, un incantesimo tale l'avrebbe reso celebre e immortale negli annali dei grandi maghi della terra.

E ci mancava davvero poco che ci riuscisse , quella sera. Le code di lucertola erano tra gli ultimi ingredienti del suo filtro magico che avrebbe cambiato la faccia della terra. Sconfitto le macchine e fatto ritornare all’origine il mondo ai primordi della storia umana, l’attuale civiltà composta di pochissimi uomini e donne e ne erano rimasti ,sulla faccia della terra, cosi pochi che si potevano contare sulle punta delle dita.


Ricominciare tutto da capo. Che meraviglia, spazzare via ogni fredda logica ,quella arrugginita ferraglia di umanoidi che governavano il mondo e l'universo. Sarebbe stato una gran gioia e questo gli avrebbe permesso anche di poter morire in pace sognando un mondo come era all'origine della vita , quando sulla terra vivevano i grandi dinosauri e gli uomini combattevano contro la selvaggia natura della terra. Quando gli uomini credevano nella magia e negli dei , quando l'amore era un strano sentimento e riscaldava il cuore, rendeva gli uomini e le donne migliori. Il gatto ritornò di li a poco canticchiando una canzoncina con il fido servitore topo robot che trasportava sul suo dorso un piccolo paniere colme di code di lucertola del pianeta Sauris.


Eccovi finalmente quando ci hai messo se ci fossi andato io avrei fatto prima maledetto scansafatiche.

Che ti credi non sappia ti sei fermato sicuramente a fare la corte alla gatta della strega.

Già ma a te che importa se questo mondo va alla malora .

Un gatto rimane sempre un gatto, un attacca briga anche con un topo come servitore.

Ma dammi qua che non ho più molto tempo , debbo darmi da fare .


Ecco padrone le tue code di lucertola, perdonami qualcuna era saltata fuori dal paniere. Ho provata a rincorrerla ma si è infilata in un tombino ed io appresso, insieme al mio fido topo robot l'abbiamo rincorsa lungo tutte le fogne della città. Purtroppo si è infilata dentro uno scarico fognario ed è uscita improvvisamente fuori dal water di un anziano robot , provocandogli un corto circuito e stata una fatica catturarla , pensa che abbiamo dovuto creare una trappola elettrica per acciuffarla.

Ecco perché ho impiegato tanto tempo.

Mi credi padrone?

Oh santo Merlino che baggianate che dice. Hai rincorsa la coda di lucertola per tutta la città tu ed il topo. Da morire dal ridere ....

Ok va bene cosi , è scusa se ho dubitato della tua fedeltà va bene.

Eccoti tre monete , stasera sei libero di poter andare dove vuoi .

Contento?

Grazie padrone. Contentissimo.


Rientrato nel suo laboratorio dove ci sono alambicchi e provette a bollire sul fuoco prende le code di lucertola li tagliuzza li versa in una grossa pentola , mentre sbuffano altri contenitori di cristallo, fischiano gli alambicchi ed il vecchio orologio a cucù segna l’ ora stabilita. L'iguana rincorre una zanzara che crede sia un agente segreto di una nota società di profumi la cui aveva provato già in passato a rubare qualche ricetta al mago.

Il mago prova a terminare il suo super filtro.

Tutto ad un tratto sente uno strano odore nell'aria ,un pizzico di zolfo ed è fatto ci sono e quasi finita.

Ecco adesso lo mischio con la mia ricetta segreta , basta agitare forte ecco ed è quasi pronto.

Ma questa puzza di bruciato , accidenti la mia cena .

Si precipita in cucina a salvare la magra bistecca di manzo cotta ai ferri.

Mentre il composto diventa uno, si fonde con ogni sostanza, messa dentro, trova molecole si associano , si lega ,si fonde , creando una nuova catena organica, un nuovo composto chimico, una nuova sostanza che è una miscela esplosiva che prende vita si anima , si muove ed infine esplode. Provocando una serie interminabile di reazione a catena che distruggono ogni cosa , risucchia in se ogni materia, ogni cosa vivente, l'intero sistema solare viene disintegrato in poche ore.

La cosa terribile che non rimane più nulla in quel quadrante dell'universo dove un tempo abitavano milioni di uomini , poi abitato da milioni di macchine. Dove il mare era bello ed il sole brillava in alto , caldo eterno , colorava di arancio l’orizzonte al tramonto che faceva deliziare il vecchio mago un tempo affacciato al suo terrazzo. Adagiato , cullato da una nuova illusione , nello spazio salvato , continua ad accarezza il pelo del suo amato gatto. Mentre continua a guardare il grande golfo , incredulo ammira le onde del mare, rincorrere i suoi ricordi .

Ritornando cosi alle origine del creato.

Lui , ora è il signore del tempo ,dello spazio , capace di ogni magia, di creare e distruggere ogni cosa . Cosi dopo aveva ricreato la vita in quella terra ormai morta . Dopo aver rincorso il progresso nei secoli trascorsi , la vita stessa nella sua essenza , attraverso la morte e viceversa , fino a quel punto ove tutto ha inizio, tutto finisce ,chiamato: spazio , tempo , racconto o forse solamente amore . La vita continua a stupire a meravigliare chiunque si fermi in quell’angolo di mondo dal grande golfo . Sorvegliato dal mago , signore dei sogni e di un gatto, padrone di un topo robot.


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