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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine PICCOLI OMICIDI QUOTIDIANI

Il gattino bianco delle bambine Claire e Isabel..

(..che mamma Nicole ha nascosto sotto lo zerbino ).

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8 minuti

Pubblicato il 03 dicembre 2018 in Humor

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Il gattino bianco delle bambine Claire e di sua sorella Isabel, che mamma Nicole ha nascosto sotto lo zerbino, e del loro padre Tom che dimostra d’essere un cretino.


Toc, toc, toc qualcuno bussa alla porta, George vai tu ad aprire? Invero stavo ripassando degli appunti. Sono così urgenti? Ok, apro! Claire piccola mia cosa ti succede, perché questi lagrimoni? Mommy sssh.. dice che tu sei un uomo cattivo sssh.. che hai preso il mio Timothy sssh.. e io adesso lo rivoglio sssh.. E dimmi piccola chi è Timothy? Sssh.. il mio gattino sssh.. Che ovviamente tu vieni a cercare qua. Come idea, quella della mamma che ha pensato bene di levarsela dai coglioni, mi sembra ineccepibile – penso ma non dico.

Chi è George? Oh, è la piccola Claire, la figlia dei nostri vicini. Beh, che aspetti a falla entrare! Ann, la bambina insinua che noi abbiamo il suo gattino, è vero che non l’abbiamo neppure visto? Piccola cara che cosa ti succede, e tu George perché fai piangere la bambina? Come ti sbagli, ma che ne so io? Vieni con me Claire, andiamo a cercarlo, magari si è nascosto da qualche parte. Ann, forse non ti rendi conto, è come ammettere che abbiamo il suo gattino e che io sono davvero l’uomo cattivo che dice sua madre. Ma no George, si dice così per gioco, tu proprio non ci sai fare con i bambini.

Vieni con me Claire, lasciamolo da solo quest’uomo tanto cattivo, sono certa che noi due sapremo trovarlo, ma ancora non mi hai detto il suo nome, come si chiama? Sssh.. Timothy! Oh, che bel nome, e tu come lo chiami? Sssh.. Tim perché è piccolino – dice la bimba lasciando che la sua manina scompaia in quella di Ann che mi saluta agitando le dita, mentre l’accompagna a fare il giro della casa. Poco dopo, un altro toc, toc, toc s’ode di nuovo bussare alla porta. Apro. Sssh.. io sono Isabel. E io Mago Merlino! – mi viene da dirle, solo perché prevedevo che sarebbe venuta a cercare sua sorella, quando mi accorgo che anche lei sta piangendo.

Sssh.. tu devi essere l’uomo cattivo che ha preso Claire, sssh.. E dimmi Isabel, tu non hai affatto paura dell’uomo cattivo, vero cara? No – risponde sicura. Mi chiedo come mai le bambine hanno questa confidenza con il macabro, non so perché mi dico che in certo senso le rassicura. E quanti anni hai cara Isabel? Sssh.. due più di Claire. Perciò, se Claire ha all’incirca quattro anni, tu dovresti averne almeno sei, scommetto che vai già a scuola? Ma vieni cara, entra, Claire è in giro da qualche parte con Ann a cercare il suo gattino.

Sssh.. no perché Timothy prima era mio sssh.. e lei me lo ha preso sssh.. allora per farle un dispetto sssh.. l’ho nascosto. E dove lo hai nascosto? Nel forno. Volevi farlo arrosto? No sssh.. volevo che mangiasse tutto il pollo con le patate che a me non piace! Ma se è così piccino come Claire dice, non può mangiare un pollo intero, non ti pare? Sssh.. dopo, quando sono andata a riprenderlo, Tim non c’era più. Ma il pollo con le patate c’era ancora, immagino di si? Oh, ma eccole di ritorno, non dirmi che avete trovato Timothy? Non proprio, ma abbiamo trovato un pesciolino che se ne stava lì tutto solo, vero Claire?

Isabel cos’è questo brutto broncio? – le chiede Ann col suo fare di bambina quando si rivolge a una bambina. Claire ha rubato il mio gattino, e lo ha portato all’uomo cattivo che ha rubato Claire, come mi ha detto la mia Mommy – e giù un piagnisteo incessante senza possibilità di redenzione. Poveri noi. Ann, per favore, riporta le bambine a Nicole, che è poi la nostra vicina. Allorché, come sempre accade nelle favole, sul più bello bussano alla porta, e chi è? Ma è, ovviamente Nicole, la madre delle bambine, con addosso l’odore acre bruciacchiato del pollo con le patate.

Claire, Isabel bambine mie, per fortuna siete qui, per un momento ho pensato di avervi smarrite! – dice la stronza abbracciandole, senza considerare che è più di un quarto d’ora che sono qui? George ti prego, mai davanti alle bambine! Cosa avrò detto mai Ann? Credevo di averlo solo pensato e invece mi è uscito involontariamente di bocca. Su non fate così, guardate chi vi ho portato, Timothy, il vostro amato peluche, che si era nascosto in fondo all’armadio!

In verità Ann – dice poi a bassa voce per non farsi sentire dalle bambine – ho trovato il gattino nel forno assieme col pollo e le patate e, poiché gli aveva preso fuoco la coda e non sapendo come fare a spegnere le fiamme, l’ho infilato sotto lo zerbino. Inutile dire che Timothy ne è uscito mezzo bruciacchiato e, per giunta, schiacciato “a frittella” sotto il peso di Tom, che uscito in tutta fretta per ragioni di lavoro, non poteva sapere di trovarselo lì.

Quello stesso Tom che, non trovando nessuno in casa sua, con la stessa faccia idiota di sempre, adesso bussa alla nostra porta. Toc, toc, toc. George, vai tu ad aprire? Ma certo Ann, chi altro, se voi siete in tutt’altre faccende affaccendate? Apro. O Tom sei tu? Chi altro? È un modo di dire, e poi non può essere che aspettavamo qualcun altro che non fossi tu? Ma inutile discutere, avanti entra, accomodati, mancavi solo tu, adesso il circo è al completo.

Immagino che non hai trovato il campanello. In verità non l’ho attivato appositamente per non disturbare! Intanto si dice suonare Tom, suo-na-re, non è un allarme che si deve attivare, mentre invece bussare alla porta suona diverso. Il che, secondo te, vuol dire che non rompe i coglioni lo stesso? Già! Posso esserti utile in qualche cosa Tom? No, solo che rientrando non ho trovato nessuno in casa, allora mi sono detto che.. magari.. potevano essere qui da voi, nient’altro.

No Tom, ti prego, non ripetere il mio intercalare, sai che non lo sopporto, grazie. Ma io, veramente, pensavo che le mie donnine avessero voluto farvi una sorpresa, ma se non sono qui, allora vado anch’io. E che sorpresa Tom, ecco, in realtà sono tutte di là che stanno intrattenendo Ann che non immagini quanto se la spassa.

George! – esclama Ann tornando con al seguito Nicole e le sue damigelle. Oh Tom che bello, anche tu qui! Perché aspettavate qualcun altro? No, non altri che te, per annunciare a entrambi, a te e a George che, visto che stasera i nostri ragazzi rimangono fuori, potreste restare qui con noi per cena, è un’idea. Inutile dire ad Ann che ha avuto una pessima idea. E dire che non vedevo l’ora di stare da soli noi due.

Perché no, è davvero una magnifica idea, visto che quello che Nicole aveva preparato per la cena è come dire, andato bruciato! – esclama Tom prendendo la palla al balzo, ma non glielo dico, altrimenti lo prende come se dovessimo vedere una partita di football alla televisione, o chissà quali altre minchiate tira fuori.

Daddy, sssh.. quest’uomo cattivo ha rubato my pussycat sssh.. – esclama Claire avvicinandosi a suo padre già sul punto di riprendere a piangere. Daddy, sssh.. l’uomo cattivo ha nascosto il mio pussy – dice Isabel. Daddy, oh Daddy – sembra il ritornello di una canzone? E magari voleva anche mangiarlo – aggiunge Tom senza fare una piega.

Oh George sei disgustoso! – conclude Nicole, non considerando una mia possibile reazione improvvisa e convulsa che li possa rispedire tutti e quattro a casa loro. Mai come potrebbe essere il vostro pollo con le patate, cucinato alla perfezione con quello spauracchio del vostro gatto! – dico, nient’altro.

A queste parole Claire e sua sorella Isabel attaccano a piangere a ritmo sincopato e a responsorio, facendo a gara a chi prende le tonalità più alte. George, ma come ti viene in mente – m’ingiunge drastica Ann di non andare avanti. Tom di qualcosa tu, lo implora sua moglie Nicole. Non posso, non sono mica in casa mia, la buona educazione lo vieta!

Perdincibacco! – esclamo infuriato, ma avrei potuto anche gridare perdindirindina, non vi pare? Del resto quando ci sono delle bambine non si può mica gridare porca zozza o vacca troia. Nemmeno quando, dopo che tutti gli anatemi hanno sconfessato le mie stupide rivalse, il serial killer che si nasconde in me, si affaccia alla mia mente come soluzione definitiva, quale opera di uno stolto che, considerata la stupidità un reato, vuole alimentare il lavoro dei becchini.

E, sebbene mi provo a chiudere gli occhi per placare la voglia che m’incombe, vedo ormai che non c’è più niente da fare, il nemico di turno resta ancorato in salotto con tutta la sua prole che non schioda. Quando improvvisamente mi scopro a pensare ai due metri e mezzo di spessa corda e alla trave che attraversa la soffitta, sebbene immagino non possa bastare che per una sola persona.

Ma indovinate chi? Ma Timothy ovviamente, il gattino spelacchiato e con la coda bruciacchiata che puzza di peluche e di pollo arrosto con patate, che Nicole ha avuto la brillante idea di nascondere sotto lo zerbino, restando inevitabilmente schiacciato, sotto l’obeso Tom, che si conferma essere un cretino. Giammai toccherei neppure con un dito le due piccole care bambine, Claire e sua sorella Isabel.


A dire il vero, pensavo quasi di metterle entrambe in padella. Voi che ne dite?




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