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Una storia di GioMa46

Bla, bla, bla … Chi li ha visti?

Dialogo nell’era del CoronaVirus19

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5 minuti

Pubblicato il 19 marzo 2020 in Giornalismo

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Una madre.
Una madre.

Bla, bla, bla … Chi li ha visti?

Dialogo nell’era del CoronaVirus19 mentre si è in fila per entrare al Supermercato.



Non sia mai che a qualcuno salti in mente di informarsi dove sono finiti i ‘migranti’ che sbarcano clandestini sulle nostre coste? O i ‘clochards’ che nottetempo dormono avvolti nei cartoni raccolti nei cassonetti dell’immondizia? E neppure di chiedere degli ‘zingari’ che a piccoli gruppi disturbano la visuale estetica delle citta?


E quante domande tutte in una sola volta!


Troppe è vero, fatto è che non se ne vedono più in giro, chissà che fine hanno fatto tutti quanti?


Perché le mancano tanto da farsene una preoccupazione?


Beh sì, la cosa un po’ mi preoccupa.


Può sempre chiamare “Chi lo ha visto?” O magari il 118 nazionale visto che il CoronaVirus19 non fa distinzione di genere, né di colore di pelle e ormai neppure di età.


Sì, mi sembra di averlo sentito, fatto è che non se ne parla più, chissa come mai? Sarà perché più di qualcuno attribuisce ad essi la colpa della sua virulenta propagazione?


È un fatto che di sicuro ci si investirà sopra la prossima campagna elettorale.


Lei dice?


Di più, lo affermo con certezza, così passeremo tutti per essere asociali, disumani, razzisti.


Io non lo sono.


Apparentemente non lo siamo nessuno, se chiedo altre persone che sono qui in fila diranno tutte che non è vero. Stia a vedere che adesso chi vuole cacciarli dal nostro paese sono solo io.


Questo non lo so.


Saprà comunque che i migranti vengono a toglierci il ‘nostro’ lavoro e che violentano le ‘nostre’ donne; che i ‘clochards’ così detti, usando un francesismo per mascherare quelli che in gergo chiamiamo ‘barboni’, sporcano la ‘nostre’ città; che gli zingari vengono a rubare nelle ‘nostre case’, ecc. ecc. Vuole aggiungerne qualcuna anche lei?


La storia ci insegna …


Ma lasci perdere la storia e guardiamo al presente, la domanda è che fine hanno fatto tutti quanti? Adesso che hanno chiuso i parchi e non si può neppure sedersi sulle panchine, costoro dove andranno? Dopo averli sfrattatti da sotto le arcate delle piazze e dagli anfratti degli androni, dove troveranno ripararo?


Appurato che il CoronaVirus19 non guarda in faccia nessuno non pensa che potrebbero aver bisogno di cure anche loro? Non mi risulta che qualcuno abbia chiamato il 118 per qualcuno di loro che sta muorendo di freddo o di fame per strada?


La storia ci dice …


Dice che nel medioevo si alzavano i roghi nelle pubbliche piazze per bruciare i morti durante la ‘peste nera’. Adesso che non c’è posto nei cimiteri per nessuno di noi, pensa che dovremmo riaprire una pratica che avevamo già chiusa, è questo che mi sta dicendo? Nel frattempo ci siamo evoluti, oppure no? O forse dobbiamo pensare a una deportazione di massa?


Non ho detto nulla di simile, in quanto ad esserci evoluti beh, ho qualche riserva nel pronunciarmi in tal senso.


Si pronunci pure. Vuole dire che andiamo incontro a una regressione?


Beh, questa storia del CoronaVirus19 lo conferma.

In che senso mi scusi?


Nel senso che se la cosa fosse stata presa per tempo non ci troveremmo in questa situazione.


Cioè vuole dire che qualcuno avrebbe dovuto e/o potuto fare prevenzione, o quantomeno preoccuparci di un qualcosa di così subdolo di cui non si conosce tuttora l’esistenza?


Non è forse vero che tutta questa gente ha riportato in casa nostra malattie che avevamo debellato?


Ma se non arriviamo neppure a coprire i problemi sanitari che già conosciamo, secondo lei avremmo dovuto combattere un nemico che a tutt’oggi rimane invisibile?


Beh, sì!


Magari potrebbe suggerire cosa fare?


Qualcuno va dicendo che potrebbero essere proprio i migranti che infestano l’aria delle nostre città ad aver divulgato la pandemia del CoronaVirus19.


Perché, mi dica, che forse i loro cadaveri infestano più del mio e del suo una volta che saremo tutti morti?


Non saprei, personalmente dedico molto più tempo di loro all’igiene della persona, non faccio i bisogni per la strada e mi lavo costantemente le mani, insomma prendo tutti quegli accorgimenti necessari a …


Una risposta davvero apprezzabile, magari potrebbe suggerire quali prodotti usare, così ci ritroveremo entrambi profumati in paradiso. Tutto ciò vuol dire che lei non vive nelle capanne e neppure in una bidonville lungo il Tevere, né fruga nei cassonetti delle immondizie, visto che è qui a fare la spesa al Supermercato, è così?


Beh, direi di no.


Si guardi attorno, vede qualcuno di loro nella fila che detiene un carrello della spesa?


Comunque nel frattempo che ne stiamo parlando una riflessone sul perché non si vedono più in giro, l’ho fatta.


Non mi dica?


Può ben essere che tutta questa gente che esce dal Supermercato con i carrelli stracolmi di alimentari abbia pensato di dar loro qualcosa da mangiare, così per solidarietà.


Davvero encomiabile, personalmente sono più propenso a pensare che qualcuno di loro venga reclutato per farlo lavorare in nero presso la propria azienda del Sud alla raccolta delle arance, o come si dice al Nord, nella propria ‘fabbrichetta’ di pesticidi. Ha notato come nel frattempo la fila si è ingigantita a dismisura, sembra che nessuno di noi abbia timore dei migranti più che del CoronaVirus24?


Ma non è il CoronaVirus19?


Di questo passo, se aggiungiamo al novero dei potenziali malati anche il numero di quanti migranti sono considerati ‘inesistenti’ per la società o che sono già deceduti, la cifra aumenta senz’altro a dismisura.


Oh guardi, è il nostro turno d’entrata! (tergiversa l’interlocutore)


Grazie ma io non entro, per oggi rinuncio, che so, magari digiuno.


Io invece ho trovato che andare qualche volta a pranzare alla Caritas è una sicura fonte di risparmio.


Già, a togliere il pane di bocca a chi ne ha più bisogno.


Arrivederci!


Buona spesa!


Un clochard.
Un clochard.

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