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Una storia di GeorgeDebilatis

Falene

TROVANDOSI IN MEZZO A DOMANI

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1 minuti

Pubblicato il 21 dicembre 2019 in Poesia

Tags: #come #la #mannaia #sveglia

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Ecco, potevi credere

o sperare o vivere, o tutto ciò che ne consegue

etc. etc.

La paglia si slanciava nell'aria tanta serenità fa,

le vibrisse fremevano

tanto si era bambini anche se non nuotavi nel tempo

e i fili d'erba s'arcuavano portando rispetto,

il fango s'incrostava alle magliette

senza fermare il giro delle ruote,

non si stancava il ronzio

delle foglie

eppure raccontavi quello ch'era inutile,

e ne eri felice

come un primo ticket per la panoramica.

Destinavi al cuore un battito fatto tamburo,

ci si emozionava se qualcuno s'accorgeva

che lacrimavi

sangue dalle ginocchia,

e divoravi l'aria subito, alla sera.

Ricordare non è un furto

e vivere da selvaggi porta bene,

quando si è nudi da morire

di caldo e i picchi beccheggiano

sopra paesaggi di furia,

forte-piano respiro in tribù variegate

tibie e gomiti in un vortice,

stupido come quando ci si incanta

e con un fiore in bocca

si ritorna alla base.

Trafelati per la fame, allungati nell'ombra

fin quando sarà il tempo di finire, ripiegate le ali

che a noi, hanno costruito universi.


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