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Una storia di chi813

Resistenza quotidiana

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3 minuti

Pubblicato il 13 ottobre 2019 in Humor

Tags: #chepazienza #dattiunamossa #quotidianit #vitadicoppia

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Come mai ha deciso di mettersi i tacchi questa mattina? Li ho sentiti infilarsi tra le mie note e purtroppo succede di rado, mi piace vederla camminare su quei trampoli. Quando va di fretta mi fa sorridere perché appare un po' goffa, mentre quando ancheggia lentamente ha il potere di ipnotizzarmi. Effettivamente, ha delle gambe stupende... con la coda dell'occhio riesco a intravederne la perfezione. Vorrei scrivere una canzone su quelle cosce e su quei polpacci, una melodia morbida e sinuosa che ne segua le lunghe linee.

Ma guarda che luna...

«Dai amore, intonami un po' questa canzone!»

Guarda che mare...

«Dai che ti piace, ti ho sentita canticchiarla sottovoce...»

Nessun segno di vita.

«Anna?»

Niente, non risponde. Eppure è dietro di me, lo so. Questo può solo voler dire una cosa: è arrabbiata, un'altra volta. S'infuria con me senza motivo e poi non apre più bocca, ora sarà seduta sul divano, broncio e braccia incrociate, meglio che non mi giri... Ma cos'avrò mai fatto di storto adesso considerando che ci siamo alzati da letto da appena un'ora? Così non riesco a finire il pezzo... vedi che non mi viene questo passaggio, stai concentrato Paolo su, ah sì, ecco, qua torna in re...

e sono solo, a ricordare, e vorrei poterti dire...


Ma è mai possibile che tutti i giorni sia la solita storia?! Fra un'ora esatta dobbiamo essere a fare la visita, io sono agitata e lui perde tempo, non mi considera, arriveremo sicuramente in ritardo, perché non si dà una mossa? C'è bisogno di mettersi a suonare proprio ora? Prende forse fuoco la casa se non fa le sue solite scalette e canzoncine mattutine? Eh... lo so io cosa vorrei poterti dire, altro che guarda che luna guarda che mare, guarda che fra un po' me ne vado!

Ma non gli si può dire niente perché è permaloso, mamma mia quanto lo è! Allora, per riassumere, ci siamo alzati da letto alle otto in punto, abbiamo fatto colazione e poi io: ho lavato le tazze, ho sparecchiato la tavola, ho steso il bucato in terrazza, ho rifatto il letto, ho passato il panno per la polvere sul pavimento, ho fatto una doccia, mi sono vestita, ho sistemato tutti i documenti ed esami nella borsa e ora sono in attesa impaziente sul divano. Lui invece che ha fatto nel frattempo? È stato in bagno mezz'ora e poi si è messo a muovere su e giù le dita su quel dannato piano. Che nervi!

Senti cosa mi fa pensare, dannato, e invece dovrei dire amato! In fondo era stato un regalo per me quel pianoforte... ma lui mi porta all'esasperazione! Possibile che mi debba sempre far aspettare ogni santo giorno per fare qualsiasi cosa?!

Io... io... adesso parto, basta, esco da sola e buonanotte. No anzi, prendo la lampada e gliela lancio dritta dritta contro la parete che ha di fronte, così forse lo capisce!


Anna si alza di scatto e si avvicina a Paolo.

«Dai, sei pronto che andiamo?», chiede con tono leggermente spazientito.

«Sì, mi metto le scarpe», risponde lui alzandosi velocemente. «Aspetta... le chiavi?»

«Le ho io.»

«Ok. Hai preso tutto?»

«Sì.»

«Fammi fare un rapido controllo...», e si tocca tutte le tasche per vedere se c'è tutto quello che ci dovrebbe essere, guarda la stanza dal soffitto al pavimento, si gira a destra e a sinistra finché non non incontra il suo sguardo.

«Ehi, sei bellissima!»

Anna sorride e lui si avvicina per un bacio. Finalmente, escono.


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