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Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Fiabe, favole e racconti

La Sirenetta - parte seconda

Le avventure di Viaggiatore

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5 minuti

Pubblicato il 02 settembre 2019 in Fiabe

Tags: #Sirenetta #Viaggiatore

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Viaggiatore, così era chiamato, vagò a lungo col suo sacco, ormai vuoto, sulle spalle. Era stato, quel sacco, pieno di risate. Le aveva raccolte durante un suo soggiorno in una cittadella militare. Erano le risate della gente felice di essersi, finalmente, liberata di un re despota e guerrafondaio. Poi, nel corso del suo peregrinare, lo aveva aperto più volte per donare gioia e buonumore a coloro che lo avevano volentieri ospitato.

Infine giunse in riva al mare e lì decise di fermarsi. Si accampò al limitare di una macchia ricca di arbusti e di fiori, dove, al calar del sole, acuto era il profumo del rosmarino, del lentisco e della ginestra. Piccole onde marine si infrangevano sulla sabbia della battigia disperdendosi in un lago di schiuma. Incantato si mise ad ascoltarne la musica, finchè si accorse che gli raccontavano una storia:

«Povera sorella, com’è ancora lontano il raggiungimento del suo desiderio!»

«Sono così tanti gli esseri umani cattivi, che mai riuscirà ad ottenere un’anima»

«Chi siete? Di cosa parlate?» chiese Viaggiatore incuriosito da quei sussurri. Ma, ascoltando meglio, comprese che si trattava delle cinque sorelle della Sirenetta, che per amore del suo principe, che l’aveva rifiutata, era diventata una figlia dell’aria, in attesa che trascorressero trecento anni di buone azioni, per poter conquistare un’anima e volare in paradiso. Per ogni persona buona, che riusciva a trovare, le veniva sottratto un anno, ma per ogni cattivo individuo doveva piangere calde lacrime, ognuna delle quali aggiungeva un giorno alla sua attesa.

«Abbiamo sacrificato i nostri lunghi capelli per acquistare il pugnale magico dalla strega del mare»

«Ma lei era troppo innamorata e non è riuscita ad ucciderlo per bagnarsi i piedi col suo sangue e poter tornare ad essere una Sirenetta»

«Non è bastato il nostro amore per lei»

«Ancora vaga nell’aria alla ricerca di uomini buoni»

«Ma sembra un’impresa impossibile»

«Non disperatevi. Cercherò di aiutarvi. Mi rimetterò in viaggio per voi e, forse riuscirò a riempire il mio sacco di bontà per donarlo a vostra sorella».

Perciò, al sorgere del sole, Viaggiatore riprese il suo cammino. Vagabondò a lungo, senza riuscire a trovare un luogo dove gli umani riuscissero ad amarsi l’un l’altro. Infine, giunse alle porte di una città, dove fu accolto con queste parole:

«Da dove vieni pellegrino? Ti vedo stanco ed affamato. Entra, potrai sfamarti e riposarti. Procedi fino in fondo alla via. Lì troverai cibo ed alloggio per la notte». La locanda in cui entrò era ben illuminata e accogliente. Chiese il prezzo al gestore, ma quello gli rispose:

«No, qui non si paga. Questo è il luogo dove i viandanti che giungono presso di noi sono accolti ed ospitati. Le spese sono a carico del nostro buon re, che desidera conoscere gente nuova e si diletta nell’ascolto delle loro avventure». Viaggiatore pensò che forse la sua ricerca avrebbe infine avuto buon esito in questa strana città e si accinse ad un breve soggiorno che gli permettesse di studiare bene la situazione e, magari, di riempire il suo zaino, così come aveva promesso alle sorelle della Sirenetta.

Ben presto fu convocato dal re, curioso di ascoltare le sue storie:

«Cercherò di aiutarvi» questi gli disse «venite con me e, forse, potremo riempire il vostro magico sacco». Si fermarono dapprima presso il giardino di una scuola dove i bambini stavano facendo ricreazione. Erano tutti seduti in cerchio a giocare con la palla. «Osservateli bene» lo invitò il re, ma Viaggiatore non riusciva a comprendere cosa ci fosse di strano in quel passatempo, finchè non si accorse di un piccolo che era su una sedia a rotelle e pareva essere il più felice di tutti. «Giocano seduti per permettergli di partecipare alla pari con loro, senza fargli pesare la sua difficoltà fisica».

Ripresero il cammino e, per la strada, incrociarono un vigile urbano che soccorreva un randagio assetato, rifugiatosi in un piccolo anfratto di un giardino abbandonato, porgendogli una ciotola piena d’acqua e un po’ di cibo.

«È il nostro “vigile degli animali” che soccorre quelli che vede in difficoltà» disse il buon re «perché, nella nostra città non vogliamo vedere sofferenza ed abbandono. Presto anche quel randagio troverà qualcuno che lo amerà come un amico».

Arrivarono infine alla “Casa degli anziani” dove, coloro che, ormai in età avanzata, senza nessuno che potesse aiutarli ed accudirli, trovavano cure ed assistenza. Era in corso una festa con musica e canti. Una voce melodiosa li indusse a fermarsi: era la solista di un coro che cantava per allietare la giornata degli ospiti della casa. A ben vedere ogni corista aveva qualche difetto fisico, perciò il re si sentì in obbligo di spiegare:

«Tutti possiamo contribuire al benessere degli altri, l’arte di donare arricchisce chi la riceve e chi la offre».

Viaggiatore sentiva il suo sacco diventare sempre più pesante ed era contento di essere, infine, riuscito a compiere la sua missione. Tornò in riva al mare e richiamò felice le cinque sorelle della Sirenetta:

«La mia ricerca ha avuto buon esito, ci aggiungo la bontà che avete dimostrato, sacrificando le vostre splendide chiome ed ecco: il sacco è ormai pieno».

Un refolo di vento spirò dalla vicina macchia e la Sirenetta si avvicinò al gruppo che l’attendeva. Quando Viaggiatore aprì il suo zaino tutta quella dolcezza si riversò su di lei, che poté, infine, conquistare l’anima, così come promesso dal suo creatore Andersen nel racconto della prima parte di questa bella favola. Salutò felice le sue sorelle e ringraziò Viaggiatore, che tanto l’aveva aiutata, e poi si diresse verso gli infiniti spazi siderali dove tutte le anime degli umani, che hanno vissuto sulla terra nel corso dei secoli, si incontrano.

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