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Una storia di mikiefromwine

La morte dell'Arte

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1 minuti

Pubblicato il 27 marzo 2021 in Poesia

Tags: #morte #palco #scena #teatro

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E’ da tempo che nessuno mi interpella,

è da tempo che nessuno più mi guarda,

è da tempo che nessuno più mi ascolta.


Sono io, sono l’arte in carne ed ossa,

so venuta per capirci qualche cosa.

Dove siete? Che succede?


Lo sapete, son vanitosa,

ho bisogno dei vostri occhi, del vostro odore

di ascoltare i vostri battiti, le vostre risa.


Ricordate cosa ho fatto per voi stessi?

Che delusione, maledetta umanità!

Ma stavolta ho deciso: io mi uccido.


Io mi impicco sul quel palco impolverato,

mentre l’aria mi abbandona

metto fine a questa storia.


I colori sbiadiranno, le emozioni spariranno,

voi colpevoli assassini chiuderete il mio sipario

con vergogna e dispiacere.


D’improvviso un bell’attore,

esce fuori dalle quinte, vede a terra quella donna

corre e prova ad abbracciarla.


Ma il respiro sembra assente.

Su quel viso c’è una lacrima di sangue,

è la stessa che ha l’attore sulle gote.


Dal dolore copre il volto,

e va al centro di quel palco:

“E quando morirà prendilo e ritaglialo in tante stelline,


perché allora il cielo diventerà così lucente che

tutti si innamoreranno della notte

e non adoreranno più l’arrogante Sole”.


Un colpo di tosse lo distrae gira il volto verso lei,

sta piangendo, emozionata, a voce bassa:

<<Ma tu, chi sei?>>


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