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Una storia di Maxmos7

Storie londinesi

Caffè, amori e tradimenti

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4 minuti

Pubblicato il 01 agosto 2019 in Storie d’amore

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Non un volto, ma solo la mia solitudine
Non un volto, ma solo la mia solitudine

Nel quartiere dove abito, nel Surrey, è tutto un susseguirsi di lunghe file di villette a schiera. Io sto al piano terra di una di queste. Circa sei mesi fa, nella villetta di fronte alla mia, si sono trasferiti una coppia di giovani argentini. Due tipetti simpatici; loquace lui, e più riservata lei. Li incontravo un po' dappertutto; dal Tesco vicino, al Costa caffè, fino al parco dietro casa, a passeggiare mano nella mano; una bella coppia insomma. Siccome anche loro sono appassionati di letteratura, e io amo parlare spagnolo, ci ho fatto presto amicizia. Per i primi tre mesi tutto è filato liscio. Poi, una sera sul tardi, sento bussare alla porta. Il ragazzo argentino (che qui chiamerò con il nome di fantasia, Pedro), mi chiede di entrare, visibilmente sconvolto. Lo faccio accomodare in cucina, e gli domando cosa non va, mentre preparo il mio caffè speciale (una preziosa miscela artigianale, prodotta da un amico in Italia). Comunque in breve: Pedro mi racconta che Anita (altro nome di fantasia), lo ha tradito con il vicino di casa; un giovane polacco, trasferitosi nella casa a fianco alla loro, con la compagna francese. Mi chiede consiglio, mentre fa fuori tazze di caffè una dopo l'altra, e piange come un vitello. Per sdrammatizzare, gli suggerisco subito di eliminare il suicidio come antidoto alla delusione, e qualsiasi gesto violento nei confronti del rivale. Gli spiego che in questi casi; la letteratura, a cui mi appiglio sempre, e il buon senso, dicono di prendere tempo e non agire d'impulso. Dopo un'ora di chiacchiere, pacche sulle spalle, altre due moka di caffè; e consigli a cui non credevo nemmeno io, il giovane se ne torna a casa, apparentemente rasserenato. Il giorno dopo é la volta di lei: altro caffè, lacrime a profusione, e la confessione di avere tradito Pedro, dopo aver scoperto che lui e' gay. Colpo di scena a parte, sciorino anche a lei una serie assolutamente inutile di consigli, e la rispedisco a casa assicurandole che tutto nella vita si aggiusta. Dopo due settimane in Italia, al ritorno dall'aeroporto, a notte fonda, trovo il ragazzo polacco, amante di Anita, seduto sul muretto che delimita il suo giardino di casa. Fuma una sigaretta, e ha un'aria a dir poco abbacchiata. Mi saluta e, attraversata la strada, mi chiede se ho una coperta da prestargli. La sua ragazza, la francesina, lo ha sbattuto fuori casa, e lui ormai da tre notti dorme in macchina. Santa gioventù... penso, mentre gli porto una coperta, un cuscino da divano, e una tazza di caffè caldo, che non fa mai male. Parto per altri 5 giorni. Al ritorno un'altra sorpresa: Pedro e il ragazzo spagnolo, sono diventati amici. "Mi faceva pena vederlo dormire in macchina." mi racconta Pedro." Anita è tornata in Argentina per tre settimane, e io ho deciso di ospitarlo. "Questa storia e' tutta colpa mia.. mi dice, affranto"; probabilmente ignaro del fatto che Anita mi ha parlato della sua omosessualità. Ok, penso; sia come sia; un buon caffè aggiusta tutto. Passa ancora un'altro mese. Anita e' tornata, e una sera mi bussa alla porta. E' sconvolta. La faccio entrare e metto il caffè sui fornelli. Pedro e' andato a vivere con il ragazzo polacco. Si sono innamorati. Io ci metto un po' a mettere a fuoco la situazione; il Boccaccio al confronto di questi era un dilettante. Quindi, per ricapitolare, Lei tradisce lui, perché scopre che e' gay, ma non volendolo lasciare perché lo “ama”, si trova un amante "etero"; Lui perdona lei e diventa anche amico del tipo che l'ha reso (si direbbe da noi) cornuto. Quest'ultimo si innamora pero' di Pedro ( ricambiato); scoprendo di essere gay anche lui, e se vanno a vivere insieme. Ma non e' finita... qui. Passa ancora un mese circa, e io, di ritorno dall'ennesimo viaggio, vedo di fronte a casa un furgone dei traslochi, con degli uomini intenti a caricare mobili ed effetti personali. Incontro Anita che mi saluta sorridente, e mi chiede di raggiungerla a casa sua appena posso. Sono a pezzi, ma mi faccio una doccia veloce, ed esco per raggiungerla. Lei sembra radiosa... e mentre mi viene incontro per abbracciarmi, vedo con la coda dell'occhio che anche la sua vicina, la francesina ex rivale in amore, carica le sue cose sul medesimo furgone. Sono diventate amiche, trovando conforto l'una nell'altra. Più tardi, nel pomeriggio, decido di uscire a correre. Mentre esco di casa vedo, davanti a me a una quarantina di metri, Anita e la francesina camminare, tenendosi per mano. Mi fermo un attimo; osservo le due ragazze abbracciarsi e poi baciarsi. Mi sento quasi colpevole di aver colto questo momento tanto intimo. Alla fine arriva un taxi; le novelle innamorate salgono a bordo, e la storia, almeno quella che vi appena raccontato finisce qui. Viva l'amore dunque; a Londra, e in ogni luogo, comunque sia e comunque vada.

Intanto a me è passata la voglia di correre, e mi è venuta quella di scrivere. Scrivere questa storia... e farmi una birra; anche perché il caffè, quello della miscela speciale... è finito.


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