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Una storia di utente_cancellato

LA DISCORDIA

Prologo (L' ultima notte)

171 visualizzazioni

6 minuti

Pubblicato il 15 gennaio 2019 in Thriller/Noir

Tags: #paranormale #romanzorosa #spettri #spirituale #violenza

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Data: 31/09/06 {Samhain}


Mi dicevano sempre che ero adatta a fare la serial Killer, mi ero totalmente convertita nel satanismo; avevo sempre adorato il paranormale, parlare con qualcuno di quel qualcosa che gli altri non hanno la capacità di vedere, sentire qualcuno che altri non sanno sentire o udire, qualcuno o qualcosa che ti fa compagnia la notte...


Passavo le giornate a parlare da sola - o almeno così credette mia madre - ma in realtà (specialmente al buio) vedevo delle ombre nere o grigiastre agli angoli della mia stanza.

Di solito si posizionavano sempre vicino alla finestra o alla porta.


Ogni notte prima di addormentarmi dovevo sempre udire delle voci estranee e faticavo a dormire perché non appena chiudevo gli occhi sentivo gridare il mio nome ripetutamente...


Avevo solo sedici anni a quei tempi, ero una normale liceale come tutte e a fianco avevo una migliore amica che nonostante fossimo così unite eravamo comunque differenti sia esteriormente che interiormente.


Non pensavo sarei arrivata addirittura a diventare satanista acida, tutto questo solo per salvare la mia migliore amica e per non farci uccidere...


Quella tarda notte non ci avevano lasciate andare...

Tutta colpa mia e della mia stupida curiosità!

Adoravo visitare luoghi abbandonati e sconosciuti, ma la cosa che mi rovinò l' anima fu stato coinvolgere la mia migliore amica, lei non era proprio come me.


Chi se lo aspettava che oltre quel buio pesto ci fosse addirittura una messa (?) - ovviamente non una messa qualunque - pensavo non ci fosse niente, solo buio!


Lei - la mia migliore amica - continuava ad implorarmi di tornare in dietro ma io non le diedi molta rètta.


Avevo sempre sognato di fare parte di un gruppo di persone con cui condividere le mie stesse idee...

Ma non pensavo che sarebbe successo davvero!

Ciò, quella notte mi costò un sacrificio: volevano valutare se avevamo le doti adatte per intraprendere quel percorso o altrimenti ci avrebbero impiccate...


Ci chiesero di iniziare a piccoli passi, quindi per prima cosa provate a sacrificare una capra!

Ma perché proprio una capra??


Ma non era questo il punto, a quegli incappucciati bastardi non bastò l' autosacrifocio che feci entrando a far parte della sètta obbligatoriamente per vivere, ma dovevamo per di più uccidere una creatura somigliante al loro Dio.


Ma dove caspita potevamo trovare una capra?

Certo!

In una fattoria!

Ma dove cazzo la dovevamo trovare una fattoria!?

Non eravamo nemmeno del posto, ci eravamo trasferite temporaneamente per una vacanza perché la nostra Hig School era chiusa...


Il capo della sètta ci diede le indicazioni per trovare una fattoria e gli attrezzi adatti per ucciderne una oppure - meglio ancora - catturarla e sacrificarla lì davanti a tutti.


È tutta colpa tua!

È tutta colpa tua!


Mi strillava la mia amica.


-Senti, adesso basta! Fottiamo questa cazzo di capra e vedrai che do'mattina ci sveglieremo nei nostri letti.- le rispondevo per tranquillizzarla un momento.


Ci avevano equipaggiato di un grande sacco di juta e ci infilammo dentro la capra rapita della lontana fattoria di Milano, stringemmo il sacco per far sì che la capra non fuggisse e insieme scappammo trasportando quei kg di corna nel - quello che ormai fu diventato - il nostro covo.


La Croce era ancora in fiamme come quando eravamo appena giunte nel loro nascondiglio, la sètta con i cappucci a piramide erano tutti lì ad osservarci mentre ci ammiravano fare a pezzi con un machete quella povera creatura...


La mia amica imparò in fretta, non emise nessun suono in quel momento quando il sangue di quell' animale mi schizzò dritto in faccia...


-Ma lei non ha fatto la sua parte.- insisteva il capo indicando la mia amica.

-Invece sì, mi ha aiutata a catturare la bestia. Se non ci fosse stata lei ora non ci sarei mai riuscita.- gli risposi incrociando le mani come una gentildonna e sistemandomi la nuova divisa da principiante che mi fornì lui stesso.


Avevamo tutte due un mantello con un cappuccio, o almeno questi erano gli indumenti che dovevamo indossare all' inzio, ancora oggi tengo la stessa divisa nascosta nell' armadio, perché, io non butto mai niente.


In sèguito, avemmo commesso altri crimini oltre che uccidere capre, tipo come incendiare chiese.

Io e lei ci andavamo con la mia bella moto: scappavamo di casa nel cuore della notte, rubavamo benzina, accendino a vento et voilá! Ecco che un' altra chiesa è andata a farsi fottere!

O come direbbe una suora - a suo interno trasformata in carbone anch' essa - e anche un' altra chiesa è andata a farsi benedire.


-Ma loro non ci vedono! Perché dobbiamo farlo per forza?!- mi diceva sempre quando salivamo sulla mia moto che mi rendeva il di dietro sexy ogni volta che la guidavo.

-Sta' zitta e sali!-


Anche se ce lo ordinava la sètta, e anche se in quel momento non era presente e non potevano sapere se davvero tutte quelle cose le stavamo facendo io ormai mi divertivo a creare casini...!

Gli sbirri non ci hanno mai beccati.

E ri-prendavamo anche la scena un po' come faceva Burzum - un cantante black metal -.


Finché poi arrivò il giorno di Samahin e lì le cose si fecero sempre più complicate...

Da prima che uccidevamo le capre e bruciavamo "case di Dio" adesso c' erano di mezzo veri sacrifici e orgie...

E finalmente eravamo degne di indossare quel cappuccio a forma di piramide egiziana.


Per me quello fu stato il giorno più bello della mia vita, per la mia amica meno, o forse per niente...


In futuro ognuna di noi ebbe una vita e la sètta si sciolse; c' è chi era stato arrestato, chi è morto, chi aveva deciso di abbandonare...

Finché poi morì anche il nostro Lieder e da lì iniziammo a rimanere in pochi ed ognuno scelse la sua strada...


Hai due occhi che sembrano palline di ping-pong mi diceva il mio futuro marito.

Avevo due grandi occhi scuri e dei lunghi capelli neri che mi arrivavano in vita.


Ci incontrammo sul campo di lavoro, noi due lavoravamo in un ospedale, io da infermiera/addetta alle pulizie, mentre lui solo addetto alle pulizie.

Mentre la mia migliore amica intraprese la carriera di taglio & cucito e si sposò anch' essa, con questui ebbe una figlia dagli occhi con quattro colori anche se principalmente erano verdi e uno lo adottò...


Ancora oggi mi chiedo: Chissà se ai loro figli insegnerà le stesse cose che ci insegnò il nostro leader della Sètta...


Io con il mio uomo ho avuto tre fantastici figli!

Due femmine e un maschio.

Ai primi due non importa niente di queste cose, non hanno ripreso da me.

Invece chissà la mia terza figlia, forse lei diventerà come me...


Peccato che però non avrò mai la possibilità di vederla crescere...

Credo che stia per morire tra un momento all' altro, forse questa sarà la mia ultima notte.


I tarocchi non mi hanno mai mentita...

I risultati sono chiari, secondo ciò che è uscito fuori la mia terza figlia farà coppia con un apatico dallo sguardo d' assassino.

Ma chi può essere??


Figlia mia, se stai leggendo questo foglietto allontanati da lui!

Tutte le mie cianfrusaglie che usavo quando facevo ancora parte della sètta ora sono tutte nascoste nel mio armadio.

N.B) le candele nere non vanno assolutamente toccate!


Lascerò questo manoscritto nel cassetto della mia scrivania nella speranza che forse un domani verrà ri-trovato, nel caso non riuscirò ad arrivare fino a domani, vorrei far sapere che la mia morte è stata causata da uno sbaglio, da un orribile sbaglio...


Katia



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