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Una storia di NadiaF

Questa storia è presente nel magazine Spunti di scrittura: #unastoriaunacanzone

Le storie senza canzoni

#unastoriaunacanzone

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4 minuti

Pubblicato il 21 novembre 2018 in Storie d’amore

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La musica mi è sempre piaciuta moltissimo. Mi entra nelle vene e va a toccare le corde per me più profonde. La melodia di un brano può riempirmi di allegria oppure farmi toccare i più alti livelli di tristezza.

All'età di all'incirca tredici anni fu il momento del primo amore della mia vita. Un compagno di scuola dai grandi occhi scuri che adoravo.

Come credo più o meno tutte le storie a quell'età, tutto era molto strano. Ero pazza di lui, ma mi pareva che a lui non importasse molto di me. Dava retta ai suoi amici che lo prendevano in giro perchè si perdeva dietro ad una ragazzina e così mi evitava. Soffrivo da morire e, con il senno di poi, posso dire che sapevo di significare qualcosa per lui, ma a quell'età quello che mi stava succedendo era così confuso che non capivo il motivo per cui, anche se gli piacevo, mi evitasse.

Quella che era probabilmente una storia che io non mi rendevo conto di vivere, andò avanti forse per un annetto fino a che un giorno lui decise, certamente anche per colpa mia, che non gli importava più nulla di me e la strana storia finì nello stesso modo in cui era cominciata: senza che io fossi ingrado di capirlo, senza un perchè, senza una parola.

Soffrii moltissimo.

Avevo pochi anni per cui non ci fu una colonna sonora per il mio primo amore, ma tante canzoni che ogni volta che risentivo, dopo la fine di tutto, mi procuravano un profondo dolore.

Poi crebbi ed ecco arrivare un'altra storia importante, con un ragazzo che giocava a farmi sentire poco desiderata.

Ma io pendevo dalle sue labbra, dalle labbra di quello che per me era un ragazzo già "grande" perchè aveva un paio di anni più di me ed aveva già un lavoro, mentre io ero ancora studentessa. Il fatto che avesse un lavoro ai miei occhi lo faceva apparire come una persona adulta e di certo più matura di me. Ero orgogliosa che un ragazzo come lui avesse scelto me, così insignificante.

Con il senno di poi, si trattava solo di un asino presuntuoso, ma nel mio caso si può effettivamente dire che al cuore non si comanda.

Avendo io in quel momento diciassette anni, ecco che questa storia ebbe parecchie canzoni come colonna sonora ed una più delle altre, mi piaceva moltissimo.

Non era l'unica. Ce n'erano anche parecchie altre. Come per esempio questa.

Anche se queste non erano mai state "le nostre canzoni", io comunque le collegavo alla nostra storia, magari anche solo per poche parole del testo che mi ricordavano lui, oppure perchè le avevo sentite mentre passeggiavamo insieme.

Ogni volta che le risentivo, sorridevo pensando a quel lui che mi piaceva un sacco, anche se mi faceva sentire inadeguata una volta sì e l'altra anche.

Ma l'amore è davvero orbo in modo superlativo ed io, romantica alla massima potenza, gli perdonavo tutto e, siccome lo diceva lui che era "grande", ci credevo anche di essere inadeguata.

Con il senno di poi, mi sento di dire che ero, senza ombra di dubbio, una grandissima imbecille.

Dopo più di un anno di passione (nel senso negativo del termine), la storia finì perchè lui mi lasciò per una delle tante ragazze molto più "mature" e molto più adeguate a lui di me.

Soffrii moltissimo, come al solito, e per moltissimo tempo non riuscii più ad ascoltare le canzoni che mi ricordavano lui.

Come ho detto prima, io amo molto la musica e, complice forse anche l'età più adulta, fui profondamente dispiaciuta di non sopportare di ascoltare brani anche molto belli.

Questo mi fece riflettere molto.

Mi dissi che non aveva il minimo senso che un evento negativo mi privasse del piacere di ascoltare un bel brano solo perchè io l'avevo legato a quell'evento.

In quel momento decisi che mai più avrei collegato una canzone a qualche evento della mia vita, bello o brutto che fosse.

La musica per me era troppo importante per essere rovinata da eventi esterni a cui io avevo deciso di legarla.

Certo, era bello regalare una colonna sonora ad un momento felice, ma il prezzo da pagare nel caso che quel momento da felice fosse diventato infelice, era troppo alto.

E così da allora in poi più nessun avvenimento della mia vita, nè bello nè brutto, è stato accompagnato da una "colonna sonora".

Non mi è mai più successo di soffrire ascoltando qualche brano perchè mi ricordava un evento negativo, ma solo brani che fanno soffrire le mie orecchie perchè non mi piacciono per niente.

Oppure brani che mi fanno chiudere gli occhi per isolarmi dal mondo ed immergermi in una melodia che mi entra nelle vene facendomi diventare parte del fluire della melodia.

Oppure ancora brani sentendo i quali non riesco a stare ferma perchè il ritmo mi schioda da qualsiasi sedia e mi fa ballare, come con il brano che chiude questa mia piccola storia.


Viva la musica per sè stessa, per la sua bellezza, per le splendide sensazioni che regala.

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