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Una storia di Maricapp

Questa storia è presente nel magazine Col cuore

Un bellissimo bambino

Giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo

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3 minuti

Pubblicato il 02 aprile 2019 in Storie d’amore

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Francesco è un bellissimo bambino di otto anni: ha capelli ed occhi scuri che esprimono intelligenza, ha guanciotte rotonde che fanno tenerezza.

Francesco è autistico.

Francesco ha un fratello minore molto attivo, chiacchierone, simpatico, che lo tratta come dev'essere, cioè da fratello e lo protegge spiegando agli altri le sue esigenze, le sue paure, i suoi silenzi.


Cristina si prende cura di Francesco nei pomeriggi di scuola, dopo l'intervallo del pranzo, quando gli altri bambini sciamano urlando in giardino a giocare. Francesco non partecipa, ma ha alcuni amici che lo vanno a trovare nel rifugio costruito per lui: c'è Wendy già materna a nove anni che gli prende la mano, gli parla dolcemente e se ne va. C'è Angelica, la sua bambina preferita: bionda, diafana, tranquilla. Francesco ha un debole per Angelica e quando lei gli si siede vicino in silenzio, lui la bacia sulle guance. E per lui è un evento eccezionale.


Francesco solitamente se ne sta seduto nella sua tenda, allestita nel luogo di ricreazione. Gliel'ha costruita la mestra del mattino cosi' lui se ne puo' stare tranquillo, chiuso nel suo mondo a parte, mondo in cui tutto puo' fargli paura: dai suoni alle voci, dai gesti agli abbracci.


Cristina lo segue con affetto, lo lascia giocare con il pongo che a volte, mai prima di averla guardata con un sorrisino furbo, tenta di mangiare. Cristina lo sgrida con dolcezza, lui, mani a tapparsi le orecchie, esclama "no no no..." Allora lei per rincuorarlo gli fabbrica strani nasi di pongo e lui batte le mani e ride contento, lampi d'intelligenza ad illuminargli gli occhi.

Francesco a volte si arrabbia e pizzica Cristina. Lei lo guarda severa, lui si ferma dispiaciuto.


Ci sono giorni in cui Francesco è stanco di rumori, di voci, di cose che solo lui sa ed allora si sdraia su una panchina appartata in giardino, appoggia la testa sulle ginocchia di Cristina e chiude gli occhi. Lei gli accarezza piano i capelli con il cuore che si scioglie e se ne stanno cosi', fino alla fine del doposcuola.


A volte, la mattina, Francesco sente la mancanza di Andrea ed allora si alza e parte spedito per la classe del fratello. Certo interrompe le lezioni, ma in fondo tutti gli altri ragazzini sono contenti di vederlo e lo accolgono sempre con allegria, attenti a non fare troppo rumore.


Il papà di Francesco è un giovane uomo che adora i figli e che Francesco ricambia con tutto il suo timido cuore. Recentemente ha confidato a Cristina la sua felicità e l'orgoglio per quel figlio tanto amato che, ora che frequenta tra gli altri specialisti anche un logopedista, ha iniziato a balbettare, lui che non parla e non ha mai voluto parlare, mamma e papà.


Cristina spera ardentemente, anzi ne è sicura, che Francesco farà grandi progressi e che, in un futuro nemmeno troppo lontano, sarà perfettamente in grado di interagire con gli altri, se non con tutti, se non con abbracci e risate, almeno con tutti coloro e già da ora sono tantissimi, che gli vogliono bene.




​​​​​​​"La Giornata mondiale di oggi presso la sede centrale dell'ONU a New York si concentrerà sull'utilizzo delle tecnologie di assistenza alle persone con autismo come strumento per rimuovere le barriere alla loro piena partecipazione sociale, economica e politica nella società e per promuovere l'uguaglianza, l'equità e l'inclusione"

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