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Una storia di GioMa46

UN POSTO IN PARADISO / IL MUSICAL

Teatro Degli Opposti / (rap’s on and scratching).

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29 minuti

Pubblicato il 13 settembre 2020 in Fantasy

Tags: #Musical #Canzoni #Teatro #GioMa

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UN POSTO IN PARADISO / IL MUSICAL

Teatro Degli Opposti / (rap’s on and scratching).

Il Musical
Il Musical

Due atti con inserimenti musicali per un numero di attori/attrici, ballerini, cantanti variabile da 6 a 12.



Il Paradiso è qui trasformato in una moderna Azienda di Servizi che per stare al paso coi tempi deve necessariamente produrre fatturato. Pertanto è stata costituita una Agenzia Viaggi: “The S.S.P.P.” la SS. Peter and Paul che accetta prenotazioni per “sicuri” posti in Paradiso, ovviamente tenuta da Angeli allegri e goderecci. E se, come si dice: “gli Angeli non hanno sesso”, sono però capaci di giocare tiri birboni. Numerosi accorrono i Clienti, benestanti s’intende, ed altolocati, che fanno a gara per assicurarsi un posto privilegiato nell’al di là. Ma anche qui, com’è prevedibile, non tutto funziona come si deve. Finale a sorpresa.


Ambientazione: interno di una moderna Agenzia di Viaggi con tromp-l’oeil da Giardino dell’Eden sullo sfondo, scrivanie e divani colorati, computers, telefoni di fattura e colori diversi, grande telefono bianco posto bene in vista (come sopra un altare), numerosi elenchi telefonici, carrello porta bevande con cioccolatini e riviste, secchiello con bottiglia di Champagne, fiori e piante ornamentali, alcuni attrezzi da giardino, un moderno impianto Hi-fi, luci da discoteca per i numeri di ballo. Scritte del tipo luminoso che scendono dal soffitto riportanti: ”Banche” - “Petroli” - “Logge” - “Investimenti” - “Finanziarie”.


Costumi: tute da ginnastica in fibre colorate, parrucche, ali, occhiali estrosi.

Sonorizzazione: musica “Rap” in sottofondo e in primo piano.


Canzoni da musicare:


“The S.S.P.P.” (rap’s on and scratching)

“S’è fatto giorno sul mondo”

“Quei Due”

“Noi, poveri Angeli”

“Oh! Joseph, Joseph”

Facciamo il Musical?
Facciamo il Musical?

Personaggi:


Dir: Direttore d’Agenzia,

prete in abiti moderni con occhiali neri tipo “Blues Brothers” balla e canta, entra ed esce di frequente dalla scena


Prr: Addetto alle Public Relations,

mezzo angelo e mezzo diavolo è l’unico ad avere oltre alle ali la coda, è sempre in giro ad infastidire gli altri angeli, come ad esempio: gli prende le cose che essi vanno a riprendersi, oppure li molesta, creando un continuo movimento sulla scena


Angy: L’Angela con le ali, bonona con l’accento bolognese


Cher: Cherubina con le ali, allegra e un tantino svampita


Fino: Serafino con le ali, delicato e un tantino gay


Gum: Chewing-gum con le ali, grezzo con l’accento romanesco, mastica il cheving-gum


G&G: (due finte Guardie Giurate), (due finti Agenti dell’FBI) uno con l’accento napoletano, l’altro siciliano


Voce: (fuori scena)


“VV”: (viva voce)


- Personaggi di secondo piano: (intervento limitato)


Misha: Presidente (alias Mikail Gorbaciov)


Ver: Verdi del Sole che Ride


Pim: Primo Ministro Inglese (alias Margaret Teacher)


Bill: The President (Bill Clinton)


Pic: Presidente del Consiglio (alias Giulio Andreotti)


Onor: Onorevole (alias Berlusconi)


Altri: (D’Alema, Bindi)


Bob: Uno scrittore (alias Roberto Calasso)


Bor: L’Attrice famosa (alias Paola Borboni)


Diva: Vamp (alias Raffaella Carrà)


Gen: Un Generale (alias Noriega)


Giar: Un giardiniere (Giuseppe)


Audizioni per il Musical
Audizioni per il Musical

Atto I


È notte. La radio tenuta a basso volume diffonde messaggi pubblicitari. Gli Angeli, più del numero necessario, stanno a loro modo comodamente seduti o sdraiati nei posti più impensati: sui divani, sulle scrivanie, sopra un terminale, appoggiati ad una lampada. Alcuni sono impegnati a parlare tra loro, altri fumano, qualcuno fa una telefonata, un altro sfoglia una rivista, un altro si serve un drink.


Fino: (si dirige verso Gum che mastica in continuazione, con una matita in

mano e gli chiede:)

Gum, mi rifai la punta?


La Radio manda in onda la sigla pubblicitaria “THE S.S.P.P.” (rap’s on and scratching): entrano G & G vestiti da Guardie Giurate, si mettono al centro della scena e fanno roteare i manganelli. Tutti ballano e cantano...


“The S.S.P.P.”


(Tutti)

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P.

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P

un altro giorno è già qui

rap’s on and scratcing


Di certo tu sai / che ieri era ieri / passata la notte è oramai

appena ti svegli non sai / se dove hai dormito tu sei.

E non c’è ragione / di avere apprensione

chiedi The S.S.P.P. / ti basta un gettone

e noi siamo qui

rap’s on and scratcing


E quando apri gli occhi / fai bene attenzione / se in fondo del letto

c’è un Angelo o un Diavolo. / Mentre tu vaghi nei sogni di li

nemmeno t’accorgi che il giorno

è già qui

rap’s on and scratcing


The S.S.P.P.

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P.

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P.

un altro giorno è già qui

rap’s on and scratcing


Se veramente tu vuoi sapere / come potrebbe andare a finire

devi essere pronto a partire / saluta la mamma, la moglie, la zia

e affidati alla nostra Agenzia.

E’ già di per se una gran garanzia.

rap’s on and scratcing


Garanzia! Garanzia! Garanzia!

rap’s on and scratcing


Se a posto tu sei con la coscienza / una piccola spesa / e la santa pazienza

t’affidi alla perseveranza

e ottieni indulgenza.

rap’s on and scratcing


Indulgenza! Indulgenza! Indulgenza!

rap’s on and scratcing


The S.S.P.P.

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P.

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P.

un altro giorno è già qui.

and you

rap’s on and scratcing

con noi.



Sul finire, squilla ripetutamente il grande telefono bianco. Entra il Direttore e s’affretta a rispondere. Tutti fanno silenzio.


Dir: Pronto! (con voce molto remissiva)


Voce: (altisonante e imperiosa) Perché tanto baccano?

Dir, le rammento che abbiamo dato il via alla campagna pubblicitaria per la vendita di “sicuri” posti in Paradiso. E che domattina, inizia la nostra super promozione.

Pertanto, la invito a tenere d’occhio la produzione. E’ la sola cosa che ci interessa in questo momento.

Produrre! Produrre! Produrre!

Lei mi capisce, il tutto deve essere completato prima della “plenaria”, altrimenti dopo il Giubileo . . . Lei mi capisce, che senso ha?

E se i mortali non dovessero sembrarle interessati, sarà bene chiamarli individualmente!

Ne risponderà di sua persona.


Dir: Sissignore! Come Sua Eminenza comanda! (riaggancia dolcemente il ricevitore)

(con tono tra il gentile e l’arrabbiato) Angioletti! Tesorucci!

Avete sentito anche voi, Sua Eminenza raccomanda la produzione.

Dovete semplicemente produrre! produrre! produrre!

(gridando) E allora cosa aspettate a mettervi a lavorare?

Prepariamoci ad affrontare il nuovo giorno con cordialità e gentilezza.

E non mancate di sorridere alla clientela. Il Paradiso è risaputo,

è luogo di delizie. Ce n’è per tutti e per tutti i gusti.

Quindi: (urla) datevi da fare!!!! (esce)


Ognuno prima di raggiungere la propria posizione fa qualche ritocco alla propria immagine: c’è chi si guarda allo specchio il gonnellino troppo corto, chi controlla la corretta aderenza della propria calzamaglia, chi si rifà il trucco.


Angy: Uffa! non ci siamo mica guadagnate il Paradiso per continuare a lavorare, vero?


Cher: Quello che dico anch’io.

Se lo avessi saputo prima, avrei fatto.......non so cosa avrei fatto.

Penso, tutt’altro.


Prr: Vuoi dire che ti saresti concessa certi piaceri? Eh! Eh!(sarcastico)


Angy: Tutt’altro! E’ più che sufficiente.


Prr: Va la, che l’hai fatto, l’hai fatto! (la palpa)


Angy: Non farti incastrare da quello li, l’è un Diavolo, non vedi che ha la coda? Sono sicura che sotto quella montagna di capelli nasconde anche un bel

paio di corna.

E’ capace di farti perdere il posto sull’istante.


Prr: (si guarda la coda e la fa roteare con fare lascivo)


Dir: Possibile che non si riesca a tenervi a bada?

Prr, hai controllato se gli annunci sui media sono usciti regolarmente?

E la data? Hai controllato che la data fosse quella giusta?

Portami i giornali!

Quando Sua Eminenza richiamerà saranno guai seri per tutti.


(squilla il telefono bianco - Dir risponde pacato)


Dir: Proooonto!


Voce: (con voce altisonante) Beh, cosa sta succedendo?

Non mi sembra questo un modo serio di lavorare.

Provveda immediatamente. Domani voglio che tutti i posti vacanti vengano assegnati. Non importa a chi. Purché vengano assegnati!


Dir: Sissignore! stia certo! sissignore! provvederemo subito!

(riaggancia cautamente il ricevitore - gran silenzio - poi dice sarcastico)

Cari, cari angioletti. (tira un orecchio ad uno, dà uno scappellotto ad

un altro) Guardate che se la pago io, sarà ancora più dura per voi.

Vi sbatto tutti all’Inferno.


Prr: (si stropiccia le mani con fare diavolesco)


Dir: Inventatevi qualcosa. Qualunque cosa pur di......

Ei tu? (rivolto a Prr)

Requisisci tutte le riviste che trovi in giro.

Si cambia strategia.

Quisisci un annuncio economico su ogni testata. E che suoni...

lasciatemici pensare.


Gum: “Viaggio all’altro mondo”.


Dir: Non mi piace!


Fino: “Top Class per Santi”


Dir: Santi numi, no!


Cher: “Prendi la valigia e vai . . . “


Prr: E vai.......!


Dir: No, per carità!


Angy: “A.a.a. cercasi, martiri e vergini”.


Prr: Stai fresca!


Gum: E’ preferibile: “Sesso e viaggi”.


Dir: Smettetela!


Fino: Che ne dice di “Un posto in Paradiso”?


Dir: E’ un’idea. Si, può andare. “Un posto in Paradiso” distinto,

riservato, trattamento di Top Class. Perfetto!

E’ proprio quello che ci vuole.

Del resto è ciò che avevo in mente anch’io.

(rivolto a Prr) Aggiunga:

“Per informazioni e prenotazioni chiamare The S.S.P.P.”

The SS. Peter and Paul Travel Agency. Come suona?


Prr: Come “Paul & Paula” chi se li ricorda?


Dir: E perché no, magari con l’invito a “presentarsi di persona”?

Del resto, basta volerlo. (tra se con perplessità)


Tutti si guardano perplessi, prendono gli elenchi telefonici e rincorrono Prr per suonarglieli sulla testa.


Dir: Ragazzi ci siamo! S’è fatto giorno sul mondo!

(balla e canta: “S’è fatto giorno sul mondo” al centro della scena, mentre

gli Angeli fanno il coro)


Al termine del brano ognuno torna al proprio posto ed inizia a sfogliare il proprio elenco telefonico.


Fino: Dir, chi devo chiamare?


Dir: Tanto per cominciare potresti chiamare qualche benestante.


Fino: Trovato! Chiamo un Emiro arabo di mia conoscenza. (compone il numero)


Dir: Ma come ti viene in mente, egli sicuramente non professa la nostra santa religione.


Fino: Cosa vuole gliene importi? Ha tanti di quei soldi che mi sarà facile

convincerlo della convenienza dell’investimento.

Del resto, siamo la migliore garanzia concorrenziale.


Dir: E cosa gli dirai per convincerlo?


Fino: Semplicissimo: “non si sa mai avessimo ragione noi”.


VV: (pronto)


Fino: Pronto! Ma è davvero lei, il vero, l’unico, l’Emiro?

Come chi sono? Sono il suo Angelo!

Sono io, Serafino fino-fino.

(si fa rosso in viso con l’ausilio di una lampadina che s’accende sulla cornetta)

(riattacco brusco del ricevitore)


Angy: Dir, che ne dici se chiamo un Banchiere famoso? E’ un po’ calvo ma di bella presenza.

(quindi compone il numero ad alta voce) Uno, tre, zero, due, sette, quattro.

Pronto!(con fare sensuale) Sono io, l’Angela.


VV: Ehm! Ehm! (rischiarandosi la voce) Al momento sono molto occupato in una riunione. Vuole essere così gentile di richiamarmi più tardi, grazie!


Angy: Forse non mi sono spiegata, vero? Sono....(viene interrotta)


VV: Senti carina, ora non posso parlare, anche se ho di quelle voglie (abbassa il tono della voce), chiamami più tardi, OK? (attacco brusco del ricevitore)


Gum: Pronto, parla il Delegato del Partito di Maggioranza?

Sono Chew. Come che faccio? Adesso faccio l’Angelo.


VV: Cosa fai? Il “pentito”? Non intenderai mica ricattarmi?

Hai forse dimenticato che posso tirare fuori quei documenti in qualsiasi momento. E dimostrare la tua tutt’altro che pulita coscienza.

(aggancio tremendo del ricevitore)


Cher: Pronto! parlo con il Presidente della Rai? Lui in persona?

Le parlo di qua dal Paradiso, per comunicarle la messa in vendita di

alcuni posti di Top Class, a prezzi “molto convenientissimi”.

Ho pensato di riservargliene due, uno per Lei, l’altro per chi vuole.

Magari per il suo Vice. Che ne dice?


VV: Mia cara, che dirle? La vita da Presidente mi offre “di tutto di più”.

Come dire, il meglio del meglio. Io il Paradiso l’ho già trovato.

In quanto al mio Vice, le assicuro che non è il caso, poiché non dice,

“non dice!”.

(aggancio dolce del ricevitore)


Squilla un primo telefono - tutti tornano alle loro posizioni - poi un altro e un altro ancora; le voci si mescolano:


Voci: Pronto! Pronto! - Si è The S.S.P.P. - Prego!


Cher: Pronto chi paga?


Dir: Mi sembra eccessivo!


VV: Sono il presidente degli Stati Uniti, chiamo per quel posto in Paradiso.


Cher: Chi Bill? Sa, troppe voci, troppi scandali, tutti quei pom . . . .

Sa, dovrei chiedere. Il prezzo potrebbe diventare molto, molto elevato.

Paga in dollari?


VV: Chiamo da Fort-Knox, può essere una garanzia?


Fino: Siiiiiii!


VV: Sono l’Emiro, scusami per poco fa. Ma ero impegnato in una cosa pesante.

Ma ho subito provveduto. Ho inviato un assegno di una certa cifra

per la prenotazione.......


Fino: Di quanto?


VV: Certamente più di quanto richiesto. Ho firmato con la mia penna a

petrolio, pensi possa andare bene? Ma, soprattutto, sono scusato?


Fino: Hem! Hem! (si rischiara la voce) Si, certo: L’aspettiamo.


Gum: Allora?


VV: (voce sommessa) Sono della Loggia, l’Amministratore Delegato.

Vorrei prenotare tre posti.


Gum: Tre posti? E per chi sono?


VV: Per me, mia moglie, la mia amante.


Gum: Si, ma pe’ l’amante ce vonno le garanzie.


VV: L’Unione delle Banche Svizzere, va bene?


Gum: Certamente! Ma te pare! Se pò dì che trattamo solo co quelle.


Dir: (entra rallegrato) Bene, ragazzi! Pare che ce l’abbiamo fatta.


Angy: Sembra anche a me.


(squilla il grande telefono bianco, Dir scatta e va a rispondere)


Voce: Buon lavoro davvero Dir.

A proposito ha calcolato i costi sostenuti per la campagna

pubblicitaria? Le rammento che è costata un occhio della testa.

Abbiamo fatto appena in tempo a pubblicare la campagna

che già fuori c’è la ressa. (si sente vociare fuori scena)

Ma cosa aspetta ad aprire l’Agenzia?

Prr: (sottovoce) Che dice? Non ne ha avuto sempre uno solo, d’occhio?


Dir: (con la mano sulla cornetta) Zitto! per carità stai zitto!

Aspettavamo un ora più decente. Provvedo subito Eminenza.


Voce: Non capisco! Con tutto quello che si fa, Lei mi manda tutto a puttane!

(riattacca sbattendo il ricevitore)


Dir: (annichilisce)


Prr: (annota le parole su di un taccuino) Come osa parlare così?


Dir: Osa, osa. E’ il Padrone. Vai piuttosto ad aprire le porte.


Vengono aperte le porte s’ode un fragore di voci, entrano numerosi i clienti che occupano la scena, alcuni conversano a voce alta, altri bisticciano, qualcun’ altro quasi si nasconde dietro un bavero rialzato, o sotto un cappello:


Voci: Io, sono il primo!- Ci sono prima io! - Spiacente ma tocca a me! - No, a me.


Prr: Calma signori, calma, c’è tanto di quel posto.

Vedrete, basta un po’ di pazienza, e tutto arriverà.

date tempo al tempo. Accomodatevi, e tranquillizzatevi,

sarete tutti chiamati.

Chi prima, chi dopo, che importanza ha.

Noi siamo The S.S.P.P., e prima o poi

vi accontenteremo tutti.


La radio diffonde la sigla “The S.S.P.P.” che gli Angeli cantano e ballano, tutti indistintamente ne sono contagiati.


I cigni angeli senza ali.
I cigni angeli senza ali.

Atto II


La scena si apre così come si era chiusa, l’Agenzia è affollata, alcuni clienti conversano all’impiedi, mentre altri stanno comodamente seduti sui divani. Durante il tempo delle conversazioni che si svolgono in primo piano, gli altri sono occupati a rispondere ai telefoni che di tanto in tanto si sentono squillare.


Dir: (spiega a Prr come deve smistare i clienti ai vari desk)


Prr: (smista di volta in volta un cliente qua e uno là)

La prego, voglia accomodarsi al desk n. 1

Per cortesia s’accomodi pure al desk n. 3


Cher: (sorride estasiata al cliente che s’è avvicinato con il bavero della giacca sollevato per non farsi riconoscere) Prego! La mi dica!


Misha: (a bassa voce) Sono Misha.


Cher: (ad alta voce) Come ha detto che si chiama?


Misha: (fa vedere il distintivo del Partito sulla falda interna della giacca)


Cher: Che stupida! ma io la conosco. Non è quel russo, come si chiama...?


Misha: Vorrei.....


Cher: (aziona il terminale) Mi scusi, mi sembra un po’ presto, no?

Misha: Si, certo, ma rischio di non trovare più posto.


Cher: Comunque è troppo presto. Mi si dice che deve

portare a termine la Grande Casa Comune. Ha rinunciato?

Misha: Ma intanto potrei......


Cher: No, Lei capisce, con quel “casino” che ha combinato,

se prima non rimette tutto a posto, non se ne parla proprio.

Prr: (accorre ad annotare sul suo taccuino la parola scorretta di Cher,

Ripete perplesso:) Ca-si-no?


Mentre Misha torna fra i clienti in attesa, due individui vestiti di verde si

lanciano all’assalto di un’altra postazione.


Ver: Siamo i Verdi!


Gum: (masticando) Noi gli Azzurri! Famo ‘na partita?


Ver: Siamo quelli del Sole che Ride.


Gum: Mmbeh, ci’avete poco da ride. Oramai c’è pure l’Arcobaleno!


Ver: Che vuol dire?


Gum: Che ve sete scoperti. Come dì, che fate solo che ride.

(i due tornano a sedersi)


Pim: (s’avvicina alla scrivania di Angy, con l’accento inglese)

I’m the First Lady


Angy: Bona questa!

(rivolta al pubblico) Una persona di mia conoscenza avrebbe detto:

“Svergognata!”

(quindi rivolta a Lei) La mi dica, dica pure.


Pim: Sono ovviamente qui a rispondere all’annuncio.


Angy: Certo Madame......vediamo un po’ i suoi requisiti.

(aziona il terminale e legge ad alta voce:)

Ha fatto la.... (diventa rossa in viso).

Ha detto....(diventa gialla in viso)

Ha scatenato....(diventa verde in viso)

(le grida contro:) Guerrafondaia!


Pim: But I’m the First Lady!


Angy: (rivolta al pubblico) Questa è senza vergogna.


Pim: Vorrei parlare con il Direttore

Dir: (immantinente) Lei non ha che preoccuparsi Madame, ma le pare,

non c’è alcun problema.

(rivolto a Prr:) Mi porti la scheda della Madama.


Prr: (ha già la scheda in mano)

E’ conforme, è Concorde, è il Tunnel sotto la Manica, e le Falkland.

Ne ha fatte più Lei che Dio solo lo sa!


Voce: (dall’alto) Che c’è, mi avete chiamato?


Dir: (accusa il colpo) No, no, era solo un modo di dire.

Ci scusi per averla disturbata.

. . .

(riprende fiato)

Stupidissimo, è il Primo Ministro Inglese, non quello Francese.

(poi rivolto alla Lady:) Non c’è alcun problema, mi creda.

Prr, lasci pure a me, mi occuperò personalmente di questo caso.

Si accomodi, prego. (le indica la strada e i due escono di scena)


Gum: (risponde al telefono) Proonto!

VV: Pronto! Pronto! Sono il Ministro della Sanità.


Gum: (mette la mano sulla cornetta) Questa poi sta dappertutto.

Della serie “la sbatti fori de’ la porta e t’arientra da’la finestra

Pronto dica!

VV: Sa, io ho una missione da portare avanti! Però.....


Gum: Stia a sentì..


VV: Ma io...


Gum: Pe i gruppettari ha d’arifà er nummero. Deve chiamà i Charters.


Fino: (ha individuato fra i clienti in attesa il Primo Ministro e lo va a prelevare)

Tana per il Signor Primo Ministro!


Pic: Spiritoso!


Fino: Che anima ansiosa. Strano che le sia venuta voglia di raccontare tutto.

Non mi dica che ha deciso di mollare?


Pic: Neanche per sogno. Hai voglia tu. Ho intenzione di starci per altri trent’anni.


Fino: Non mi dica! Cent’anni?


Pic: No! no, che ha capito? Ho detto per almeno altri trent’anni.


Fino: Aaaaah! Mi sembrava di aver capito male.

Comunque faccia attenzione, che stanno per scadere.


Pic: Non sono qui per me, ma per fare un favore ad un amico e collega.

Forse lei lo conosce, viene da Benevento.


Fino: E, se lo conosco, lo possino.....

Ma vediamo un po.(aziona il terminale) Vuole fare, come si dice...?

Una “raccomandazione”. Quindi, intende garantire per Lui?

Perorare la sua causa.

Ma dica, non è che se lo vuole togliere di torno?

E mi scusi, chi paga?


Pic: Beh, certo non io. Lui paga a me la raccomandazione, io storno una parte

a Voi che in seguito vi rifarete su di Lui.


Fino: E’ una prassi insolita. Non conforme alla regola.


Pic: Si potrebbe varare una legge ad hoc!

Fino: Firmata da Lei? E’ poco credibile!


Pic: Non si potrebbe sorvolare sulla faccenda?


Fino: Si, certo. Solo se Lei è disposto a pagare, e per il suo amico mi creda,

la posta è più che alta, altissima.


Pic: Ho capito, mi rivolgerò direttamente al Padreterno.


Fino: (si fa il segno della croce)

Oh!, mio Dio.


Onor: (s’avvicina furtivo ai due)

Sono il Berlusca nazionale. Mi scusi se m’intrometto.

Potrei metterci io la differenza. Sa, quando si vuole fare un favore

ad un amico.

Così, almeno stiamo più tranquilli, (batte le mani in senso liquidatorio)

si chiude la partita, e Santi benedetti.


Fino: (si rifà il segno della croce)


Pic: Beh! in fondo potreste accettarli. Anche Lui ha contribuito alla legge

sui Ticket Ospedalieri. E la cosa potrebbe passare. Come dire: quasi un

“fate bene fratelli”.


Fino: (rivolto al pubblico) Questa mi sembra la congiura dei becchini.


Pic: Beh, poco male. Qualcuno si deve pur occupare di queste cose,

per quanto “nere” che siano.


Fino: Quand’è così Signor Primo Ministro, è cosa fatta.


Pic: (prende sottobraccio Onor e insieme s’avviano verso l’uscita)


(squilla un telefono)


Cher: Prontoooooo!


VV: Sono ........oni.


Cher: Come ha detto: oni, oni, oni, oni?

(rivolta al pubblico) Prego dica pure signor.........oni,

angelico, mistico, spirituale, o come vuole che la chiami?


VV: Mi chiami pure Beato.


Cher: Nel senso di Beato Lei?


VV: Mi passi il Direttore.


Cher: Spiacente, Dir è al gabinetto.


VV: Ha una riunione?


Cher: No, è al cesso.


VV: La prego, gli dica di richiamarmi.


Cher: Ma certo. ma le pare. Magari dopo che ha tirato lo sciacquone.

Altrimenti, finireste per galleggiare tutti e due.


VV: Lei non sa chi sono io.


Cher: Non ha mica detto: oni-oni-oni-oni?


VV: Ma lei chi è? Mi dia il suo nome. Insolente!


Cher: Che fa, s’arrabbia e mi cancella dalle sue preghiere?


(squilla un altro telefono)


Gum: A disposizione!


VV: Pronto, pronto sono il Delegato di Maggioranza.


Gum: Dica pure Presidente.


VV: Non sono Presidente.


Gum: Dica pure, Ministro.


VV: Non sono neppure Ministro.


Gum: Dica, compagno.


VV: Non sono compagno.


Gum: Dica, signor.....


VV: Non sono signor.


Gum: Dica, buon uomo:

VV: Non mi s’appelli buon uomo.



Gum: Pronto! Pronto! Proooontooooo!

Ao, e qui nun c’è nisuno. (agita la cornetta in aria e riattacca)


In quell’istante entrano G&G nei panni di due finti Agenti dell’FBI, i due ballano e cantano: “Quei Due” (dell’FBI) Al termine agitando le pistole fanno irruzione in mezzo al pubblico presente fanno per arrestare un tizio che se ne stava tranquillo a leggere il giornale.



G&G: (con smaccata pronuncia regionale) Ah! Eccoti qua.

Finalmente ti abbiamo scovato. Tu sei la spia che cercavamo.


Dir: (entra precipitosamente) Avete sbagliato persona.

E’ uno scrittore famoso.


G&G: Oh, yes! S’è cambiato di nome.

Dir: No, è quello del ratto d’Europa.


Bob: Quello di “Le nozze di Cadmo e Armonia”


G&G: Oh, yes! sento che avete molti ratti qui in Europa.


Dir: (rivolto allo scrittore) A proposito, ma come le è venuto in mente di far

rapire l’Europa, proprio adesso che la si stava mettendo insieme?

Ma le sembra questo il momento?


Bob: Mi scusi, ma vogliamo far finire un mito?


Dir: Un mito pagano, per di più sacrilego.

La dovrebbero arrestare già solo per questo.


G&G: Arrestarlo e perché? Che ha fatto?


Dir: Ha fatto rapire l’Europa. E’ un sovversivo.


G&G: Se non è una spia, non è di nostra competenza.


Fanno per uscire; poi si cambiano il berretto e tornano ad essere due Guardie Giurate italiane con fischietto alla mano e manganello.

I due ripetono quindi la scena rifacendo i soliti passi di danza e cantano: “Quei Due” (scagnozzi italiani) e sul finire chiedono allo scrittore i documenti.

G&G: Favorisca i documenti. Prego, favorisca.


Bob: Ho celebrato “Le nozze di Cadmo e Armonia”


Dir: Con quale autorità?


Prr: (interviene) E’ un parricida, un matricida, un uxoricida, un olocausta

patentato, detentore di un “casino” pubblicato, etc. etc. etc.


G&G: (fanno finta di arrestarlo)


Uno: Minghia! E dove la tiene questa Europa, ah. Dove la tiene?


Bob: Non la tengo io, se mai la detiene un toro.


I due: (facendo a gara)

Qui non ce ne è uno più toro di me. (fa un gesto osceno)

Nel senso delle corna!

(si guardano in cagnesco)


Angy: (subentra nella diatriba con fare da donna vissuta)

Beh! Che ci diamo a questi due bei giovinotti?

Che ci diamo?


I due dimenticano sull’istante quello che stavano facendo e trafficano intorno ad Angy che li trascina fuori di scena, mentre Dir si asciuga la fronte.


Prr: (fa roteare la coda intorno allo scrittore) Bene, signor scrittore,

non sarebbe meglio ripensarci?

Immagino che Lei sia qui per un’ovvia ragione?


Bob: Si e quale?


Prr: Beh, dopo aver spiattellato tutto riguardo l’Olimpo, immagino vorrà fare

altrettanto con il Paradiso. (all’orecchio) Beh, se così fosse avrebbe già trovato un alleato.


Bob: Immaginazione errata.


Prr: Allora restituisca all’Europa la sua di dignità. E togliamogli

una buona volta per tutte il marchio infamante di “puttana”.


Bob: Dovrei pensarci su. Chissà, magari nel mio prossimo libro.


Nel frattempo entra in scena Lei, la “Diva” per eccellenza, risuona scrosciante un applauso, tutti le si fanno intorno, elogi, inchini, sorrisi. Lei resta un attimo smarrita, poi inorgoglita tende il braccio per i baciamano.


Voci: Ma che simpatica! - Ma è proprio Lei? - Che tenerezza! -


Gum: Che tenerezza? Quella put.......?


Dir: (le si fa incontro) Benvenuta fra noi, come dire: era ora!


Div: Ciao Cara!


Dir: (raschiando la voce) Ehm! Ehm! Brava, hai raccolto anche tu il nostro invito?


Div: Beh! in verità credevo di essere fuori, ma poi, visto come vanno le cose?

Ho pensato di travestirmi da santarellina.


Dir: In che senso?


Div: Beh! confronto a tante? Quella , per esempio, come si chiama?

Quella de “I miei primi quarant’anni”. E quell’altra, quella che canta

Sei bellissima”, che tirava le palle al tennista, come si chiama?

Div: E quell’altra, bionda, che canta, che balla, che recita, che vuole fare la giornalista, che vuole fare un sacco d’altre cose....

come si chiama?


Angeli: Chiiiiiiiii? (in coro)


Div: Quella che ha preso tutti quei milioni dalla RAI. Ma certo che la conoscete. Quella che hanno paragonato a Maradona.

Certo che al confronto è più giusto che di miliardi ne diano più a Lei, di sicuro

prende più palle di Maradona.


Dir: Mi risulta che anche Lei non abbia mai detto no a nessuno.


Div: No, credo proprio di no.

E invece si, almeno una volta, al Padreterno.

Dir: Si richiede un minimo di rispetto.


Div: Ma ora sono lieta di essere qui. Perché tutto sommato,

vorrei riappacificarmi con Lui.

In quanto Lei comprende?

Del resto io ho perdonato tutti. Ormai non mi resta che stare qui a guardare.

E allora, preferisco una posizione privilegiata, magari dall’alto.


Gum: Apposta la vecchia nun voleva morì mai!


Dir: “Pe’ vedè come annava a ffinì”.


Tutti la incensano di complimenti, la fanno accomodare su uno dei divani e le chiedono autografi.


Dir: (scostandoglieli di dosso) Ragazzi, angioletti, tesorucci, vi comunico che con

quest’ultima assegnazione alla Diva qui presente, abbiamo esaurita

l’intera scorta dei posti a disposizione.

Pertanto vi comunico che il nostro lavoro è per oggi terminato.

Prr, s’incarichi di chiudere le porte.

(s’affretta a chiamare Sua Eminenza al telefono bianco)


Prr: (va a chiudere le porte)


Voce: E’ stato fatto un buon lavoro. Mi complimento con Lei Dir.

Ma una cosa non mi è chiara: chissà perché i comuni mortali vogliono

sempre distinguersi.

Comincio a pensare di aver commesso qualche errore. Bah!


Angeli: (tutti insieme cantano “Noi poveri Angeli”)


Sul finire, suona il campanello della porta d’entrata.


Prr: (va ad aprire con sospetto)


Entrano due personaggi; uno in abiti miserevoli, l’altro in panni militari, con tuta mimetica; tutti restano stupefatti a guardare.


Dir: E loro chi sono?


Gen: Sono il Generale, ho pagato anticipatamente un posto in Paradiso e sono

venuto ad occuparlo anzitempo. (rivolto a Prr) Del resto mi stanno dando la caccia su tutto il pianeta.


Dir: Spiacente ma la chiameremo noi, quando sarà il momento.


Gen: Si da il caso che il Generale sia io, e non prendo ordini da nessuno.

(rivolto a Prr) Provvedi alla sistemazione dei miei bagagli.

Veloce. Scattare!


Prr: (lo guarda schifato ma obbedisce)


Voci: E’ il Generale - Proprio Lui in persona - Però chi l’avrebbe detto? -

Non è poi così tremendo.

Così malvagio come lo descrivono.


G&G: (gli si fanno incontro stringendogli la mano) Benvenuto capo.

Qui, è tutto sotto controllo.

Siamo arrivati prima degli altri.

Di chiunque altro.

Abbiamo battuto la concorrenza.


Dir: (rivolto al miserello) E tu chi sei?


Giar: Io sono Giuseppe.


Dir: Giuseppe, meschino, in che cosa posso esserle utile?


Giar: Io sono Giuseppe.


Dir: Si, certo, tu sei Giuseppe, ma che ci fai qui?


Giar: (si guarda intorno) Io sono passato a “miglior vita” e non me ne sono accorto.

Questo è il foglio certificato.(tira fuori un foglio sgualcito)


Dir: (legge ad alta voce)

Si certifica che il Signor Giuseppe di Ignoto, la cui vita è stata un

esempio di onestà e di moralità, ha meritato di fatto un posto in Paradiso.

Ehm! Ehm! (si schiarisce la voce)

Attenda un momento, prego.


Giar: (mette le mani giunte) Io sono Giuseppe, facevo il giardiniere.


Dir: (solleva la cornetta del grande telefono bianco; tutti restano immobili

nel più assoluto silenzio)

Eminenza, mi scusi se la disturbo, ma il caso mi sembra opportuno.


Voce: Questo lo lasci decidere a Noi. Venga al dunque.


Dir: Ecco, c’è qui in Agenzia, un certo Giuseppe giardiniere, che s’è meritato

un posto d’obbligo. Cosa faccio?


Voce: Oh Santo Iddio.


Voce: (un’altra voce ancora più cupa e altisonante della precedente)

Mi avete chiamato?


Voce: No, Santità, è stato un lapsus. Mi scusi, non volevo disturbarla.

Dir, troviamogli un posto qualsiasi, altrimenti siamo belli che sputtanati.

C’è ancora qualcuno a questo mondo che si merita il Paradiso.

Dico io, non c’è più religione!


Dir: Rammento a Sua Eminenza che i posti a disposizione sono stati tutti assegnati.

Cosa facciamo?


Voce: Acci.....questa proprio non ci voleva.

Aspetti, mi lasci pensare un momento.

Sbaglio o ha detto di essere giardiniere?


Dir: Confermo, ha detto proprio così.


Voce: Beh, pazienza! Si dovrà accontentare.

Lo si accompagni di sopra.

In fondo gestiamo sì o no il nostro giardino dell’Eden.

Continuerà a fare il giardiniere così non si monterà la testa.


Angeli:(uno dopo l’altro consegnano a Giuseppe gli attrezzi da giardiniere

dal cielo scende una ripidissima scala di rami fioriti e Giuseppe carico di attrezzi inizia la sua ascesa) mentre gli Angeli cantano in coro:

“Oh! Joseph, Joseph”;


Angy: (rivolta a Cher sottovoce) Ecco un altro che gli tocca lavorare anche una volta

passato a miglior vita.


Gum: Uh che schifezza! Nun c’è più religgione!


Cher: Se lo avessi saputo, certo avrei fatto....tutt’altro.


Prr: (facendo vedere le corna che ha sotto la parrucca)

Ha, ha, ha, (ridendo) stupide voi che ci avevate creduto.


Giar: (continua a ripetere) Io sono Giuseppe. Sono giardiniere.

(ma nessuno lo sta più a sentire)


Prr: (nel frattempo non ha fatto altro che portare all’interno dell’Agenzia i numerosi e ingombranti bagagli del Generale)


Dir: Ecco, Generalissimo, le sue valigie.


Gen: (ne apre una e distribuisce ai presenti sacchetti di polvere bianca, che tutti

cominciano ad assaggiare)


Dir: (Stappa una bottiglia di champagne e tutti insieme levano in alto i calici

alla salute di Joseph che scompare con in spalla gli attrezzi)

La radio che nel frattempo era rimasta muta diffonde ad alto volume: “The S.S.P.P.”; in finale, tutti ballano e cantano insieme.



FINE


Finale
Finale

Testi delle canzoni:



“The S.S.P.P.”


(Tutti)

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P.

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P

un altro giorno è già qui

rap’s on and scratcing


Di certo tu sai / che ieri era ieri / passata la notte è oramai

appena ti svegli non sai / se dove hai dormito tu sei.

E non c’è ragione / di avere apprensione

chiedi The S.S.P.P. / ti basta un gettone

e noi siamo qui

rap’s on and scratcing


E quando apri gli occhi / fai bene attenzione / se in fondo del letto

c’è un Angelo o un Diavolo. / Mentre tu vaghi nei sogni di li

nemmeno t’accorgi che il giorno

è già qui

rap’s on and scratcing


The S.S.P.P.

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P.

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P.

un altro giorno è già qui

rap’s on and scratcing


Se veramente tu vuoi sapere / come potrebbe andare a finire

devi essere pronto a partire / saluta la mamma, la moglie, la zia

e affidati alla nostra Agenzia.

E’ già di per se una gran garanzia.

rap’s on and scratcing


Garanzia! Garanzia! Garanzia!

rap’s on and scratcing


Se a posto tu sei con la coscienza / una piccola spesa / e la santa pazienza

t’affidi alla perseveranza

e ottieni indulgenza.

rap’s on and scratcing


Indulgenza! Indulgenza! Indulgenza!

rap’s on and scratcing


The S.S.P.P.

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P.

rap’s on and scratcing

The S.S.P.P.

un altro giorno è già qui.

and you

rap’s on and scratcing

con noi.



“S’è fatto giorno sul mondo”

(Dir. con coretto di Angeli)


Alleluia!

Alleluia! Alleluia!

Alleluia! Alleluia!


Fratelli esultate è un giorno di festa

chiamate le genti a raduno

mettete le mani in un tondo

s’è fatto giorno sul mondo.


Alleluia!

Alleluia! Alleluia!

Alleluia! Alleluia!


Il cielo s’è aperto al mattino

gli uccelli già cantano in coro

nessuno sia più triste e solo

atteso sia il giorno del dono.


Alleluia!

Alleluia! Alleluia!

Alleluia! Alleluia!


Esultino in cuor loro i gioiosi

si levino in alto le voci

si canti sul mondo giocondo

s’è fatto giorno sul mondo.


Alleluia!

Alleluia! Alleluia!

Alleluia! Alleluia!




“Noi, poveri angeli”

(Fino e Cher)


Chi siamo

diciamo, cantiamo, balliamo.


Siamo noi

poveri Angeli senza nessuna pietà.

Che non sappiamo che cosa

amore vuole dire di là.

Che nulla ci è dato sapere

della vostra felicità.


(Angy e Gum)

Siamo noi

poveri stupidi che viviamo di qua.

Che non sappiamo che cosa

amore vuol dire tra voi.

Che di più bello al mondo non c’è

che la pena d’amore.


(Prr)

Siamo noi

poveri Diavoli che abbiam perduto ormai

ogni possibile felicità.

Ogni speranza ed ogni illusione

di non esser domani

quelli che ormai siamo già.


(Tutti)

Siamo noi

poveri Angeli senza alcuna pietà.

Che non sappiamo che cosa

sia davvero la felicità.

Quanto sia bello amare

dall’altra parte del cielo.


Chi siamo

diciamo, cantiamo, balliamo.

Siamo noi.



“Quei Due”

(G & G)


Quei due noi siamo dell’FBI

gli Agenti Segreti siam noi

dei fuggiaschi il terrore noi siamo


uno: li seguo, li scovo, li arresto

l’altro: li prendo, li spacco, li ammazzo


di ognuno di loro uno scalpo

ci piace ficcarci nei guai

noi siamo dell’FBI.


(ripresa:)


Italiani noi siamo scagnozzi

facciamo gli agenti, i ..ppolizziotti

dei fuggiaschi noi siamo gli amici


uno: li inseguo, li sbircio, li caccio

l’altro: e se ci scappa ci piglio o’ccafè

piuttosto che darci la caccia

ci piace di far parapiglia

teniamo la madre, la moglie, la figlia


uno: ecché altro vo’ ffà?



“Oh! Joseph, Joseph”

(Tutta la Compagnia)


Oh! Joseph, Joseph

lasciaci dir

che l’unico sei al mondo

ad esser salito fin qui


con un bel certifico

che dice

che attesta


Oh! Joseph, Joseph

che giorno fausto

è questo

che giorno incauto


di certo hai avuto pazienza

facendola in barba a chi

avevan già fatto i bagagli

per arrivare fin qui


Oh! Joseph, Joseph

lasciaci dir

che l’unico sei al mondo

ad esser salito fin qui


di certo

tu vuoi che si dica

la zappa, la vanga, l’ortica

di fatto tu hai conquistato

quel posto tanto agognato

Oh! Joseph, Joseph

Oh! Joseph. Oh! Joseph

ma chi te lo ha fatto far.

Oh! Joseph





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