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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 38

90 visualizzazioni

11 minuti

Pubblicato il 30 maggio 2020 in Fantascienza

Tags: #superpoteri #supereroi #amore #amicizia #ragazzi

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Dopo aver mangiato con calma ed essersi concessi anche qualche pino in pieno relax, Valeria si rivolse ai tre sintetici che avevano pranzato con lei, Rita ed Alvaro ovvero Xue, Edwin e Arseniy: -Noi dobbiamo proprio andare: scusatemi ma ho davvero tanta voglia e tanta fretta di fare sta cosa. Vi porterei volentieri con noi, ma non sarebbe il caso: già facciamo correre dei rischi ad Alvaro; però lui ci serve come mezzo di trasporto...-

Quei 3 e lo stesso Alvaro rivolsero un’occhiata sospetta a Margaritka che scosse quasi impercettibilmente la testa. Valeria percepì qualcosa, ma non ci fece propriamente caso...

I 3 risposero a Lentiggini che capivano (anche se Edwin ci tenne a ricordare di essere praticamente invulnerabile come lei e Rita) ma che avrebbe immediatamente dovuto pensare a loro in caso di bisogno.

Alvaro si alzò da tavola e domandò alla Prima ed alla Terza se quindi fossero pronte ad andare. Valeria volle sincerarsi che lui conoscesse esattamente il punto dove teletrasportarsi.

-So dove tenete il tavolo...so perfino qual’è! Mi hai spiegato tutto un miliardo di volte!!! Il tavolo è quello gigantesco, in legno massello, che sta al piano di sotto del casale dove c’è una grande sala con mega camino, una seconda cucina ed un salottino e che non usate mai, se non per grigliare la roba. Portate quel tavolo fuori, direttamente sulla specie di terrazzino che si trova davanti all’ingresso e che dà a strapiombo sulla cascata e la piscina naturale: è lì che dobbiamo apparire e per la precisione sullo stradino che conduce alla sala e al cortile sul retro, in modo da non rischiare di comparire sul tavolo! Ok? Ho ricordato tutto in modo esatto?-

-Mi hai stupita: bravissimo...ma sai di preciso dove...-

-Basta!!! Ma certo!!! Mentre tu mettevi su il tuo show per George, facendo sì che quei 96 Sapiens Sapiens si sparassero un colpo in bocca ognuno col proprio fucile, io ero nascosto ma c’ero, e osservavo tutto!!!!-

Xue, con una espressione estatica, sospirò: -Avrei davvero voluto vedere quel tuo “numero”...dev’essere stato bellissimo!!!-

-Hey! Noi dovremmo essere buoni! Basta di mostrare affascinamento per queste cose!! Cavolo...non posso credere di averlo detto! Comunque sì, è stato fighissimo...DANNAZIONE!!! Perchè devo essere fiera della cosa figa che ho fatto e, allo stesso momento, provare rimorso e dispiacere!??? Che palle!!!!!- Rita le sfiorò il nasino, per poi regalarle uno di quei sorrisi che la Rossa aveva giurato che le illuminassero l’anima, e sussurrarle: -E’ questo che ti rende così speciale...-

-Ok ok ok ok: se volevi mettermi in imbarazzo pesissimo...beh, ci sei riuscita. Ehm...Alvaro!

Per portarci con te devi toccarci?-

il teleporta riccioloso ridacchiò e replicò: -Esattamente: è di primaria importanza che io tocchi entrambe voi in punti piuttosto specifici, altrimenti non potrò portarvi con me!!-

Valeria e Rita gli porsero le mani e lo gelarono con lo sguardo, mentre la Fulva lo rimbrottava: -Non ti faccio nemmeno finire. Quindi essere maiali è una cosa tipica dei Teleporta? Ho sentito dire al Sardo la stessa cosa parecchie volte...e oltretutto 90 su 100 ti palpa comunque una chiappa per darti un passaggio, nonostante le abbia prese da chiunque e lui possa anche sentire il dolore e farsi male...ma credo che provare dolore lo ecciti...-

-Non si può nemmeno scherzare…comunque a me non eccita provare dolore e quindi Avanti: diamoci la manina e andiamo!!!-

Alvaro, Margaritka e Valeria svanirono dalla sala mensa , con la luce verde che era il marchio di fabbrica di quel teleporta.


Al casale dei 7, come immaginato da Crinierona Vermiglia, erano tutti attorno al tavolo.

Il Casale si trovava in una gola e la sua posizione e quella della cascata con la piscina naturale sembravano essere state pensate con cura perchè l’edificio non veniva mai colpito dal sole e i pochi raggi che penetravano quello scenografico canyon battevano proprio sulla piscina naturale: questo rendeva straordinariamente fresco il casale anche nei mesi più torridi, e permetteva di fare il bagno nelle acque del torrente, altrimenti troppo fredde, e prendere la tintarella sui pietroni straordinariamente lisci e di forma regolare.

I 7 erano tutti in costume da bagno e naturalmente il Capo si trovava a capotavola. Il corpo elettroluminescente di Demetra era fasciato da un lungo pareo bordeaux che copriva un bikini dello stesso colore: fino a pochi istanti prima si trovava immersa nelle acque sottostanti. La Sapiens era in fissa con la cascata e la piscina naturale almeno quanto con i poteri garantiti dalla simbiosi con Jakov. La Canadese indossava un casto costume intero verde e, stranamente, in quell’occasione sfoggiava un taglio di capelli cortissimo, con una particolare crestina.

Le forme proprompenti della Diavolessa erano contenute (con difficoltà) da un e pezzi manco a dirlo rosso fuoco.

Naturalmente Parma, con un bikini ridottissimo con perizoma e reggiseno a triangolo (ma aveva indossato dei pantaloncini corti per il pranzo), aveva un basco: si era messa un costume così striminzito perché aveva preso la decisione di abbronzarsi e seguiva il percorso del sole sdraiandosi nei punti più comodi. I Sintetici non si abbronzano e il loro incarnato è sempre della stessa tonalità, ma lei era una Originale: si era data come obbiettivo quello di raggiungere la stessa tonalità di Tom, che era praticamente scuro come Rita...


In tavola si trovava una numero enorme di bottiglie di vino rosso (due già praticamente vuote) e una quantità esagerata di penne all’amatriciana, tale che sarebbe bastata per sfamare tutti gli abitanti del paese più vicino.

Il Sardo, che sfoggiava dei boxer da bagno blu decorati con tante piccole aragoste (alcune azzurre e altre gialle), si riempì il piatto di pasta ma sorrise e lo passò a Demetra, prendendo quello di lei e usandolo per sé: non aveva mai smesso per un secondo di provarci con la Sapiens temporaneamente potenziata e alternava sfrontatezza, volgarità e provocazioni anche offensive a gentilezze e gesti da gentiluomo. Era lei che gli si era seduta accanto: il teleporta dal ciuffo corvino non le dispiaceva affatto, anche se per ora si limitava a flirtare con lui alternando il farsi desiderare ed essere fintamente cattiva a qualche dolcezza tatticamente dispensata con arguzia… I due fecero un brindisi incrociato, con Tom che li invitava ad appartarsi in camera da letto prima di pranzo, perché sarebbe stato peggio fare acrobazie sessuali con la pancia piena.

Risero tutti, ma Parma smise subito di colpo e, con la faccia allarmata: esclamò: -Sta per succedere qualcosa, ragazzi!!! Oh cazzo, Valeria!!!-

Le percezioni della telepate non sbagliavano mai e infatti, ancor prima che qualcuno dei presenti avesse il tempo di domandarle spiegazioni, ci fu un bagliore verde e Valeria, Margaritka ed Alvaro apparvero sulla stradina laterale, a pochi metri dal tavolo. Gli occhi di tutti si fecero neri e l’ex bambina terribile dei 7 uscì dalla nebbiolina verde, raggiungendo l’allegra tavolata: come previsto era riuscita a prendere il controllo di tutti i presenti appena si era materializzata lì.

Aveva bloccato i loro poteri ed i loro muscoli, ma li aveva lasciati liberi di parlare.

Il Capo sorrise e pronunciò con felicità il nome della Regina delle Wunderwaffen, ma quando alle sue spalle apparve anche la gemella dalla pelle ambrata, si sentì gelare il sangue nelle vene.

La Diavolessa mormorò, stupita come mai era stata nella sua già molto lunga vita: -Margaritka??? Oh, cazzo...-

Demetra non aveva mai visto Rita pur avendo lavorato per George, ma le bastò sentirsi completamente incapace di muovere i muscoli (tranne quelli della faccia) e veder comparire quella piccola ragazza diafana dai lunghissimi boccoli fulvi per provare puro terrore.

Con un tono apparentemente gioviale la Regina delle Wunderwaffen si rivolse ai commensali: -Ciao a tutti, scusate se interrompo il vostro pranzo...- ma si stupì profondamente quando notò Demetra: -E QUESTA SAPIENS CHI CAZZO SAREBBE????!!-.

L’ex mercenaria trovò davvero strano il non riuscire a tremare: senza il telecontrollo di Valeria il suo corpo sarebbe stato scosso da tremori così forti da sembrare crisi epilettiche!!!! Non aveva mai provato così tanta paura in vita sua: se la ricordò che fluttuava in aria, con gli occhi completamente neri come aveva in quel momento, meravigliosa e spaventosa allo stesso tempo.

Riusciva a pensare solamente che quella piccola sintetica dalla pelle bianchissima l’avrebbe orrendamente fatta uccidere di nuovo, e che a nulla sarebbe servito il campo elettromagnetico che difendeva il suo corpo...

Quella creatura così affascinante si avvicinò di un paio di passi e Demetra si disse “Ecco: adesso interromperà il campo elettromagnetico e mi farà tagliare la gola con quel grosso coltello...oppure me lo farà infilare in un occhio…”

Valeria la osservò per bene e sgranò gli occhioni verdi: -Un momento...Jakov è in simbiosi con lei???? Ma che cazzo sta succedendo? Hey...ma questa è la prima che si è sparata! Oh, cazzo!!!! L’avete riparata sul serio??? Avete riparato davvero tutti?-

fu la Canadese, che sembrava la meno preoccupata, a rispondere: -Sì sì: sono uscita di testa per quello che avevi fatto e il Sardo è corso in Argentina a prendere un suo amico Curandero: gli ho dato una mano replicando il suo potere e li abbiamo rimessi tutti a posto! Demetra è voluta restare qua...-.

Valeria, mentre Rita rimaneva in silenzio a fissare in cagnesco il Capo e la rabbia che stava provando molto probabilmente si poteva percepirla a chilometri di distanza, si avvicinò ancora alla Sapiens dai capelli candidi. Ovviamente la ragazza continuava a morire letteralmente di paura: stava seriamente rischiando l’infarto e sentiva il proprio cuore battere ad un ritmo certamente non salutare... Si trovava seduta al posto alla destra del capotavola opposto al fiume, ovvero quello che dava verso la stradina. La Rossa le sfiorò lo zigomo sinistro con la punta del suo nasino, annusandola, e una lacrima scese dall’occhio destro dell’umana...

Erano tutti davvero molto preoccupati e scioccati dall’improvvisa apparizione di quella che fino a pochi giorni prima era stata una loro inseparabuiule compagna, ma adesso era riapparsa con tutta un’altra luce negli occhi: era sempre la solita Valeria ma, allo stesso tempo, la sua espressione e il suo modo di fare sembravano chiaramente suggerire che avesse nuove consapevolezze.

A dire il vero non ci voleva un genio o un’attenta osservazione delle movenze e delle espressioni della prima Sintetica della storia per capire che non era lì per una rimpatriata: il fatto che si fosse presentata con Rita e li avesse tutti paralizzati parlava chiaro.

La Canadese, che sembrava essere l’unica libera di parlare anche se in realtà lo erano tutti, piuttosto in ansia chiese a Lentiggini cosa avesse intenzione di fare a Demetra, che provò a supplicarla ma le uscì fuori soltanto un incerto e singhiozzante “ti...ti prego…” che si interruppe perchè quella aprì leggermente la bocca…

L’attenzione della Sapiens fu catturata da 4 quei canini di cui tanto aveva sentito parlare: erano già un po’ estesi!!!!!

-Oddio...- pensò la sconvolta Demetra -non mi farà suicidare perchè ora mi strapperà via la faccia, o mi dilanierà la gola!!! E’ vero, cazzo: a lei il gusto del sangue piace un sacco!!!!!!! Mi azzannerà alla gola e lo scudo elettromagnetico di Jakov non potrà nulla, perché lei comanda a suo piacimento elettricità ed elettromagnetismo!!! Spero di morire subito e non sentire troppo dolore...-

La Canadese gridò -Valeria, no!!!!!!- ma quella spiazzò tutti perché rinfoderò quelle affilatissime 4 zanne artificiali (in realtà comunque i corpi di tutti tranne Demetra, Parma e la Canadese erano in pratica artificiali), sorridendo sinceramente all’unico componente umano del gruppo dei 7 ed esclamando, con voce gioiosa: -Sono davvero felice che tu sia viva, e in salute! Questi capelli e la luce azzurra che emana il tuo corpo ti donano davvero molto: sei davvero bellissima...ed hai anche un buon odore, per essere una Sapiens. Tu e Jakov avete la mia benedizione per questa simbiosi: a me è stato spiegato cos’è lui, è giusto che prosegua per la sua strada e a te sarà davvero molto utile. Goditi questi poteri e la sua compagnia. Lui ti proteggerà e non permetterà che ti accada nulla di male e, avendo modificato il tuo DNA, molto probabilmente certi cambiamenti resteranno anche se dovesse capitarvi di dividervi… Adesso tesoro ti lascio libera, tranquilla!-

Gli occhi di Demetra tornarono al loro splendido grigio naturale, la Fulva le si inginocchio accanto e, abbassando la testa, sussurrò: -Giuro che sono davvero dispiaciuta per ciò che ho fatto a te ed a tutti i tuoi compagni. Per fortuna la Canadese si è imposta ed il Sardo ha trovato un’ottima soluzione; ma questo non mi giustifica in alcun modo. Ti chiedo sinceramente scusa e so che sembrerà completamente idiota come cosa, ma vorrei che tu mi perdonassi e che mi abbracciassi...-


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