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Una storia di angelaaniello

E se pure ti dicessi...

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2 minuti

Pubblicato il 27 dicembre 2020 in Altro

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E se pure ti dicessi che la vita è l'inaspettato che si adagia perfettamente dentro di noi e, all'improvviso, ribalta le prospettive, non per farci camminare sulla paura ma in punta di piedi perché ogni pezzo di storia armeggia per trovare la sua giusta collocazione.

E se pure ti dicessi che da tutti i cassetti dobbiamo tirare fuori i nodi, anche con voce tremula o smarrita, insieme supporremmo che il cappotto della notte non è poi così dismesso se è pieno di stelle e che i sogni, come le stelle, ci raccontano la più grande delle verità:

"Dobbiamo osare per essere felici! Dobbiamo consegnarci i desideri sul davanzale del cuore

a volte simili a creature ferite, altre, pronti a mormorarli scarabocchiando in caratteri speciali la parola speranza."

E se pure ti dicessi che, sì, è vero, i giorni corrono troppo, ma non vanno mai dimenticati perché sono i custodi di tutti i nostri tagli e di tutte le nostre toppe. I rammendi sono grandi come miracoli ed è allora che non bisogna zittirsi.

Hai presente quando la luna sembra una sfera così perfetta da trattenere il fiato dinanzi alla sua bellezza?

O quando i grappoli del vischio dal rosso profondo spiccano sul verde brillante di foglie irregolari come fossero una pittura?

Bisogna rincorrerle le parole o disegnarle per descrivere ravvivando quegli attimi. Contando i respiri smacchieremmo il buio. Restando negli angoli lo lasceremmo esattamente com'è.

E se pure ti dicessi che la tristezza, poi, accende gli occhi d'incanto, tu penseresti che sia una enorme bugia e scalceresti da ogni parte con l'anima segnata da gessetti cupi e labbra serrate per non cogliere alcun indizio di luce.

Ma i passi devono risuonare per splendere, devono sbocciare diversamente per risalire.

Immagina il fianco ripido di una montagna, se non ti ci abbarbicassi con tutta la forza possibile, crederesti mai di arrivare in cima? Il dolore ci manda la gola in fiamme e, se non cominciamo ad urlare, il magone si raddoppia irritandoci.

E se pure ti dicessi che il coraggio ci lascia vivi comunque e si frappone tra l'odore buono dei ricordi e l'uscio semiaperto di una promessa fatta a a se stessi per non dichiararsi sconfitti, per non appiattirsi, per non spegnersi. Tu smetteresti di sentirti solo e tenderesti l'orecchio a un mio richiamo?

Allora, sia pure sull'ultima riga, ogni volta che sarai più deserto che oasi rigogliosa, ogni volta che non avrai una luce da raccontare, ogni volta che non saprai ritagliare di nuovo dall'elenco la parola inizio, ti dirò che i sassi non si buttano mai. Vanno smussati per non regredire. O rimessi in mare per farli inghiottire dalle onde e poi restituire.

Tendimi la mano, parcheggiamo lontano il rumore dei pensieri e attendiamo che l'alba ci schizzi in un rimpasto di abbracci.

Credimi, ogni anno vale sempre la pena di farsi cullare!



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