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Una storia di Sirenfae

La Stagione Estiva

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5 minuti

Pubblicato il 11 dicembre 2020 in Erotici

Tags: #explicit #fetish #sex #youngmature

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Premetto che da sempre sono stata una ragazza molto, come dire,...vogliosa.
Il sesso è diventato quasi una droga, appena uscita dalla pubertà. Non facevo altro che passare da un letto all'altro, dimenticando facce e corpi come niente. Persino il loro gender mi era completamente indifferente, bastava solo che mi soddisfacessero. Persi la verginità a soli tredici anni - assolutamente consenziente - con un ragazzo di quasi vent'anni (a detta sua) e da lì mi è come partita una strana perversione per gli uomini più grandi di di me. Non mi era mai più capitata l'occasione di andare a letto con uno superiore ai venticinque anni e quel desiderio cominciò a crescere dentro di me giorno dopo giorno, finché...

Avevo da poco compiuto diciott'anni e per indipendenza economica avevo deciso di andare a lavorare per l'intera stagione estiva presso un piccolo albergo-ristorante in alta montagna, quasi completamente sperduto nei fitti boschi. L'intera struttura era a gestione familiare così composta: una coppia con quasi sessanta o settant'anni, loro figlia di trenta, suo marito di quarantuno e il loro figlio di quasi quattro anni. Erano persone abbastanza gentili e lavorando in sala insieme alla figlia dei proprietari mi ambientai subito. A lavorare insieme a me per la stagione c'erano anche tre ragazzi della mia stessa età. Due di loro erano parecchio carini e cominciai a fantasticare, a come e dove l'avremmo potuto fare, mentre dell'altro quasi neanche mi ricordo il volto. I dipendenti avevano una piccola casetta dietro l'albergo per dormire e riposarsi composta dalle stanze da letto ed un unico bagno. Fortunatamente per me, ( e senza averlo chiesto) essendo l'unica ragazza, mi fu concesso di stare in una delle stanze dell'albergo che non venivano quasi mai affittate, allo stesso piano in cui soggiornavano - per la stagione - anche i proprietari e loro figlia con la famiglia. Per me fu un vero e proprio colpo di fortuna, poiché nella stanza avevo una scrivania, un bagno con doccia tutto per me e un letto da una piazza e mezza. Le cose cominciarono a farsi interessanti quando Dan (chiamerò così il genero dei miei datori di lavoro) cominciò sempre più spesso ad apparire nella grande sala da pranzo a fine turno, quando sparecchiavo e pulivo. Dapprima pensai fosse una semplice casualità: in fondo, lui lavorava nella riserva dietro lo stabile e quasi mai lo s'incontrava nell'albergo, ma viveva in quest'ultimo per tutto il periodo estivo insieme a sua moglie e suo figlio, quindi smisi di farci caso, finché la sua presenza cominciò a diventare una costante, sopratutto quando la moglie scendeva in città per commissioni e stava via anche due o tre giorni.
Riuscii a lanciargli due o tre occhiate e lo sorpresi sempre a toccarsi - quasi casualmente - il membro prorompente. Una fortissima eccitazione mi colse e senza scompormi troppo, a favore dei suoi occhi, mi chinai profondamente sul tavolo che stavo pulendo, mettendo in mostra i miei seni generosi che spuntavano con cattiveria dalla camicetta sbottonata della divisa. Lo guardai di sottecchi, scoprendolo molto più eccitato di me. Doveva avere un pene veramente grosso se gli tirava il cavallo dei pantaloni a quel modo.
Mi sentii umida fra le gambe e le sfregai cercando di alleviare il desiderio crescente, senza successo. Lui non era proprio un bell'uomo, ma aveva l'età giusta per soddisfare i miei capricci sessuali. Continuammo a stuzzicarci a quel modo per diversi giorni, finché un pomeriggio, dopo che la cucina aveva chiuso e la sala era stata accuratamente pulita, dovetti scendere nel seminterrato dove tenevano la lavanderia per le tovaglie. Ficcai tutto il lavatrice e attesi che partisse e proprio in quel momento sentii passi pesanti scendere le scale. Avevo già capito che era lui dal profumo della colonia che metteva sempre e lo attesi dandogli volutamente le spalle. Quando arrivò dietro di me, mi mise una mano intorno alla pancia, massaggiandomi con il pollice mentre con l'altra mi spostava i lunghi capelli biondi di lato, ansimando sul mio collo. Io lo lasciai fare mentre con la mano destra scendeva lungo la gonna corta che portavo come divisa e la sollevò con facilità.
Dato che ogni momento poteva essere quello buono per una bella sveltina, avevo preso l'abitudine di non mettere mai gli slip e dato che era estate, neanche le calze sottili che imponevano i proprietari.
Le sue mani erano callose con dita lunghe e forti e già pregustai il loro rude movimento nella mia intimità. << Quanti anni hai? >> mi mugugnò contro l'orecchio. Io mi morsi il labbro << Diciotto >> e lui, soddisfatto di quella risposta, sollevò del tutto la gonna afferrando la mia vagina accuratamente depilata. Dapprima, si limitò solo ad afferrarmela e a strizzarmela leggermente, come a saggiarne il peso o la morbidezza, poi cominciò a sfregare il palmo e dietro di me spinse in avanti il bacino facendomi sentire la sua virilità. Mi afferrò la mano con quella libera e se la portò sul pacco << senti cosa mi fai. >> ansimò ancora e poi finalmente le sue lunghe dita furono in me. Aprii la bocca e ansimai forte, cosa che a lui piacque molto.
Le sue due dita si mossero esperte dentro di me, uscendo e rientrato con intensità crescente. Mi appoggiai a lui mentre cercavo al contempo di allargare le gambe e non cadere. Lui lo prese come un invito e si avventò contro la camicetta, sbottonandola di prepotenza per afferrarmi un seno. Scavalcò agilmente il sottile tessuto del reggiseno e le sue mani calde furono sul mio capezzolo turgido e ritto. Cominciò a darmi delle botte sulle natiche con il suo bacino come se cercasse di penetrarmi il culo con il membro ancora nei pantaloni. Le sue dita si muovevano sempre più veloci che ora erano diventate tre. Il rumore umido della mia vagina sgrillettata riempiva l'aria e eccitava entrambi ancora di più finché fui sul punto di venire più e più volte ma rumori di passi al piano superiore c'interruppero bruscamente. L'uomo tolse le sue dita e lasciò il mio seno, lasciandomi mezza nuda ed esterrefatta.
Lui cominciò a salire le scale ma si voltò prima di sparire << Stanotte, fatti trovare pronta per me. >> e detto ciò sparì.

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