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Una storia di DomenicoDeFerraro

Questa storia è presente nel magazine FIABE E FILOSOFIA NAPOLITANA

LA LINGUA DEL GATTO

RACCONTO UMORISTICO

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10 minuti

Pubblicato il 08 dicembre 2020 in Fiabe

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LA LINGUA DEL GATTO



Il mio animo anela ad una verità sostanziale dell’essere figlio e padre nello spirito santo. Non è una concatenazioni di termini episcopali, neppure un carciofo in fiore e l’essere per l’essere , nello spirito dell’immacolata concezione . Il mio verso corre in queste sere fredde e desolate , si nasconde sotto un albero addobbato , tra le strade illuminate , tra i sorrisi , le smorfie , tra un tempo che non tornerà mai più indietro. In questo lasso di tempo , nell'attimo in cui si consuma questa vita, con tutte le sue aspirazioni ,sofferenze , incertezze , una lacrima scende ,rompendo il silenzio , creando un back up. Ed ecco dal profondo di questo buco nero , appaiono d'Artagnan e i tre moschettieri, Cappuccetto rosso ed i tre porcellini , la vecchia strega, sdentata che vende di solito , castagne , all'angolo della strada del vicolo curvo e scuro. E la voce delle creature si sentono con l'urla delle madri, salire insieme al grido del pescivendolo, della donna affacciata alla finestra , insieme al dolore del malato in punto di morte , ed il pensiero s’immedesima all’istante con milioni di persone nelle sciagure passate .

Ed ora cosa succederà, cosa avverrà in questo nuovo anno ?

Vinceremo mai lo scudetto.

Il poveretto salirà mai le scale di san Pietro

Verrà un nuovo anno

Qualcuno ha rubato l’alloro

Non è intelligente quel gatto.

Credevo peggio , uno squarcio nella realtà .

Hanno portato il poveretto all’ospedale .

Tutta la gente del rione, conoscenti, amici, creditori, dietro all’autoambulanza . Mi sembra una processione, in testa un guappo vestito a lutto, fuma sigarette , una dietro l'altra.

In questo quartiere una volta c’era un vecchio professore di chitarra che tenere un gatto che sapeva parlare tutte le lingue del mondo. Quest’ultimo aveva , tanto viaggiato in qualità d’interprete a bordo delle grandi navi da crociera . Era un micio bianco e nero con una stella sulla fronte . Caruso cosi si chiamava il gatto, aveva nove vite e sapeva parlare bene, come dicevo tutte le lingue del mondo , compreso i dialetti gli slang dei vicoli che s'inerpicano da Santa Lucia fino a Posillipo. Un gatto geniale che amava fare le serenate alle sue amate gatte. Qualche volta cantava per le coppie innamorate sedute, strette, strette sulle panchine in estasi davanti al panorama della città. Monti brulli di cartapesta che scendono con le case rupestri, verso il burrascoso mare. Il gatto era un fine cantore, possedeva una bella voce, fatta di miagoli ed acuti , era un vero tenore. Il vecchio se ne rallegrava assai e si vantava d'essere suo padrone. L'aveva trovato un mattino in un angolo fuori al porto, da solo ,sporco con una sacco sulle spallucce che miagolava e imprecava sui i passanti:


Facite la carità

Guagliò vai a faticare

Chi ti conosce

Tenne a coda fradicia

Tenne ò musso storto

Zuzzuso

Puozze passa un guaio niro.

Eccolo là mò cade dalla bicicletta

La sorte volle che il vecchio capisse il gattesco così gli procurò subito un bel pesce fresco di due chili , circa , dato che il gatto non mangiava da diversi giorni , il quale divorò in un battibaleno . Divennero subito amici, il vecchio ed gatto , quest’ultimo gli fece le fusa e per ricambiare la gentilezza , gli imparò a dire qualche frase in gattesco ed in inglese.

Ora una sera, il povero vecchio, stava proprio male, ma tanto male che Vincenzino il portiere dello stabile vistolo in quelle condizione gli mise le cosiddette scolle in fronte bagnate d'acqua fresca.

Professore come state ?

Ma che vi siete mangiato ? qualcosa che vi ha fatto male, occhi cosi non li ho mai visti, giallo canarino.
Il gatto Caruso , addò sta?

Non lo fare scappare , vallo a prendere, lui conosce ogni rimedio.

Sarà capace di guarirmi, da questo male oscuro.


Professore quello è un gatto , vi confesso pure nù poco antipatico , ha sempre quell'aria di superiore, di chi sa tutto . Sarà pure un genio, ma io vi confesso non lo posso tanto soffrire.

Vincenzo tu non hai capito niente

Professore io non capito niente ma il gatto è morto

E tu toccalo e vedi come passi un guaio.

Il male ricorda è sempre in agguato , leggenda vuole che i gatti possono vivere cent'anni ,qualcuno dice che alcune razze siano immortali. Si dice conoscono il segreto dell'esistenza , capaci di parlare con coloro che non ci sono più.

Sara professore ma io non lo sopporto

Va bene Vincenzo e come dici tu

E cosi sia


Il povero vecchio , sentiva la fine giungere, sentiva che la vita lo stava per lasciare , rammentò le lunghe passeggiate fatte con il gatto che gli narrava le sue mirabolanti avventure sulle navi transoceaniche . Verso l'ignoto , oltre ogni confine , navigando con il vento in poppa , visitando luoghi d'inenarrabile bellezza.
Il vecchio era stato abbandonata dalla moglie, cacciato fuori di casa dal suo amante , perché inadempiente alle sue funzioni matrimoniali . Con il gatto aveva trovato la sua fortuna , in poco tempo con lui al suo fianco , era diventato abbastanza ricco, non proprio ricchissimo ma finalmente con qualche banconota in più nel portafoglio.

Il gatto faceva il lavoro sporco, faceva lo smargiasso, le serenate agli innamorati e prendeva venti euro all'ora , salvo interessi , il vecchio guadagnava quindici euro a serenata . Mentre il gatto Caruso mangiava pesce a volontà dopo ogni concerto. Come era tenero ,vederli passeggiare insieme vicini , vicini, amici per la pelle, sotto le stelle , sotto una luna chiena , chiena, che illumina il mare di luce, un bagliore che fa salire in superficie, sirene e scorfani, spigole, merluzzi, delfini . Che bello avere un amico, un vero amico con cui poter parlare per ore , con cui poter confidare i propri umori , le proprie idee.

Il gatto voleva bene al suo padrone. Ed il vecchio cosi lo mise come erede universale in caso di morte nel suo testamento. Pagando prima una casa di cura per gatti, al momento del suo decesso avrebbe dovuto provvedere alla cura di Caruso. La gente, del quartiere , quando li vedeva passeggiare insieme , lungo il corso principale, rimaneva sbalordita. In molti rimanevano sbalorditi:

Come sa parlare bene quel gatto il cinese.

Ha un inglese impeccabile cosi chiaro e fluente .

Si vede è un gatto intelligente

Ha studiato molto

E gatto figlio di un gatto

Che gatto d’Egitto quello è un genio

Un gatto rimane sempre un gatto non e la grammatica a rendere un gatto sapiente . Ma l’eloquio conduce il gatto ad essere un linguista.

Certo il sapere ornitologico, rende chiaro il volo dell’uccello

Il gatto è un ladro

Meglio un cane che un gatto

Il gatto la sa più lunga del cane

Sara una definizione etimologica

Semmai semiotica

Cosa è un formaggio

La magia del gatto

Il gatto mammone

Per Dio ma cosa dite il gatto non è morto

La leggenda del gatto corse per tutta Europa cosi le comitive di turisti inglesi , quando sbarcano in città , volevano come interprete il gatto . Il vecchio gli piaceva giocare a carte, un vizio che aveva da ragazzo , una delle cause del suo divorzio. Continuava a perdere a zecchinetta e tressette , ma non si dava pace. La moglie una vasciaiola dello pallonetto che si dice in gioventù , aveva fatto tante marchette che l’aveva condotta a guadagnare una fortuna con i soldati americani giù ai locali notturni. Di nome Carmela detta a spagnola, teneva due zizze enormi. Il marito, il vecchio, l'aveva lasciata per i troppi tradimenti di lei . Per vendicarsi dopo il divorzio la moglie , aveva sparsa la voce in giro che chiunque vedesse il suo ex marito seduto ad un tavolo da gioco avrebbe dovuto dargli un cazzotto in testa. Cosi il povero vecchio abbuscava tutte le sere , pure sè vinceva o perdeva, aveva perso quasi tutti i denti per questo e teneva sempre un occhio nero.

La vita è bella , perché varia . Perché esiste il bene ed il male ,perché esiste il mare ,perché esistono personaggi come il gatto ed il vecchio . Che come ho detto prima non era mai stato uno stinco di santo, che diceva sempre tante parolacce e faceva il magnaccia sulla pelle del povero gatto. Ma la furbizia del gatto , fino conoscitore del mondo degli uomini era stato provvidenziale ,di nascosto aveva messo un bel gruzzolo da parte. E con la sua amante , una graziosa gattina che abitava a via dei Mille di nome rosetta , gatta domestica di una vecchia contessa bisbetica , orba e zoppa . Aveva pianificato una fuga amorosa. La storia intanto aveva preso una svolta, una piega assai dolorosa .Il povero vecchio continuava a lamentarsi ed il portiere non sapendo cosa fare chiama il 118, chiama l’ospedale santo spirito , i pellegrini, chiama il cardarelli, cosi venti minuti dopo giunge in casa del vecchio una autoambulanza con a bordo due infermiere cacagli ed un medico paranoico.

Aiuto, aiuto ,aiutatemi , grida il vecchio . E mentre il gatto ritorna da uno dei suoi vagabondaggi , dopo aver fatto tre o quattro serenate. Fatto l'amore con la gatta della contessa , si lecca il pelo e guarda sornione il povero vecchio . Caruso aiutami tu, grida il vecchio ed il gatto gli và vicino e gli lecca il viso, poi s'avvicina alla sua bocca e gli alita dentro un soffio di vita . Il vecchio cosi schizza dal letto , il portiere grida : Miracolo . E mentre , entrano i due infermieri cacagli , balbettando dicono ma... ma.. ma addò stà ò malato. Il medico paranoico, caccia fuori un siringone , lungo trenta centimetri e s'avventa sul vecchio che visto l'aggressore, urla, aiuto , mi vogliono uccidere.

Il portiere sconvolto, visto il pericolo imminente , chiama la polizia ed i carabinieri, chiama l'esercito e perfino l'ex moglie del vecchio La vaissa che si precipita a casa del suo ex marito con una mazza di scopa in mano ed una pistola calibro trentotto , nascosta nella tasca del grembiule . Intanto il tempo passa, le nuvole passano , le mode passano, gli amori passano. Ma questo nostro stupore non ha motivo di passare , nel continuare a non capire il perché il gatto sappia parlare, tante lingue. Del suo successo con tutte le gattine della zona . Perché il vecchio è cosi sfortunato . Perché il mondo continua a girare su stesso, perché la chiesa comanda il mondo intero , perché cristo continua a soffrire su una croce , continua a sanguinare per una gloria personale per un dirigente ,per un sindaco , un ministro, per una donna d’amare non amare per un mondo che cade sempre più giù. Sotto le grinfie del medico paranoico , il vecchio grida , grida mentre il medico dell'autoambulanza, vuole ad ogni costo , fargli una puntura, un mix di anestetici che potrebbero addormentare una mandria d'elefanti.

Carmela la vaiasse , entra in casa del marito . Vede ciò che accade ,risoluta caccia fuori la sua calibro trentotto e fa fuoco contro il medico e i due infermieri cacagli. Giunge la polizia, i carabinieri . Carmela viene condotta al carcere femminile di Pozzuoli , per detenzioni d'armi da fuoco, mentre il vecchio lo portano in ospedale al cardarelli in autoambulanza. Il quale continua a ripetere addò stà Caruso . L'autoambulanza corre nella notte , lungo strade oscure , per costellazioni, stelle, pianeti lontani . La sirena, squarcia l'aria, ed un canto di pietà, s'eleva nella sera fredda , un canto di natale che fa intenerire e ti mette a pensare a quando s'era bambini.

In ospedale il vecchio riceve la visita di tutta la gente del rione, Baccalaiuoli, verdurmari, pescivendoli , fuochisti. Chi gli regala una cosa , chi un'altra. Il natale cambia le persone , un nuovo anno e alle porte. Quanti ricordi affiorano nell’animo travagliato , quante tristezze , s’intrecciano con questo raccontare nell’ortodossia di un racconto umoristico . Chi sa , forse andando avanti , potremo farcela, forse potremo cambiare. Questa nostra misera vita . Anche noi , potremo aspirare ad essere salvi , forse migliori, forse meno ricchi economicamente , ma con una salute che non ci faccia disperare. Il gatto intanto se la ride , mentre racconta le sue avventure ad una comitiva di tedeschi i quali gli piace assai bere birra a limone e vino del Vesuvio . Gli piace mangiare ogni leccornia napoletana, calabrese, pugliese. La luna è sempre lì sul mare della nostra immaginazione , ci guarda negli occhi innocenti , indifesi . L'osserviamo da basso , continuiamo a non capire chi siamo, cosa ci facciamo qui su questa terra, in questo angolo dell'universo. Sotto un cielo , illuminato da milioni di stelle , il pensiero inquieto corre verso un nuovo anno . Esce dal quel vecchio corpo d'anni addietro, attraversa la tristezza del mio tempo , diventa un tric trac, una botta muro , un pallone di Maradona, una stellina, scintillante che scende ,scende giù dai balconi delle vecchie casa del corso a salutare il nuovo anno che sta per arrivare , con la sua lingua parlata da un gatto che non è un gatto ma solo quel matto che vive dentro di noi.




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