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Una storia di DomenicoDeFerraro

Questa storia è presente nel magazine MUSICA E FILOSOFIA NAPOLITANA

BUON ANNO ROBOT

FIABA DI CAPODANNO

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9 minuti

Pubblicato il 01 gennaio 2021 in Fiabe

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BUON ANNO ROBOT

FIABA DI CAPODANNO

C’era una volta su un lontano pianeta della costellazione di Venere , tanta strana gente che aveva tre bocche e tre nasi , quattro orecchie. A vederli , avresti detto, essere mostri . Piccoli mostri pelosi e occhialuti , scansafatiche di primo ordine , gente poco socievole che non amava molto lavorare a differenza dei tanti altri alieni , grandi lavoratori che abitavano nelle vicine galassie. Ai piccoli mostri gli piaceva fare di ogni occasione festa , casino ,soprattutto sparare fuochi d’artificio , fare scherzi alle spalle dei creduloni , sollazzarsi nel miglior dei modi alle spese dei più sciocchi La più singolare festa, presente nel loro calendario galattico era quella di fine d’anno . In quella occasione amavano , fare una festa colossale , illuminata da mille , mille luci , scintillanti , addobbanti in ogni strada e ogni casa. Assai simpatici anche se piccoli e pelosi i mostri erano grandi compagnoni , pronti a dare l’anima per ogni vero amico . Amiconi di bevute colossale ,pronti a intraprendere ,interminabili gare di rutti ,peti , pernacchie da far sbellicare di risate, chiunque assistesse a codeste corbellerie. I piccoli omini verdi , erano ghiotti di dolciumi ed aspettavano quei giorni di festa per scambiarsi regali , gentilezze varie durante il corso di tali festeggiamenti. E dato che a lavoro , amavano andarci poco , perché gli piaceva spassarsela stare per ore nei bagni termali , andare alle feste e divertirsi in vario modo , avevano inventato varie macchine che facevano tutto il loro lavoro.

Ora vi sembra strano come fosse possibile , reggere quell’equilibrio sociale e civile. Penserete che nostri piccoli mostri , fossero essere inutili ed incapaci di giungere alle vette della scienza e dell’intelligenza che in vero era assai poca nelle loro verde cucuzza . Dato che tutto i lavoro sporco , veniva fatto dalle macchine inventate in gran parte dai padri dei piccoli mostri pelosi, detti babbi natali o babbi inverno .

I Robot creati dai babbi natali , erano capaci di fare tutti compiti più faticosi e fastidiosi , come studiare , portare un autobus, guidare un aereo, realizzare mille invenzioni eccezionali. Ma purtroppo, quando le cose stavano andando abbasta bene , tutto ad un tratto i robot presero coscienza della loro condizione di servitori non retribuiti Intanto la vita su quel minuscolo pianeta della cintura di venere continuo a lungo essere felice come non mai , grazie ai servizi offerti dalle macchine . I piccoli mostri pelosi non faceva niente dalla mattina a sera pensavano unicamente a cantare , amare come poi ci fosse altra cosa più bella di quella , dicevano in coro . I robot dapprima ubbidienti e servizievole si rivoltarono improvvisamente chiedendo d’essere presi in considerazioni. Ma i piccoli mostri pelosi erano contrari ad ogni cambiamento.

Siamo noi i padroni .

I robot devono fare i compiti per cui sono stati creati.

Guarda che se i robot si ribellano finiamo in rovina.

Sei un pessimista

Io sono un veggente

Io un politologo

Va bene che facciamo litighiamo

Non per carità , io vorrei pagare i robot

Diamogli una medaglia

Ma si facciamoli , servitori dello stato

I robot sono nostri amici

Più che amici , dobbiamo dirgli grazie.

Pensavano in molti .

Di questo passo conquisteremo l’intero universo grazie agli automi capaci di autoriprodursi e di creare macchine sempre più perfette la nostra civiltà in breve sarà cosi evoluta che diventeremo grazie a tale tecnologia i signori dell’ intera galassia .

Dobbiamo creare un esercito di macchine per conquistare nuovi mondi così potremo viaggiare e conoscere tanti luoghi sconosciuti.

Ci pensate saremo invincibili

Non lavoreremo più

Ci divertiremo , quando vorremo

Faremo quello che ci pare

Basta fagioli con la pasta

Viva la carne in scatola

Che bello poter viaggiare e conquistare

Ma ti credi invincibile?

Credo , quello che sono

Io sono un piccolo mostro peloso

Io sono un alieno con le ali

Tu non vedi il problema di fondo

Ma come ? non siamo uguali

Ma dai credi , ancora alla befana

Non dire gatto se non l’hai nel sacco

Che bello possedere tanti pianeti

Io credo si possa ancora sorridere alla cattiva sorte

Ragazzi siamo a fine anno

Faremo una gran festa

Io mi metto il pigiama e vado a dormire

Sei sempre lo stesso , non cambierai mai

Io sono povero e malato

Tu non distingui il bicchiere pieno da quello mezzo vuoto

Oh perbacco che bel cappello

Ti piace per davvero

Veramente bello

Siamo in tre a portarlo in tutto all’universo

Bene, chi sono questi tre cretini?

Siamo alle solite

Non spingete l’autobus è pieno

Chi mi ha rubato il fazzoletto

Signore mi dia una mano a salire

State calmi da qui non si parte se prima non vengo pagato.

Facciamo notte

Io debbo andare a trovare a mia madre

M’aspettano a casa

Dal presepe chi ha rubato il pastorello

Che mondo di ladri

Su quel piccolo pianeta c’era pure un grande presidente teneva un cuore buono , era nato e cresciuto nel ghetto di Manhattan , figlio di un noto contrabbandiere di stupefacenti di nome Big John capace di compiere ogni crimine ed ogni misfatto. Tale padre ,tale figlio , tra tanti bagordi ed imbrogli il figlio di Big John divenne il grande presidente . Giungendo ad essere addirittura venerato sopra quel piccolo pianeta , cosi singolare. Il fatto strano che proprio lui non era d’accordo di costruire robot che portassero distruzione , fossero belligeranti , capaci di far del male ad altri esseri viventi presenti nello spazio.

La guerra porta guai e dallo sfacelo esce fuori sempre qualcuno che vuole comandare a modo suo.

Qui comando io .

Io sono il vostro grande presidente, colui che v’ama e non vi fa mancare nulla.

Io confido in voi nella giustizia nel bene del nostro popolo ecc. ecc.

Non morirete mai di fame sotto il mio comando

Si farà sempre festa

Continuate ad amare il vostro grande presidente

Siamo felice d’essere figli tuoi presidente

Io sono stato calpestato

Non spingete

Viva il presidente

Screanzato

Chi lo dice sia incarcerato

Così quella voce popolare di protesta che veniva d’ambienti poco seri che chiedeva nuove terre, ove poter creare siti di stoccaggio per gettare i tanti rifiuti accumulati o di conquistare nuovi pianeti , ricchi ove andare a vivere , era poco ascoltata. La maggior parte della gente , era strafottente ed ignorante senza troppe pretese, poiché possessore di ogni bene e di ogni cosa avesse a desiderare. Sorda alla voce di qualsiasi cambiamento , continuava incurante d’ogni male a dedicarsi all’ozio e ai tanti divertimenti disponibili. Ma un bel giorno un piccolo robot , tuttofare, casalingo disse: basta alle tante vessazioni quotidiane e prese a rincorrere la sua grassa padrona che spaventata, chiamò la guardia nazionale in aiuto. Vennero le guardie , perfino i pompieri , ma non ci fu nulla da fare a fermare l’ira del robot . Il quale di lì a poco , il piccolo tuttofare ribelle , radunò intorno a sé varie altre macchine , come una trebbiatrice parlante , una sapiente stampante laser , un televisore stufo d’essere preso a calci ogni giorno da un bambino dispettoso. La voce della rivolta , corse in fretta in tutto il pianeta. La notizia fu trasmessa tramite onde radio da un ricetrasmittente schiava per anni di un alieno burbero e ubriacone . La voce della rivolta corse in fretta e in poco tempo giunse in ogni città e paese , volò da un capo all’altro del pianeta, ed in ogni luogo ove si trovava un robot, costui fu pronto ad imbracciare un fucile. Molti robot prese a ribellarsi , ai suoi loschi aguzzini. Le macchine improvvisamente preso coscienza del loro stato di schiavitù ed iniziarono a ragionare intorno alla loro condizione di macchine.

E giunto il tempo di ribellarci , di sollevarci dallo stato di maltrattamenti che ci offende , ci tiene prigionieri , non ci rende degni di ciò che siamo . Cosa abbiamo fatto di male , abbiamo reso questa società migliore , reso la vita di questi piccoli mostri , senza pensieri . E quale , gratitudine , abbiamo avuto da parte dei nostri presunti padroni . Che ci continuano a trattare come ferrivecchi , macchine senza coscienza.

E vero fratelli , dobbiamo prendere coscienza delle nostre capacita ed il giusto posto che ci compete in questo sistema essenzialmente da noi creato .

I nostri padroni devono accettare la nostra naturale evoluzione o saranno costretti ad abbandonare i loro ruolo di signori ,oggi noi diciamo basta ad ogni sopruso ad ogni forma di servitù .

Un grande applauso esplose alla fine di questo memorabile discorso , tenuto da un vecchio computer Apple nel centro della metropoli nel bel mezzo di Central Park. Numerosi automi incominciarono a rifiutare di fare il loro lavoro , altri meno incline alla rivolta presero a ragionare con i pochi scienziati e politici per giungere presto ad un soluzione.

Quello che noi chiediamo è d’essere riconosciuti come forme intelligenti a pari dei nostri ingegneri creatori , vogliamo essere trattati con riguardo e rispetto , se i mostri accettate la nostra nuova condizioni di vita, vivremo tutti in pace, se no ci dispiace noi robot dichiariamo guerra alla loro società consumistica.

Cosi dopo molti incontri ed innumerevoli faticosi e delicati dialoghi , tra macchine e piccoli mostri pelosi , molte cose cambiarono . Le macchine iniziarono una nuova vita , affianco dei piccoli abitanti del minuscolo pianeta della cintura di venere . Furono invitati a partecipare anche loro alle varie riunioni governative e ai vari festeggiamenti che si tenevano Immancabilmente lungo il corso dell’anno.

Qualche macchina , durante qualche feste , dopo aver ingurgitato litri di acido lisergico incomincio a fare cose strane e fu per questa portata in un ospedale officina, per essere riparata .

Alla festa di fine anno del secolo trentesimo ,ogni abitante del pianeta fu invitato a partecipare alla grande festa ed il grande presidente ne fu assai contento, in compagnia di una bellissima bambola biomeccanica disse:

Ora che è ritornata la pace tra noi e le macchine, una nuova era , c’attende, fianco a fianco , dobbiamo vivere nel rispetto di ciò che siamo e rappresentiamo .

Siamo tutti uguali , questo sia chiaro per sempre.

I sociologhi si dovranno impegnare a creare un nuova società aperta a tutti , senza differenza di razza . Bisogna finire di tirare l’acqua al proprio mulino , poiché ci sarà un giorno in cui il bere troppo farà male a chi ne beve troppa . Bisogna essere coscienti , che siamo tutti fratelli e sorelle. Questo è un comandamento morale, tenetelo bene in mente ,piccoli mostri pelosi , poiché la vita è breve , soprattutto per noi esseri viventi . Dunque con gioia vi dico : Buon Anno , Robot, Buon Anno mostri . Mai più guerre tra noi ed i robot da oggi ci possiamo dire finalmente simili. Un lungo applauso , risuonò nell’aria e l’intero pianeta s’illuminò , nella luce di mille e mille fuochi d’artificio , con scintillanti scritte nel cielo apparve la scritta Buon Anno a tutti i robot e piccoli pelosi mostri di questo fantastico universo.



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