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Una storia di Lapennadirox1965

THE PRINCE

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3 minuti

Pubblicato il 15 aprile 2021 in Humor

Tags: #AMORE #MORTE #PRINCIPEFILIPPO

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Probabilmente di Prince, ne conoscete uno solo, quello canterino; ma lui è già morto da alcuni anni.

No, io sto parlando del principe Filippo, alias Duca di Edimburgo, marito della Regina Elisabetta.

Sì, perché quando ha sposato Elisabetta (che non era ancora The Queen) è diventato Duca, scendendo di qualche gradino nella scala dinastica, lui che era nato principe.

Poi Bettina (lo so, non dovrei chiamarla così, solo Lui poteva farlo !) quando è diventata The Queen, l’ ha riabilitato, concedendogli il titolo di principe consorte.

Quando ieri ho saputo del suo trapasso, sentendomi più inglese che italiana, ho deciso di mandare alla Regina, le mie condoglianze.

Sul sito della Royal Family, è possibile farlo e quindi, in serata, nel mio migliore inglese, ho trasmesso la mia vicinanza nel momento del dolore.

Mi sono comunque scusata per gli eventuali errori, spero capirà, non avevo mai scritto ad una regina.

Ma quando ho vissuto a Londra, mi sono trovata così bene, che mi sembrava opportuno farle sentire il mio affetto.

Non avevo mai fatto nulla di simile alla morte dei vari presidenti della Repubblica Italiana, ma loro sono stati tanti: lei è la sola e l’ unica vera Regina, con la R maiuscola.

Resiste da 73 anni, i nostri presidenti al massimo 7 anni e poi scatta il dimenticatoio.

E in 73 anni di cose ne ha viste e affrontate tante (guerre, crisi, scioperi, la Thatcher, Camilla, Brexit, Megxit) e lui sempre accanto, seppur indietro.

Pare che sia stato la sua roccia, il suo consigliere, forse l’ unico che poteva mandarla a quel paese, in barba alla ragion di stato.

L’ ha pure fatta soffrire; pare che avesse un debole per il gentil sesso, con carni fresche e sode (e un certo feeling con il Nazismo, ma non si deve parlare male dei morti!).

Però Bettina ha chiuso un occhio, strigliato in privato il principe, ingoiato il boccone, messo il cappello, preso la borsetta ed eccola lì presente al taglio dell’ ennesimo nastro, sorridente a ricevere fiori dai bambini. E lui sempre dietro, dicendo stupidaggini.

Ma quelle stupidaggini, che a volte hanno creato imbarazzo, sono anche riuscite ad alleggerire la pesantezza di certi impegni.

Adesso lei è rimasta sola, nessuno più da redarguire, da controllare che metta la cravatta giusta e le calze uguali.

O che prenda la pastiglia per la pressione.

Ma anche nessuno a cui chiedere consiglio.

Se vuole, sono disponibile.

Mi ritengo una persona di sani principi e con i piedi ben piantati per terra (mi va bene qualsiasi terra, se è il Regno Unito, ancor meglio).

Ora che ho mandato le condoglianze magari diventiamo amiche.

Posso andarle a prendere le medicine in farmacia o i vestiti dai colori zuccherosi, in lavanderia.

Posso starla ad ascoltare quando mi parlerà dei bei tempi passati, quando mi racconterà per la centesima volta:

<< Sai, quando ero in Kenia e...>>

Sapete come fanno gli anziani.

Ora sto aspettando che mi mandi il ricordino.

Sapete, quell' elegante biglietto bianco, bordato di nero, con dentro la foto del caro estinto e una frase stampata tipo : “ Per sempre nei nostri cuori “

Un tempo si faceva anche da noi, era un’usanza molto sabauda.

Ho una scatola piena di quei biglietti di parenti e sconosciuti vari.

Ora se la sfangano con un generico ringraziamento stampato sui manifesti di pubblica affissione.

Ma lei è una regina, sa come ci si comporta e quindi so che me lo manderà e

io lo metterò sulla mensola del camino ad imperitura memoria di Philip The Prince.

E voi che leggete so che mi invidierete!


Di Rossella Gioda


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