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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine LA SCOMPARSA DI KRIS KREMERS E LISANNE FROON

KRIS & LISANNE - PRIMA PARTE

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8 minuti

Pubblicato il 25 aprile 2020 in Giornalismo

Tags: #coldcase #misteri #scomparse #reportage #horror

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Voglio occuparmi di uno dei misteri irrisolti che più mi ha intrigato, e tra i meno noti al pubblico italiano: la misteriosa scomparsa, e purtroppo morte, delle olandesi Kris Kremers e Lisanne Froon.

Siamo nel 2014 e all’epoca Kris aveva 21 anni e Lisanne 22: si erano conosciute lavorando in un ristorante di Amersfoort, cittadina di cui entrambe erano originarie, ed erano diventate molto amiche fino a condividere gran parte del loro tempo poiché risiedevano nello stesso studentato. Si erano laureate praticamente assieme (Lisanne in Scienza Applicata e Kris come Educatrice Sociale e Culturale) ed avevano pianificato un lungo viaggio di sei settimane a Panama per imparare lo spagnolo, mettendo da parte soldi per oltre sei mesi.


Il 15 Marzo 2014 partirono con un volo da Amsterdam per il Costa Rica e da lì raggiunsero Bocas del Toro a Panama. Dopo essersi godute due settimane di puro relax e turismo in giro per Panama il 29 si spostarono a Boquete, una cittadina di 19.000 abitanti vicina al confine col CostaRica: i loro piani prevedevano di imparare lo spagnolo e svolgere mansioni di volontariato per i bambini in una scuola del paese venendo ospitate per 4 settimane da Miriam Guerra, che si occupava spesso dei turisti stranieri ed aveva una stanza con un ingresso indipendente nella sua casa di Boquete Alto; ma misteriosamente lo staff della scuola dove avrebbero dovuto lavorare disse loro che non ci sarebbe stato posto fino al lunedì successivo. Solo 3 giorni prima l’istituto (gestito da olandesi) aveva inviato loro una mail di conferma e in occasione di quell’inspiegabile cambio di programma Lisanne scrisse al padre “Ci hanno mandate via: sono davvero delusa” e Kris disse a Miriam che il personale era stato freddo, maleducato e non era più sicura di voler effettivamente lavorare in quel posto. La padrona di casa, intervistata in seguito, riferì che le ragazze erano molto intelligenti, timide ma al tempo stesso irrequiete e la prima sera passata da lei (il 29 Marzo) Lisanne non si sentiva bene: tenete a mente che soffriva di asma e Boquete si trova oltre i 1000 metri di altitudine ed ha un clima spaventosamente umido.

Il 30 girarono un po’ per la città ma si dedicarono soprattutto a pianificare le escursioni da fare per la settimana che si erano improvvisamente trovata “libera”. Il 1 Aprile partirono dalla casa di Boquete Alto dove erano ospiti, in compagnia di Azul, il cane della famiglia. Avevano intenzione di percorrere il sentiero “El Pianista”, fino al punto panoramico “El Mirador” attraverso la giungla, e tornare indietro. Avrebbero dovuto impiegare al massimo 3 ore per raggiungere la sommità e altrettante per tornare indietro. Partirono vestite leggere (Shorts e canottiere) e con un solo zainetto con dentro passaporti, circa 80 dollari, una reflex digitale Canon Powershot sx270, i loro telefoni (l’iPhone 4 di Kris e il Galaxy SIII di Lisanne), una bottiglia d’acqua e costumi da bagno. Si fecero portare da un taxi fino alla partenza del sentiero. Interrogato in seguito, il tassista riferì che aveva lasciato le ragazze al punto di partenza alle 13:40, ma in realtà erano le 11 del mattino. Alcuni testimoni dissero di averle viste mangiare in compagnia di due misteriosi connazionali.

Secondo alcuni il cane apparteneva alla signora Guerra, secondo altri era della famiglia che gestiva il ristorante dove le due olandesi avevano pasteggiato prima di incamminarsi sul sentiero e questa, unita ai misteriosi connazionali e alla discrepanza sull’orario riportato dal tassista, sono solo le prime 3 stranezze di questa storia.

Le ragazze avevano scritto su Facebook che sarebbero andate in giro attorno a Boquete.

Raggiunsero El Mirador alle 13 ma non tornarono indietro come previsto: a quanto pare avevano controllato il sentiero su internet il giorno prima e si erano innamorate di una cascata nella fitta giungla: avevano intenzione di raggiungerla e farsi un indimenticabile bagno. Attenzione perchè il Sentiero “El Pianista” è ben conosciuto, ben segnalato e facile (pur immerso nella giungla e prevedendo di passare dei torrenti su passaggi un po’ improvvisati) ma finisce al punto panoramico di El Mirador, dove diversi e ben visibili segnali avvisano i turisti di non proseguire oltre senza una guida esperta: da lì in poi il terreno diventa infido e pericoloso e perfino la tribù locale degli Ngobe difficilmente vi si avventura nella stagione delle piogge, che va da Aprile ad Ottobre.

Chi prosegue oltre El Mirador lo fa con una guida esperta e con un equipaggiamento adatto a passare diversi giorni nella foresta (impermeabili, cibo, tende da campeggio); Kris e Lisanne non avevano nulla di tutto ciò.

Le due ragazze sarebbero dovute tornare da Miriam Guerra entro l’ora di cena; ma non fu così. In nottata fece ritorno a casa il cane Azul, ma delle giovani nessuna traccia. Fino alle 13, ovvero quando si erano incamminate oltre il punto di El Mirador, avevano messaggiato regolarmente con i loro familiari in Olanda e postato su Facebook, ma da allora più niente…

Il 2 Aprile avrebbero avuto un appuntamento con una guida locale che le avrebbe portate in escursione al vicino Parco Nazionale, ma naturalmente non tornarono. La signora Guerra, a quel punto, dette l’allarme ed il 3 iniziarono le ricerche da parte delle Autorità Locali con squadre dotate di cani aiutate da parecchi residenti e anche con il supporto aereo di elicotteri; ma delle due nessuna traccia. Il 6 giunsero sul posto, direttamente dall’Olanda, anche i familiari di Lisanne e Kris con rinforzi delle forze di polizia olandesi che avevano portato i loro migliori cani molecolari per fiutare tracce delle due giovani: la ricerca proseguì per 10 giorni a tappeto per le foreste circostanti il sentiero del Pianista e ben oltre El Mirador. Decine di soldati dell’Esercito panamense parteciparono alle operazioni, equipaggiati con razzi segnalatori per farsi notare anche in mezzo alla vegetazione più fitta, così come altri elicotteri ed aerei. Si unirono tantissimi locali ed anche membri della tribù degli Ngobe, anche perché nel frattempo era stata messa a disposizione una ricompensa di 30.000$. KRIS KREMERS E LISANNE FROON SEMBRAVANO ESSERE SVANITE NEL NULLA, SENZA LASCIARE TRACCIA.


Adesso iniziano le cose davvero inquietanti…

10 settimane dopo una donna appartenente alla tribù degli Ngobe trovò lo zainetto delle ragazze in una risaia lungo le sponde del fiume Culebra. Era nei pressi del villaggio di Alto Romero, a 17 km da Boquete e ad 8km dal termine del sentiero El Pianista (alla cima di El Mirador). Il punto dove fu trovato lo zainetto si trovava a circa 8 ore di cammino da El Mirador, da dove sarebbe stato quasi impossibile raggiungere sia il punto del ritrovamento che il villaggio di Alto Romero in quella stagione, anche per persone esperte. Era così difficile arrivare sul posto che la Polizia raccolse lo zainetto issandolo su un elicottero, e ipotizzò immediatamente che fosse stato trascinato fin lì dalle acque del fiume, ma la donna era sicura che non ci fosse stato fino a quel giorno e nelle settimane precedenti si erano abbattute sulla zona piogge fortissime; ma quello zaino era asciutto ed in perfette condizioni, nonostante in teoria avesse passato settimane nella giungla e sotto la pioggia. All’interno furono trovati due paia di occhiali da sole, due reggiseni da bagno, il passaporto di Lisanne Froon, 83$ in contanti, una bottiglia di acqua, la reflex digitale di Lisanne ed i telefoni di entrambe. Anche tutti gli oggetti erano in perfette condizioni. Dalle analisi risultarono 13 impronte digitali sullo zaino, 12 sui telefoni e soprattutto 6 impronte appartenenti ad altrettante persone diverse sui reggiseni. Non si sa se e come le Autorità panamensi abbiano indagato su queste impronte: se lo hanno fatto non hanno mai reso pubblici i risultati delle analisi.

Nello stesso giorno furono ritrovati dagli Ngobe anche gli shorts di Kris: dissero che erano allacciati, perfettamente piegati e posti su una roccia vicina al fiume. Erano in perfette condizioni e anche loro asciutti e puliti.

A quel punto si analizzarono i due telefoni e si scoprì che le due ragazze avevano chiamato con l’IPhone di Kris il 112 (numero di emergenza europeo) alle 16:39 del 1 Aprile e fatto un secondo tentativo con il Samsung di Lisanne alle 16:51 ma non c’era campo. Ricordiamo che le ragazze avevano passato il punto di El Mirador, oltre il quale è sconsigliatissimo avventurarsi, poco dopo le 13. Dopo quel tentativo di contattare i soccorsi le giovani spensero i loro smartphone e li riaccesero soltanto 14 ore dopo: alle 6:58 del 2 Aprile il Samsung provò di nuovo a connettersi con il 112 e ci riuscì, ma la connessione resse soltanto per due secondi e quella fu l’unica volta in cui uno dei due apparecchi riuscì a trovare campo. Alle 10:53 ci fu un nuovo tentativo con quel telefono sia verso il 112 che verso il 911 (numero di emergenza panamense) ma ancora senza risultati. Il Samsung venne spento e, durante quel 2 Aprile, le ragazze tentarono nuovamente una telefonata al 112 utilizzando l’iPhone di Kris alle 18:14. Il 3 Aprile ci fu l’ultimo tentativo di chiamata, stavolta verso il 911 e con l’iPhone e sempre senza risultato; da allora le ragazze non provarono più ad effettuare chiamate di emergenza, ma accesero regolarmente i loro telefoni in cerca di segnale, sempre senza trovare campo.

La batteria del Samsung Galaxy III di Lisanne “morì” alle 5:56 del 5 Aprile, il quinto giorno della loro scomparsa. Alle 10:50 dello stesso giorno ci fu l’ultima ricerca di segnale da parte dell’IPhone con sblocco del telefono tramite PIN (che era 0556) come era sempre stato fatto fino ad allora, poi alle 13:37 senza sbloccarlo e il 6 Aprile due tentativi alle 10:26 ed alle 13:37 con PIN errati. Il dispositivo fu lasciato spento fino all’11 Aprile con un ultimo tentativo di accesso con PIN errato alle 10:51 e lasciato acceso fino alle 11:56, quando fu disattivato per l’ultima volta, e mai più riacceso. Secondo alcuni blogger che si sono occupati del caso ci sarebbero stati ben 77 tentativi di accedere all’iPhone tra il 7 ed il 10 Aprile e secondo altri 80 tentativi di chiamata di soccorso ma, anche restando ai dati ufficiali che parlano di una accensione senza PIN e 3 altri tentativi con codici errati, la terribile ipotesi che il telefono di Kris Kremers sia stato in mano ad una terza persona fin dal primo pomeriggio del 5 Aprile è maledettamente verosimile…

CONTINUA...


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