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Una storia di IBonamiciFredducci

Il conoscente INTOLLERABILE

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10 minuti

Pubblicato il 25 maggio 2020 in Humor

Tags: #amici #diario #grigliate #pensieri #vita

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Aveva smesso da inizio Aprile: era abituata a fumare una quantità fantascientifica di canne fin dai tempi delle superiori... Non aveva calcolato una cosa, però: in certi casi l’essere lucida avrebbe potuto dimostrarsi una cosa estremamente negativa!

Ma andiamo con calma: non avendo mai sviluppato vere dipendenze in vita sua aveva potuto chiudere con qualsiasi vizio e sostanza senza il minimo problema. L’Erba era stata l’amore più duraturo di tutta la sua esistenza ma a causa del lockdown, non essendoci la possibilità di procurarsela, si era trovata forzatamente a doversene privare, finendo per accorgersi che non le era cambiato niente e non ne sentiva assolutamente il bisogno. Adorando però il gesto del fumare (soprattutto la sera davanti ad una serie tv o ad un film, magari in compagnia) era passata alla sigaretta elettronica, svapando liquidi dolcissimi al sapore biscottoso…

Quel sabato, a quella grigliata, per la prima volta provò una voglia irrefrenabile di stendersi con una razzone pesantissimo, e magari collassare…

Come mai? Semplicemente per IL CONOSCENTE INSOPPORTABILE!!!

No, non poteva chiamarlo “amico”: era un amico del ragazzo di sua cugina e, a sua volta, si era messo con una vecchia amica del gruppo… In raltà anche il ragazzo di sua cugina mal lo sopportava e ne parlava sempre male.

Anche quando fumava come una disperata aveva sempre pensato che non fosse un bel soggetto; ma da strafatta non aveva mai dato troppo peso ai suoi modi di comportarsi.

La prima grigliata dalla fine del lockdown sarebbe stata anche la prima occasione per lei di rivedere quel ragazzo, che chiameremo A, e la prima volta da lucida!

Generalmente, quando sparlavano di A con gli altri, lei si manteneva sempre piuttosto neutrale: non aveva mai compreso che ciò era dovuto solo al fatto che aveva sempre passato del tempo con lui in fattanza pesa e ciò aveva sempre edulcorato i terribili comportamenti …

Certamente si era accorta bene di come fosse fatto ed in un paio di occasioni, nonostante la quantità fuori da ogni logica di razzoni fumati, era comunque andata vicinissima all’incazzarsi lasciando però correre per l’impossibilità fisica di gestire una discussione in un simile stato psicofisico. Esempio: una volta A aveva preso possesso della sound bar e continuava a mettere solo musica di stra merda e, dopo che lei aveva chiesto di mettere “re-Offender” per miliardi di volte, una volta che un’altra amica lo aveva fatto lui aveva skippato la canzone dopo pochi secondi. Notando il disappunto dipinto sulla sua faccia, un altro amico le aveva subito detto in tono paterno: -Facciamo un altro pino, dai...-

La sera della grigliata da lucida A, appena arrivato in compagnia di F (la vecchia amica del gruppetto, con cui si era messo assieme) era partito col mettere le mani dappertutto (senza lavarsele) iniziando a mangiare qualunque cosa gli capitasse a tiro e, non contento, parlandoci sopra!!!

Divorava qualsiasi cosa fosse commestibile, esprimendo le sue ignobili minchiate riempiendo di schizzi di saliva ogni cosa!

-Ok- pensò lei: -Non mangio pane, né focaccia...tanto comunque li avrebbe finiti entrambi ancor prima dell’inizio della cena...e speriamo che ti vadano di traverso, maledetto schifoso!-

Poco dopo il “simpaticone” iniziò a dar fondo alle scorte di vino presenti in casa (rafforzate in vista dell’arrivo suo e della sua partner, che bevevano come spugne).

Lei si disse: -Vabbè...tanto io il vino lo schifo...e ho la brutta sensazione che stavolta sta cosa sia un grave handicap-


Passarono le ore, col padrone di casa intento a preparare tonnellate di contorni, poi la brace e grigliare quantità considerevoli di carne. Lei e gli altri aiutarono in tutti i modi possibili, come consuetudine; A non mosse un dito, continuando a bere come un disperato e a sparare discorsi che facevano salire il livello di incazzatura della nostra sfortunata protagonista minuto dopo minuto.

Le apparve chiaro che avendo smesso di fumare e non avendo mai apprezzato gli alcolici, per quella sera era condannata alla massima lucidità e si stava già rendendo pienamente conto di quanto trovasse intollerabile A, senza “aiuti”.

La tequila era l’unico alcolico che le piaceva: la adorava e la reggeva piuttosto bene ma, sfortunatamente, in casa non ce n’era.

Avrebbe potuto chiedere ai ragazzi di farla fumare, ma l’avrebbe presa come una sconfitta personale. Doveva sopportare. Sopportare quel misogino, tollerare tutte le sue uscite da “maschio alfa”. Oltre a maschilista e narcisista, era anche quel tipo di persona che ritiene scontato essere servito e riverito dalle altre persone: se avesse avuto prurito all’ano di certo avrebbe voluto che fosse qualcun altro a grattarglielo.


Quando finirono le due bottiglie di vino che avevano portato giù in giardino, A iniziò a chiedere di continuo dove fosse la roba da bere. Il padrone di casa gli spiegò che era rimasto tutto al piano di sopra e che qualcuno avrebbe dovuto andare a prendere tutto, dicendogli chiaramente che stava rompendo le scatole da 20 minuti e che poteva alzarsi rendersi utile portando giù da bere per tutti; ma niente...passò a domandare come mai ancora nessuno lo avesse fatto!!!!!

Lei voleva afferrare il proprio bicchiere (pieno di Coca Cola, la cui bottiglia aveva ben pensato di portare giù) e spaccarglielo sulla fronte.

Alla fine F si arrese, e salì su a prendere tutte le bottiglie.

Lei iniziava quasi ad avere i tremori da nervosismo.

Ad un certo punto la compagna del padrone di casa si rivolse proprio ad A e F: -Ancora non vi avevamo rivisti e quindi ve ne parliamo adesso: per questa estate, in cui i soldi saranno pochi e oltretutto a me non daranno ferie, si pensava di cercare una grande villa con piscina per affittarla per un weekend lungo, e andarci tutti assieme...-

-Macché!!! Questa estate noleggiamo una barca a vela per un mesetto!!!!-

Lei strinse il pugno sinistro talmente forte che i suoi artigli quasi le lacerarono la pelle del palmo: nella sua testa gridava come una matta: -Ma che cazzo di idea e’???? Razza di idiota!!! Ti ha appena detto che non ci sono soldi e che non le danno le ferie, mentecatto!!!!!!-

La padrona di casa, infatti, cercando di mantenere pure lei la calma provò a mettere di nuovo in chiaro: -Prima di tutto la barca a vela è un’idea che non piace a nessuno e ne parlammo già tempo fa...e comunque, soprattutto, non abbiamo soldi e a me non danno ferie: al massimo 3 o 4 giorni!-

-Seh...non ti danno ferie!!! Ma chi lo dice che non ti danno ferie??? Te le daranno eccome!!!-

-Lo dice la Compagnia per la quale lavoro: lo ha già messo in chiaro...tempo fa...-

-Seh...ma certo che ti danno le ferie!!!!-


Lei avrebbe voluto saltargli addosso con un balzo felino ed iniziare a graffiarlo e morderlo, per poi infilare entrambi i propri pollici nelle orbite di quella faccia di merda, in stile “28 giorni dopo” o anche “28 settimane dopo” e godere mentre gli riduceva in pappetta gli occhi e sfondava le orbite, dando una simpatica mescolatina anche al cervello.

Aveva pienamente compreso quanto affrontare quel indigeribile essere vivente fosse una prova troppo ardua da lucida: era quel tipo che fa tutto bene lui, che ha sempre ragione lui, che ne sa sempre più di te. Era quella persona che, se tu sei maschio e ti chiami Luigi, se ti dice che sei femmina e ti chiami Lucrezia vuole per forza aver ragione, perché lo ha detto lui e quindi è così!

Potresti anche stare un mese a dirgli che ovviamente saprai il tuo nome ed il tuo genere sessuale, ma sarebbe inutile.

-Ma quindi quando ti arriva la macchina elettrica???-

e lei tremò, perché fino ad allora in pratica aveva affrontato la serata evitando di rivolgergli la parola, ma ora le aveva fatto una domanda!!!

Con un sorriso da attrice consumata e una voce amichevole e del tutto credibile rispose: -Beh… purtroppo, col lockdown, gli stabilimenti son stati chiusi 7 settimane e non mi arriverà certo entro il 15 Luglio come da contratto...-

-Ma ci andrai al lavoro?-

-No no: al lavoro sempre in scooter… In Centro, anche se puoi parcheggiare con le elettriche, non c’è mai posto e oltretutto la scasserebbero subito...-

-Ma puoi parcheggiare proprio in piazza, davanti al negozio!!!-

-No: è Area Pedonale: non si può...-

-Ma sì che si può!!!! Te lo dico io!!!!!!-

-Io lavoro lì da quasi 5 anni, ci vado praticamente tutti i giorni della mia vita: lo saprò dove si può o dove non si può' parcheggiare, non ti sembra????-

-Ma ce la puoi mettere: te lo dico io!!!!!-

Alzò le mani in teatrale segno di resa, gli voltò proprio le spalle e si allontanò perché stava già pensando di rompere una delle bottiglie di vino già vuote e bucarlo come un puntaspilli.

Poi da A partirono continue richieste del tipo “quando si mangia?”. Gli fu spiegato che, da tradizione, le grigliate si mangiavano solo quando tutta la carne era pronta, in modo che anche il cuoco potesse sedersi a tavola e godersi la cena; ma lui rispose: -Ma daccela via via!!!!!-

-Ma così lui non mangia perché gli fate fuori tutta la roba...oppure la mangia fredda e comunque non se la gode perché deve stare attento alla griglia!-

-Ma daccela via via, dai!!!!!-

Lei pensò “le coltellate te le darei via via: una sequenza di coltellate su tutto il tuo torso ti darei via via, essere abominevole...-

Poi discorsi umilianti nei confronti della sua ragazza, per “dimostrare” di essere il maschio Alfa e lei la sua serva, poi discorsi omofobi…ignorando che F era stata legata sentimentalmente anche con individui del suo stesso sesso, e c’era stato del tenero anche con la protagonista del racconto...


Lei decise di seguire la griglia (anche perché iniziava ad avere una fame boia, e la fame la rendeva ancor più nervosa), stando appiccicata al padrone di casa. Una delle cosce di pollo cadde per terra.

-Cazzo!!! Vabbè...una in meno...- disse lei, ma lo “chef” le fece l’occhiolino: -Assolutamente no: la sciacquo, la rimetto sulla griglia e poi la poggio sopra tutte le altre: tanto la prenderà di certo A...- e così accadde: quando finalmente le carne fu messa in tavola, A si lanciò sui vassoi prendendo per primo tutto quello che gli pareva.

Quando un altro dei presenti le fece una domanda su un piccolo ritocchino estetico che si era concessa ed A si tramutò pure in esperto chirurgo sognò di afferrare il mega coltello che si trovava appoggiato su uno dei vassoi, aprirgli la gola con un fendente secco e preciso e poi alzarsi e afferrarlo da dietro trascinandolo agonizzante verso la griglia, mentre spruzzava sangue ovunque, per poi sbattere la sua faccia di merda tra i carboni ardenti e lasciarlo lì, tornando con un bel sorriso a tavola e ricominciando a mangiare il cibo zuppo del sangue di quell’idiota, come se niente fosse, inebriata dall’odore di carne bruciata che si sarebbe iniziato a diffondere.

Si cullò in quel pensiero per svariati minuti.


Ancora con l’ultimo boccone di dolce, con la scusa che avrebbe dovuto alzarsi presto l’indomani, salutò tutti e praticamente corse fuori da quella casa. Ringraziò tutti gli Dei dell’universo di non trovarsi negli Stati Uniti: se avesse avuto un’arma da fuoco a portata di mano, quella sera avrebbe riempito A di proiettili senza il minimo dubbio...

-Se mai non ci fosse modo di evitare di rivedere quel pirla mi porterò almeno una bottiglia di tequila da casa!-


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