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Una storia di utente_cancellato

G&G

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3 minuti

Pubblicato il 04 giugno 2020 in Fantasy

Tags: #distopia #fantasy #psiche

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.....il dottor Gennis, che operava, in assoluto anonimato, sia ben inteso, non odiava nessuno.


Nel suo laboratorio, lì, appunto, nell'interrato del suo villino, tra le mille cianfrusaglie del suo disordine, custodiva, in un piccolo recinto alto appena un metro, il suo più grande progetto, Gunter, un piccolo omino, dai capelli crespi, rossi e radi, occhi acquosi azzurri, un po' curvo e, a sinistra, gibboso.

Gunter attendeva , solo quello poteva fare, per ore ed ore; a volte sbuffava grattandosi una piccola escrescenza squamosa e pelosa che si elevava dal mento, a volte invece, fissava il soffitto cremisi maculato da larghe chiazze di salnitro cercando di individuare in esse qualche primordiale figura.

Ad ore non stabilite, inaspettatamente, indossando un camice largo e logoro, con un ampio taschino all'altezza del cuore nel quale erano riposte pinzette e lacci di lana, chiazzato da macchie informi e scolorite, il dottor Gennis, nella tenue e fioca luce delle lampade a petrolio, appariva, quasi fosse un santo di gesso, in controluce, sul culmine del piccolo ballatoio e, con passo cauto e ritmato, scendeva con lentezza esagerata l'angusta scala tenendo sul palmo della mano sinistra mentre con la destra faceva schermo quasi fosse la fiammella di una candela , l'agognato premio, un biscottino.

Gunter lo osservava con ansia ed eccitazione, gli occhi lacrimavano non si sa bene per quale ragione, un'acquolina di un umore distillato inondava la sua bocca e un leggero sentore profumato che sembrava essere di zucchero filato prendeva forma nella suo immaginario; ora, finalmente, dopo tanto e dopo tutto, l'esperimento poteva iniziare....

Il dottor Gennis, aveva capito, quasi che ciò si fosse manifestato inaspettatamente come effetto collaterale di un non so che o come un'atavica rivelazione, che Gunter era bravissimo ad eseguire esercizi sempre più complessi, sia fisici che mentali, in cambio, sempre e solo, di quel piccolo e sudato premio.

Il dottor Gennis, annotava ciò meticolosamente, giorno dopo giorno, su un piccolo taccuino dalla copertina nera e dalle pagine bordate di rosso, in perpetuo, con una vecchia matita logora dai morsi dei dubbi.

I nuovi progressi che Gunter faceva erano prodigiosi, mai scontati, ma , sia ben inteso, il dottor Gennis pretendeva sempre più , l'esperimento era diventato per lui un gioco, sì esasperato, ma al contempo necessario, fargli ripetere, in modo frenetico e compulsivo, per più volte, lo stesso esercizio lo riempiva di gioa e di gratitudine.

A volte, al dottor Gennis piaceva ingannare, nel momento di premiare Gunter , porgeva lentamente con la mano destra, il croccante biscottino trattenuto con la pinzetta, quasi fosse un raro francobollo, ma, subito, appena aveva coscienza che Gunter si apprestava a spalancare la bocca , ritraeva con gesto fulmineo la mano medesima chiusa a pugno elargendo un sorriso beffardo e squittente.

Gunter, cosciente, pur ben sapendo, avendo già vissuto il fatto innumerevoli volte, ancora , rimaneva attonito e, invece di ribellarsi, come sarebbe stato giusto che fosse, no, imperterrito non demordeva, anzi, ricominciava a danzare più freneticamente ed a recitare vecchie poesie sempre più velocemente.

Altre volte, forse, preso da umana compassione, il dottor Gennis, lasciava che Gunter si sfamasse, in verità in parte, perché era solito spezzare il biscottino in due tocchi, e lanciare il più grande ai topi che intanto, come di consueto, si erano posti a semicerchio davanti al basso recinto, e lasciare che la briciolina rimanente si depositasse sulla sua bramosa lingua.

Quelle piccole briciole che Gunter poteva assaporare erano assai molto gustose, forse ancor più del sospirato intero premio; alimentato dalla fantasia di cosa potesse essere nella sua completezza, cadeva sempre più nella sua puerile ansia , anzi , in verità, un sentimento di rispetto e disciplina cresceva in lui e, al contempo ottundeva la sua mente; l'esperimento, così come il dottor Gennis aveva previsto, gratificava il suo animo, aveva trovato in esso ciò che aveva sempre desiderato, l'ordine e la speranza.


Il dottor Gennis, che operava, in assoluto anonimato, sia ben inteso, non odiava Gunter .......


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