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Una storia di IBonamiciFredducci

Dentisti Sexy

Ho la coppia di dentisti più bella che si sia mai vista

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6 minuti

Pubblicato il 06 maggio 2020 in Humor

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Oggi solo esseri umani di aspetto incantevole, con i miei ormoni che gridavano vendetta.

Avevo appuntamento il 30 marzo per il controllo degli apparecchi che stanno trasformando le mie zanne rettiliane in dentini hollywoodiani; ma è successo quello che è successo col lockdown e quindi buena… Stamani decido di andarci visto che hanno riaperto lunedì, ovviamente a piedi così intanto faccio la mia quotidiana dose di passi per tenere le mie zampe in forma e mantenere tonico il fisico.

Lo studio dentistico che si sta occupando di donarmi un sorriso irresistibile è una clinica dove lavora una intera famiglia: padre, madre, figlio, figlia. Il figlio e la figlia sono due tra i più meravigliosi esemplari di homo sapiens che abbia mai visto in tutta la mia esistenza, e sono ancor più fortunati visto che i loro genitori non sono un granché…(naturalmente hanno una certa età; ma se da giovane eri strafigo lo si vede anche quando sei sui sessanta).

Fratello e sorella sono un po’ appiccicosi tra di loro e il confine tra interessante e sexy e morboso e disturbante è davvero labile. Avranno un’età compresa tra i 35 ed i 40 anni, portati splendidamente. Sono entrambi non molto alti ed hanno dei lineamenti favolosi (si somigliano parecchio). Capelli castano scuri (molto scuri), quelli di lei lunghi fino a metà schiena e pieni di boccoli e quelli di lui tenuti abbastanza corti, con sfumatura alta ma volutamente un po’ disordinati per la serie “avrei i boccoli pure io: guardate qua e invidiatemi”. Lui ha anche una barbetta fintamente incolta, di quelle che in realtà si vede che ci perdi millenni di tempo per disegnarla e rifinirla alla perfezione. Entrambi posseggono quel tipo di occhi che pare già truccato di suo, con ciglia lunghe e folte che danno una profondità assurda allo sguardo. Un color nocciola che di per sé non sarebbe un granché, ma visto che i fratelli hanno occhi di dimensioni gigantesche e con un taglio vagamente a mandorla, il colore dell’iride è l’ultimo dettaglio. Quegli occhi, uniti alla carnagione lievemente olivastra (e pelle splendida, praticamente senza segni in volto), dà ai fratelli un tocco vagamente mediorientale e “meticcio” che MAMMA MIA. Lei ha sempre un trucco leggerissimo: basta l'eyeliner, visto che Madre Natura le ha donato cotanti occhi ed una pelle simile...

La sorella è più seria e distaccata, il fratello molto più gioviale e chiacchierone.

Entrambi sono sexyssimi. Entrambi hanno un gran buon odore, giuro.

Entro, aspetto diligentemente che qualcuno mi riceva, come recita il cartello posizionato su un leggio trasparente. Butto un occhio alla mia sinistra, dove c’è l’ufficio: seduta dietro la scrivania e indaffarata al computer c’è lei (la sorella). Ha come sempre lo sguardo serissimo. Percepisce la mia presenza e guarda verso di me. Ci scambiamo il “buongiorno”.

Penso: -Sei incazzata, vuoi sfogarti su di me? Vuoi picchiarmi? Entro nell’ufficio, chiudo la porta e mi siedo su una di quelle strane sedie anni ‘30 (tutto l’arredamento lo è), e mi prendi a ceffoni? Fallo...fallo, cazzo...- ha mani piccole ma ben proporzionate: le seguo mentre premono un po’ nervosamente sulla tastiera...

Arriva la madre, mi misura la temperatura (strano che non si fosse alzata per via dei pensieri su sua figlia), mi spruzza sulle mani 17 litri di disinfettante che sarebbero bastati per tutto il corpo e mi fa entrare direttamente in una delle sale, dove la tecnologica poltrona da dentista crea un contrasto fantastico con l’arredamento da “anni ruggenti”. Le dico che volevo prendere un appuntamento e lei chiede che cosa dovessi fare, così le spiego che avrei dovuto far controllare gli apparecchi il 30 Marzo ma ovviamente, visto il lockdown, la cosa è saltata. Domanda: -Ma a te doveva farti Lorenzo?- ed io annuisco ma intanto penso -Dovevo solo far controllare gli apparecchi ma, se mi si vuol fare...ben venga, diavolo!!!-

Urlando si rivolge a sua figlia, che si chiama Simona, chiedendogli se il fratello è libero.

Lei grida, da dentro quell’ufficio austero: -Sì: ora te lo mando giù!!- e quella che di certo sarà una mamma molto orgogliosa per i figli che ha messo al mondo mi guarda me dice: -Ora scende e ti fa subito-. Annuisco sorridendo da sotto la mascherina e prego mentalmente che la smetta di usare quel verbo, perché mi partono filmini in testa in 8K…

Lui arriva. Ovviamente è bellissimo come sempre. Saluta e mi riconosce subito anche se naturalmente pure io indosso la mascherina, e non è che anche prima del lockdown passassi intere giornate con loro, purtroppo.

-Mettiti sulla poltrona-

Oh, cazzo...sì che mi ci metto: però non usare l’imperativo, che esco di testa…

-Vado a prendere degli strumenti e sono pronto-

Strumenti? Che strumenti vai a prendere? Perché oggi prendo tutto così??? Calma!! Calmati, cazzo!

Quando rientra, con una valigetta pure un po’ inquietante (comunque non ho paura di andare dal dentista ma, anzi, lo trovo divertentissimo...e non solo perché ho dentisti fighi), mi guarda dubbioso e fa: -Stenditi per bene però, così è più comodo anche per te… Ora ti metto proprio in posizione orizzontale-

Oh mamma…ma lo fai apposta??????

Inizia a smontare i ferri dell’apparecchio e a sostituirli con altri nuovi, chiacchierando un sacco. A lui piace un sacco parlare mentre lavora, anche se ovviamente non puoi rispondergli perché sta ciacciandoti in bocca. Approfitto di ogni momento possibile di pausa per farlo.

Entra anche la sorella. Dalla mia posizione sdraiata sulla poltrona, vedendola dal basso verso l’altro, penso che sembra proprio una Dea. Quegli occhi sono da Dea, cazzo, e il fatto che il resto del viso sia coperto dalla mascherina li mette ancora più in risalto.

Mi guarda e sorride da dietro la mascherina e lo fa anche con gli occhi. Madre de Dios: quegli occhioni sorridono poco ma, quando lo fanno, ti senti sciogliere…

Deve controllare una cosa sul computer di lì. La sua chioma coi boccoli è legata in una coda di cavallo altissima. Trova quello che doveva, passa l’indice destro sul monitor. Mi fa tanto incazzare quando la gente tocca con le dita gli schermi; ma lei con le sue ha il permesso di fare quello che le pare…

Mi guarda di nuovo: sembra incuriosita. Hey...sdraiati qui con me su sta poltrona: ci stringiamo abbastanza ma ci stiamo, e poi...

Le fantasie si fanno davvero pesanti, anche perché i due sono fratelli, cavolo!!

Resetto il cervello, o almeno ci provo.

Quando lui ha finito di sistemare l’apparecchio prenoto il prossimo controllo (tra un mese, purtroppo), ci salutiamo ed esco. Ha salutato anche lui sorridendo pure con gli occhi. Ordinami quello che vuoi e lo farò, cazzo; ma non solo roba sessuale! Vuoi che uccida qualcuno? Guardami negli occhi, dimmi chi e dove posso trovarlo/a e lo farò subito.

Gli auguro buon lavoro ed esco da quella sala. Mentre me ne vado mi affaccio all’ufficio e saluto anche lei: le persiane della finestra sono chiuse e lei è in penombra, ma con un raggio di sole che coreograficamente le illumina il viso ed uno sulle mani che continuano a viaggiare sulla tastiera. Perfino il sole ti trova così bella e sensuale da illuminarti in un modo così splendido e perfettamente studiato, sorella…

-Ciao, buon lavoro...-

Alza gli occhi e mi risponde in tono gentile: -Buona giornata, tesoro...-

Questo è fidelizzare i clienti, cazzo!!! Io li amo. Li amo davvero.

Ah...prima di rientrare a casa mi fermo a comprare una sigaretta elettronica e il padrone del negozio, anche lui naturalmente con la mascherina, ha gli occhi grigi ed è un figo pazzesco. Passo un’altra ventina di minuti davvero piacevoli, anche perché è gentilissimo, professionale e sa come mettere a suo agio i clienti.

Rientro nel mio appartamento che ho bisogno di un calmante.


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