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Una storia di BeppeGVida

La danza delle ore

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11 minuti

Pubblicato il 12 gennaio 2021 in Avventura

Tags: #amore #armonia #storia

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Una scena dell'opera La Gioconda di Amilcare Ponchielli: La danza delle ore. Dodici ballerine

con al centro altre due che rappresentano le lancette...



Sono ospite di Marta Marzotto per la festa di sua figlia Diamante che ha celebrato le nozze al Castello dei Principi Odescalchi a Bracciano, si festeggia il matrimonio di Diamante Marzotto, ed io, con a bordo il sarto Renato Baratta e la Principessa Marina Pignatelli raggiugiamo il lago di Bracciano poi l’antica dimora dei principi Odescalchi.

Era una serata romana che nulla faceva presagire che ci sarebbe stato un evento che mi avrebbe cambiata la prospettiva di vita.

Marta, la madre di Diamante ci aveva riservato un tavolo in buon posizione, anzi direi correggendomi ottima. Il cantante che intratteneva gli ospiti era Peppino Di Capri. Da tale postazione, ad una cert’ora in prossimità delle ore piccole, lo spettacolo di intrattenimento che una sapiente regia aveva programmato diede l’avvio alla conclusione della serata.
12 ballerine formavano un cerchio e una coppia, una ballerina e un ballerino “giuocando”, una danza di rara bellezza e armonia, concludeva la splendida serata.

Al ritorno a Roma abbiamo, Marina, Renato, ed io, commentato positivamente sottolineando più volte l’evento riservando a Diamante i più consolanti apprezzamenti per l’allure che promanava dalla sua giovane età e dalla sua acerba bellezza.

Quella sera ho incontrato gli sguardi di una avvenente signora che mi era rimasta, nell’immediato come una saetta, un inconfondibile immagine che avrei voluto avere accanto. Mi dominava l’ipotesi, il pensiero di poterla rivedere, capire se ero il predestinato o un viaggio della mia fantasia che anelava far coppia con una attraente signora. Dal Momento che ero solo da parecchio tempo e la maggior parte delle serate romane le passavo al Grand’Hotel dove risiedevo abitualmente quand’ero allo studio di Roma.

Di norma nel periodo estivo, quando uscivo alla sera, era per un invito ricevuto, o per poche altre occasioni.


Frequentavo la Canottieri Aniene, sul Tevere, a volte dopo mezzogiorno lasciavo la studio di via Tomacelli e andavo a pranzo lì.
Incontro allora di pranzo all’Aniene, Massimo Gargia. Gli racconto della serata passata al Castello di Bracciano per festeggiare la figlia di Marta, Diamante, della avvenente signora, anch'ella ospite ...Era agosto.


Massimo si interessa, mi invita a descrivere la signora che tanto mi colpi; com’era vestita con chi era continuò cercando nella mia descrizione un dettaglio per poterla identificare. Mentre sono a buon punto della descrizione, mi dice fermati… io lo guardo ed egli mi dice credo di sapere chi è… La conosci Massimo? No, ma credo di sapere con chi era … chiedo, eventualmente mi fossi sbagliato, direttamente a Marta. Obietto, a Marta no, glielo potrei chiedere anch’io….


Alla sera dello stesso giorno mi chiama in studio Massimo ed esordisce dicendo so chi è la persona che ti ha fatto battere il cuore. Ti passo a prendere e ti racconto… dico alle nove e mezzo al Grand’Hotel risponde alle dieci e mezza … va bene alle dieci e mezza.

Rimasi perplesso così presto in poco tempo e già sulla tracce; poi mi faccio coraggio e mi dico fa le P.R. per persone fisiche, per aziende di grande prestigio; è evidente che a Roma, a Parigi, Montecarlo le aree in cui opera, ha conoscenze in primo piano nel privato come nel pubblico...

A Massimo gli ho arredato la sua casa di Parigi, ed è stato un via vai di clienti in seguito a tale lavoro.
A Cap d’OIL, un paese a cento metri dal Principato una grande dimora in stile déco con un restauro di una torre saracena. Proprietaria una certa Anna Marinovà architetto che per emulare Gargia è venuta a Milano per farsi fare un progetto. Senza esito positivo, va detto: non remunerato…


Arriva puntuale, dopo i saluti mi dice, tieniti forte: ha 21 anni era al tavolo prima di quello di Vittoria Cappelli, Cristina Busi, Rosetta Maramotti. Ha da poco ultimato l’accademia di Belle Arti a Bologna, sezione pittura, diploma di laurea. Il suo compagno è un ingegnere che opera nel settore che produce ceramiche. Una bella coppia. Lei si chiama Marisa Iotti lui Pietro. Segnati il telefono “se vuoi fare un salto nel buio”… Grazie Massimo.


All’indomani lascio Roma per Milano via spiga 15.
Il mio studio dove il lavoro si accumula ed è tempo di dare una sfoltita. Tra Roma Milano Bologna si svolge la mia vita di lavoro e di relazioni. Dedico poco tempo alla famiglia, che è organizzata e assistita da personale qualificato, le mie tre figlie sono delle giovani donne ormai… La persona che governa la casa è vigile coordina e controlla l’andamento familiare.

Ora faccio un salto letterario: scrivo, descrivo, è l’agosto del 2019 anno indimenticabile. Una sorpresa che mi obbliga a considerazioni che sarebbe incredulo anche Bert Hallinger se si trovasse alle prese tra lo scaramantico, le coincidenze e le costellazioni familiari, da lui create.
.

Sono passati 40 anni da quel agosto al Castello degli Odescalchi a Bracciano ove nacque il trip e l’indagine per sapere di Marisa; oggi è l’otto agosto 2019 e Marisa con sua figlia Camilla sono in Val D’Aosta, rientrano il 20.
L’ho incontrata ad un’asta di Christie’s a Milano - prima che partisse per le vacanze, e lì ci siamo presentati -. All’asta dove sarebbero stati battuti dei miei quadri, Guttuso e Mister Luna, il mio intento era quello di tenerli in buona quotazione, magari acquistandone uno, pagando solo il diritto d’asta. Davanti a me, in seconda fila cera lei, Marisa Iotti più bella di allora. Il tempo trascorso ha lentamente alleggerito la visione di allora, però mai dimenticata; ho mantenuto il ricordo nonostante avessi dimenticato la fisionomia …


Ci diamo appuntamento a Bologna al suo rientro definitivo della vacanza, previsto per il 20 agosto.

L’incontro che ci siamo promessi avviene a Bologna il 22 dello stesso mese. Riprendo la conversazione al punto che è stato interrotto all’asta di Cristhi’s, e non evocando il mio interesse per conoscerla di 40 anni prima,
Manifesto come recente la mia simpatia; l’ho faccio con sincerità ora che sono vedovo… Continua il suo racconto, interrotto qua e la… Riprende il suo raccontare, per capisaldi. Mi mette a parte di informazioni iniziando con la convivenza di 12 anni nei quali e nata una bambina, ora 27 enne; un secondo matrimonio che è rimasta vedova sei anni fa, durato dieci anni.


Marisa ha continuato a studiare perfezionandosi come tecnico specialista nell’uso di macchine per il trattamento dell’epidermide. Guida un istituto rivolto alla cura medico estetica della pelle .. Ha creato una linea di cosmesi che presto verrà diffusa commercialmente sul territorio italiano.

Da parte mia racconto per bilanciare la conversazione, dicendo di me della mia professione e di tante cose dalle quali cogliere aspetti edificanti che possano interessare, dal momento che la empatia ha già manifestato che era venuto il tempo di battere sul concreto.


Ci siamo incontrati alle ore 11 di quel memorabile giorno e alla una dopo mezzo giorno stavamo ancora conversando. Proposi di andare a pranzo. Chiesi se aveva qualche preferenza, al che lei disse in via Oberdan dalla parte di Via Rizzoli andavo quando frequentavo l’Accademia di Bologna, dal francese…
L’interruppi, ora si trova in Corte Galluzzi, andiamo anch’io ho simpatia per quel locale. Ci avviammo..


Seconda parte de: “La Danza delle Ore”


Al mio rientro a Bologna, fatte le valutazioni degli impegni che mi attendevano, colloco, i giorni che posso disporre per inseguire i miei sogni privati.

Oggi è il primo giorno di settembre. Le cose importanti non ancora completamente ponderate, da parte mia, però con una previsione che me le fa apparire positive- seppur mancanti di segnali da parte di Lei - tuttavia avviati ed ancora “in sosta in area gentilizia”, dove l’incertezza ha il sopravvento ogni qualvolta mi voglio dare certezze per farmi coraggio.


Sono le ore undici e decido, dopo alcune titubanze di chiamarla. Sono stato diversi giorni senza farmi sentire e mi sembra l’ora propizia e il tempo trascorso nel silenzio totale, l’aver creato incertezza: se è favorevole, c’è interesse da parte sua, è tempo che lo manifesti.

La chiamo. Ciao Marisa scusa il mio silenzio di questi giorni, ma pur essendo nei miei pensieri come un evento, non ho avuto un momento per poterti pensare senza sovrapporre altri argomenti che mi vietavano una solitaria quanto nitida visione di come ti ho cominciata a percepire.


Dall’altra parte Lei ascoltava senza un cenno, al che io dissi: ci sei ancora… lei rispose, scusa chi sei? Il gelo è arrivato all’improvviso se avessi proferito parole sarebbero state balbuzienti, ho lasciato passare un abbondante tempo, il tempo di connettere, e dissi: hai ragione in fondo chi sono per “entrare a gamba tesa” e pretendere che l’arbitro non fischi il fallo da cartellino giallo? Hai proprio ragione; termino la prima parte di conversazione che non ha avuto l’esito sperato e ripeto, come si conviene, dall’inizio. Ti richiamo.

Tra una chiamata e l’altra emerge, viene a galla un autocritica da ”ben ti tasta”. Mi sbollo e rifaccio il numero del suo telefono e sento che è occupato. Tu, tu,tu,tu … Faccio un numero di servizio clienti e chiedo quando si libera il tal numero bloccate telefonate in arrivo e passate la comunicazione, senza interrompere qualora fosse in conversazione… bene signore…


Nel frattempo vediamo di fare delle ipotesi a caldo, nel momento; lei ha capito benissimo che la corteggio; tutto quanto fin qui faceva presagire che gradiva il mio modo cortese ma “maschio”; cosa può essere successo nei cinque giorni che non ci siamo né visti né parlato… Non mi è parso sia una persona tanto disponibile a dare notizie di sé come ha fatto con me… Poi non sa l’antefatto di quarant’anni prima, del mio interesse per lei, quindi è da escludere che sia stata al gioco per passatempo; non può avermi frainteso, pensare che lei mi abbia inteso come una persona che non sta ferma; sia il tipo di uomo che quando né ha l’occasione si butta.


Il mio ruolo di uomo pubblico, di uomo mondano, ruolo sociale, non per scelta … credo di poter concludere che sta giocando una partita alla roulette… Coraggio bisogna andare avanti. Poi come penultima considerazione, essendo una donna affermata e non si arriva dov’è arrivata lei se si perde tempo a giocare con fini ludici, quelli sono tempi lunghi, come le ombre quando c’è molta luce…


Bella e intelligente, colta quanto basta, di sintesi - segno che non perde tempo a far ricami e se li fa perché s’è presa un piccolo spazio di tempo per mettere a segno un piano -… Ecco il punto sul quale sostare con “l’aiuto del sospetto”. Vedremo di battere questa strada posso capire qualcosa… Vediamo.


Scrivo un breve testo manoscritto a Marisa per dar corso ad una strategia che la sorprenderà per la sua brevità. Penso la metterà “con le spalle al muro”: oppure si manifesta o lentamente la mia idea evaporerà e difficilmente potrò escogitare qualcosa di sorprendente, perlomeno escludo, al momento, perché sono demotivato. Vedrò: un passo alla volta…
L’indirizzo sulla busta
Mrs Marisa Iotti Lindner
Industria Cosmetica


Il testo della lettera:


Cara Marisa
Probabilmente oggi non è giornata favorevole per la ripresa di dialoghi interrotti…. Anche gli astri consigliano di evitare intraprese, esse sono destinate a naufragare, solo il tre per cento dei nati sotto il segno dello scorpione con ascendente toro, si apriranno un varco verso il futuro, a’ - tout- a’ l’heure …


Passano alcune ore, nel tardo pomeriggio mi viene recapitata a mano una lettera col messaggio che a prima vista mi ha consentito di leggere l’intero testo, in una sola occhiata.
Esso dice: Scusa non ho potuto avverti, la principessa, il domino della mia passione, è rimasta chiusa in un andito, stava per soffocare e stato necessario per salvarla ricorrere d’urgenza alla ai pompieri, poi alla clinica. Ti chiamerò…

Un misto di gioia, disappunto, preoccupazione, mi hanno fatto pensare ad una tragedia sfiorata? Ma il “domino della mia passione?” Una figlia? Poteva dire mia figlia; ma che strano modo… Vuoi vedere che si tratta d’altro… cosa può essere? Beh comincio a guardare senza emotività la cosa da un punto di vista positivo, se vi è o si può in mancanza di notizie certe, considerare positivo.
Il fatto che mi abbia mandato un messo vuol dire non solo che è una persona rispettosa ed educata vuol dire ha sentito il dovere d’informarmi. Mi ha allarmato però non mi ha chiuso la porta, vuol continuare; se giuoca…?


Beh stasera sarò io a chiamarla, me ne dà facoltà con il suo messaggio…

Alle 19 chiamo, mi risponde una persona che si qualifica di nome Giulia. Da lei apprendo l’antefatto, ed è un sollievo. Ringrazio e chiudo.
Prendo un foglio e vergo con parole misurate e prudenti, una lettera compiuta, dal testo stringato ma dice quanto le è accaduto e la preoccupazione che ho sentito; avverto che per non essere d’intralcio mi astengo dal cercarla, appena potrà mi chiami lei che ci incontreremo sperando che tutto sia sedato.


Nella stessa serata, erano circa e ore 22 sento il cellulare suonare, è lei, Marisa. Preamboli che fanno chiarezza. Principessa è la gatta bianca, mascotte dell’industria cosmetica, ritratta nella pubblicità dell’industria; è bella affabile e dolcissima che è sempre con lei quando arriva a casa, e le manifesta con le fusa la sua allegria alla prima carezza. Da ciò un amore incontrovertibile…

Il seguito prossimamente...


Autore Beppe G. Vida

Prima stesura agosto 1980

Integrato con nuovi eventi di due anni fa

gennaio 2021.


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